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Una nuova intervista esclusiva a Piercarlo Guglielmi (Italia 1) 20 maggio 2010

Scritto da Antonio Genna nelle categorie 24, American Dad, Animazione, Chuck, Cinema e TV, Dr. House, Esclusive, Heroes, I Griffin, I Simpson, Interviste, Serie cult, The Big Bang Theory.
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Italia 1A circa un anno e tre mesi dall’ultima intervista, qualche giorno fa ho avuto modo di rivolgere altre domande a Piercarlo Guglielmi, Responsabile del Palinsesto e della Redazione Diritti di Italia 1, che ringrazio molto per la gentilezza e disponibilità.
Tanti, e sicuramente per molti interessanti, gli argomenti trattati questa volta, che comprendono un’analisi della TV italiana dell’ultimo anno, gli ascolti in calo di Italia 1, gli esperimenti degli ultimi mesi di programmazione abbinata di Dr. House con The Closer prima e Fringe poi, un piccolo “confronto a distanza” con RaiDue, le tante novità telefilmiche che arriveranno nei prossimi mesi, il ritorno tanto atteso in chiaro (con indicazioni più precise del solito!) di serie come Heroes, Ugly Betty e Dexter e della storica “Serata DOC” della rete.

Buona giornata. Una domanda iniziale è obbligatoria: dalla sua posizione di Responsabile del Palinsesto e della Redazione Diritti di Italia 1, quali ritiene siano stati i principali cambiamenti del panorama televisivo italiano dopo l’intervista che le avevo rivolto oltre un anno fa?
Buongiorno Antonio, e buongiorno a tutti. L’evidenza è sotto i nostri occhi: ci troviamo in uno scenario che sta cambiando con una rapidità impressionante, ed in modo esponenziale. Niente è come 5 anni fa, ma sono tante anche le differenze rispetto ad un anno fa. Tecnologie, piattaforme, dinamiche competitive, attori in gioco…un anno fa –ad esempio- avremmo mai ipotizzato un caso come quello di Cielo?
E’ uno scenario a volte disarmante, ma molto più spesso avvincente.  Italia 1 credo rappresenti il fronte di battaglia della vecchia televisione free, la prima linea e quindi quella più aggredibile, visto le caratteristiche del suo pubblico.  Anche il nostro lavoro sta cambiando, le logiche di costruzione del palinsesto e le tecniche di valutazione del prodotto devono evolversi seguendo la corrente. Pochi anni fa era sufficiente (se così si può dire)  monitorare il mercato, cercare il prodotto più interessante e programmarlo nel migliore dei modi possibile. Oggi le variabili sono cresciute di numero, sia a livello di scenario televisivo che di specifica valutazione editoriale;  occorre fare considerazioni più ampie (chi sfrutterà il prodotto? quando? quali le finestre?), che si sovrappongono alla classica tecnica di valutazione editoriale che considera l’analisi del genere (valore del crime, crisi del medical, etc), l’analisi del prodotto (cast, budget, ritmo, scrittura, etc) e la potenzialità della programmazione americana.
Spesso poi l’analisi di scenario va intrecciata a quella di prodotto (quale genere resiste meglio fino alla finestra free? e quale prodotto all’interno di un genere? Più “Mentalist” o “CSI”?). Insomma… molto più complicato di 5 anni fa ed ogni anno più complicato… ma trovarsi a vivere questo momento di cambiamenti e provare a crescere e modificare anche se stessi è comunque avvincente. (altro…)