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Edicola – “Vanity Fair” #44/2012, 7 novembre 2012: “Jennifer Aniston – Ride bene chi ride ultimo” 31 ottobre 2012

Scritto da Antonio Genna nelle categorie Cinema e TV, Vanity Fair.
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Vi presento la copertina ed un’anticipazione relativa al numero 44 (del 7 novembre 2012) del settimanale “Vanity Fair”, edito da Condè Nast e in vendita nelle edicole al costo di 2 € (salvo promozioni regionali).

Jennifer Aniston, ride bene chi ride ultimo
Con un promesso sposo come Justin, bello, bravo e generoso (vedi diamante) non è poi così difficile dimenticare Brad (e Angelina)

di Guia Soncini

La fine di un’era è stata sancita la settimana scorsa sulla copertina di People, il meno feroce dei rotocalchi americani, ma anche quello a più alta tiratura perché ben consapevole di cosa piaccia al pubblico. E quel che ci piace è che i milionari famosi vengano umanizzati da qualche debolezza, che sia la cellulite o la difficoltà a dimenticare un ex. Non importa se sia vero: non importa mai, quando una storia è avvincente. E Jennifer è stata per quasi otto anni la storia perfetta.

Tuo marito, l’uomo più bello del mondo, ti lascia per la donna più bella del mondo. Certo, tu vai avanti, ti fidanzi con altri, fai film più o meno di successo, sei sempre sorridente, ma a noi non la si fa, noi ti abbiamo capita, noi sappiamo come funziona: tu in realtà sei disperata. È chiaro che i fidanzati sono un diversivo: John Mayer è un flirt seriale di donne famose e ha pure indelicatamente
fatto capire ai giornalisti d’essere stato lui a piantarti, quel fotomodello inglese figuriamoci, e Vince Vaughn, beh, lì era chiaro che stavate solo promuovendo quel film in cui vi lasciavate, e infatti vi siete lasciati. A noi non la si fa, noi sappiamo che tu ami ancora Brad, noi sappiamo che tu hai preso malissimo l’essere stata mollata.Prima di essere famosa per essere stata abbandonata, Jennifer Aniston era famosa per il più clamoroso successo televisivo degli anni Novanta, la serie Tv  Friends. Erano sei giovani amici a Manhattan, interpretati da attori che fin lì non avevano fatto niente di particolarmente rilevante. Prima della messa in onda, li portarono per un weekend a Las Vegas: erano gli ultimi due giorni che avrebbero avuto occasione di passare da sconosciuti. Gli ultimi due per il resto della vita. Prima che Friends avesse una risonanza così globale da rendere sensate quelle ultime ore di ricreazione in un casinò; prima di incontrare Brad a metà serie, nel ’98, e di fidanzarcisi come nei sogni più classici, e di sposarlo nel 2000, la ragazza della porta accanto e il figo per eccellenza; prima di stare nuda sulla copertina di Rolling Stone, prima di essere quella carina che poi, per impietoso confronto con la somma Jolie, sembrava non essere più abbastanza carina – prima di tutto questo, Jennifer Aniston era stata una nasona cui l’adorabile madre diceva: «Non metterti l’eyeliner, hai già gli occhi piccoli» (…). Ogni volta che proiettiamo sulla signorina (ancora per poco) Aniston la nostra incapacità di superare gli ostacoli, lo facciamo per ammirazione. Perché noi diamo in escandescenze se il nostro ex cambia la situazione sentimentale su Facebook, e lei ha bene o male mantenuto un contegno sorridente per otto anni di copertine, sei figli, uno stillicidio di rivelazioni sull’innamoramento tra i due semidei avvenuto quando lui era ancora sposato, e la stucchevole perfezione della cosa più vicina a una famiglia reale che l’America abbia mai avuto. La bellezza e la capacità di non sbagliare mai una mossa di Brad e Angelina sono difficili da non invidiare per il resto del mondo, figuriamoci per la mortale che, un tempo, divideva il talamo nuziale con la metà maschile della coppia. Eppure lei ce l’ha fatta. Ha continuato a sorridere, a stirarsi i capelli, ad alzare gli occhi al cielo senza farsi venire esaurimenti qualunque cosa i giornali scrivessero (…). Ci sono voluti quasi otto anni (scadranno a gennaio) di separazione da Brad Pitt, più di quanti ne fosse durata la loro relazione (due anni di frequentazione, quattro e mezzo di matrimonio), ma Jennifer ce l’ha fatta. Non è più la donna che le americane amano compatire, e quindi People l’ha relegata in un angolino della copertina, lasciando lo spazio maggiore alla vittima del momento: Demi Moore, che pare non abbia preso benissimo la nuova storia di Ashton Kutcher (con Mila Kunis). È colpa di un anello. I diamanti, si sa, sono i peggiori nemici delle copertine, portatori di invidia invece che di empatia. Justin Theroux non è solo belloccio, è anche parecchio ambizioso e talentuoso: oltre a recitare ha scritto i seguiti di roba da incassi miliardari come Iron Man e Zoolander, e quel piccolo capolavoro della comicità che era Tropic Thunder. Anche volendo, è difficile liquidarlo come un poverino che si presta a giocare al fidanzato di Aniston per trarne un po’ di pubblicità. Non che i tabloid più spericolati si siano fatti scrupolo a formulare l’ipotesi, né a dire che comunque il diamante che ha messo al dito di Jennifer, nella deliziosa antiquata tradizione americana del fidanzamento ufficiale, è troppo grosso. Tuttavia, un diamante un po’ cafone non ha il valore di copertina dell’ipotesi in cui lei sta a casa a piangere mentre quei due sono sempre più felici. E quindi la Jennifer che dice che Justin ha organizzato di nascosto il fidanzamento ha uno spazio piccino rispetto alla Demi esaurita.