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Cinema futuro (1.773): “Silent Hill: Revelation 3D” 30 ottobre 2012

Scritto da Antonio Genna nelle categorie 3D, Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end “Silent Hill: Revelation 3D”

Uscita in Italia: mercoledì 31 ottobre 2012
Distribuzione: Moviemax Media Group

Titolo originale: “Silent Hill: Revelation 3D”
Genere: horror / thriller
Regia: Michael J. Bassett
Sceneggiatura: Michael J. Bassett
Musiche: Jeff Danna, Akira Yamaoka
Durata: 94 minuti
Uscita negli Stati Uniti: 26 ottobre 2012
Sito web ufficiale (USA): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast: Adelaide Clemens, Sean Bean, Kit Harington, Radha Mitchell, Deborah Kara Unger, Martin Donovan, Malcolm McDowell, Carrie-Anne Moss, Jefferson Brown, Milton Barnes, Jodelle Ferland, Heather Marks, Peter Outerbridge

La trama in breve…
Ispirato al terzo capitolo della celebre serie di videogiochi, SILENT HILL: REVELATION 3D è un horror con protagonista Heather Mason, una ragazza tormentata da spaventosi incubi legati alla città di Silent Hill. Decisa ad investigare sulla scomparsa del padre e sul motivo dei suoi strani sogni, Heather arriva nella città fantasma dove scoprirà di non essere chi pensava e capirà che uscire da Silent Hill non è poi così facile.
SILENT HILL: REVELATION 3D è basato sull’acclamata serie di videogiochi survival horror creata dalla Konami, ma il film è molto più di un semplice adattamento, con una storia ideale per il grande schermo. Sebbene si tratti del sequel del primo film (Silent Hill, diretto da Christophe Gans nel 2006), questo nuovo episodio può essere visto anche da chi non conosce il precedente capitolo. Non solo susciterà dei brividi, ma colpirà molti spettatori, quelli familiari con il mondo di Silent Hill e quelli che lo stanno appena scoprendo.
Samuel Hadida ha prodotto questo film, così come il primo capitolo di Silent Hill, oltre a tutti i titoli cinematografici della serie di Resident Evil. Come dichiara lui stesso, “Silent Hill è assolutamente diverso da ogni altro videogioco. E’ una magnifica opera d’arte, che coinvolge i nostri sentimenti e le percezioni in maniera originale. Ogni giocatore vive qualcosa di unico: parla del destino, dei segreti e del male che nascondiamo dentro di noi. Riteniamo che, con Silent Hill: Revelation 3D, stiamo portando al pubblico cinemagrafico proprio questa esperienza”.
Silent Hill: Revelation 3D è scritto e diretto da Michael J. Bassett (Solomon Kane,  Deathwatch).  Nel cast Sean  Bean (Il signore degli Anelli, Il trono di spade) e Deborah Kara Unger (The Game – nessuna regola, 88 minuti, The Samaritan), oltre a un’apparizione speciale di Radha Mitchell (Man On Fire – Il fuoco della vendetta, La città verrà distrutta all’alba). Il film mette inoltre in mostra nuovi talenti come Adelaide Clemens (X-Men – Le origini: Wolverine e le pellicola di futura uscita Il Grande Gatsby e No One Lives) e Kit Harington (Il trono di spade), oltre ai  celebri Carrie-Anne Moss (Matrix, Disturbia) e Malcolm McDowell (Arancia meccanica, The Artist).

UN UNIVERSO CHE VA OLTRE I GENERI

Hadida sottolinea come “i creatori giapponesi dei giochi di Silent Hill hanno attinto dai maestri cinematografici del genere horror, con l’obiettivo di dar vita a una grande ricchezza visiva ed emotiva nei loro giochi. Questa dote ha sicuramente contribuito all’enorme successo di questa serie di giochi. L’adattamento realizzato da Christophe Gans, regista del primo film, è risultato un omaggio straordinario ai videogiochi e al genere. Questa volta, volevo che la nuova esperienza risultasse un ponte tra la paura che si avverte quando si gioca e la tensione che si prova sulla poltrona di un cinema”.

Dopo il successo del primo film, la Konami era molto felice di lavorare a un nuovo progetto. Hadida e il suo socio di produzione nei film di Silent Hill, Don Carmody, dovevano solo scegliere l’approccio giusto. La risposta è arrivata durante una discussione casuale al Comic-Con, la maggiore convention di fumetti e arti popolari, che si svolge a San Diego. Hadida e Michael J. Bassett si trovavano lì per promuovere il loro film Solomon Kane. Come ricorda Hadida, “Sapevo che Michael era un giocatore. Quando al Comic-Con ho accennato al lavoro che stavo facendo per  il nuovo film di Silent Hill, lui si è mostrato entusiasta e desiderava partecipare”.

Bassett ha scritto una sceneggiatura, dotata di complessità narrative che affrontano diverse dimensioni e livelli di esistenza. Hadida spiega che “grazie alla sua conoscenza del gioco, Michael aveva i requisiti e l’esperienza adatti per sviluppare diversi aspetti della sceneggiatura. Inoltre, come regista sapeva come concretizzare la storia sul grande schermo. Un elemento chiave della storia è il rapporto tra diverse forme di realtà. L’eroina, Heather, deve venire a patti con la realtà del nostro mondo quotidiano, il suo stato mentale – che non è detto sia in grado di comprendere quello che avviene – e la realtà alternativa dell’universo di Silent Hill. Abbiamo giocato con il mondo di Silent Hill e allo stesso tempo portato il pubblico sempre più all’interno di questo mistero. Ognuno può farsi la propria opinione, fino alla conclusione”.

Bassett spiega: “I film con un aspetto metafisico mi interessano molto. La complessa struttura mitologica di Silent Hill, incentrata su l’Ordine di Valtiel, l’adorazione del Sole e il sigillo di Metatron, ci permette di esplorare tematiche importanti, su come la religione e il fanatismo possano corrompere le persone, oltre a riflettere sul fatto che la fede assoluta non è assolutamente una fede. Abbiamo intrapreso un viaggio meraviglioso per esplorare il mondo di Silent Hill, cercando di piegare quell’universo rispetto alle nostre esigenze artistiche, per poi restituire la parola ai fan del gioco che saranno impazienti di vedere i miei cambiamenti, mentre intanto fornisco a un pubblico nuovo una storia coerente, comprensibile e autoconclusiva”.

“Fin dall’inizio, abbiamo sempre desiderato spingerci oltre un semplice adattamento. Le storie del gioco e del film sono paragonabili, ma non combaciano perfettamente. Anche se volevamo rimanere il più possibile fedeli al  terzo gioco, avevamo intenzione di utilizzare dei personaggi creati nel primo film dal regista Christophe Gans e dallo sceneggiatore Roger Avary, con una progressione che portasse a una conclusione naturale. Sono importanti per quanto riguarda la fine della nostra storia e contribuiscono a livello spettacolare all’impatto drammatico del film”.

Michael J. Bassett e Christophe Gans si sono incontrati per discutere dello sviluppo della storia, dei personaggi e dell’idea di partenza. In seguito, Bassett ha visitato i Konami studios, dove i loro team stavano sviluppando il nuovo gioco di Silent Hill. Dopo aver visionato il design delle creature e discusso dell’arco narrativo dei personaggi, la Konami era entusiasta delle idee di Bassett. Quest’ultimo ricorda come “sia stato meraviglioso stare con loro e raccontare la storia, come stavo cambiando il loro gioco e il film che stavo creando, poi mettere assieme tutte le parti coinvolte e le energie creative di ognuno. La libertà di un sequel è che non devi reinventare nulla, la sfida e l’opportunità è invece quella di migliorare. Credo che ci siamo riusciti e la Konami ci ha sostenuto completamente in questo processo creativo”.

Don Carmody fa notare che “Michael J. Bassett è un grande fan dei videogiochi di Silent Hill. Conosce bene i codici e i meccanismi e la sua fantasia ha dato vita al personaggio dell’adolescente Heather. Abbiamo portato la storia a un altro livello, sviluppando nuove idee e creature, migliorando i ruoli dei personaggi e lo sviluppo di quello che avviene dietro le quinte. Questo ha permesso alla storia di essere accessibile a un nuovo pubblico under 25, proprio le persone che vanno al cinema. Loro possono rispecchiarsi nel punto di vista di Heather e anche in quello di Vincent Carter (interpretato da Kit Harington)”.

Il coproduttore Laurent Hadida aggiunge “noi desideravamo inserire qualcosa di nuovo rispetto ai giochi, in modo da sorprendere gli spettatori che conoscevano bene questo universo, rimanendo comunque fedeli al modello di partenza. SILENT HILL: REVELATION 3D è una storia di formazione molto dark e spaventosa. Desideravamo creare un altro livello di interazione tra il pubblico e il film, in modo da ridurre la distanza tra la visione e il gioco. Nella squadra produttiva, c’erano tanti appassionati giocatori, in particolare il sottoscritto. Sapevamo quanto fosse importante staccare gli spettatori dalla consueta posizione passiva del pubblico cinematografico. Per questo, realizzare il film in 3D significava creare uno strumento narrativo che permettesse di immergersi in questo universo. Ci aspettiamo che gli spettatori si sentano intrappolati e terrorizzati come i nostri personaggi!”.

AFFRONTARE UN INCUBO FATTO DI AMORE
Adelaide Clemens è Heather Mason

Al Sundance Film Festival del 2011, Samuel Hadida ha notato una giovane donna che assomigliava esattamente al personaggio di Heather Mason del terzo gioco di Silent Hill. Più cose scopriva di lei, più vedeva confermata la sua prima impressione: Adelaide Clemens era perfetta per il ruolo di Heather Mason.

Hadida ricorda come “lei possedesse un’energia speciale. Mi ha detto di aver vissuto in tante nazioni diverse, spostandosi costantemente da un posto all’altro come fa Heather. La sua audizione è stata fantastica e noi a quel punto eravamo sicuri che Adelaide fosse Heather”.

In fuga con suo padre, Heather rappresenta la nuova identità della problematica ragazzina di nome Sharon, che scompare a Silent Hill nel primo film. Ora ha 18 anni. Mentre non è più una sonnambula, i suoi incubi molto realistici la portano in posti pericolosi, quindi l’influenza di Silent Hill rimane dentro di lei. SILENT HILL: REVELATION 3D è una storia di formazione, che mostra come Heather venga a conoscenza della sua vera identità.  Questo processo comprende l’incontro con Dark Alessa, la sua “gemella malvagia”, anche lei interpretata dalla Clemens.

Don Carmody spiega come “non abbiamo scelto nessun altro attore per il film fino a quando non abbiamo stabilito chi fosse Heather. Subito dopo, abbiamo puntato su Kit Harington per il ruolo di Vincent. Questi due personaggi portano avanti la storia”.

“Anche se i videogiochi vengono considerati come un passatempo soprattutto maschile, in realtà la popolazione di giocatori si divide quasi equamente tra uomini e donne. Entrambi gli adattamenti di videogiochi che ho realizzato (Silent Hill e Resident Evil) contengono delle protagoniste potenti. Rispetto alla forza bruta degli uomini, una donna deve avere molta più immaginazione e intelligenza per superare i suoi avversari”.

“E’ facile scioccare il pubblico mostrando del sangue o cose raccapriccianti, ma per creare un film veramente spaventoso, il pubblico deve riconoscersi nel personaggio”, nota Bassett. “Un attore che si porta sulle spalle il peso del film deve dare tutto e trovare la protagonista è stata una bella sfida. Il ruolo richiedeva una giovane interprete, credibile nel contesto di un mondo irreale in cui avrebbe dovuto correre, saltare, andare a caccia, essere ricoperta di sangue, circondata da anelli di fuoco e attaccata da mostri. Adelaide Clemens, la giovane donna che ho selezionato per affrontare queste torture, si è rivelata meravigliosa”.

L’attrice confessa che “la sceneggiatura richiedeva un’incredibile gamma di emozioni, azione e comportamenti. Interpretare Heather è stata un’opportunità straordinaria e molto complessa dal punto di vista fisico e psicologico. Prima di ogni ciak facevo un bell’urlo per concentrarmi meglio. In questo modo, riuscivo a focalizzare al massimo la mia energia. Da quel momento in poi, tutto diventava istintivo e il mio corpo si muoveva senza che io dovessi fare nulla”.

Il regista aggiunge che “Adelaide ha capito rapidamente quello che volevamo ottenere. Non conoscendo i videogiochi, lei ha portato uno sguardo nuovo alla sceneggiatura e si è concentrata solo sugli aspetti drammatici del progetto. Questo era il modo migliore di affrontare il ruolo. Non ha cercato di imitare il personaggio del gioco, ma ha tentato di dar vita a un ruolo forte”.

Adelaide osserva come “vivere a Silent Hill è straordinario e magnifico. Durante queste riprese, mi sentivo completamente immersa in questo mondo, ben distante da ogni realtà che avevo vissuto in precedenza. L’ho adorato. Il film è visivamente spettacolare, con urla, salti e corse, molti mostri strani, effetti di protesi e odori particolari, ma è stato entusiasmante! Ha cambiato il mio modo di vedere le cose. Gli spettatori saranno impauriti, ma si porranno anche delle domande e magari saranno disorientati da questa esperienza”.

Lei ha delle osservazioni interessanti sulla storia: “nonostante tutte le pressioni che deve subire Heather, andare a Silent Hill è una sua scelta. Heather ha un legame forte con suo padre, Harry. Sono una squadra e hanno un buon equilibrio tra loro. Harry la aiuta e la sostiene molto. Quando scompare, Heather non può far altro che cercarlo. Insomma, è l’amore che la porta a Silent Hill”.

Per Adelaide, il cast è un altro elemento forte del film. Lei ammette che “Michael e i produttori hanno messo assieme un impressionante gruppo di attori. Lavorare con Kit Harington è stato magnifico. Abbiamo condiviso tante cose: il freddo e la neve, le atmosfere inquietanti, i personaggi e i set spaventosi. Ho ancora gli incubi per la scena con le infermiere! Noi eravamo terrorizzati, anche se sapevamo benissimo di trovarci al sicuro su un set. Condividere emozioni del genere porta ad avvicinarti. Ora, io e Kit siamo buoni amici”.

Adelaide aveva già incontrato Radha Mitchell in diverse occasioni. Entrambe sono australiane e Adelaide era felice di poter lavorare con lei, così com’era eccitata di poter collaborare con Deborah Kara Unger. “Ha un metodo molto particolare. Quando si cala nel personaggio, è accattivante e inquietante. La sua voce aveva un effetto-eco che catturava l’attenzione”.

Per quanto riguarda Malcolm  McDowell e Sean  Bean, l’attrice sostiene che “aver recitato con Malcolm rimarrà sempre uno dei miei ricordi più belli. La nostra scena è intensa e spettacolare a livello formale e contenutistico – lavorare con lui è stato un vero colpo per la mia carriera! Anche Sean Bean è eccezionale. E’ grazie al suo personaggio che io mi prendo tanti rischi nella storia. Credetemi, lui merita tutto questo!”.

Quando si è trattato di lavorare con Carrie-Anne Moss, sul set è avvenuto qualcosa d’inatteso. Prima delle riprese, la Moss aveva avuto delle conversazioni piacevoli con Clemens, ma una volta arrivati sul set, è cambiata. Come la descrive Adelaide, “ha interrotto ogni rapporto e si è mantenuta a due metri di distanza da me. Non ho capito bene le ragioni, finché non abbiamo iniziato le riprese. A quel punto, è arrivata e mi ha messo la mano sul mento. Non ho mai provato una sensazione del genere, una totale invasione del mio spazio personale. Mi sono venuti i brividi. E’ stato affascinante e potente”.

L’attrice rende anche merito a Michael J. Bassett. “Lavorare con Michael è un sogno. E’ assolutamente divertente e fornisce un supporto notevole. Sa esattamente come organizzare una scena, sia da un punto di vista tecnico che per quanto riguarda il gioco. E’ fantastico in quello che fa”.

SEGUIRE IL PROPRIO CAMMINO
Kit Harington è Vincent Carter

Anche se Heather non vuole avere degli amici, Vincent Carter riesce ad avvicinarsi a lei. Vincent è un nuovo personaggio nel film, basato su un personaggio minore dei giochi. Tuttavia, nel film lui assume ben altra importanza nel mondo di Silent Hill e diventa un protagonista centrale. Proprio come capita a Heather, è nuovo a scuola, misterioso e sconosciuto come lo è lei e in cerca di amicizie. La sua presenza porta la storia a combaciare con il punto di vista degli adolescenti. Quando i realizzatori cercavano l’attore giusto, il nome di Kit Harington è sbucato per via de Il trono di spade, la serie che stava iniziando sulla HBO. A quel punto, il regista e i produttori avevano incontrato tanti candidati per cercare l’attore giusto.

Michael J. Bassett ricorda che “lui è entrato dalla porta ed era Vincent! Tutto questo, solo grazie alla forza del suo provino, nient’altro. Le vibrazioni che trasmetteva erano proprio quello che volevo ottenere. A differenza di Adelaide (nei panni di Heather), che sembra uguale al personaggio del gioco, Kit susciterà una reazione diversa da parte degli appassionati, perché l’ho utilizzato in maniera differente”.

Come Clemens, Harington si è calato nel ruolo basandosi solo sulla sceneggiatura e senza conoscere il videogioco. L’attore spiega che “all’inizio, Vincent Carter sembra un tipo socievole che cerca di farsi degli amici, ma la realtà è ben diversa. E’ stato un personaggio difficile da interpretare, perché lui è molto complesso, come se avesse un monologo interiore che nasconde all’esterno. Quando incontra Heather, inizia ad avere dei dubbi profondi. Affronta dei dilemmi complessi e si trasforma in un antieroe unico”.

Kit aggiunge che “Silent Hill è stata un’esperienza bizzarra, fantastica, divertente e surreale. Si è insinuata nei miei sogni. Mentre dormivo, sono stato inseguito da infermiere e creature, così come da tutto quello che è orribile e strano. Tuttavia, l’atmosfera sul set è stata ben diversa. Michael ama stare vicino ai suoi attori e mi ha aiutato molto a comprendere questo mondo”.

“Ho incontrato Adelaide per la prima volta durante il provino. Siamo andati molto d’accordo fin dall’inizio, una cosa importante per quanto riguarda i nostri personaggi e quello che avrebbero dovuto affrontare. Lavorare con lei è stato eccitante. Le sue urla prima di ogni scena ci davano il via. E’ un’attrice fantastica e si è impegnata molto per questo film. La sua energia mi ha impressionato”.

SEAN BEAN, RADHA MITCHELL & DEBORAH KARA UNGER TORNANO A SILENT HILL

Quando Bassett stava scrivendo la sceneggiatura di SILENT HILL: REVELATION 3D, nessuno poteva sapere se Radha Mitchell, Sean Bean e Deborah Kara Unger sarebbero stati disponibili. Per fortuna, tutti loro sono riusciti a tornare – una dimostrazione di apprezzamento alla sceneggiatura e all’idea. Secondo Samuel Hadida, “Portarli di nuovo sul set era importante sia per la continuità della serie che per i fan”.

Sean Bean è Harry Mason

Sean Bean, che interpreta il padre di Heather, spiega che “la gente parlava di un nuovo Silent Hill da anni. Mi è piaciuto molto recitare nel primo film e quindi ero interessato al sequel. Ho sempre pensato che quest’universo fosse decisamente strano, diverso, intenso e disturbante. Quando Samuel mi ha chiamato, ho letto la sceneggiatura e ho accettato immediatamente”.

“Gli ultimi anni sono stati duri per Harry. Ha perso la moglie Rose a Silent Hill, mentre adesso sta cercando di crescere la figlia e loro devono spostarsi continuamente. Probabilmente, è troppo protettivo, ma considerando le circostanze è comprensibile. Nel primo film, Harry aveva un ruolo passivo, mentre ora è un personaggio più attivo”.

Sean Bean non solo ha ritrovato Radha Mitchell, ma è anche tornato a collaborare con Kit Harington, che interpreta il figlio illegittimo ne Il trono di spade. L’attore aggiunge che “Kit e Adelaide sono degli attori eccellenti e i loro personaggi formano una coppia fantastica. E’ stato molto piacevole lavorare con Michael. E’ un narratore meraviglioso e il suo senso dell’umorismo rappresentava una boccata d’aria fresca nell’universo di Silent Hill!”.

Bassett aggiunge che “un modo di umanizzare la storia all’interno del genere horror, è di creare dei rapporti forti tra i personaggi. Il centro della vicenda è il desiderio di Heather di salvare il padre. Questo rende il personaggio di Sean molto affascinante e maturo, e lui lo interpreta magnificamente”.

Radha Mitchell è Rose Da Silva

Rose Da Silva è la madre di Heather e la moglie di Harry. Ora è bloccata a Silent Hill e interpreta un ruolo misterioso. Radha Mitchell ricorda: “Quando è stata girata la prima scena nel giorno iniziale di riprese, mi sono ritrovata a fronteggiare lo stress insito nella parte e la strana sensazione di dover fronteggiare una minaccia insidiosa. Benvenuti a Silent Hill. Interpretare nuovamente questa parte in SILENT HILL: REVELATION 3D era eccitante. Rose appare al marito per poco tempo, soltanto come un riflesso di se stessa. In questi momenti tristi, capiamo meglio i sacrifici fatti per salvare la figlia. Poi, improvvisamente come è scomparsa, Harry la perde nuovamente. E’ decisamente poetico. Per un videogioco, ci sono tanti momenti di grande sensibilità mischiati all’horror”.

Deborah Kara Unger è Dahlia Gillespie

Deborah Kara Unger ancora una volta interpreta Dahlia Gillespie, la madre di Alessa. L’attrice confida: “Amo Dahlia! E’ una donna inquietante e bizzarra, che sembra avere settant’anni, diventata saggia attraverso la sofferenza. Lei offre nuovamente questa strana forma di saggezza, questa volta a Heather. Michael ha adottato un’interpretazione estrema di questo personaggio e, a mio avviso, l’ha resa più simile a quella che appare nel gioco. Lo rispetto molto per questa scelta. Non appena sono tornata sul set e nel mondo di Silent Hill, la personalità di Dahlia mi è tornata immediatamente alla mente. Questi personaggi ti conquistano. Sembrerà strano a chi non conosce questo universo, ma sono dei personaggi complessi, così come lo è il mondo di Silent Hill”.

Samuel Hadida aggiunge che “Dahlia nasconde un segreto importante dal primo film di Silent Hill. Lei porta il pubblico a porsi delle domande sui valori e la moralità, mentre lentamente iniziamo a capire qualcosa in più su di lei. Era evidente che dovevamo far tornare Deborah per tirar fuori un’interpretazione del genere e siamo felicissimi che lei sia di nuovo a Silent Hill”.

CARRIE-ANNE MOSS, MALCOLM McDOWELL E MARTIN DONOVAN FANNO LA CONOSCENZA DI SILENT HILL

Carrie-Anne Moss è Claudia Wolf

Claudia Wolf è uno dei personaggi principali della storia. Più cose scopriamo di lei, più il viaggio diventa spaventoso. Le origini di Wolf risalgono al terzo videogioco di Silent Hill e la sua interprete sullo schermo, Carrie-Anne Moss, si ritrova a essere la leader dell’Ordine.

La Moss spiega “Claudia è una donna potente, una leader che ha intenzione di purificare il mondo dai suoi peccati. Il suo universo è basato su un istinto materno perverso ed è pronta a qualsiasi sacrificio, anche se riguarda delle persone della sua famiglia. Lei è molto convinta delle sue idee, ritenendo di avere ottime ragioni dietro a ogni cosa che fa”.

“Carrie-Anne era entusiasta di interpretare il personaggio di una strega, dotata di un sentimento materno”, rivela Bassett. “Claudia ha un coinvolgimento materno per quanto riguarda gli eventi che capitano ai personaggi del film”.

L’attrice prosegue, dicendo che “una volta che diventi una madre nella vita reale, cambia il modo in cui interpreti una figura materna. E’ impossibile non inserire le tue sensazioni nella recitazione. Ho reso Claudia più materna di quanto non fosse nella sceneggiatura. Per quanto le decisioni di Claudia siano estreme, lei ritiene di proteggere dal male il suo mondo e gli abitanti, anche se questo significa sacrificarli”.

“Dopo aver scoperto il primo film, non vedevo l’ora di lavorare a questo!”, afferma la Moss. “Le ore necessarie per entrare nel costume, le lunghe passeggiate desolate attraverso le tavole di legno nel cuore di questa fabbrica abbandonata, il forte abbassamento di temperatura perché il sole non poteva penetrare in queste spesse mura, la fredda pioggia che cade dal tetto e che fornisce una sensazione di disperazione, erano tutte una fonte di grande ispirazione per me, consentendomi di calarmi nei panni dell’alta sacerdotessa dell’Ordine”.

Malcolm McDowell è Leonard Wolf

Malcolm McDowell incarna Leonard, un tempo Maestro dell’Ordine, ora un miserabile cieco rinchiuso nella Cella S12 del Brookhaven Hospital di Silent Hill. Accusato di corruzione da parte dell’Oscurità, Leonard detiene un segreto. Appena Heather lo scopre, la verità emerge con tutta la sua forza.

McDowell sostiene di “essere sempre stato terrorizzato dai film horror. Rimango sempre coinvolto e spaventato. All’inizio, ero preoccupato di essere coperto da protesi, ma sono una parte integrante del personaggio ed è stato molto divertente interpretare questa sorta di Re Lear invecchiato. I capelli e il trucco erano incredibili, tanto da rappresentare l’inizio della mia interpretazione. Le mie scene erano spettacolari e profonde, oltre che decisamente intriganti”.

“La mia idea su Leonard, creata partendo dai videogiochi, è che si sia spinto troppo in là e non rappresenti più un leader, quanto un uomo violento”, riflette Bassett. “Lui è rimasto contagiato dall’oscurità che sosteneva di voler tenere lontana. Claudia ha estromesso suo padre, l’ha rinchiuso e quindi il risultato è questo vecchio pazzo, che è il detentore della chiave e possiede le informazioni di cui Heather ha bisogno. Nel gioco, lo possiamo solo sentire al telefono, ma senza vederlo in forma umana e scoprendo solo più tardi il mostro che è”.

“Desideravo che Heather affrontasse questo labirinto, la mente che è Silent Hill, per scoprire chi è Leonard”, prosegue Bassett. “Avevamo a disposizione Malcolm McDowell e non c’era nessuno più adatto di lui per questo ruolo. L’unico problema è che volevo che fosse cieco e Malcolm non aveva indossato lenti a contatto o nessun’altra cosa nei suoi occhi dai tempi di Arancia meccanica. L’ho convinto che non gli avrei fatto subire quello che gli aveva inflitto Stanley”.

Martin Donovan è Douglas Cartland

Douglas Cartland, un detective privato, è assunto per trovare Heather Mason. Non sa chi lo abbia ingaggiato, ma presto scoprirà quanto i suoi datori di lavoro siano spietati. Come pedina dell’Ordine di Valtiel, Douglas Cartland è uno dei pochi personaggi che collega Silent Hill al mondo esterno.

Martin Donovan spiega che “il rapporto tra Heather e il mio personaggio si evolve, per via della situazione di emergenza, da un confronto aspro a una sorta di complicità. Ogni personaggio è inconsapevole degli obiettivi dell’altro. Entrambi si trovano in un viaggio per ottenere qualcosa controllato da forze che non comprendono”.

“Ho fatto delle scene di stunt in precedenza attaccato a dei cavi, ma non avevo mai partecipato a nulla di simile all’ultima sequenza. Mi hanno assicurato che sarei stato a non più di un metro e mezzo sopra la superficie, ma la troupe rideva, perché sapeva qual era la verità. Ho provato a crederci e non so perché l’ho fatto. L’unico indizio che mi avevano fornito è stato quando sono arrivato sul set quella notte e Michael mi ha chiesto se soffrissi di vertigini. Pensavo che stesse scherzando”.

LA GUIDA ALLE CREATURE DI  SILENT HILL

Le diverse realtà dell’universo di SILENT HILL: REVELATION 3D rappresentano uno dei suoi aspetti più interessanti. I personaggi scoprono dei riflessi in altre realtà e nuovi punti di vista nei desideri, sensazioni e paure che provano.

Michael J. Bassett spiega che “questo è uno degli elementi presenti sia nei giochi che nel film. L’orrore è radicato nel subconscio della persona che lo vive. Quello che è così presente in noi, diventa realtà. L’intimità, le cose non dette, quello che non riusciamo a cancellare sono delle forze trainanti nel film. Questo appare chiarissimo con le creature, che giocano con le paure e le sensazioni che proviamo. Il risultato è impressionante”.

“Le funzioni e la natura dei mostri a Silent Hill non si possono descrivere in poche parole”, aggiunge Bassett. “Riguarda quello che il posto fa alle menti delle persone che vanno lì e queste cose emergono per creare i mostri che vedono e affrontano. Il mondo di Silent Hill è decisamente sottile e intricato, così abbiamo cercato di mostrare al pubblico queste interpretazioni e la profondità in tutto questo”.

Per continuare l’acclamato lavoro che è stato intrapreso nel primo film, l’ideatore delle creature Patrick Tatopoulos e Paul Jones, responsabile degli effetti speciali makeup e delle creature, hanno lavorato insieme per dar vita a questi personaggi spaventosi.

TESTA A PIRAMIDE

Imponente, leggendario, grande e mortale, Testa a Piramide è apparso per la prima volta nel secondo videogioco di Silent Hill. La sua forma spaventosa è stata poi adattata per il grande schermo nel film di Christophe Gans.

“Nel videogioco, è una manifestazione della psicosi del personaggio all’interno di quel mondo”, rivela Bassett. “L’ho riutilizzato perché visivamente è impressionante. Tutto nasce dal boia che era vissuto nel seicento, quando è stata fondata la colonia di Silent Hill. Rappresenta il padre, il protettore di Alessa, ma per me incarna anche il lato maschile portato all’estremo, la violenza e il potere”.

Per buona parte di SILENT HILL: REVELATION 3D, Heather non è consapevole delle motivazioni di Testa a Piramide. Lei ritiene che sia una minaccia. “Lui è al servizio di un potere più alto ed è rimasto intrappolato a Silent Hill”, sostiene Bassett. “E’ un osservatore, una creatura che va oltre la paura immediata e superficiale, la violenza e l’aggressione delle creature di Silent Hill. Lui ha un obiettivo più importante”.

A interpretare Testa a Piramide c’è Roberto Campanella, che si è calato nella parte per la prima volta in Silent Hill e offre un’interpretazione importante nel film di Hill. Bassett spiega perché era così importante riavere lo stesso attore. “E’ un ballerino, ma anche il coreografo delle creature di tutto il film. Per un po’, ho pensato di prendere una persona più imponente. Ma lui si muove in maniera particolare, quasi malsana, e Roberto in questo è bravissimo. Abbiamo provato a mettergli un casco più leggero di fibra di vetro. Ma a quel punto, non riusciva più a vedere nulla. Così, abbiamo creato una mascherina per fornirgli una visuale di quello che avviene. Abbiamo scoperto che era molto difficile per lui agitare le braccia mentre indossava il casco. Abbiamo dovuto realizzare la scena del combattimento con grande attenzione, in modo da consentirgli dei movimenti completi”.

LE INFERMIERE

Chiunque attraversa Silent Hill, sa bene di doversi mantenere alla larga da queste signore feroci. Purtroppo per Vincent e Heather, un incontro con loro sarà inevitabile. Orribilmente sfigurate, queste infermiere rimangono in attesa, fino a quando il minimo suono le spinge ad attaccare.

“Le infermiere sono delle beniamine dei fan”, sostiene Bassett. “Sono delle signore sexy e appariscenti, in vestiti strani di latex, pronte a colpirti e farti a pezzi. Le ho amate nel primo film e desideravo utilizzarle in maniera un po’ diversa in questo. L’ambiente medico in cui ci trovavamo mi ha fornito una grande opportunità di riportarle di nuovo in scena”.

Il regista non si è rivolto alle interpreti del primo film, perché cercava un nuovo gruppo di donne, dotate di una “maggiore flessibilità. Nella scena iniziale, in cui si vedono le mie infermiere, la cinepresa le mostra in sala operatoria, piegate e contorte. Solo alcune ballerine sono in grado di fare qualcosa del genere, così abbiamo preso quelle che potevano fornirci dei movimenti leggermente inusuali”.

Per realizzare l’aspetto delle infermiere, l’artista degli effetti speciali Paul Jones e la sua squadra avevano bisogno di dipingere ogni centimetro di pelle di ogni interprete, per poi inserirle nei loro costumi e applicare il volto distorto di latex. Insomma, perché le infermiere sono delle “beniamine dei fan”? Bassett è convinto che “si tratti di una combinazione di horror viscerale, il modo in cui si muovono e il costume. Provocano repulsione, ma sono anche sexy, insomma è la tensione sorprendente suscitata da queste due idee. E’ per questo che rappresentano degli esseri fantastici nel pantheon di Silent Hill, perché provocano due sensazioni opposte allo stesso tempo”.

LA CREATURA MANICHINO

Nel suo viaggio attraverso Silent Hill, Heather incontra questa creatura simile a un ragno, formata da parti di manichini. Questa cosa “utilizza il manichino come un carapace e trasforma le sue vittime in manichini. In seguito, le fa a pezzi, che utilizza per possedere e manipolare gli altri”, spiega Bassett. “La creatura manichino non è una creazione nuova, perché i manichini sono presenti anche all’interno dei giochi. Possiamo vederli in alcune inquadrature del primo film e io volevo sviluppare questa idea. Amavo la creatura manichino nei giochi e ho pensato che si potesse migliorarla e dar vita a una strana combinazione di parti umane ed energia tipica di un ragno”.

Questa è l’unica creatura digitale nel film. “Anche se amo realizzare degli effetti pratici sul set, non potevamo catturare la fluidità dei movimenti della creatura in questo modo”, ammette Bassett. “Possiede una bellezza ripugnante e se fate attenzione, nei primi piani si nota un grande lavoro artistico per quanto riguarda i punti di sutura e nei piccoli dettagli”.

LA MISSIONARIA

“C’è un creatura assolutamente nuova nel mio film, senza nessun riferimento ai giochi”, sostiene Bassett parlando dell’essere femminile e misterioso di SILENT HILL: REVELATION 3D, conosciuta semplicemente come La Missionaria. “Lei rappresenta la madre, quasi letteralmente. Mi piaceva l’idea di una creatura che ti vuole convertire a tutti i costi. Desideravo dar vita al contraltare del lato maschile rappresentato da Piramide Rossa. Ho pensato, cosa succederebbe se unissimo la forza bruta di Piramide con la ferocia delle lame di questa creatura, la Missionaria? La sua mancanza di occhi è una cosa tipica di Silent Hill”.

Il design della Missionaria è stato creato da Patrick Tatopoulos.  L’artista degli effetti speciali Paul Jones racconta che “una delle doti di Patrick è che tira fuori dei progetti fantastici. La Missionaria, la migliore assassina di Silent Hill, è lievemente ispirata a uno dei personaggi del gioco, che è stato modificato per adattarsi alla storia di Michael. Tuttavia, il suo design è originale. Ha un volto particolare, le labbra che danno vita a una smorfia permanente, degli occhi senza palpebre e quella che sembra una trappola per orsi medievale attorno alla sua testa, con quattro lame che le pendono dalle guance e sopra la sua testa. In seguito, abbiamo installato delle altre lame sui suoi arti”.

Per realizzare questo progetto e inserirlo in un film in 3D, Jones e la sua squadra di trenta persone hanno creato venti versioni differenti della testa della Missionaria, fino a quando hanno ottenuto quella che funzionava bene da tutte le angolazioni. Il costume è invece nato da un centinaio di pezzi differenti. “Tutto deriva da tante fonti diverse”, sostiene Jones. “Alcuni sono dei materiali industriali, altre delle innovazioni realizzate direttamente da noi”.

LA VISIONE DI UN MONDO DIVERSO DAGLI ALTRI

Secondo Michael J. Bassett, “l’universo visivo dei giochi è profondo e accurato. Silent Hill mi ricorda le visioni dell’Inferno di Dante dipinte da Hieronymus Bosch o Francisco Goya, così come le immagini inquietanti di William Blake. Desideravo avere questa tavolozza per quanto riguarda i colori, la struttura, le luci e la sensibilità”.

“A definire il nostro universo, c’era uno dei film che mi ha ispirato maggiormente, Allucinazione perversa di Adrian Lyne, che metteva assieme il macabro con la vita reale, una via di mezzo tra paradiso e inferno. In seguito, ho scoperto che il film ha rappresentato un’influenza fondamentale per i creatori dei gioco della Konami! Ma noi non puntavamo alle citazioni, quanto a creare i nostri ambienti”.

Il direttore della fotografia è Maxime Alexandre, meglio conosciuto per il suo contributo al genere horror con film come Le colline hanno gli occhi, La città verrà distrutta all’alba e Alta tensione. Come conferma questo professionista: “Assieme a Michael, eravamo intenzionati a non fare un Silent Hill 2, ma qualcosa di veramente originale. Abbiamo dovuto ricreare i codici del genere e far vita a un nuovo approccio, mentre rimanevamo fedeli ai giochi e all’estetica desiderata da Michael”.

Per quanto riguarda le scenografie, Samuel Hadida spiega che “questo film era veramente complesso. In Silent Hill, i luoghi sono importanti come i personaggi e sono tanti: strade completamente distrutte dall’Oscurità, corridoi stretti, stanze fatiscenti, un parco di divertimenti e il santuario. Abbiamo creato tutti i set da zero, facendoli diventare le espressioni di questo mondo. Inoltre, abbiamo enfatizzato il dualismo interno/esterno presente nell’universo di Silent Hill, utilizzando soprattutto il colore verde e grigio per gli esterni e del marrone arrugginito per gli interni, che diventava sempre più scuro nel corso della storia”.

I set, creati dalla scenografa Alicia Keywan, mostrano un mondo decadente, in particolare il Parco dei divertimenti di Lakeside, un set costruito sulla sponda del Lago Ontario a Toronto. Come spiega Michael J. Bassett, “quando da bambino vai in uno di questi luoghi, tutto sembra grande, con delle luci brillanti e una cacofonia di rumori. E’ magico e spaventoso allo stesso tempo. La giostra a Lakeside è una versione limitata di questo strano mondo: cavalli immobili con delle aste che li attraversano e che ti fanno girare intorno. Se puoi rappresentare queste idee anche per un attimo, riuscirai a provocare nel pubblico la nostalgia verso queste cose. Proprio come avviene con i clown, che ritengo siano dei demoni che camminano sulla Terra”.

Alicia Keywan ricorda che “quando ho incontrato Michael per la prima volta, mi ha mostrato la previsualizzazione della giostra e dell’ambiente circostante. E’ stata una fonte d’ispirazione straordinaria. Siamo stati fortunati a trovare una vera giostra degli anni cinquanta, che è stata trasformata meticolosamente per diventare questa piattaforma inquietante, per cui ogni dettaglio aveva un significato particolare. Abbiamo utilizzato della pittura e del sangue secco, così come aggiunto un pavimento di Plexiglas per la luce rossa che brilla dal basso. Il risultato è stato spettacolare”.

Molte idee per le scenografie arrivano direttamente dai giochi. Come spiega Bassett, “è diventata una sfida che abbiamo deciso di affrontare, inserendo dei riferimenti ai giochi che potevano migliorare il film, come nella scena del motel, in cui mostriamo delle scarpe con i tacchi alti rosse, un oggetto fondamentale nella strategia del gioco”.

L’ideatrice dei costumi Wendy Partridge è tornata per questa produzione dopo aver ideato i costumi del primo film. Michael J. Bassett sostiene che “Wendy è una delle migliori artiste nel suo campo”.

La Partridge spiega come i primi incontri con Michael fossero improntati “a rendere tutto più spaventoso, oscuro, forte, inquietante e strano. Insomma, andare oltre i limiti di quello che poteva funzionare in Silent Hill è diventato l’obiettivo principale”.

“I costumi rappresentano i toni puritani, limitati e repressi del mondo di Silent Hill. Il guardaroba dell’Ordine sottolinea questo aspetto, anche più di quanto accadrebbe con una setta, con dei costumi eccessivi e assolutamente repressi. Nulla è libero, tutto mostra una sensibilità ferma agli anni cinquanta. Curiosamente, nonostante i limiti in questi abiti, ogni oggetto di abbigliamento è stato realizzato con un tessuto particolare per andare incontro alle necessità dell’azione e per consentire agli stuntmen di muoversi più liberamente. La Partridge nota anche che “nessun costume è riproposto per due volte nel film, ogni abito è diverso. Hanno un tema e un’idea comuni, ma vengono adattati a ciascun caso”.

INTRAPPOLARE IL PUBBLICO CON I PERSONAGGI

Girare in 3D

Michael J. Bassett spiega che “il mondo di Heather, fatto di scuola, casa e poco altro, è brutto, piatto e deprimente. Quando lei inizia a esplorare i suoi incubi e le diverse realtà, il 3D diventa uno strumento narrativo. Più Heather si avvicina alla verità su se stessa, più il film acquista maggiori dimensioni narrative. Questo approccio mi ha permesso di definire gli aspetti del 3D che avrei dovuto utilizzare per migliorare la storia, mentre intanto evitavo di sfruttarlo come un semplice trucco visivo. Volevo dar vita a un mondo da osservare, ma che talvolta ci abbracciava. Mi affascinava la chiarezza, nitidezza e rilevanza artistica del 3D”.

Il direttore della fotografia Maxime Alexandre aggiunge che “la struttura fisica di una produzione in 3D è molto complessa, con un’attrezzatura pesante rispetto alla comodità delle moderne riprese in 2D. Il 3D richiede un approccio diverso per quanto riguarda la profondità e i movimenti. Alcune scelte sulla luce e i movimenti sono obbligatorie con il 3D. Grazie a Samuel e Don, siamo riusciti a lavorare con un’attrezzatura all’avanguardia, tra cui alcuni apparecchi ancora in fase di sviluppo. Per esempio, abbiamo potuto violare le regole tradizionali del 3D, utilizzando una steadycam molto mobile. Questo ci ha permesso di trovare il necessario equilibrio tra i nostri desideri creativi e i limiti della tecnologia. Il risultato è stato un aumento di libertà artistica, che di solito non è consentita quando si ha a che fare con la direzione della fotografia per un film in 3D”.
“Mi ricorderò sempre il nostro primo giorno di riprese. Si trattava di una scena semplice. Heather che cammina in un corridoio scolastico. Ma la maniera in cui l’abbiamo girata andava contro   tutto quello che mi è stato insegnato riguardo al 3D. Alla fine, trovo splendida questa inquadratura, perché è stato un grande momento cinematografico, che conferma l’evoluzione tecnica del 3D”.

SILENT HILL: REVELATION 3D è il quarto film in 3D prodotto da Don Carmody dopo Il cacciatore dello spazio (1983), Resident Evil: Afterlife (2010) e Hidden 3D (2011). Come dichiara il produttore, “James Cameron ha svolto un ottimo lavoro con Avatar, anche Paul  Anderson lo ha utilizzato bene per Resident  Evil:  Afterlife,  e Michael, che si è consultato con Paul, ha mostrato la stessa intelligenza in SILENT HILL: REVELATION 3D. Tutti loro, hanno evitato di sfruttare il 3D come un gadget, preferendo immergere gli spettatori nella storia”.

L’oscurità era la maggiore difficoltà, poiché nessun altro film in 3D ha superato questa prova prima di SILENT  HILL: REVELATION 3D.  Per l’universo di Silent  Hill, l’oscurità rappresenta un elemento importante della storia. C’è il mondo reale, quello delle nebbie e l’universo di Alessa, meglio conosciuto come l’Oscurità, un aspetto essenziale di Silent Hill.

Samuel Hadida sostiene che “la tecnologia 3D ha sempre richiesto una grande quantità di luce. Per il primo Silent Hill, girato in 2D, abbiamo dovuto affidarci all’alta definizione per creare l’Oscurità. Tra la produzione di Resident Evil: Afterlife (che era in 3D, ma con una grande quantità di luce) due anni dopo sul set di SILENT HILL: REVELATION 3D è avvenuto un grande progresso nelle cineprese, che ha consentito di girare film più bui in 3D. Non stiamo reinventando il 3D, ma spostando i limiti di quello che si può fare più in là rispetto al passato”.

Michael J. Bassett ha sempre mantenuto un approccio energico verso la luce. In Solomon Kane, ha utilizzato la pioggia, che ha descritto come un’energia caotica, tanto che il cast ha reagito fisicamente. In SILENT HILL: REVELATION 3D, desiderava che la luce fosse una parte integrante del film. Come spiega il regista, “ho usato delle luci stroboscopiche e dei ventilatori sopra le luci, in modo da spostarle costantemente. Non abbiamo mai trascurato lo sviluppo della storia a favore dell’estetica, ma abbiamo migliorato la storia e lo sviluppo dei personaggi grazie a questi strumenti. E’ stata una sfida, ma il mio direttore della fotografia, Maxime Alexandre, ha svolto un ottimo lavoro”.

Il trailer italiano:


Trame ed altre informazioni sono tratte dal materiale stampa relativo al film.
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