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TV – Su Rai 1 arriva “Questo nostro amore” 28 ottobre 2012

Scritto da Antonio Genna nelle categorie Cinema e TV, Comunicati.
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Da oggi in prima serata Rai 1 propone “Questo nostro amore”, una storia di grandi sentimenti ambientata a Torino nel 1967: le vicissitudini di un amore “irregolare”, quello tra un uomo già sposato, Vittorio (Neri Marcorè) e la sua compagna Anna (Anna Valle). Un amore bello, coronato dalla nascita di tre figlie, ma difficile e condannato a nascondersi agli occhi del mondo a causa dei pregiudizi e delle arretratezze culturali dell’epoca.
Di seguito, una presentazione, le note di regia e la trama delle prime puntate.

Gennaio 1967, in un piccolo paese del Monferrato una famiglia allegra composta da madre, padre e tre figlie femmine di età compresa tra i sei e i diciotto anni, si prepara a festeggiare a sorpresa un compleanno, quello della mamma. La festa si trasforma però in un momento molto triste e doloroso: il padrone di casa si presenta per intimare loro di lasciare immediatamente quell’appartamento, lui e il paese intero lì non ce li vogliono più. I “Costa- Ferraris” sono stati scoperti, e non è la prima volta che accade. La loro è una storia di spostamenti, di tende piantate e tolte all’improvviso, quando il loro segreto viene scoperto. Sono, infatti, una famiglia “clandestina”, nata e cresciuta fuori dal matrimonio in un’epoca in cui concubinato e adulterio erano considerati reati.

Questo nostro amore”, una coproduzione Rai Fiction – Paypermoon Italia Srl (A.P.T). Sei prime serate per la regia di Luca Ribuoli. Il soggetto è di Stefano Bises ed Elena Bucaccio che firmano anche la sceneggiatura con Francesco Cioce e Fidel Signorile. Con Neri Marcorè nei panni di Vittorio e Anna Valle nel ruolo di Anna. Nel cast Marzia Ubaldi (Alberta Ferraris), Nicola Rignanese (Salvatore Strano), Manuela Ventura (Teresa Strano), Stefano Santospago (Ing. Ernesto Girola), Augusto Fornari (Ugo Cerutti), Renato Scarpa (Motta) e  Debora Caprioglio (Francesca). A interpretare le figlie di Vittorio e Anna, Aurora Ruffino (Benedetta), Karen Ciaurro (Marina) e la piccola Noemi Abbrescia (Clara). In onda su Rai1, in prima serata, da domenica 28 ottobre.

Vittorio quando ha incontrato Anna, l’amore della sua vita, era già sposato. Giovanissimo aveva incontrato Francesca, un’avvenente ragazza che, dopo una breve fuga d’amore, aveva portato all’altare. Un matrimonio sconsiderato che lei, dopo solo pochi mesi, aveva mandato all’aria fuggendo via e lasciando Vittorio solo con una lettera e poche righe di congedo.

Lui, rappresentante di commercio, era partito per Torino in cerca di lavoro. Lì aveva incontrato Anna. Si erano piaciuti e subito innamorati. Da quel giorno sono trascorsi vent’anni. Per Vittorio ed Anna però nulla è cambiato, il loro amore è vivo e forte come il primo giorno, un amore coronato anche dalla nascita di tre figliole (Benedetta di 18 anni, Marina di 10 e la piccola Clara di 6) e proprio come allora non si possono sposare perché Vittorio sta ancora aspettando l’annullamento del primo matrimonio. Nell’Italia di quegli anni il divorzio non esiste. Per tutti sono concubini. La società li rifiuta, li emargina, li considera diversi, di una diversità infida e peccaminosa.

Per la legge Benedetta, Marina e Clara non sono neppure figlie di Vittorio, in quanto nate fuori da un matrimonio. Per questo i “Costa-Ferraris”, dai cognomi di lui e lei, cambiano città continuamente. E così fanno in quel gennaio del 1967, quando si  trasferiscono a Torino. Vittorio promette che lì sarà tutto diverso, nella grande città nessuno farà caso a loro, e nel frattempo avranno l’annullamento, si sposeranno e tutto s’aggiusterà. Vittorio è un ottimista impenitente, ma ciò che ha immaginato così fluido e positivo si scontra invece con Torino, la città moderna, dell’industria e della grande immigrazione, dei forti contrasti. È il 1967 l’anno che già cova la rivoluzione del ’68. La vita per loro, infatti, continua a non essere facile..

A complicare le cose in casa arriva anche la madre di Anna, Alberta (Marzia Ubaldi), che detesta Vittorio perché ha rovinato la reputazione della sua famiglia. Tanto più se nell’appartamento davanti al loro, sullo stesso pianerottolo, viene ad abitare una famiglia di meridionali, siciliani, gli Strano: padre, madre, quattro figli, maschi. E come dice il portiere dello stabile a Vittorio: di peggio che avere cinque donne in casa c’è solo avere cinque donne in casa e una famiglia di siciliani con quattro figli maschi accanto. Anche loro sono dei “diversi”. Le storie parallele di quelle due famiglie segnate dalla diversità si intrecciano, anche sentimentalmente (con tutti quei maschi da una parte e tutte quelle femmine dall’altra!), e anche grazie a quell’intreccio, quelle due famiglie trovano la forza di affermare la propria dignità, e di conquistare un’uguaglianza anche più ricca di quelle “normali”. Passando per le tempeste dei conflitti generazionali, le prime rivendicazioni di parità tra i sessi, e le mille sfide di un’epoca in bilico sul precipizio della modernità. E la profezia di Vittorio? L’annullamento, il matrimonio, tutto che s’aggiusterà…? Non si può dire, ma si può dire che la strada è disseminata di ostacoli. Tra tanti, il più grande: il ritorno di Francesca, la prima moglie.

A PROPOSITO DI QUESTONOSTRO AMORE…
di Luca Ribuoli

Questo Nostro Amore è una commedia all’italiana e racconta di persone semplici che inseguono la felicità attraverso l’amore.

La storia è ambienta nel 1967 a Torino e si svolge nel periodo di tempo che va dal 15 gennaio 1967 al 1 gennaio del 1968.

Il nucleo centrale della storia si snoda attorno al dramma sociale di una coppia di concubini (cittadini non sposati). Lui, del centro nord, marchigiano, è Vittorio Costa, interpretato da uno straordinario Neri Marcorè. Lei, di Torino, è Anna Ferraris, interpretata da Anna Valle, brava, intensa, bellissima, una vera scoperta per me. Il concubinato, come l’adulterio, in quegli anni erano ancora un reato. Per il primo si rischiavano fino a due anni di prigione. Questo conflitto, che la famiglia Costa vive, porta una forte carica drammatica all’intera trama.

Ci sono poi alcune sotto-trame che progressivamente si allargano sino a rendere corale l’intero assetto narrativo.

C’è la storia dei siciliani vicini di casa dei Costa/Ferraris, la famiglia Strano. Salvatore e Teresa Strano, fantastici marito e moglie, sfidano le difficoltà della vita con furbizia e bontà (termine scomparso nella disincantata Italia contemporanea).

C’è la storia d’amore di Benedetta Costa, figlia maggiore di Vittorio e Anna (interpretata da una splendida Aurora Ruffino). La giovane 18enne vacilla tra due forti passioni: l’amore per la vita e l’amore per un ragazzo del sud. C’è la storia dei bambini, 7 bambini, su cui spicca quella di Marina Costa, secondogenita della famiglia e dei due gemelli Strano. E poi ce ne sono altre, altre storie appassionanti.

Gli anni sessanta sono stati raccontati molte volte e il nostro paese vanta, forse, in quel decennio, la migliore produzione cinematografica.

Nei film prodotti in quegli anni ho trovato parecchie fonti d’ispirazione. Cito quelli che mi hanno fornito un’ ispirazione diretta e sono tutti di Pietro Germi: Signore e Signori, Il Ferroviere, Divorzio all’Italiana. Poi, La Famiglia di Ettore Scola e La Donna della Domenica di Luigi Comencini.

Ho cercato poi delle ispirazioni contemporanee, in registi che hanno raccontato “oggi” gli anni sessanta. Cercavo, in questo senso, un approccio moderno ad un genere consolidato come quello della commedia all’italiana. Il mio principale scopo era di evitare fughe nostalgiche o scimmiottamenti del genere. Devo dire che in questo caso ho trovato più ispirazione nella cinematografia straniera, e nelle serie televisive straniere (An Education, Mad Men, In the mood for Love, The Reader, I love Radio rock, Il piccolo Nicolas e i suoi genitori).

La Torino del 1967 era una città al culmine del fenomeno dell’immigrazione. Gli italiani del meridione erano arrivati già da parecchi anni e avevano invaso il centro storico (abbandonato dai torinesi). In quel periodo avevano invaso anche le periferie, dove vivevano in interi nuovi quartieri costruiti apposta per ospitarli.

Ho scelto un condominio di Via Mazzini, una via centrale di Torino, per la casa dei Costa/Ferraris, degli Strano e di tutti gli altri personaggi. Il condominio è diventato così il centro d’aggregazione di quasi tutti i personaggi e delle loro storie.

In Torino Nera di Carlo Lizzani ho potuto vedere l’orrore di quegli alloggi di fortuna, soprattutto mansarde, povere, bollenti e ghiacciate a seconda delle stagioni. Per aiutare la commedia, ho abbandonato la via del verismo, che mi avrebbe costretto ad un’ immagine nera che per altro non avrei potuto dare perché la Torino di oggi, postindustriale, è una bellissima città, accogliente e, come si dice solo per le piccole città o dei villaggi sperduti nella natura, a misura d’uomo.

L’immagine è così luminosa, così come me la immaginavo, grazie alla brillante fotografia di Armando Buttafava Bonalloggi e alla splendida estate Torinese.

Infine, la trama delle prime puntate.

PRIMA PUNTATA

Primo episodio

Gennaio 1967. I Costa: il padre Vittorio (Neri Marcorè), la madre Anna (Anna Valle) e le loro tre figlie, la diciottenne Benedetta (Aurora Ruffino), Marina (Karen Ciaurro) di dieci anni e la piccola Clara (Noemi Abbrescia), sei anni sono costretti ad andarsene dal paesino piemontese in cui vivono, cacciati dal   padrone di casa,  che ha scoperto  che Anna e Vittorio non sono sposati. Vittorio in giovanissima età si era infatti già sposato, un matrimonio brevissimo, e non ha ancora ottenuto l’annullamento.

Si trasferiscono a Torino, città natale di Anna, pensando che, in una grande città, sarà più facile passare inosservati. In realtà, anche nel condominio in cui vanno a vivere nasce presto il sospetto che non siano una coppia regolare.

Anna rivede la madre Alberta (Marzia Ubaldi), che ha sempre disapprovato la sua storia con Vittorio. Tenta una riconciliazione, ma l’incontro tra Alberta e Vittorio non fa che riaccendere i vecchi rancori. Marina, che a scuola è un piccolo genio, diventa subito il capo indiscusso dei ragazzini del cortile: supera un’audace prova di coraggio, affrontando l’ombroso Ugo Cerutti (Augusto Fornari), un condomino terrore dei bambini. Benedetta invece si sente inadeguata rispetto alle sue compagne di liceo, assai più eleganti e smaliziate di lei. Fa la conoscenza di Gisella (Vera Dragone), una giovane parrucchiera che vive nello stesso condominio. Benedetta è affascinata dall’atteggiamento disinvolto della nuova amica. Salvatore Strano (Nicola Rignanese), un operaio siciliano, sta ristrutturando l’appartamento attiguo a quello dei Costa e tra lui e Vittorio è antipatia a prima vista. Vittorio, superate le iniziali difficoltà nella ricerca di un nuovo lavoro, riesce, grazie alle sue capacità di venditore, a farsi assumere da un’azienda prestigiosa che vende nuovi modelli di radio, giradischi e tv. Alberta, simulando un’inesistente malattia, spinge la dolce Anna ad ospitarla, così la donna, con sgomento di Vittorio, si trasferisce a casa Costa.

Secondo episodio

L’amicizia con Gisella e con Maurizio (Gabriele Anagni), un compagno di classe trasgressivo, traghetta Benedetta verso la modernità. Mentre Anna comprende e solidarizza con la figlia, Vittorio assiste ai suoi cambiamenti con totale disapprovazione. Anche Anna vuole guardare avanti, vorrebbe riprendere a lavorare e partecipare al concorso magistrale: vorrebbe insegnare, ma non sa come dirlo a Vittorio. Nell’appartamento contiguo ai Costa arriva dal sud la famiglia di Salvatore, composta da Teresa (Manuela Ventura), sua moglie, e quattro figli maschi. I rapporti tra Vittorio e Salvatore non accennano a migliorare. Alberta confessa ad Anna di essere sul lastrico perché il marito, nobiluomo apparentemente integerrimo, si è rovinato al gioco e le ha lasciato soltanto un mucchio di debiti da pagare. Anna deve superare una prova ardua quando, ad una festa organizzata dalla ditta in cui Vittorio lavora, viene presentata come la moglie di Vittorio e chiamata Francesca (Debora Caprioglio),  nome di colei che, dai documenti, risulta ancora essere la signora Costa. Vittorio si rivolge ad un avvocato di grido per ottenere finalmente l’annullamento del suo precedente matrimonio e poter sposare la sua amata Anna. L’avvocato lo rassicura: Francesca, sposata quando ambedue erano giovanissimi, non si è fatta più viva da vent’anni, forse è addirittura deceduta, e l’annullamento richiederà tempi brevi. Ma Francesca, è viva, vegeta ed ha in animo di ritrovare Vittorio.

SECONDA PUNTATA

Terzo episodio

Vittorio accetta, sia pure a malincuore, che Anna partecipi al concorso magistrale; sembra che i suoi orizzonti si allarghino, ma, quando sorprende Benedetta a baciare Maurizio, la sua reazione è quella di un vero padre all’antica. Criticato da Anna per la sua intransigenza, chiede di conoscere quello che ritiene ormai essere il fidanzato della figlia. Intanto il figlio maggiore degli Strano, Bernardo (Dario Aita), che ha iniziato al fianco del padre la dura vita dell’operaio alla catena di montaggio, conosce Benedetta, e ne è palesemente affascinato.  Francesca, la prima moglie di Vittorio arriva a Torino. Si installa in un prestigioso albergo. Torino è una grande città, ma lei non lascia nulla d’intentato per ritrovare quello che figura essere ancora suo marito. Vittorio, ignaro del fatto che Francesca sia più vicina di quanto lui immagina, trova grandi soddisfazioni nel lavoro. Le sue qualità di venditore sono indiscusse e le sue idee innovative richiamano presto l’attenzione del capo, l’ingegner Girola (Stefano Santospago), e l’invidia di Zorzi (Davide Lorino), che era il miglior venditore dell’azienda prima di venire soppiantato da Vittorio.

Quarto episodio

Vittorio, che comunque non vorrebbe che Anna andasse a lavorare, ritrova e compra da un rigattiere il vecchio pianoforte che Anna suonava da ragazza. Anna, con l’entusiastica adesione delle coinquiline, decide di organizzare un coro con tutti i ragazzini del condominio.

Benedetta invita a cena Maurizio e Gisella, accompagnata da Carlo (Lorenzo Balducci), un suo bizzarro pretendente. Spera di convincere Vittorio che non deve badare soltanto all’apparenza, ma che i suoi amici sono persone speciali. Maurizio si comporta sin troppo bene, recitando la parte del bravo ragazzo ma Benedetta, non sopportando questa ipocrisia lo spinge a presentarsi per quello che veramente è: Maurizio dichiara di essere un fautore dell’amore libero, venendo così bandito per sempre da casa Costa.

Don Mario, un anziano sacerdote che conosce Anna sin da quando era bambina, e non la biasima per la sua scelta di vita dettata dall’amore, la ospita volentieri nell’oratorio della chiesa parrocchiale assieme al pianoforte e ai piccoli cantori. Ma Don Mario muore improvvisamente e viene sostituito da un altro sacerdote, che ha una memoria di ferro: è stato lui, vent’anni prima, ad officiare il matrimonio di Vittorio con Francesca ed ora, riconosciutolo, lo smaschera davanti a tutti i vicini, al termine della cerimonia funebre per Don Mario.

Ora tutti sanno la scomoda e vergognosa verità, che Anna e Vittorio sono due concubini e che Vittorio non ha nemmeno potuto riconoscere le sue figlie…

TERZA PUNTATA

Quinto episodio

I Costa, dopo questa scoperta, sono messi alla gogna dai vicini di casa. Anche Bernardo sembra schivare lo sguardo di Benedetta. La ragazza ne soffre perché, suo malgrado, sta cominciando a subire il fascino ombroso del giovane, ma è vittima di un equivoco. Bernardo la sfugge perché è attratto da lei, ma pensa che il suo amore sia senza speranza. Maurizio, spirito libero, si schiera invece subito dalla parte di Vittorio, che stavolta non può che apprezzare la solidarietà del giovane. I Costa decidono di non scappare, di non cambiare casa un’altra volta, vogliono affrontare la realtà. Non sono giorni facili, anche le piccole, a scuola, devono subire l’isolamento da parte dei compagni: i genitori non vogliono che i loro figli frequentino le figlie del peccato…

Anna vorrebbe riprendere le lezioni con i bambini del coro, ma nessuno dei genitori aderisce alla sua richiesta. Allora decide di trovarsi un lavoro, subito. Riesce a farsi assumere come insegnante in una scuola serale, suscitando lo sgomento di Vittorio che si sente svilito nel suo ruolo di capofamiglia.

L’unica tra i condomini che dimostra solidarietà ad Anna è Teresa Strano. Anna, riconoscente, contro il parere di Vittorio che continua ad avere un pessimo rapporto con Salvatore, invita Teresa e tutta la famiglia ad un picnic in montagna. E in un idilliaco paesaggio montano, mentre Salvatore e Vittorio battibeccano anche sul tifo calcistico, Benedetta e Bernardo si baciano, per un attimo dimentichi di tutto…

Ora Benedetta è combattuta tra l’amicizia amorosa con Maurizio e l’attrazione che sente per Bernardo.

Sesto episodio

Vittorio non si arrende, non si rassegna al fatto che Anna lavori fuori casa e intenderebbe affittare lo stenditoio condominiale per organizzare una scuola di canto per Anna.  La sua richiesta è accolta dai condomini con un secco no. Vittorio allora abbandona la diplomazia e, dal cortile, proclama ad alta voce il suo amore per Anna che va ben oltre una promessa matrimoniale.

Questa romantica dichiarazione commuove tutte le donne del condominio: Anna avrà la sua scuola e le condomine le riaffideranno i loro figli. Ma, nonostante questa vittoria morale, Anna non intende rinunciare al lavoro alla scuola. Tra i suoi allievi c’è anche Bernardo, deciso ad ottenere la licenza media. Vittorio intanto si rivela sempre più brillante nel suo lavoro e fa una rapida carriera all’interno dell’azienda, a scapito dei venditori che lavoravano lì prima di lui. Ha un ottimo rapporto con il suo capo, l’ingegner Girola, sino a quando, durante una irruzione della Guardia di Finanza, Girola gli affida, a sorpresa, una borsa che scotta, contenente le fatture in nero dell’azienda.