jump to navigation

Edicola – “Vanity Fair” #43/2012, 31 ottobre 2012: “Morgan: seconda figlia, seconda vita?” 24 ottobre 2012

Scritto da Antonio Genna nelle categorie Cinema e TV, Vanity Fair.
trackback

Vi presento la copertina ed un’anticipazione relativa al numero 43 (del 31 ottobre 2012) del settimanale “Vanity Fair”, edito da Condè Nast e in vendita nelle edicole al costo di 2 € (salvo promozioni regionali).

MORGAN A VANITY FAIR:
«DOPO X FACTOR, VITA NUOVA»

Ci saranno, per lei, altre stagioni dopo X Factor? «Speriamo di no. Perché fare Tv mi espone troppo, e lo scandalo di due anni fa (la famigerata intervista a Max, ndr) mi ha traumatizzato. Avrei bisogno di stare un po’ più dietro le quinte, sono stanco. E adesso che arriva questa nuova bambina, vorrei tanto riuscire ad avere una vita più tranquilla per godermi Anna Lou e lei». Dopo il ritorno su Sky Uno come giudice del talent show, e alla vigilia di un dicembre importante – porterà la nascita della bimba che aspetta dalla compagna Jessica (ex concorrente di X Factor), l’uscita del nuovo disco, il quarantesimo compleanno – Morgan si confessa a Vanity Fair, che gli dedica la copertina del numero in edicola dal 24 ottobre, in un’intervista dove parla soprattutto di figli, anzi di figlie: Anna Lou, avuta da Asia Argento (che proprio dopo lo “scandalo” chiese al tribunale di revocargli la patria potestà), e la sorellina che sta per nascere. Si aspettava di diventare di nuovo padre? «Io di figli ne avrei voluti venticinque. La mia visione idealizzata, l’utopia che non mi posso permettere, era vivere in una grande cascina tutti insieme: nonni, parenti, studio di registrazione, animali». E le madri? «Sognavo tanti figli ma possibilmente non da donne diverse, almeno non tante, altrimenti è un casino: le donne sono bellissime, però tendono a litigare tra di loro. La famiglia allargata felice un po’ un mito lo è». Avrà seguito la vicenda del bambino conteso, prelevato a forza dalla polizia su richiesta del padre perché la madre, secondo lui, non glielo lascia avvicinare. «Poverino, porterà per tutta la vita i segni di quel trauma. E deve essere risarcito, anche se il danno che gli hanno fatto è inestimabile. Dovrebbero pagare quei due pezzenti dei genitori. Il padre dovrebbe andare in galera. E gli agenti responsabili di quell’intervento, se il mondo andasse nella direzione giusta, dovrebbero esser processati». Ma quando ci sono figli di mezzo, succede spesso che le separazioni diventino teatri di guerra. «Non lo dica a me». Appunto: proprio per quello che ha vissuto, potrebbe cercare di capire quel padre. «No, non lo capisco, perché non tollero nessun tipo di violenza: non quella psicologica, tantomeno quella fisica. Quando ho visto quel filmato sono stato male, e poi mi sono molto incazzato. Neanche un animale si maltratta così». Per questa nuova paternità, aveva preferenze di sesso? «Volevo una femmina e sarà femmina. Sono cresciuto in mezzo alle donne, per questo conosco bene l’universo femminile. Da bambino credevo di essere una femmina: stavo a casa a scrivere poesie, facevo l’uncinetto, mi travestivo… A scuola, dalle finestre, mi gridavano “frocio”. Ma io non ne ho mai sofferto perché non vivo la parola come un insulto». Si considera un buon papà? «Sono nato per fare il padre».