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Il mondo dei doppiatori 2.0 #46 – Anteprime esclusive: le voci italiane del film 007 Skyfall – Zona critica: Il matrimonio che vorrei – Voci dal Forum: On the Road, Gladiatori di Roma – In…soliti ignoti 36: Peter Falk 23 ottobre 2012

Scritto da Antonio Genna nelle categorie Cinema e TV, Doppiaggio, Film, Il mondo dei doppiatori 2.0, Quiz e giochi.
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Questo spazio nasce come appendice del mio portale Il mondo dei doppiatori, che ho fondato nel settembre 2001 e che continuo ad aggiornare da allora, disponibile unicamente all’indirizzo www.antoniogenna.net/doppiaggio, e che nel frattempo è diventato il punto di riferimento del doppiaggio italiano, il più copiato (spesso citato altrove senza alcun ringraziamento), ed è anche utilizzato dagli addetti ai lavori per decidere le voci che doppieranno i film in uscita al cinema e i telefilm ed i cartoni programmati in TV.
Lo spazio comprende anticipazioni esclusive ed i contributi degli appassionati come voi. Per inviare i vostri messaggi e pensieri in merito ad una o più delle sezioni di questo spazio scrivete alla mail [email protected]!


ANTEPRIME ESCLUSIVE
AL CINEMA…

Questa volta vi propongo in anteprima assoluta le voci italiane del film d’azione “007 Skyfall”, 23° film della saga dell’agente segreto James Bond, questa volta diretto da Sam Mendes ed in uscita in Italia mercoledì 31 ottobre 2012 su distribuzione Sony Pictures / Warner Bros. Pictures Italy.
L’edizione italiana è stata curata da CDC Sefit Group con la direzione del doppiaggio di Sandro Acerbo.
Di seguito, chi doppia gli attori protagonisti (tra parentesi il ruolo interpretato):

  • Daniel Craig (James Bond) è doppiato da Francesco Prando, già voce dell’attore in numerosi film tra cui i due precedenti 007 “Casino Royale” e “Quantum of Solace”.
  • Javier Bardem (Raoul Silva) è doppiato da Roberto Pedicini, voce italiana abituale dell’attore in tante pellicole, da “Carne tremula” e “Prima che sia notte” a “Non è un paese per vecchi”, “Vicky Cristina Barcelona”, “Mangia prega ama” e “Biutiful”.
  • Judi Dench (M) è doppiata da Sonia Scotti, che ha già dato voce all’attrice nei precedenti “007 – Goldeneye”, “007 – Il mondo non basta”, “007 – La morte può attendere”, “Casino Royale” e “Quantum of Solace” oltre che in “The Chronicles of Riddick”.
  • Ralph Fiennes (Mallory) è doppiato per la prima volta da Gaetano Varcasia, che tra i suoi numerosi ruoli ha dato voce all’attore John Hawkes nei film “Un gelido inverno” e “La fuga di Martha”.
  • Ben Whishaw (Q) è doppiato da David Chevalier, voce italiana di alcuni attori come Jason Biggs e Ashton Kutcher in numerosi film.
  • Naomie Harris (Eve) è doppiata da Stella Musy, che ha doppiato l’attrice nei film “Pirati dei Caraibi – La maledizione del forziere fantasma”, “Pirati dei Caraibi – Ai confini del mondo” e “My Last Five Girlfriends”.
  • Bérénice Marlohe (Séverine) ha la voce di Claudia Catani, abituale doppiatrice di Gillian Anderson e Marion Cotillard.

ZONA CRITICA
a cura di Gabriele (ABC85)

“IL MATRIMONIO CHE VORREI”
A prima vista, Il matrimonio che vorrei (titolo italiano in tema ma banale di Hope Springs) ha tutte le carte in regola per risultare uno di quelle piacevoli, amabili, levigate e ben confezionate commedie amarognole dal target relativamente ristretto (leggi: di una certa età), che per un pubblico più giovane rischiano di sembrare distanti e noiose, a partire dal soggetto stesso, cioè una coppia attempata che tra mille difficoltà segue una terapia intensiva per salvare il proprio matrimonio dalla fine della passione e, forse, dell’amore. In effetti, almeno per quanto riguarda l’incipit e la parte iniziale, l’impressione è proprio quella, tra routine matrimoniale e vita quotidiana borghese affrontate con ironia all’acqua di rose. E si rimane dalle parti della bonarietà più placida anche quando l’azione si sposta nell’idilliaco Maine, con un confronto tra profondo centro e east coast che meno graffiante e più innocuo non si potrebbe. Tuttavia, a un certo punto, ovvero con l’inizio vero e proprio del corso, scatta qualcosa, emerge il talento di Frankel (che aveva reso il pur imperfetto Il diavolo veste Prada qualcosa di più di una semplice commediola sulla moda) e le sedute sono rese con una una genuinità sorprendente e, in parte (probabilmente per contrasto con la carineria di quanto è preceduto), spiazzante. Non tanto per gli espliciti riferimenti sessuali nei dialoghi (figuriamoci…), anzi, per la totale mancanza di elementi farseschi nell’affrontare il tema: in quel momento Meryl Streep e Tommy Lee Jones smettono di essere due star stagionate in vacanza e diventano due grandi attori impegnati in un duetto (con l’ottima spalla Steve Carell) di una sincerità a tratti lancinante. Certo, siamo sempre in zona lieto fine ed è palese come tutto sia destinato ad andare per il verso giusto, ma il percorso intrapreso è ben superiore alla media.

Per quanto riguarda il doppiaggio, iniziamo da una notazione curiosa: nel film, a parte i tre protagonisti, tutti, e letteralmente tutti, i personaggi hanno solo o una o due scene a disposizione, Elizabeth Shue e Mimi Rogers comprese, impegnate perciò in semplici cammei. Nessun attore emerge oltre la mera funzione narrativa (cameriere, barista, vicina di casa, commesso), e lo stesso vale anche per i doppiatori, che, da Roberta Greganti ad Alessandra Cassioli, oppure da Daniele Giuliani a Giorgio Locuratolo, non hanno niente di particolare da dire. Da notare solo come sia davvero il momento di Stefano De Sando, presente anche qui seppur sulla particina fulminea di un collega del protagonista, e come il direttore Acerbo si ritagli alcune brevissime battute di Paul Reiser in uno spezzone di Innamorati pazzi in tv, sostituendo nuovamente Tonino Accolla. Invece, per quanto concerne il trio delle figure principali, si rasenta la perfezione: Maria Pia Di Meo e Dario Penne (lontano anni luce dal pilota automatico di fin troppi suoi vecchietti cinematografici) sono oltre ogni lode sulla Streep e TLJ, mentre De Ambrosis si riconferma il migliore su Carell, riproducendo benissimo (al contrario di altri) la sua parlata monocorde e, a seconda dei gusti, riposante o irritante.

FILM
DOPPIAGGIO

VOCI DAL FORUM
L’angolo che raccoglie pareri sparsi selezionati da Gabriele all’interno del Forum del Mondo dei doppiatori, il ben popolato Forum ufficiale del mio portale.

Un parere di butch coolidge su On the Road:

Complessivamente l’ho trovato un doppiaggio riuscito, a parte un neo non da poco, ovvero Paolo Macedonio, fin troppo maturo per il protagonista, fastidioso da ascoltare e scollatissimo. Mi sono invece piaciuti molto Adriano Giannini, ben calato nella parte e molto carismatico, e Nanni Baldini, davvero bravo e intenso. Mi è piaciuta Federica su Kirsten Stewart, che cerca di rendere la sua voce più “adolescenziale” riuscendoci alla grande. Domitilla D’Amico l’ho trovata un pò moscia su Kirsten Dunst stavolta, ma è anche vero che il personaggio non ha molto da fare. Bravi tutti gli altri, da un Insegno diverso dal solito, a una Chiara Colizzi perfetta sul personaggio svitato interpretato da Amy Adams, e un Dal Fabbro, che, pure in un apparizione da cinque minuti, dimostra di essere l’unico in grado di doppiare Steve Buscemi come si deve. In generale un bel doppiaggio, in cui non si ha paura di sporcare le voce, urlare, risultare sgradevoli e parlare fra i denti, a differenza di tanti prodotti recenti.

E il doppiatore e direttore del doppiaggio Fabrizio Mazzotta ci dice la sua sul “caso” Gladiatori di Roma:

Il mio ruolo l’ho doppiato in colonna separata  perciò i talent non li ho incontrati MA… successivamente,  per volere della Raimbow è stata modificata una battuta. Neanche ricordo qual è, per cui niente di fondamentale o importante e nessuna censura, credo sia stato solo per un gusto soggettivo.
Quindi sono dovuto tornare in sala di doppiaggio per rifare un anello e ho potuto vedere brevemente  Luca Argentero all’opera. Se devo essere sincero a me NON è affatto dispiaciuto. Mi sembrava bravo, considerando che non fa il doppiatore ogni giorno, e di certo è una persona affabile, umile e simpatica. Sono rimasto per pochi minuti ma tra il suo impegno e la professionalità del “vecchio” Vairano, il prodotto non deve essere stato malvagio.
Il film io ancora non l’ho visto.  Agli spettatori l’ardua sentenza.
(…)
Il provino per il personaggio l’ho fatto su delle scene con un doppiaggio inglese che, molto probabilmente ( com’è uso nelle produzioni animate), serviva solo a dare una linea-guida. Serve sia per gli animatori che dovranno disegnare & animare le scene, sia per i doppiatori definitivi; è successo anche per i cartoni della “Stefi” di Grazia Nidasio o per “Tiramolla”.
Insomma, l’America è ben lontana!   Di fatto non ci sarebbe nessun male perché sono semplicemente due metodi diversi di lavorazione ma la materia di discussione sarebbe sulla qualità e sulle maturità delle storie dei concorrenti Americani, Giapponesi e anche Europei . L’animazione Italiana crede ( o vuole) che il suo pubblico di riferimento sia una sorta di bambino degli anni 50 e invece basta guardarsi in giro e scoprire che così non è e/o non dovrebbe essere. E si potrebbe disquisire anche dei talent, che qui in Italia decisamente mancano e quasi sempre non reggono il confronto col doppatore “puro”.
D’altra parte la recitazione latita e il cinema Italiano da decenni non è più quello dei tempi di calibri quali Sordi, Gassman, Vitti ecc…
Ma non lo più neanche il gusto comune e quindi….
Ma divago.



IL PODCAST “VOCI SULLO SCHERMO”
…è proseguito con un’intervista al direttore del doppiaggio e dialoghista del film “Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno”, Marco Mete, che ha parlato della realizzazione del doppiaggio di questo film e di diversi temi relativi al doppiaggio di un blockbuster e di un prodotto normale e alla scelta dei doppiatori… cliccate qui per ascoltare l’intervista!


Segreti e bizzarrie del mondo del doppiaggio in formato quiz

“In…soliti ignoti” è il primo quiz settimanale, realizzato in esclusiva per il portale “Il mondo dei doppiatori”, dedicato agli appassionati di doppiaggio.
Le domande e risposte sono curate da Angelo Quagliotti, Lorenzo Bassi e Franco Longobardi.

Rispondete alla domanda #36!

Fra gli esempi più intriganti di doppiaggio creativo, vanno ricordate le versioni italiane di tre film con Peter Falk, in cui i personaggi da questi interpretati furono rielaborati, in libero adattamento delle versioni originali, unificandoli nel nome e con una grottesca cadenza siciliana. Quali sono i titoli delle tre pellicole in questione? Qual è il nome fisso dei tre personaggi con il volto di Falk assegnato nelle edizioni italiane e non corrispondenti a quelli attribuiti nelle versioni americane? Chi è/sono il/i doppiatore/i coinvolto/i in questa felice invenzione comica made in Italy?

Inviate le vostre risposte a questa mail, o aspettate lunedì 29 ottobre 2012 per trovare la soluzione nel sito, all’interno della pagina del gioco (linkata sul logo qui sopra).

Qualche indizio utile…
-  Sulle voci da scovare diffidate delle facilonerie internaute. La cadenza regionale vi potrebbe aiutare se saprete instaurare il giusto parallelo con un personaggio simbolo della commedia all’italiana, che, pur nell’azzeccata caratterizzazione corporea, non sarebbe stato lo stesso senza quella medesima divertente inflessione, per nulla familiare all’interprete “in carne e ossa”.
- Le iniziali dei registi che hanno diretto i tre film, se ordinati cronologicamente, formano una curiosa successione alfabetica.

LA SOLUZIONE DEL PRECEDENTE QUIZ

…e per chi avesse provato a rispondere al precedente gioco, ecco le risposte del quiz #35.

Bruno Persa è stato un pilastro della mitica C.D.C. (e successive denominazioni). Si è mai separato, anche solo sporadicamente, dalla Casa in cui ha militato per quarant’anni? Nonostante la bravura ebbe assegnato il doppiaggio continuativo di un solo big internazionale, tuttavia importantissimo come Humphrey Bogart. Da quale pellicola venne ingiustamente privato del meritato privilegio a vantaggio dell’asso pigliatutto Emilio Cigoli? E soprattutto, per quale motivo?

Ci scusiamo per la scarsa incisività del primo indizio, ma ciò è dovuto essenzialmente al fatto che Bruno Persa non ha mai abbandonato la C.D.C. .
Questa bella storia di eterna fedeltà non può essere macchiata dalla pittoresca teoria avanzata da un “esperto”, autore di una pubblicazione sulle voci del passato, secondo la quale nel 1952 Persa convolò a nozze con la neonata A.R.S. (Associazione Romana Sincronizzatori) come ritorsione a presunte scorrettezze inflitte dai dirigenti C.D.C.  Teoria che mostra la corda per l’emblematica assenza della citazione, a prova decisiva, di anche un solo straccio di film in cui Persa ha lavorato su almeno un anello montato dalla A.R.S.

Persa smarrì l’egemonia sull’indimenticato Bogey nel 1948 con “Solo chi cade può risorgere” (1947), che terminato il contratto in esclusiva con la Warner inaugura una solida collaborazione tra la major Columbia e Bogart, produttiva di altri sei pellicole. Contemporaneamente interviene per la prima volta Emilio Cigoli che ben presto diverrà la voce prevalente dell’archetipo dell’eroe chandleriano.
La frattura col passato non fu la conseguenza di una fantasiosa vendetta trasversale tra clan di doppiatori emergenti e colleghi in declino. L’avvento di Cigoli è stato il frutto consapevole di una scelta editoriale della filiale italiana della Columbia.
Bogart si era imposto negli anni Trenta come antagonista e la voce di Persa, spesso adibita a ruoli di villain, parve la più congeniale. Il successo sempre più clamoroso del divo hollywoodiano e la sua progressiva elevazione agli altari di primo attore e quindi destinato a parti di personaggio positivo, convinse la Columbia, al contrario della Warner che non esaurì mai la fiducia riposta in Persa, a dotare Bogart di una voce, pur se meno aderente all’originale, che nel subconscio dello spettatore evocasse i tanti eroi positivi interpretati dal secondo dopoguerra da Emilio Cigoli. Una sterzata a cui si allinearono anche tutte le altre Major.

I SOLUTORI
Ha risposto parzialmente Francesco C.


Lo spazio è un’appendice del portale web Il mondo dei doppiatori – www.antoniogenna.net/doppiaggio: per mandare i vostri contributi, le vostre critiche, i vostri doppiaggi amatoriali scrivete alla mail [email protected].
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