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Edicola – “Top Gear” #60, novembre 2012: “Ecco la nuovissima Jaguar F-Type: sarà una delle regine del 2013″ 20 ottobre 2012

Scritto da Antonio Genna nelle categorie Auto e moto, Top Gear.
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Top GearDi seguito presento la copertina, il sommario e l’editoriale del numero 60 – Novembre 2012 del mensile di automobilismo “Top Gear”, basato sull’omonima trasmissione televisiva dell’emittente inglese BBC trasmessa in Italia sul canale satellitare pay Discovery Channel ed in chiaro su DMAX.
La pubblicazione, curata da Editoriale Domus, è in vendita nelle edicole al prezzo di 3,50 €.

A seguire, il doppio editoriale del direttore Marcello Minerbi.

RI-PARLIAMONE
Ho lasciato passare del tempo perché la febbre polemica si calmasse un po’ in me e in loro, i ciclisti. Parlo di quelli che non hanno capito il mio scritto, forse perché sono stato criptico, forse perché ritengono di avere tutti i diritti su una strada che è di tutti, non solo loro e non solo mia come automobilista, motociclista o camionista che sia. Ho l’impressione che l’arena digitale abbia un po’ ottenebrato in alcuni la capacità di leggere gli scritti, capirne l’ironia solforosa e ridere, anche sghignazzare. Forse di questi tempi ci prendiamo un po’ tutti troppo sul serio, e prova ne sia che lo sfogo di Jeremy Clarkson, che con feroce umorismo britannico sbeffeggiava i ciclisti e pubblicato sul numero 18 di TopGear del maggio 2009, sia passato del tutto inosservato. Non una email, non una lettera. Esasperato dai comportamenti di certi ciclisti, sottolineo certi, personalmente sperimentati (e se mi tirano per i capelli lo documento) ho scritto quello che ho scritto citando poi parola per parola Jeremy e condividendo la sua ironia. Guardiamoci in faccia: sei un ciclista che in strada stai sulla tua destra, rispetti il rosso dei semafori, non fai gimcane sui marciapiedi dove si muovono a fatica invalidi, camminano persone anziane con la borsa della spesa, mamme coi bambini e gente coi cani? E hai una luce per la notte che mi permetta di vederti al buio? Io, come altri utenti della strada, se sei così non ce l’ho con te, anzi ti rispetto, ti cedo il passo, cerco di agevolare il tuo passaggio e qualche volta t’invidio, quando sgattaioli nel traffi co. Se sei di questi, ti porgo le mie scuse se ti sei sentito offeso, ma se sei degli altri no, sei tu che mi devi le scuse. Anzi, d’ora in poi mi vien voglia di portare ai vigili le immagini dei disobbedienti pericolosi. Certo, per la privacy metterei i pixel sul vostro volto, ma voi, maleducati, vi riconoscerete. Non sono di quelli che vi stringono in curva, anzi sono quello che cerca di evitarvi quando, affi ancati in tre, vi ritrovo sulle strade provinciali venir giù a rotta di collo nelle discese, suono il clacson prima delle curve, sfanalo per farmi vedere. Ma voi?
Via, chiudiamo qui questa specie di ridicola batracomiomachia su ruote e comportiamoci tutti, anche noi con le auto, in modo rispettoso. Voi per noi e noi per voi. Con una stretta di mano.
PS: Leggete bene questo numero di TopGear, ci sono due omaggi a grandi ciclisti. Vedere per credere. Un campione della velocità, l’inglese Christopher Hoy e quello straordinario testimone del Coraggio con la C maiuscola, Alex Zanardi.

PARLIAMONE
Non sempre sono d’accordo con le affermazioni e le sparate di Jeremy, ma stavolta sono completamente dalla sua. Clarkson si diverte a prendere in giro i fantasiosi designer d’interni automobilistici, il loro gusto per il colore, la gran varietà cromatica delle loro offerte. In soldoni, la maggior parte delle auto di oggi, anche le più costose, propone abbinamenti nero-grigio o grigio-nero. Alla faccia della fantasia! Aprendo la portiera anche di un’auto da oltre 100 mila euro molto spesso si ha l’impressione d’imbucarsi nell’Ade. Nero, tutto nero. E uno con un benvenuto così deve scendere rallegrato dalla sua auto? Mah, secondo me mica tanto. La mania di customizzare gl’interni (passatemi l’orrendo neologismo) l’ho sempre avuta anch’io. Una mia Mini blu rivestita d’Alcantara color pelle di daino, moquette in tinta, volante a quattro razze stile Bugatti in bois de rose fatto apposta per me da Nardi piacque a un petroliere che me la comprò ripagandomi alla grande della spesa che avevo sostenuto. A un amico, che s’era comprato la Miura nel classico color aragosta, erano piaciuti i sedili della mia 911E Electric Blau cui avevo fatto fare la fascia centrale in lana pied de poule grigio/avorio con una riga che riprendeva il blu della carrozzeria. Sulla sua Miura, invece, la fascia centrale gliela feci pied de poule marrone/avorio con la riga arancione. E fui io a portare alla Bertone la stoffa con cui il sellaio doveva rivestire i sedili. Poi ne ho pasticciate tante di auto e mi sono divertito un mondo. Erano belle accoglienti, calde dentro e, siccome le ho sempre rivendute guadagnandoci, mi son potuto permettere così escalation motoristiche. Brutte non erano. Ragazzi, fantastici quegli anni! Parlando adesso di belle auto d’oggi su questo numero ce n’è una valanga. La galleria che vi proponiamo ha dell’incredibile per concentrazione di meraviglie, per cavalleria scaricabile su pista e su strada e per la varietà di soluzioni estetiche. Cominciamo con le Concept del Salone di Parigi con la botta della Peugeot Onyx, della Bentley da corsa, della Panamera Shooting Brake e poi ci ficchiamo dentro le sparate della McLaren dalla 12C Can Am alla scioccante (ma per me straordinaria) X-1, per arrivare all’anti (futura) Enzo, ossia alla P1. Ma la passerella non finisce qui perché vi presentiamo la regina del Salon: la straordinariamente bella Jaguar F-Type, la giaguara che farà del male alla Boxster, e come pezzo da 90 abbiamo messo in pagina la nuova Viper. Che ne dite, amici?
Le automobili belle sono quelle che ti conciliano con la vita, che ti fanno sognare in barba alle cornacchie che le vorrebbero cancellare dalla terra. Avanti, la vida es sueño.