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Edicola – Il Giornalino e il ritorno di Lucky Luke (co-sceneggiato da Daniel Pennac) 18 ottobre 2012

Scritto da Antonio Genna nelle categorie Fumetti, Giornali e riviste, Il Giornalino, Interviste.
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Da questa settimana il settimanale per ragazzi “Il Giornalino” (San Paolo, prezzo di copertina 2,30 €) propone “Lucky Luke – Ognun per sè” (titolo originale “Cavalier seul”).
Si tratta di una storia inedita – la seconda a distanza di due anni dopo “Lucky Luke contro Pinkerton” – che vede la firma di due scrittori d’eccezione, Daniel Pennac e Tonino Benacquista, e la bravura di Achdé (pseudonimo di Hervé Darmenton), autore dei disegni. I tre artisti riescono a far rivivere lo spirito del cowboy solitario così come era stato pensato dal grande René Goscinny, e che riguarda molto da vicino alcune scottanti tematiche dei nostri tempi: l’abuso di potere, la libertà, le leggi ad personam. Il settimanale italiano anticipa l’uscita in Italia del volume a fumetti, pubblicando l’intera avventura in sei puntate consecutive a partire dal numero in edicola proprio oggi: l’intera storia si compone di 44 tavole e, come in Italia da il Giornalino, in Francia l’edizione in volume viene anticipata dal settimanale Spirou.

La prigione non fa proprio per loro: sono di nuovo dietro le sbarre i Dalton, “storici” banditi della saga western di Lucky Luke, per aver tentato il colpo sul milione di dollari in trasferimento alla banca centrale del New Mexico…Fratelli, un po’ picchiatelli, riusciranno a evadere, pensando di farla franca. Ma, anche questa volta, Lucky Luke si metterà sulle loro tracce, lanciandosi in rocambolesche avventure nei quattro angoli del West. Solo o forse no, se contiamo gli immancabili “compagni di vita”: Jolly Jumper, suo alter ego di razza equina, fido destriero con cui volentieri condividerebbe una vita in pensione, o “una sistemazione tranquilla nelle forze armate”, e il cane Rantanplan, che appare  qua e là in situazioni esilaranti.

Con la fuga, i Dalton cercheranno – ognun per sé – la propria strada, alla ricerca dell’agognato milione di dollari, frutto di una sfida tra fratelli. Banditi impenitenti e altrettanto incapaci di abbandonare la propria vocazione familiare, ottengono ciò che vogliono a suon di schioppo: Joe riprende a rapinare banche, William si lancerà nei casinò per diventare “imprenditore”, Jack tenterà il sequestro del banchiere Quinlan, che farà di lui un finanziere nonché il sindaco di Hollyfield  e Avarell aprirà una catena di pizzerie, in odore di mafia…Difficile per Lucky Luke acciuffarli, soprattutto se chi delinque ha il potere: le nuove leggi ad personam del sindaco Jack Dalton lo autoassolvono a pieno titolo. E il tentativo di arresto di Lucky Luke diventa un sequestro ai danni del primo cittadino, reato punito con la prigione.

Come fare giustizia? In una situazione paradossale, Lucky Luke prenderà i panni del bandito, cercando di precedere i colpi dei 4 fratelli: evade, rapina i casinò, le banche e i ristoranti controllati dai Dalton, scopre dove nascondono i soldi e ne incrementa il bottino…Per poi aspettarli al varco, sul finir della storia, con tanto di scena “madre”, azzuffamenti, sparatorie e combutte fraterne, tra risate, humour e un po’ di malinconia.

Numeri da record oltralpe per il nostro eroe: più di 11 milioni di lettori di tutte le età. Nato nel 1947 da un’idea di Morris (Maurice de Bévère) ha conosciuto il successo con le sceneggiature, dal 1957, di René Goscinny, raggiungendo il mezzo milione di copie vendute. L’ultimo album di Morris è del 2002: vende 200mila copie. Dal 2004 al 2008 le serie sono disegnate dal duo Laurent Gerra e Achdé: i tre album vendono 1,4 milioni di copie. Il flemmatico eroe del West è stato poi protagonista di diversi film d’animazione ed è stato interpretato, in una serie televisiva, da Terence Hill.

“Siamo orgogliosi per questo grande ritorno di Lucky Luke su il Giornalino” commenta il direttore p. Stefano Gorla, “il nostro settimanale ne aveva ospitato le avventure dal 1980 al 1994. Poi la pubblicazione del 2012 con il tandem Pennac-Benacquista: una garanzia di qualità davvero alta per sceneggiatura e disegno e, soprattutto, per i valori che riesce esprimere. E’ davvero esemplare del motto “imparare divertendo” che contraddistingue da sempre il Giornalino. Libertà, legalità, rispetto dei diritti e delle persone sono valori sempre attuali e che hanno molto a che fare con i ragazzi di oggi”.

Le biografie

Daniel Pennac, pseudonimo di Daniel Pennacchioni, è nato a Casablanca nel 1944. Pessimo alunno decide di diventare professore per avere, durante le lunghe vacanze estive, tempo per scrivere. Autore di numerosi libri per ragazzi deve il successo in Italia grazie alla serie di libri che narra le avventure di Benjamin Malaussène, di professione “capro espiatorio” nel malfamato quartiere parigino di Belleville, e della inverosimile e multietnica tribù che lo circonda: fratellastri, sorelle veggenti, madre sempre innamorata e incinta. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti: nel 2002 il Grinzane Cavour, nel 2005 la Legion d’onore per le arti e la letteratura, nel 2007 il premio Renaudot.

Tonino Benacquista è nato a pochi chilometri da Parigi nel 1961, figlio di emigrati italiani. Studia cinema e letteratura pubblicando il suo primo romanzo nel 1985. Con La commedia dei falliti vince tre premi letterari ma è con il romanzo Saga, tradotto in italiano da Einaudi, che si impone anche da noi. Più recente è la serie dedicata a Malavita, la storia di una famiglia mafiosa che da New York si trasferisce in Normandia. Ma Benacquista è anche scrittore per bambini e sceneggiatore. Realizza, tra l’altro, anche sceneggiature dai propri romanzi: quella tratta da De battre mon coeur s’est arrêté (A forza di battere mi si è fermato il cuore) vince il César nel 2004 come migliore adattamento. Nel 2001 aveva già ottenuto il César per la migliore sceneggiatura con il film Sur mes lèvres (Sulle mie labbra) diretto da Jacques Audiard.

Achdé, pseudonimo di Hervé Darmenton, nasce a Lione nel 1961. Lavora nella sanità e solo nel 1985, realizzando il suo sogno d’infanzia, diventa disegnatore collaborando con diverse testate. Nel 1988 pubblica Destins Croisés e nel 1991 entra nella storica casa editrice di fumetti Dargaud creando nuove serie tra cui Fort Braillard, Woker (una specie di Tarzan interplanetario) e Doc Véto. Nel 1993 lancia la serie umoristica CRS=Détresse. In seguito alla scomparsa di Morris gli viene affidata, con Laurent Gerra, la serie di Lucky Luke: “Era un sogno che avevo da bambino. Da piccolo Lucky Luke era il mio eroe preferito che ho sempre sognato di disegnare”. Non è la prima volta che Pennac e Benacquista si cimentano con le storie a fumetti: il primo ha firmato la sceneggiatura de La Débauche, disegnata da Jacques Tardi, mentre Benacquista ha collaborato con il disegnatore Jacques Ferrandez.

Intervista

Tonino Benacquista: “I Dalton ci hanno ispirato la voglia di indagare sui fratelli-coltelli”
(© Lucky Comics 2012, traduzione di Maria Re)

Due anni fa, Daniel Pennac e Tonino Benacquista hanno stupito non poco scrivendo insieme la sceneggiatura di “Lucky Luke contro Pinkerton”. Oggi, i due autori ci riprovano con un episodio intitolato “Ognun per sé”.

Dopo “Lucky Luke contro Pinkerton”, vi sareste aspettati di ripetere l’operazione in così poco tempo?

Pennac: Sì, con molta naturalezza, visto che fin dall’inizio si erano presentate varie possibilità di sceneggiatura. Dopo l’idea di “Pinkerton”, ne trovammo altre. Ci parve abbastanza logico lavorare su un secondo progetto.

Benacquista: Precisando, comunque, che eravamo in attesa di una richiesta da parte dell’editore. Sapendo che, dopo la morte di René Goscinny, gli sceneggiatori non hanno mai smesso di proporsi nella grande saga di Lucky Luke. Occorreva dunque che l’editore stesso avesse voglia di ingaggiarci di nuovo per continuare l’avventura.

Come è emersa questa idea sulla rivalità intrinseca tra i quattro fratelli Dalton?

Benacquista: Intanto noi condividiamo, Daniel ed io, un grande affetto per i Dalton. E qui, per la precisione, ci siamo posti la questione sulla fratellanza. Perché chi conosce i Dalton da tempo si rende conto che sono un po’ intercambiabili. Certo, Joe ha delle crisi d’autorità e Avarell ha una stupidità di fondo, ma Jack e William sono meno facilmente identificabili. Ciò che ci interessava era scoprire come ciascuno di loro fosse senza gli altri tre. L’idea di separarli ci stuzzicava non poco.

Bella idea, ma difficile da mettere in pratica: vi ritrovate, senza contare Lucky Luke, con quattro storie parallele…

Pennac: E’ vero, e questo ha creato qualche problema di leggibilità. Dopo che Achdé aveva già disegnato tutte le 44 tavole, ci siamo immersi nella storia per fare qualche aggiustamento: inserire dei recitativi per situare i diversi luoghi, nominare più volte i personaggi. Poiché occorre che il giovane lettore si ritrovi immediatamente e non si perda in questo intrico di storie parallele.

Come vi siete divisi il lavoro?

Benacquista:  Più o meno come la prima volta: abbiamo elaborato un riassunto puntuale di tutte le azioni in sequenza, del modo in cui si sarebbero alternate all’interno del racconto, e lo abbiamo sottoposto all’editore. Quando ci ha dato l’ok, ci siamo scambiati le scene e le correzioni. Una volta che la base è stata fatta, abbiamo iniziato ad arricchire il tutto, stimolandoci a vicenda con le idee dell’uno e dell’altro….C’è sempre stato uno spirito stile “ping-pong”, sebbene questa volta avessimo lavorato a distanza.

Non è che la scommessa di questa serie sia quella di fare avanzare la storia a suon di gag?

Pennac: Credo che le gag più interessanti siano quelle che procedono con la storia. Devono essere legate al contesto. Prendiamo la prima: Joe ha l’imprudenza di lanciare i candelotti di dinamite pronunciando la parola “pull” e, di fatto, ai piedi del canyon, ci sta un tiratore che fa il tiro al piattello: è Lucky Luke! Qui la gag nasce dalla situazione. La gag fine a sé stessa, o gratuita, cerchiamo piuttosto di evitarla.

Di seguito, in anteprima la prima tavola del fumetto.