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Edicola – “National Geographic Italia” vol.30 n°4, ottobre 2012: “Sangue e avorio – 25.000 elefanti uccisi lo scorso anno” 13 ottobre 2012

Scritto da Antonio Genna nelle categorie DVD, National Geographic Italia, Natura.
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E’ in vendita in edicola al prezzo di 4,50 € il numero di Ottobre 2012 - Vol. 304 del mensile “National Geographic Italia”, edito da Gruppo Editoriale L’Espresso e certificato dal marchio “National Geographic”, autorevole in campo divulgativo storico e geografico.
A seguire, la copertina e l’elenco dei principali contenuti.

In copertina: l’avorio illegale viene contrabbandato dall’Africa (a sinistra, nelle mani di un guardiaparco in Kenya) all’Asia (a destra, un intagliatore in Cina). Le fotografie nei riquadri sono di Brent Stirton. La fotografia sullo sfondo è di Michael Nichols.

Il numero di OTTOBRE 2012:
“Sangue e avorio – 25.000 elefanti uccisi lo scorso anno”

Benedetto avorio
di Bryan Christy fotografie Brent Stirton
Un’inchiesta esclusiva di National Geographic rivela gli stretti legami tra il mercato di oggetti sacri nel mondo e il contrabbando di avorio.

Buenos Aires, Italia
di Laura Pariani fotografie di Giancarlo Ceraudo
Gli argentini discendono… dai bastimenti: la capitale argentina è la più grande città italiana.

Corallissima!
di Kenneth Brower fotografie di Brian Skerry
Praterie sommerse, reef corallini, miriadi di pesci nella fantasmagorica Barriera Mesoamericana.

Le grotte celesti del Nepal
di Michael Finkel fotografie di Cory Richards
I segreti delle cavità rupestri dell’antico regno del Mustang.

Quelli di Lo Manthang
di Marco Cattaneo
Un italiano restaura monasteri nel cuore del Nepal.

Aspettando Rio
di Antonio Regalado fotografie di David Alan Harvey
Il risanamento delle favelas in vista dei Giochi Olimpici del 2016.

Vieni, c’è una casa nel bosco
di Carolyn Butler fotografie di Kai Fagerström
In Finlandia gli animali hanno “occupato” un villaggio.

In allegato facoltativo (a 9,90 € aggiuntivi) il DVD “Il capolavoro nascosto”.

È possibile che dietro la parete affrescata dal Vasari di un antico palazzo italiano si celi La battaglia di Anghiari, una delle opere perdute di Leonardo da Vinci?
Con un esclusivo dietro le quinte, National Geographic ci accompagna a Palazzo Vecchio, a Firenze, per un’appassionante caccia al celebre e sfortunato capolavoro di cui non esistono che alcune copie ricavate dai cartoni leonardeschi, anche quelli, purtroppo, andati perduti.

A seguire, un’introduzione del direttore Marco Cattaneo.

La sostanza è semplice. Ogni anno migliaia di elefanti africani vengono sterminati per asportarne le zanne, vendere l’avorio e ricavarne, soprattutto, oggetti sacri. Con la silenziosa compiacenza, quando non proprio l’esplicita complicità, delle autorità religiose. Cattoliche e buddhiste, in particolare.

Nel solo 2011 si stima che i cacciatori di frodo abbiano abbattuto non meno di 25.000 esemplari – ottenendo fino a 5.000 euro per una sola zanna – su una popolazione totale di meno di 700.000 individui distribuiti in habitat sempre più esigui in tutta l’Africa Subsahariana. Di lì, come spiega Bryan Christy nel suo reportage, l’avorio prende la strada delle Filippine, dove viene trasformato in croci cattoliche, statuine di santi e via dicendo, per finire esposto in bella vista a casa di qualche devoto collezionista. O viene smistato verso altre destinazioni: la Thailandia, e soprattutto la Cina, per assumere la forma di simboli buddhisti e taoisti.

Il fatto è che nel 1989 la Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione, o CITES, approvata oggi da 176 Paesi, ha imposto la messa al bando del commercio di avorio. Tra questi non figura la Città del Vaticano, alle cui porte si trovano negozi di oggetti sacri che espongono e commerciano articoli in avorio. E li vendono a turisti provenienti da paesi in cui è illegale importare avorio.

Considerato che localmente alcune popolazioni di elefanti sono già in imminente pericolo di sparizione, sarebbe certo un messaggio positivo ai fedeli se il Vaticano aderisse al bando dell’avorio. Anche perché non so se il Creatore giudicherebbe con tanta benevolenza la scomparsa del più maestoso mammifero terrestre.