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Edicola – “Le Scienze” n°530, ottobre 2012: “Higgs, finalmente” 12 ottobre 2012

Scritto da Antonio Genna nelle categorie Le Scienze, Libri, Scienza e tecnologia.
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Ecco la copertina, i principali contenuti ed una descrizione degli allegati facoltativi del numero 530 – Ottobre 2012 del mensile “Le Scienze”, edizione italiana del prestigioso “Scientific American”, già in edicola dalla scorsa settimana. La rivista è pubblicata dal Gruppo Editoriale L’Espresso ed in vendita al prezzo di 4,50 €.

I contenuti di questo numero:

Anteprima

Lavori in corso

Concorso fotografico

Intervista
Materiali copiati dalla natura

di Simona Regina

Made in Italy
Assemblaggio innovativo

di Letizia Gabaglio

Scienza per immagini
Esploratori veloci

di Larry Greenemeier

Scienza e filosofia
Le neuroscienze della razza

di Telmo Pievani

Appunti di laboratorio
Microscopici compagni di viaggio

di Edoardo Boncinelli

Il matematico impertinente
Quadrato e pentagono

di Piergiorgio Odifreddi

Astri & Particelle
Vivere pericolosamente

di Roberto Battiston

Homo sapiens
La diversità dei primi Homo

di Giorgio Manzi

Fisica
Il bosone di Higgs, finalmente

di Guido Tonelli, Sau Lan Wu e Michael Riordan
Dopo trent’anni di ricerche, sembra che i fisici abbiano trovato la sfuggente particella, le cui caratteristiche fanno pensare a una nuova era per la fisica

Storia della fisica
Un mosaico di particelle

di Jeremy Bernstein
Storia di cinque particelle elementari arrivate come ospiti inattesi a complicare la vita dei ricercatori

Biologia Evolutiva
Vita nuova per il DNA antico

di Kevin L. Campbell e Michael Hofreiter
Le biotecnologie rivelano come sopravvissero al freddo i mammut lanosi, e altri misteri delle creature estinte
Lo studio delle creature estinte si è a lungo basato quasi esclusivamente sui fossili dei loro denti e delle ossa.
I recenti sviluppi nella ricerca sul DNA antico stanno rivoluzionando lo studio degli animali preistorici.
Ora è possibile ricreare i geni di questi animali e studiare le proteine per cui codificavano.
Studiare la paleofisiologia era un’attività considerata impensabile solo un decennio fa.

Scienze dell’atmosfera
Raggi gamma dalle nuvole

di Joseph R. Dwyer e David M. Smith
I temporali producono potenti lampi di raggi gamma e raggi X, sparando nello spazio fasci di particelle e persino di antimateria. L’atmosfera è un luogo ancora più strano di quanto immaginassimo

Batteriologia
Armi virali contro i batteri

Intervista di Brendan Borrell
A lungo ignorati dai ricercatori, i virus che attaccano i batteri potrebbero avere un ruolo cruciale nella lotta alle infezioni
Chi: Vincent Fischetti
Professione/hobby: Microbiologo
Dove: Rockefeller University
Obiettivo delle ricerche: Trovare un’alternativa agli antibiotici, ormai abusati.
Quadro generale: I batteriofagi, o fagi, cioè virus che attaccano i batteri, potrebbero essere utili per curare e prevenire le infezioni?

Salute
Piccole traditrici

di David Stipp
Le cellule che smettono definitivamente di dividersi sono state a lungo considerate una difesa contro il cancro. Ora invece sono viste come complici dei processi tumorali e dell’invecchiamento

Fisica
Anatomia di una frana

di Fabrizio Carbone
Lo studio delle transizioni tra ordine e disordine in diversi sistemi aiuta a capire meglio la dinamica di disastri come quello del Vajont

Neuroscienze
Il cervello e la felicità

di Morten L. Kringelbach e Kent C. Berridge
Nuove scoperte sull’origine del piacere potrebbero migliorare il trattamento delle dipendenze e della depressione. E persino stimolare la nascita di una nuova scienza della felicità

Biodiversità
Quali specie vivranno?

di Michelle Nijhuis
Come medici in trincea, i conservazionisti sono costretti a un difficile compito di selezione e scelta per determinare quali animali salvare e quali lasciare che si estinguano

Coordinate
Mari e oceani: voto sufficiente in salute

di Giovanni Spataro

Rudi matematici
A.A.A. Ambisconsi Artistici Alfabeti

di Rodolfo Clerico, Piero Fabbri e Francesca Ortenzio

Libri & tempo libero

Povera scienza
Quegli «inutili» viaggi spaziali

di Paolo Attivissimo

Pentole & provette
La meringa svizzera

di Dario Bressanini

Inoltre, a richiesta e a pagamento:

- il 66° titolo della collana “La biblioteca delle Scienze” (7,90 € in più), “Fisica del futuro”, scritto da Michio Kaku.

Quale futuro prossimo ci riserva il progresso della scienza e della tecnologia? La domanda è insidiosa, la visione del domani è una prateria irresistibile per la mente e il rischio di tracimare nel campo della fantascienza è sempre dietro l’angolo, soprattutto se a rispondere sono non addetti ai lavori. Se però la stessa domanda è posta a un nutrito gruppo di ricercatori di prim’ordine in settori di avanguardia, ecco che l’insieme delle risposte restituisce un quadro verosimile dei giorni che verranno.

Ed è stato proprio questo il metodo seguito da Michio Kaku in Fisica del futuro, il volume in edicola con «Le Scienze» di ottobre. Il fisico statunitense, uno dei massimi esponenti della teoria delle stringhe e noto anche per essere un divulgatore di razza, autore di diversi bestseller, ha intervistato 300 colleghi, tra i quali diversi premi Nobel, e visitato numerosi laboratori e centri di ricerca, con l’obiettivo di tracciare un quadro del mondo di domani, o meglio del mondo delle tecnologie e delle conquiste scientifiche che plasmeranno la vita dell’umanità nel prossimo secolo.
Non tragga in inganno il titolo, il ritratto del futuro elaborato da Kaku grazie al contributo dei suoi colleghi non riguarda solo la fisica, con cui però a molto a che fare. È una visione a 360 gradi, che affronta medicina, energia, intelligenza artificiale, un’integrazione tra noi e i robot, nanotecnologie e viaggi spaziali, con una digressione anche in ambiti attualmente considerati poco influenzati da scienza e tecnologia. E così Kaku si chiede, e chiede ai suoi interlocutori, quale sarà il futuro del lavoro, come sarà organizzata la società del prossimo secolo, quali scenari economici, sociali e demografici si possono immaginare per il 2100.

Il mondo del futuro prossimo è riassunto nell’ultimo capitolo, in cui l’autore racconta una tipica giornata di un uomo. John ha settant’anni per l’anagrafe, ma ha l’età biologica di un trentenne, perché nel 2100 l’invecchiamento si può curare, è alle prese con programmi che gestiscono casa e comunicano con interfacce sulle pareti dell’appartamento, la sua salute è tenuta sotto controllo da sensori per proteine e DNA che analizzano all’istante le molecole espulse dal corpo per analisi di routine, grazie a cui prevenire le malattie, indossa lenti a contatto con microchip che permettono di essere subito in rete e ottenere le informazioni che si desiderano.

La macchina di John è a levitazione magnetica, permette di arrivare al lavoro in un attimo e con un minimo consumo di energia. L’azienda per cui lavora si occupa di robot, che sono comandati a distanza, non importa dove si trovino: da Marte, su cui si sta completando la prima colonia terrestre, alla diga che protegge New York dall’innalzamento del livello del mare. La società in cui vive John è globale e senza conflitti. Nel mondo del 2100 la guerra è solo il triste ricordo di un passato che non tornerà mai più.

«Innovazioni e scoperte stanno cambiando l’intero panorama economico, politico e sociale, rovesciando le vecchie credenze e i pregiudizi cui eravamo legati. Siamo destinati a trasformarci in quegli stessi dèi che una volta adoravamo e temevamo», afferma Kaku, sottolineando che i prototipi di tutte le tecnologie da lui citate esistono già (li ha provati in prima persona durante le visite ai centri di ricerca), e che ogni progresso scientifico illustrato è corrente con le leggi della fisica attualmente conosciute. Non ci resta che aspettare, quindi. E sfogliare le pagine del libro per un viaggio nel futuro che verrà qualcuno.

Infine, l’editoriale del direttore Marco Cattaneo.

Scienza e preveggenza

Scordatevi gli oroscopi, che sono un intollerabile avanzo di Medioevo infiltrato in mezzi che dovrebbero occuparsi di informazione. E, per il momento, scordatevi la possibilità di prevedere i terremoti, l’evoluzione precisa del meteo o l’eventualità che una persona si ammali di una specifica malattia. Sono problemi complessi, nel senso scientifico del termine, e non disponiamo ancora né di modelli sufficientemente precisi né della potenza di calcolo idonea per risolvere equazioni che comporterebbero un numero spaventoso di variabili. Ammesso che potremo mai riuscirci.

Però ci sono territori in cui la scienza ci ha portato a risultati spaventosamente efficaci. Ne è un esempio la millimetrica precisione con cui il lander Curiosity è atterrato su Marte, comandato a distanza dopo un viaggio di quasi nove mesi e 870 milioni di chilometri verso una destinazione che si muove intorno al Sole a 86.000 chilometri all’ora.
Ma c’è persino di meglio. Nel corso del XX secolo le teorie elaborate dai fisici sono riuscite – e più di una volta – a prevedere l’esistenza di particelle scoperte poi dopo anni, se non decenni. Il primo fu il neutrino, come ci ricorda Jeremy Bernstein a p. 46. Wolfgang Pauli lo aveva ipotizzato nel 1930, ed Enrico Fermi aveva elaborato la teoria del decadimento beta due anni più tardi, ma non fu osservato fino al 1956. Ci vollero appena cinque anni, invece, perché Carl Anderson trovasse la firma del positrone, descritto da Paul Adrien Maurice Dirac nella sua equazione quantistica relativistica per l’elettrone.

Il record, naturalmente, spetta al bosone di Higgs, finito nelle maglie del Large Hadron Collider mezzo secolo dopo che Peter Higgs ne aveva supposto l’esistenza. Ma la particella scoperta al CERN, come spiegano Guido Tonelli, Sau Lan Wu e Michael Riordan a p. 38, ha caratteristiche inaspettate, che potrebbero schiuderci una finestra su nuovi domini del mondo fisico.

E non è nemmeno tutto qui. Perché oltre all’Higgs il modello standard della fisica delle particelle ha previsto l’esistenza dei quark charm, bottom e top, del gluone e dei bosoni W e Z, oltre a essere testato sperimentalmente con un’accuratezza senza precedenti.

Ecco, ce n’è a sufficienza per sorprendersi dell’incredibile raffinatezza che ha raggiunto la nostra capacità di indagine della natura (anche se a ben vedere già la tavola periodica di Mendeleev era un ammirevole esempio di capacità previsionale), portandoci a riconoscere entità che non potremmo mai vedere, semplicemente grazie alla «firma» che lasciano in un rivelatore. È per questo che la scienza è la più spettacolare avventura che abbiamo mai intrapreso. E lo strumento più credibile a cui affidarci per progettare il nostro futuro.