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Edicola – “Internazionale” #970, 12 ottobre 2012: “L’uomo nero” 12 ottobre 2012

Scritto da Antonio Genna nelle categorie Internazionale, News.
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Vi presento la copertina, un elenco dei contenuti e l’editoriale del numero 970 (dal 12 al 18 ottobre 2012) di “Internazionale”, settimanale d’informazione fondato nel 1993 che propone articoli delle principali testate straniere tradotti in lingua italiana, in vendita nelle edicole al costo di 3 € (e disponibile dal giovedì pomeriggio anche in versione PDF e per iPhone/iPad).

In copertina: ilustrazione di Noma Bar.

Di seguito, il sommario di questo numero.

  • In copertina

    1. L’uomo nero

      L’elezione di Barack Obama avrebbe dovuto segnare il trionfo dell’integrazione razziale. Ma non è stato così. L’America è ancora un paese fondato sulla supremazia dei bianchi.

  • Attualità

    1. Le provocazioni di Damasco

      Le schermaglie al confine tra la Turchia e la Siria rischiano di far scoppiare un conflitto regionale. Non è la prima volta che i due paesi sono sull’orlo della guerra

    2. I venezuelani scelgono ancora Chávez

      Il 7 ottobre Hugo Chávez è stato rieletto presidente per la quarta volta e governerà il paese fino al 2019. Grazie all’impegno per i più poveri e all’uso della televisione

  • Visti dagli altri

    1. La Sicilia come esempio della crisi italiana

      Opere pubbliche non concluse, assunzioni facili e tanti sprechi. Una problema più politico che economico. Ma anche il resto del paese soffre degli stessi mali

    2. L’autostrada della ’ndrangheta

      La costruzione della Salerno-Reggio Calabria è cominciata cinquant’anni fa. I cantieri sono controllati dalle cosche locali e lo sperpero di denaro pubblico sembra senza fine

  • Afghanistan

    1. Pacifisti in prima linea

      A Kabul c’è un ospedale dove da tredici anni i medici e gli infermieri curano tutti, senza distinzioni: soldati afgani e bambini, donne e taliban. Il New York Times racconta agli americani il lavoro di Emergency

  • Scienza

    1. Gli ingegneri del clima

      Dagli schermi solari alla fertilizzazione degli oceani. Sono stati immaginati molti sistemi per fermare il riscaldamento globale. Ma sono troppo rischiosi

  • Mali

    1. La frontiera invisibile

      Il nord del Mali è controllato dalle milizie islamiche radicali che hanno imposto la legge coranica. Migliaia di maliani sono scappati a sud. Reportage da Mopti

  • Portfolio

    1. Il nascondiglio perfetto

      Spaventati dalla crisi economica e dal possibile ritorno alla dracma, i greci preferiscono tenere i soldi a casa. Ma devono stare attenti ai ladri.

  • Ritratti

    1. Bacco digitale

      Mangia uva da quando ha imparato a camminare. È uno dei più famosi enologhi del mondo. Per alcuni è un genio, per altri solo un affarista senza scrupoli

  • Viaggi

    1. Una giornata a Pechino

      In bici tra i vicoli nella zona più antica della città. Su una collina per vedere il palazzo imperiale evitando la folla, oppure al teatro dell’opera

  • Graphic Journalism

    1. Cartoline dallo stivale

      Di Francesca Ghermandi

  • Pop

    1. Il romanzo in tempo di crisi

      Di Ahdaf Soueif

    2. Violentissimo west

      Di Quentin Tarantino

    3. Al di là delle classifiche

      Di Jay Ruttenberg

  • Europa

    1. Angela Merkel ad Atene e le speranze dei greci

      Una favola si è diffusa alla vigilia della visita di Angela Merkel ad Atene del 9 ottobre

  • Asia e Pacifico

    1. Una fragile pace nelle Filippine

      Dopo quindici anni di negoziati il governo di Manila e i ribelli musulmani di Mindanao sembrano aver raggiunto un accordo. Che però rischia di non durare

  • Cultura

    1. Impegno a scena aperta

      Il teatro Aquarium rivendica un ruolo socialmente utile, coinvolgendo le parti più deboli della società marocchina

  • Scienza e tecnologia

    1. Uniti dalla circoncisione

      La sentenza di un tribunale tedesco e le indicazioni dei pediatri statunitensi riaccendono il dibattito sulla circoncisione, tra libertà religiosa e aspetti sanitari

    2. Pagamenti invisibili

      L’azienda Square permette ai telefonini di leggere le carte di credito e ha appena stretto uno storico accordo con Starbucks. Per comprare un caffè basterà dire il proprio nome

  • Economia e lavoro

    1. L’economia iraniana è al collasso

      La svalutazione del rial e le sanzioni hanno fatto salire l’inflazione e reso introvabili le monete straniere. Per molti iraniani sono proibitivi perfino i prezzi di alcuni beni essenziali

  • Editoriali

    1. La Tobin tax europea

      France Inter

    2. Addio al federalismo italiano

      Der Standard

  • Opinioni

    1. Noam Chomsky

      Quello che Obama e Romney non dicono

    2. Gideon Levy

      Il marchio europeo sui prodotti dei coloni

    3. Claudio Rossi Marcelli

      Mea culpa

    4. Giulia Zoli

      Il voto russo

    5. Jason Horowitz

      L’autogol di Obama

    6. Goffredo Fofi

      Narratori di fede

    7. Giuliano Milani

      Da Bombay a Mumbai

    8. Pier Andrea Canei

      Cavoli elettronici

    9. Tullio De Mauro

      Le fortune di Maria Montessori

    10. Christian Caujolle

      Mobili per soli uomini

    11. Tito Boeri

      10,5 per cento

    12. Anahad O’Connor

      Mentire con gli occhi

A seguire, l’editoriale del direttore Giovanni De Mauro.

Novecento

Harry Truman aveva dodici assistenti. Barack Obama ne ha più di cento. Ogni giorno deve prendere decine di decisioni importanti. Per questo filtra le informazioni che riceve e delega ad altri le scelte irrilevanti per i destini del paese: “Devo occuparmi di troppe cose. Non voglio pensare a cosa devo mangiare o a come mi devo vestire”. Obama ha chiesto ai suoi consiglieri di mettere tre caselle in fondo a ogni memo operativo che gli sottopongono: sì, no, parliamone. Nella sua giornata ci sono alcuni momenti irrinunciabili: fare 45 minuti di attività fisica la mattina, cenare con le iglie, lavorare la sera quando il resto della famiglia dorme. Non guarda la Cnn, non guarda i telegiornali, non guarda i talk show. In tv segue solo lo sport. “Una cosa che capisci rapidamente quando fai questo mestiere è che la gente vede in giro un tizio chiamato Barack Obama, ma quel tizio non sei tu”.
Trenta giorni per un presidente era il titolo dell’incontro finale del festival di Internazionale. “Sono venuto qui senza sapere bene dove stavo andando”, ha detto David Carr, editorialista del New York Times. “Non sapevo neanche dove fosse Ferrara. Conoscevo la rivista. Ma quello che è successo oggi, il fatto che siate venuti in novecento ad ascoltare delle persone che discutono di politica americana in questo teatro magnifico, è incredibile”. Forse è stato Carr che su un muro della galleria Matteotti, non lontano dal castello Estense, ha scritto a pennarello: “Ferrara 500 anni fa era New York”.