jump to navigation

TV – “Report” su Rai 3 – Autunno 2012 – (2) “I Garanti” 7 ottobre 2012

Scritto da Antonio Genna nelle categorie Cinema e TV, Report - RaiTre.
trackback

Questa sera alle ore 21.35 su Rai 3 prosegue l’edizione autunnale di “Report”, il programma di inchieste ed approfondimenti condotto da Milena Gabanelli.
Ecco il sommario della puntata di stasera, tratto dal sito web del programma: l’inchiesta “I Garanti” è stata curata da Michele Buono.

Il sistema delle Authority in Italia. Il loro ruolo per quanto riguarda la regolamentazione e la tutela degli interessi dei cittadini nei campi della finanza, dell’informazione, dell’energia, della tutela della concorrenza. La nomina dei Presidenti e dei Commissari di queste autorità è soggetta ai criteri della competenza, della trasparenza e dall’indipendenza dai poteri politici ed economici. Confronto fra l’Italia e il resto d’Europa. L’inchiesta metterà in evidenza alcune vicende correnti come la fusione in atto tra società quotate come Unipol, Fonsai, Premafin, Assicurazioni Milano per meglio capire il ruolo di autorità come Consob, Isvap e Antitrust.

A seguire, il servizio “Caro segretario” di Emanuele Bellano.
I segretari comunali in Italia sono circa 3.000. Dai piccoli comuni alle grandi città tutti devono averne uno. Sono i più importanti dirigenti comunali e il loro ruolo principale è controllare che i provvedimenti varati dalla giunta siano conformi alle leggi. Il loro stipendio è a carico del comune e in molti casi raggiunge cifre così sproporzionate da farli apparire una vera e propria casta. A Camugnano, un piccolo paese di duemila abitanti in provincia di Bologna sommando stipendio base, indennità e rimborsi, il segretario comunale alla fine costa quasi 110 mila euro all’anno. E simile è la situazione in tanti altri comuni. Fino a raggiungere cifre da capogiro, come a Como: il suo segretario nel 2011 ha dichiarato 234mila euro, il doppio dello stipendio base del capo dell’FBI. In tutto gli stipendi dei segretari costano all’amministrazione ogni anno tra i 150 e i 200 milioni di euro, mentre l’agenzia che gestisce il loro albo, sebbene soppressa, continua a costare ogni anni decine di milioni allo Stato.
Infine, per l’angolo “C’è chi dice NO”, il servizio “Secs Appeal” di Giuliano Marrucci.
Abbiamo scelto il concorso proprio per selezionare la migliore classe dirigente per il nostro Paese. Ma per poter scegliere nel migliore dei modi si dovrebbe partire tutti uguali, senza favoritismi. Questo non accade quasi mai perché il virus del concorso taroccato ha infettato tutti i settori e così le belle intenzioni non vengono quasi mai rispettate. Stavolta però un gruppo di ricercatori ha detto basta ed ha cominciato a dare filo da torcere al barone di turno.