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L’evoluzione del Teen-drama #7 – Roswell 12 settembre 2012

Scritto da Carlo Lanna nelle categorie Cinema e TV, L'evoluzione del Teen-drama, Serie cult, Video e trailer.
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Dopo l’articolo della settimana scorsa che ha suscitato molti commenti sia positivi che negativi, mi accorgo che la mia rubrica riesce a creare un certo dibattito tra gli addicted di telefilm. Continuando a cercare quindi l’evoluzione ed il cambiamento di questo genere televisivo, ci imbattiamo in uno show che solo con il tempo ha raggiunto il titolo di serie cult. In America infatti le vicende di questo prodotto televisivo, non hanno avuto lo stesso impatto riscontrato nel  pubblico italiano, che ancora oggi lo ricorda con piacere. Roswell è una serie che dal 1999 al 2002 è stata trasmessa sia sul network giovanile per eccellenza, la WB, che la UPN. Creato da Jason Katims, lo show miscela in maniera interessante, sia la tematica romance che la tematica sci-fi. Un mix che a prima vista potrebbe far storcere un po’ il naso, ma invece visti i risultati che ha la serie ha ottenuto, possiamo ritenerci più che soddisfatti della coesione di questi due temi così diversi tra loro.
Ci troviamo nel New Mexico, a Roswell, e in questa pittoresca cittadina rimasta nell’immaginario di tutti perché si presuppone che nel 1945 sia caduto un UFO, diventa teatro di una delle storie d’amore più romantiche e passionali degli anni ’90. Lei è Liz Parker (Shiri Appleby) una ragazza come tante che, dopo essere stata ferita mortalmente durante una sparatoria, viene guarita miracolosamente da Max Evans (Jason Behr).
Da quel giorno sia la vita di Liz che della sua amica Maria (Majandra Delfino) non sarà più la stessa. Le ragazze infatti verranno a conoscenza che Max, Michael (Brendan Fehr) ed Isabel (Katherine  Heigl) sono tre extraterrestri provenienti dal pianeta Antar. Loro sono creature per metà umane, generate per poter vendicate il loro trono usurpato dal diabolico Kivar. Una vicenda che si intriga episodio dopo episodio, e che intrattiene lo spettatore con milioni di colpi di scena.

Non riuscendo a capire il perché Roswell in madrepatria non abbia avuto il meritato successo, questo show porta comunque avanti in maniera sublime l’evoluzione del genere televisivo dedicato ai più giovani.  Mentre altre produzioni hanno miscelato nella vicenda alcune tematiche sociali, altri hanno usato l’horror e la fantascienza per inscenare qualcosa di nuovo nel mondo seriale. Roswell per questo ha vinto la scommessa. Con una vicenda così intrigante, piena zeppa di misteri alieni e leggende dal sapore inverosimile, il tutto era condito con una classica storia d’amore tormentata che ha fatto da sfondo all’intera vicenda. Il punto di forza della serie tv sta proprio nell’amalgamare due temi così diversi tra loro, senza scadere in situazioni assurde e soprattutto trash. Roswell infatti nel suo piccolo, ha fatto nascere un altro modo di raccontare il mondo giovanile. Ispirandosi quindi ai successi cinematografici, la serie tv ha raccontando il mondo giovanile di un piccolo centro, attraverso gli occhi di tre alieni dai grandi poteri e dai sentimenti così forti.  Certo lo show si può dire che ha brillato per due stagioni in quanto a qualità, capitolando però in un finale di serie emozionante, catartico e di grande impatto.

Roswell soprattutto, poteva anche contare su validi attori che hanno dato ancora più teatralità ed importanza alle serie. Come Shiri Appleby che, nonostante abbia cercato di scrollarsi di dosso il volto da ragazzina dolce ed insicura, in tutte le produzioni successive ha sempre avuto ancora cucito addosso il viso di Liz. Katherine Hegl invece è l’unica che, dopo l’approdo in Grey’s Anatomy, si è tolta il vestito di aliena sexy e ribelle.

Questa produzione quindi oltre ad affrontare la tematica fantascientifica, toccava da vicino il tema dell’amore in tutta la sua interezza e profondità. Cosa che però fece in maniera diversa un’altra serie della WB. Stiamo parlando di Felicity, di cui potremo approfondire il discorso nel prossimo appuntamento. Stay Tuned.