jump to navigation

Edicola – “Le Scienze” n°529, settembre 2012: “La generosità dei buchi neri” 9 settembre 2012

Scritto da Antonio Genna nelle categorie Le Scienze, Libri, Scienza e tecnologia.
trackback

Ecco la copertina, i principali contenuti ed una descrizione degli allegati facoltativi del numero 529 – Settembre 2012 del mensile “Le Scienze”, edizione italiana del prestigioso “Scientific American”, già in edicola dalla scorsa settimana. La rivista è pubblicata dal Gruppo Editoriale L’Espresso ed in vendita al prezzo di 4,50 €.

I contenuti di questo numero:

Anteprima

Lavori in corso

Concorso fotografico

Intervista
Lotta alla sclerosi a guida italiana

di Letizia Gabaglio

Made in Italy
Alla ricerca di farmaci orfani

di Letizia Gabaglio

Scienza per immagini
L’ape operosa

di Rose Eveleth

Scienza e filosofia
Higgs: scoperta o conferma?

di Elena Castellani

Appunti di laboratorio
Quelle colonne di neuroni

di Edoardo Boncinelli

Il matematico impertinente
Palline, palloni e cupole

di Piergiorgio Odifreddi

Astri & Particelle
Ubi maior minor cessat

di Roberto Battiston

Homo sapiens
Buon compleanno, Oetzi

di Giorgio Manzi

Astrofisica
La generosità dei buchi neri

di Caleb Scharf
Il mostro divoratore di materia che si trova al centro della Via lattea potrebbe essere all’origine dell’esistenza e dell’abitabilità della Terra

Energia
Energia: l’illusione delle soluzioni facili

di Vaclav Smil
Fonti rinnovabili, nucleare, cattura e stoccaggio del carbonio e geoingegneria non sono in grado di garantire un futuro energetico radioso e di ridurre sensibilmente le emissioni di anidride carbonica

Comportamento animale
Il topo che rideva

di Jesse Bering
Anche gli animali hanno il senso dell’umorismo? Forse sì

Astronomia
ESO: i primi 50 anni

a cura della redazione
Le immagini più spettacolari del primo mezzo secolo dell’osservatorio europeo

Scienze polari
Come scompare l’Antartide

di Douglas Fox
Mentre i ghiacciai antartici collassano verso l’oceano, gli scienziati cercano di stimare la velocità a cui si sta sciogliendo l’Antartide e le conseguenze che avrà questo fenomeno per il livello dei mari

Sociobiologia
La vita in un guscio

di Ivan Chase
I paguri migliorano la propria vita sfruttando quello che altri buttano via, proprio come facciamo noi esseri umani

Medicina
I segreti della resistenza all’AIDS

di Bruce D. Walker
Un gruppo di persone positive all’HIV non ha bisogno di farmaci per tenere sotto controllo il virus. La loro fortuna potrebbe indicare la strada da seguire per ottenere cure più potenti, e forse un vaccino

Evoluzione
Perché aiutiamo gli altri

di Martin Nowak
Lungi dall’essere un’eccezione alle regole dell’evoluzione, la cooperazione ne è stata uno dei principali fattori

Intelligenza artificiale
Macchine che pensano da sole

di Yaser S. Abu-Mostafa
Nuove tecniche per insegnare alle macchine a imparare riescono a ottenere risultati migliori degli esperti

Coordinate
Quale organismo vive più a lungo?

di Fred Guterl

Rudi matematici
Beati i secondi, perché vinceranno

di Rodolfo Clerico, Piero Fabbri e Francesca Ortenzio

Libri & tempo libero

Povera scienza
La tentazione del preconcetto

di Paolo Attivissimo

Pentole & provette
Perché le patate cotte anneriscono

di Dario Bressanini

Inoltre, a richiesta e a pagamento:

- il 65° titolo della collana “La biblioteca delle Scienze” (7,90 € in più), “Natura incompleta”, scritto da Terrence W. Deacon.

Uno degli enigmi che arrovellano l’uomo fin dall’emergere della nostra specie riguarda la nascita della vita, e per estensione della mente, dalla materia inanimata. La lista delle risposte è lunga e si perde nella notte dei tempi, tra argomentazioni religiose, filosofiche e scientifiche. Una delle ultime immani fatiche in questo campo è “Natura incompleta”, libro inedito in Italia, che troverete in edicola con «Le Scienze» di settembre.

L’autore, Terrence W. Deacon, è professore di antropologia biologica e neuroscienze all’Università della California a Berkeley, e propone una visione radicalmente nuova, con un approccio che parte dalla teoria dei sistemi dinamici, passando per la teoria del caos per poi arrivare alla teoria dell’informazione e ai processi neurali.

Alla base di tutto ci sono i processi chimico-fisici che governano la cellula, il modello più semplice di sistema dinamico considerato da Deacon, grazie a cui si osservano sistemi più complessi come gli organismi viventi. Il metabolismo permette alle cellule di contrastare con successo, almeno fino a un certo punto, il destino ineluttabile previsto dalla seconda legge della termodinamica: la vittoria del caos, quantificabile con l’entropia, sull’ordine.

Queste isole di stabilità biologica mostrano auto-organizzazione, auto-riproduzione e capacità teleologica, ovvero «finalizzata o diretta a un fine», che però non va confusa con una finalizzazione metafisica. In effetti, lungo la via che porta dalla materia inanimata alla coscienza, Deacon vuole anche eliminare il ricorso a: salti senza spiegazione nel percorso evolutivo; homunculi, definiti come spiegazioni che prevedono l’introduzione di qualche forma di intelligenza che dirige uno sviluppo; concetto di preformismo, ovvero l’assunto secondo cui certi fenomeni siano preformati in fenomeni antecedenti, per esempio che l’informazione sia preformata nel DNA prima ancora della sintesi della molecola della vita.

A loro volta, queste isole di stabilità biologica emergono da qualcosa di ancora più primitivo, che Deacon chiama «autogeno», cioè da un processo che comporti processi che si rinforzino reciprocamente e abbiano di conseguenza il potenziale di ricostituirsi e riprodursi, come, per esempio, le molecole autocatalitiche da cui potrebbero essere nati RNA e DNA.

Tuttavia, il lato più originale e interessante di questa ricerca di una teoria del tutto in grado di spiegare la nostra esistenza senza le trappole citate riguarda un’assenza. Facciamo un esempio: la lettura di un libro può cambiare le idee di una persona. Ma in questa dinamica non c’è nulla di fisico, nel senso che l’informazione del libro non passa fisicamente nel cervello del lettore, dove è elaborata per diventare contenuto mentale. Non c’è traccia dei processi chimico-fisici da cui siamo partiti. Paradossalmente, secondo Deacon, questa mancanza, o se volete assenza, o ancora incompletezza (come richiama il titolo), di questi processi semiotici e teleologici è la fonte della loro peculiare influenza sul mondo fisico. Un po’ come lo zero nel mondo dei numeri.

Nel ripercorrere l’emergere della mente a partire dalla termodinamica e dall’autorganizzazione dei sistemi, Deacon dimostra che tutto quello che non ha immediatezza fisica, come le dinamiche mentali, può essere potente proprio come quei processi fisici che generano queste dinamiche. Proprio come la materia di cui sono fatti i sogni.

Infine, l’editoriale del direttore Marco Cattaneo.

L’energia di domani

Lo scorso anno, a pochi mesi dall’incidente ai reattori di Fukushima Daiichi causato dal devastante tsunami che ha colpito il Giappone l’11 marzo, ci siamo presentati al referendum contro il ritorno del nucleare civile con il nostro solito spirito guascone da derby calcistico: rinnovabili contro nucleare, buoni contro cattivi. Complice un’informazione ingannevole e schierata per lo più sulla base di pregiudizi ideologici anziché su dati realistici. Allo stesso modo, l’euforia per il trionfo referendario ha fatto credere a troppi ottimisti che l’era dell’energia pulita fosse già iniziata.

La cruda verità  -  come spiega Vaclav Smil, uno dei massimi esperti mondiali di questioni energetiche, a p. 44  -  è che c’è poco da stare allegri: né il nucleare né le rinnovabili come eolico e solare sono in sé una soluzione plausibile al problema di sostituire i combustibili fossili nella produzione di energia. Peggio, una soluzione a breve termine  -  e parliamo dei prossimi decenni  -  non è nemmeno immaginabile. Un po’ per i limiti intrinseci di molte fonti alternative (il nucleare non è modulabile, le rinnovabili sono intermittenti), un po’ per questioni di costi e infrastrutture di distribuzione.

Petrolio, gas e carbone rappresentano ancora l’80 per cento abbondante del consumo di energia primaria nel mondo. E nel decennio 2000-2010 quasi metà dell’aumento dei consumi ha trovato una risposta nel vecchio, sporco, adorato carbone. Infine, per dare l’ultima pennellata a un quadro piuttosto fosco, nel solo 2011 il consumo globale di petrolio è aumentato dell’1 per cento, quello di gas naturale del 2,1 e quello di carbone del 6,6. E il futuro non si prospetta più roseo, se è vero che il rapporto dell’International Energy Agency (IEA) presentato il 29 maggio scorso si intitolava Golden Rules for a Golden Age of Gas, “Regole auree per un’età dell’oro del gas”.

Secondo le previsioni dell’IEA e delle maggiori società private del settore energetico, la domanda di energia crescerà del 10 per cento per decennio fino a metà del XXI secolo. E saranno ancora i fossili a farla da padroni. In questo scenario, il World Energy Outlook 2011 si concludeva con un monito inequivocabile: sebbene siano stati fatti timidi passi nella giusta direzione, la porta per limitare il riscaldamento globale a 2 gradi Celsius entro il 2100 si sta chiudendo.

Al momento, sottolinea Smil, la migliore opzione per le nazioni avanzate è limitare i propri consumi energetici. Che non significa rinunciare al proprio stile di vita, ma usare tecnologie ormai affidabili per aumentare l’efficienza delle nostre attività. Un europeo oggi consuma quasi il triplo dell’energia di un cinese o di un brasiliano e un americano più di cinque volte. Sarà difficile chiedere alle nazioni emergenti di fare la propria parte nello sforzo di contenere il cambiamento climatico, se continueremo a dimostrare di non essere in grado di fare la nostra…