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Cinema Festival #302 – Venezia Cinema 2012, dalla nostra inviata (2) – In un mondo 3D, un animatore di carta; Manoel de Oliveira, “O Gebo e a Sombra” 5 settembre 2012

Scritto da Antonio Genna nelle categorie Articoli, Cinema e TV, Cinema Festival, Festival, Film, Video e trailer.
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cinemafestivalUn altro appuntamento speciale dello spazio “Cinema Festival” interamente dedicato alla 69a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che si concluderà sabato 8 settembre 2012.
Ecco un nuovo breve resoconto di questa edizione, scritto dall’inviata di questo blog alla Mostra @KinoglazLulu.

In un mondo 3D, un animatore di carta

Graffiata e sfumata di pastelli, chine e gessetti.

Simone Massi autoritratto nel suo volto di carta e inchiostro,

Simone Massi nella realtà:

Nome e volto dell’autore della nuova sigla della 69. Mostra Internazionale  d’Arte Cinematografica.

Animatore italiano vecchio stile, grande stile, esperto di passo a uno, vincitore di numerosi premi; classe 1070, diplomato in Cinema di Animazione  all’Istituto Statale d’Arte di Urbino.

Sul finale, indossato un fondale buio, forse un cielo notturno, che diventa cappotto, ci guarda negli occhi con la malinconia delle sue immagini a incastro e, attraverso il suo sguardo da cui tutto è partito, torniamo anche noi al principio.

Manoel de Oliveira,
“O Gebo e a Sombra”

Gebo e la sua ombra, il buio che porta nel cuore. Perché l’anziano e povero padre di un figlio sprovveduto ha un grido dentro di sé, “per questo parla a bassa voce”.

Fine 800, camera quasi costantemente fissa su un interno ristretto e minimale, misero, dal freddo spesso evocato da personaggi, stretti in scialli e vesti da camera, incurvati e tristi, con la poca luce di poche candele e di improvvise illuminazioni dall’esterno, come quella finale che congela l’immagine nella sua doratura salvifica, per uno, sacrificale, per un altro.

Lingua francese, titolo portoghese dall’omonima piéce di Raoul Brandao; portoghese il figlio che non c’è mai e quando c’è, forse sarebbe meglio che non ci fosse, eppure come fare a meno di lui, João, che va via per non soccombere a una vita sempre uguale da una vita.

 

Estrema asciuttezza di stile, evidente richiamo al teatro e a un teatro televisivo d’altri tempi, servito nella lunghezza, in pochi spazi, poco movimento, molta attorialità.

 

Claudia Cardinale anziana e dolente, Michael Lonsdale triste e pacificato nell’accettazione, Jeanne Moreau con un soffio di ironia e i due portoghesi cari al regista, Ricardo Trêpa e Leanor Silveira.

Elegante, lento e mesto lavoro di un maestro che, nato nel 1908, è quasi nato col cinema. E non l’ha mai lasciato.

Sul set, Manoel De Oliveira, 104 anni il prossimo dicembre

Voto: 8


Per approfondire quali nuovi film potete trovare ogni settimana in uscita nei cinema italiani visitate gli spazi “Cinema futuro” e “Al cinema…” del blog.