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Edicola – “Rolling Stone” #107, settembre 2012: “Green Day” 1 settembre 2012

Scritto da Antonio Genna nelle categorie Musica, Rolling Stone.
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Rolling StoneDi seguito la copertina ed un’anticipazione del numero 107 – Settembre 2012 del mensile di musica, spettacolo ed attualità “Rolling Stone”. La rivista, edizione italiana dello storico omonimo periodico statunitense, è edita da Editrice Quadratum, ed è in vendita da ieri in edicola al prezzo di 3,50 €.

A seguire, un’anticipazione dei contenuti di questo numero.

I NO DOUBT RACCONTANO A ROLLING STONE ITALIA
IL LORO RITORNO E IL PROSSIMO TOUR “TRIBALE”, PIENO DI BAMBINI
“I FIGLI TI PORTANO DAVVERO SU UN ALTRO PIANETA”

I No Doubt stanno per pubblicare un nuovo album – Push and Shove, annunciato per il prossimo 25 settembre – e subito dopo il loro tour bus si rimetterà in strada. Questa volta, però, come raccontano i quattro membri della band – Gwen Stefani, Adrian Young, Tom Dumont e Tony Kanal – nel numero di Rolling Stone in edicola da domani 31 agosto, ci saranno anche i nove bambini che hanno messo al mondo negli anni trascorsi dall’uscita del loro ultimo album insieme, RockSteady. «Non per tirarmela» racconta Gwen Stefani «ma questo è per davvero il nostro miglior disco di sempre!». La band, che ha al proprio attivo un capolavoro come Tragic Kingdom (l’album uscito nel 1995, al cui interno c’era anche il singolo Don’t Speak, che superò i 15 milioni di copie), negli ultimi 11 anni è stata molto impegnata con le proprie famiglie e i figli appena nati. Durante il tour del 2009, i bimbi da accudire già ammontavano a sei: «Così finiva che, anziché l’indirizzo del party post-concerto, chiedevamo al promoter qual era il parco più vicino nel quale andare il mattino dopo a giocare con i nostri figli!» scherza Adrian. Tony Kanal è stato l’ultimo a fare figli. Lui e la moglie hanno avuto problemi di concepimento. Gwen ricorda quel periodo in cui «…arrivavamo in studio, e la prima cosa che facevamo era chiedere a Tony: “Allora? Sei rimasto incinto?”». Adesso, la bambina di Tony, Coco, ha poco più di un anno. «I figli ti portano davvero su un altro pianeta», dice. Gwen, sposata dal settembre 2002 con Gavin Rossdale dei Bush, ha invece due maschietti, Kingston e Zuma. È l’unica del gruppo a riconoscere apertamente che lo stile di vita R&R talvolta entra in conflitto con il ruolo di genitore. La prima volta che Gwen ha scoperto di essere incinta è successo nel bel mezzo di un tour. Poi, nato il figlio, è ripartita in tournée per altri sei mesi, totalizzando la bellezza di 106 concerti mentre allattava. «E quando sono tornata a casa… ero di nuovo incinta!». Girare in tour – ora, con tutte le famiglie al seguito – è un’esperienza decisamente diversa rispetto al passato. «La definirei un’esperienza tribale!», scherza Tony. «Con i bambini c’è poco da fare, sono al centro dell’attenzione dal minuto esatto in cui si svegliano fino a quando vanno a dormire».
Il primo singolo estratto da Push and Shove, ovvero Settle Down, è introdotto da un sitar indiano e da percussioni tabla. Sono influenze delle origini sud-asiatiche di Tony? «In realtà è stata un’idea di Sophie Muller», spiega Kanal, alludendo alla regista che ha girato quasi tutti i video del gruppo. L’atmosfera rimanda senza tanti complimenti alla classica cinematografia di Bollywood. Stefani conferma che la band è definitivamente tornata insieme e che, dopo due dischi solisti (Love.Angel.Music.Baby e The Sweet Escape), la “Hollaback Girl” non ha più intenzione di correre da sola. «Comunque la mia non era una vera carriera solista», spiega: «Volevo semplicemente divertirmi un po’! Travestirmi, sperimentare, giocare a fare musica dance anni ’80». Il pezzo migliore, sembra essere One More Summer. “Ho sprecato tutto questo tempo / eppure non riesco ad andarmene / eppure mi sono abituata a tutti i tuoi errori”. Stefani canta centellinando la voce sopra un robusto ritmo pulsante. Le sue parole sembrano aggrapparsi al passato, ma al tempo stesso muoversi verso il futuro. Come il loro suono, del resto. «Non ci siamo mai affezionati a un unico genere», dice Adrian. «Facciamo sempre qualcosa di nuovo». Sarà per questo che i No Doubt non invecchiano mai?