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Edicola – “Internazionale” #963, 24 agosto 2012: “Le cattive ragazze” 24 agosto 2012

Scritto da Antonio Genna nelle categorie Internazionale, News.
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Vi presento la copertina, un elenco dei contenuti e l’editoriale del numero 963 (dal 24 al 30 agosto 2012) di “Internazionale”, settimanale d’informazione fondato nel 1993 che propone articoli delle principali testate straniere tradotti in lingua italiana, in vendita nelle edicole al costo di 3 € (e disponibile dal giovedì pomeriggio anche in versione PDF e per iPhone/iPad).

In copertina: fotografia di Max Streltsov (Salt Images).

Di seguito, il sommario di questo numero.

  1. In copertina

    1. Le cattive ragazze di Mosca

      Il 17 agosto un tribunale russo ha condannato tre componenti del gruppo Pussy Riot a due anni di prigione per la preghiera punk nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca. Una sentenza che conferma la deriva autoritaria del Cremlino

    2. Nel paese del conformismo

      Il processo è il prodotto di una società che soffoca alla radice ogni forma di dissenso. Alcuni brani della dichiarazione conclusiva resa in tribunale da una delle tre ragazze condannate

    3. La solidarietà ipocrita dell’occidente

      Le rockstar e i giornali di tutto il mondo hanno sposato la causa delle Pussy Riot. Ma per i motivi sbagliati

  2. Visti dagli altri

    1. La polvere rossa che uccide Taranto

      Dopo la sentenza che ha deciso la chiusura delle acciaierie, la città pugliese è spaccata tra chi è preoccupato per l’inquinamento e chi vorrebbe continuare a lavorare

    2. Nell’Italia in crisi le vacanze sono un lusso

      Con meno soldi in tasca e preoccupati per il futuro, quest’estate molti italiani hanno deciso di rimanere a casa. E il volume di affari legato al turismo è crollato

  3. Sudafrica

    1. Omicidio nella township

      Tra le baracche di Diepsloot la criminalità dilaga e gli abitanti si fanno giustizia da soli. Spesso prendendo di mira le persone sbagliate. Un giornalista indaga sulla morte di un innocente

    2. Lavoratori contro lo stato

      All’origine della morte dei minatori di Marikana ci sono povertà, diseguaglianza e disoccupazione

  4. Germania

    1. Il mondo collaudato dai tedeschi

      In Marocco le auto, in India le stoffe, in Portogallo i pannelli solari. La precisione tedesca è un’industria di successo nell’economia globalizzata

  5. Scandinavia

    1. La sfida delle città gemelle

      Servizi comuni. Pendolari che fanno la spola sullo stretto di Øresund. Progetti di sviluppo congiunti. Per affrontare insieme il futuro, Malmö e Copenaghen hanno deciso di dar vita a un’unica area urbana

  6. Scienza

    1. Destinazione mantello

      Trivellare la crosta terrestre per svelare i misteri più profondi del nostro pianeta e magari scoprire forme di vita: è l’obiettivo di un progetto ambizioso interrotto negli anni sessanta e ripreso oggi da un’équipe internazionale

  7. Portfolio

    1. Indovina per chi voto

      Una mostra sfida gli spettatori a capire la tendenza politica degli elettori osservando i loro ritratti. La provocazione di Gregg Segal in vista delle presidenziali

  8. Ritratti

    1. Bidzina Ivanishvili. Oligarca e populista

      Il miliardario che ha fatto fortuna in Russia è il volto dell’opposizione georgiana.
      A un mese dalle elezioni, il suo successo preoccupa il governo di Mikheil Saakashvili

  9. Viaggi

    1. I pinguini della regina

      Le tracce della guerra sono ancora ben visibili sulle isole Falkland. Ma è la natura l’aspetto più affascinante dell’arcipelago

  10. Graphic Journalism

    1. Cartolina da Istanbul

      Di Brecht Evens

  11. Pop

    1. Fare figli è sbagliato

      Di Elizabeth Kolbert

  12. Europa

    1. La Norvegia in attesa del verdetto

      Mentre infuriano le polemiche sui ritardi della polizia il giorno della strage di Utøya, il paese aspetta di sapere se Anders Behring Breivik sarà considerato sano di mente e condannato

  13. Africa e Medio Oriente

    1. Niente rinforzi da Washington per i ribelli siriani

      Anche se Barack Obama ha intimato al regime di Damasco di non usare il suo arsenale di armi chimiche, le probabilità che gli Stati Uniti intervengano in Siria rimangono molto limitate

  14. Americhe

    1. Perché l’Ecuador protegge Julian Assange

      Concedendo l’asilo politico al fondatore di Wikileaks, il presidente ecuadoriano Rafael Correa sfida gli Stati Uniti e si candida alla guida della sinistra in America Latina

  15. Asia e Pacifico

    1. Violenze e rappresaglie nel nordest indiano

      Dopo gli scontri di luglio in Assam, le voci di una nuova ondata di violenza hanno messo in fuga decine di migliaia di persone. Da sempre discriminate, anche dal governo

  16. Cultura

    1. La scuola delle pop star

      Dalla Brit School sono usciti artisti come Amy Winehouse e Adele. Ma è solo un posto dove i talenti sono liberi di esprimersi

  17. Scienza e tecnologia

    1. Lungo i tubi di internet

      Spesso si pensa alla rete come a un’entità astratta. In realtà la sua esistenza dipende da pesanti infrastrutture e da una manutenzione costante, come qualunque attività industriale

    2. La Apple svela i suoi trucchi

      L’azienda di Cupertino ha portato la Samsung in tribunale, accusandola di copiare i suoi prodotti. Ma è stata costretta a mostrare a tutti i suoi segreti

  18. Economia e lavoro

    1. Un futuro di rivolte e conflitti provocati dalla fame

      Con la siccità è aumentato il prezzo del cibo, facendo temere nuovi scontri sociali. Uno scenario destinato a peggiorare se non si affronta la questione del riscaldamento globale

  19. Editoriali

    1. La battaglia di Aleppo

      The Guardian

    2. Le esitazioni di Hollande

      Le Monde

  20. Opinioni

    1. Claudio Rossi Marcelli

      Oltre lo sguardo

    2. Giulia Zoli

      Chiamatemi Batman

    3. Amira Hass

      Comunità immaginaria

    4. Jason Horowitz

      Lo stupro secondo Akin

    5. Gideon Levy

      I guerrafondai alzano la voce

    6. James Surowiecki

      I giochi di bilancio di Paul Ryan

    7. Goffredo Fofi

      Intuizioni apocalittiche

    8. Giuliano Milani

      La grande separazione

    9. Pier Andrea Canei

      Superumani fragilistic

    10. Christian Caujolle

      Per sempre

    11. Tullio De Mauro

      La rete di Chávez

    12. Tito Boeri

      4,2 per cento

A seguire, l’editoriale del direttore Giovanni De Mauro.

Intelligenza

“Viaggiamo perché è una necessità, perché la distanza e la diferenza sono la formula magica della creatività. Quando torniamo a casa, la casa è sempre uguale. Ma qualcosa nella nostra mente è cambiato. E questo cambia tutto”. Finiva così un articolo di Jonah Lehrer uscito esattamente un anno fa su Internazionale. Lehrer ha 31 anni e fino a prima dell’estate era una star del giornalismo statunitense.
Autore di tre best seller, columnist di Wired e del Wall Street Journal, collaboratore del Washington Post, di Nature, del Boston Globe. Era staff writer del New Yorker. Poi si è scoperto che in alcuni post usciti proprio sul sito del New Yorker, Lehrer aveva riutilizzato interi brani di suoi articoli scritti per altri giornali. Un caso di autoplagio. Non troppo grave per i lettori, più fastidioso per i suoi datori di lavoro. Ma un altro giornalista ha cominciato a verificare le citazioni di Bob Dylan pubblicate in Imagine, l’ultimo dei tre best seller scritti da Lehrer. E ha scoperto che erano state inventate. A quel punto l’editore ha deciso di ritirare tutte le copie del libro, Lehrer si è scusato pubblicamente, ha cancellato i suoi impegni e si è dimesso dal New Yorker. Fine della storia, e forse anche della prima parte della carriera di Lehrer.
Di giornalisti che copiano, inventano, non citano le fonti e distorcono la realtà è pieno il mondo. La differenza è che questo, negli Stati Uniti, è giustamente considerato scandaloso. Lehrer era davvero molto brillante, ma forse non abbastanza da capire che da quando c’è il web credere di poter copiare senza essere scoperti è da stupidi, oltre che sottilmente insultante per l’intelligenza dei lettori.
E pensare che uno dei suoi ultimi articoli scritti per il New Yorker si intitolava proprio così: “Perché le persone in gamba sono stupide”.