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Edicola – “Vanity Fair” #33/2012, 22 agosto 2012: “Elle MacPherson” 15 agosto 2012

Scritto da Antonio Genna nelle categorie Cinema e TV, Interviste, Vanity Fair.
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Vi presento la copertina ed un’anticipazione relativa al numero 33 (del 22 agosto 2012) del settimanale “Vanity Fair”, edito da Condè Nast e in vendita nelle edicole al costo di 2 €.

Elle MacPherson: «Gelosa di Uma? No, contenta che abbia dato una sorella ai miei figli»
L’ex modella australiana riconvertita in imprenditrice affronta per la prima volta l’argomento della bambina che la Thurman ha appena avuto dal suo ex
di E. Brocardo

«Arki e io ci siamo separati otto anni fa, ed entrambi siamo felicemente legati ai nostri rispettivi partner. Uma e io siamo in ottimi rapporti. È meraviglioso che una bambina sia entrata a far parte della nostra famiglia. I miei figli sono entusiasti di avere una sorellina».
Così, alle Bahamas, sul set delle foto di copertina di Vanity Fair in edicola dal 15 agosto – a due settimane dal debutto italiano, dal 29 su Real Time, del talent show per aspiranti stilisti Fashion Star, successo televisivo americano -, Elle Macpherson, ex modella australiana riconvertita in imprenditrice di lingerie e prodotti di bellezza, e da qualche anno conduttrice e produttrice tv (prima con Britain & Ireland’s Next Top Model, ora appunto con Fashion Star), affronta per la prima volta l’argomento della bambina che l’attrice Uma Thurman ha appena avuto da Arpad «Arki» Busson, ex della Macpherson e padre dei suoi due figli Arpad Flynn e Aurelius Cy.
E liquida alcuni recenti articoli di stampa che mettevano in relazione la nascita con l’apparizione di alcune sue foto in bikini in vacanza a Ibiza con il nuovo compagno Roger Jenkins. «Non ne so niente, non leggo i giornali per vedere quello che dicono di me. Qual era il senso di quegli articoli?».

In sostanza, che lei voleva rubare l’attenzione, e forse anche lanciare un messaggio al suo ex, del genere: «Guarda che cosa ti stai perdendo».
«Insomma avrei orchestrato la cosa? Mi sarei fatta fotografare apposta? Non ha senso. Ripeto: entrambi siamo felici con i nostri nuovi partner».
Avere una vita che non si esaurisce nel lavoro aiuta anche nella professione? «Assolutamente. Amore, figli, lavoro, fanno tutti parte della mia vita in modo integrato. Non ho mai pensato che avere bambini significasse smettere di lavorare. E i miei figli sono stati spesso fonte di ispirazione. L’idea di creare una linea di reggiseni per le mamme mi è venuta quando ero incinta del mio primo figlio: non c’era modo di trovare un reggiseno che fosse comodo e carino. All’epoca mi dissero che dare il mio nome a un prodotto del genere sarebbe stato un errore, “fa vecchio e sciatto”, dissero. Cinque anni dopo avevamo un’intera sezione di reggiseni solo per mamme».
Lei è stata una delle prime, in compenso oggi non c’è attrice o modella che non abbia una propria linea di abiti o di cosmetici. Che effetto le fa?
«Non vanto nessuna proprietà sull’idea. C’è spazio per tutti, e io non sono competitiva. Qualunque cosa faccia, l’importante non è il risultato finale. Più della meta mi interessa il viaggio. Magari lei penserà che sono un’idealista, ma parlo sulla base della mia esperienza, e non è poca, visto che ho cinquant’anni».
Non li compie il prossimo anno?
«Il prossimo anno… Merda».
Scusi?
«Sì, ne ho quarantotto, cioè quarantanove, cioè vado verso i cinquanta. Non fa una gran differenza».