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Il mondo dei doppiatori 2.0 #32 – Anteprime esclusive: le voci italiane del film Dream House e della terza stagione della serie In Treatment – Zona critica: Bed Time – Voci dal Forum – In…soliti ignoti 27: il doppiatore inopportuno 31 luglio 2012

Scritto da Antonio Genna nelle categorie Cinema e TV, Doppiaggio, Film, Il mondo dei doppiatori 2.0, Quiz e giochi.
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Questo spazio nasce come appendice del mio portale Il mondo dei doppiatori, che ho fondato nel settembre 2001 e che continuo ad aggiornare da allora, disponibile unicamente all’indirizzo www.antoniogenna.net/doppiaggio, e che nel frattempo è diventato il punto di riferimento del doppiaggio italiano, il più copiato (spesso citato altrove senza alcun ringraziamento), ed è anche utilizzato dagli addetti ai lavori per decidere le voci che doppieranno i film in uscita al cinema e i telefilm ed i cartoni programmati in TV.
Lo spazio comprende anticipazioni esclusive ed i contributi degli appassionati come voi. Per inviare i vostri messaggi e pensieri in merito ad una o più delle sezioni di questo spazio scrivete alla mail [email protected]!

ANTEPRIME ESCLUSIVE
AL CINEMA…

Questa volta vi propongo in anteprima le voci italiane del film thriller “Dream House”, diretto da Jim Sheridan ed in uscita in Italia venerdì 3 agosto 2012 su distribuzione Universal Pictures International Italy.
L’edizione italiana è stata curata da PumaisDue con la direzione del doppiaggio di Giuppy Izzo.
Di seguito, chi doppia gli attori protagonisti:

  • Daniel Craig (Will Atenton / Peter Ward) è doppiato da Francesco Prando, voce italiana dell’attore in numerosi film, da  “L’amore fatale” a “Le avventure di Tintin – Il segreto dell’Unicorno”, oltre che nella saga di James Bond – 007.
  • Rachel Weisz (Libby Atenton / Elizabeth Ward) è doppiata da Giuppy Izzo, voce dell’attrice in film come “La mummia”, “La mummia – Il ritorno”, “About a boy – Un ragazzo” e “Amabili resti”.
  • Naomi Watts (Ann Patterson) è doppiata da Barbara De Bortoli, voce italiana dell’attrice in numerosi film tra cui “Mulholland Drive”, “The Ring”, “21 grammi”, “Il velo dipinto”, “La promessa dell’assassino” e “Fair Game – Caccia alla spia”.
  • Taylor Geare (Trish Atenton / Beatrice Ward) è doppiata da Emanuela Ionica, doppiatrice di Elle Fanning in “Somewhere”, “Super 8″ e nel recente “La mia vita è uno zoo”.

…E IN TV
In preparazione alla prima trasmissione italiana della terza ed ultima stagione della serie psicologica “In Treatment”, una produzione Closest to the Hole Productions, Leverage Management e HBO Films già trasmessa negli Stati Uniti sul canale cavo HBO dal 25 ottobre al 7 dicembre 2010 ed in arrivo in Italia su Fox Life con quattro episodi settimanali dal 6 agosto dal lunedì al giovedì alle ore 00.35 (il venerdì alla stessa ora replica dei quattro episodi settimanali), ecco le voci del nuovo cast.
L’edizione italiana è stata curata – come le due stagioni precedenti – da Video Sound Service con la direzione del doppiaggio di Anna Lanciotti.
Di seguito, chi doppia i protagonisti di questi ultimi episodi:

  • Gabriel Byrne (Paul Weston), protagonista fisso delle tre stagioni del telefilm, ha sempre la voce di Rodolfo Bianchi.
  • Irrfan Khan (Sunil), protagonista dell’episodio del lunedì, è doppiato da Mauro Gravina, negli ultimi anni in TV voce di Rob Estes nelle prime stagioni della nuova “90210″.
  • Debra Winger (Frances), protagonista del martedì, è doppiata da Laura Boccanera, che tra l’altro è stata la voce di Brooke Shields nella sit-com “Susan” e nella serie “Lipstick Jungle”.
  • Dane DeHaan (Jesse), protagonista del mercoledì, è doppiato da Alessio Puccio, popolare voce italiana di Daniel Radcliffe, il protagonista degli otto film della saga cinematografica “Harry Potter”.
  • Amy Ryan (Adele), interprete della psicologa del protagonista nell’episodio del giovedì, è doppiata da Claudia Razzi, in passato voce italiana di Rebecca Romijn nelle brevi serie “Pepper Dennis” e “Eastwick”.

ZONA CRITICA
a cura di Gabriele (ABC85)

“BED TIME”
Discutibilmente spacciato a livello promozionale per l’ennesimo appartenente alla nuova ondata di horror iberici, probabilmente anche per via del regista (autore in passato di Darkness e dei REC), opportunamente corredato del solito titolo anglofono furbo e gratuito, Bed Time (in originale Mientras duermes) è in realtà un riuscito e sottile thriller psicologico. Inserendosi con successo nel sempreverde filone dell’orrore quotidiano che si insinua tra le mura domestiche solo apparentemente sicure, il film è la ricognizione inquietante e credibile di un’ossessione patologica tutta presentata, come punto di vista interno, dalla parte del “cattivo”, il portiere César, interpretato dal monumentale e sottovalutato Luis Tosar (una di quelle facce che non si dimenticano e sanno mettere i brividi), e non, più prevedibilmente, dalla parte della vittima, inquilina del suo condominio, una comunque intensa Marta Etura, nel ruolo ben gestito di una persona solare che viene messa gradualmente a durissima prova nelle sue certezze e nella sua serenità di tutti i giorni. Concorrono al buon esito complessivo un ritmo molto personale e capace di prendersi i suoi tempi, senza bisogno di frastornare lo spettatore con inutili frenesie o con balzi sulla sedia a buon mercato, e soprattutto un’interessante utilizzo degli spazi che trasforma il condominio in un luogo angosciante, attraverso la lente deformata della mente malata del protagonista. Certo, non tutto funziona alla perfezione, perché ad esempio quasi tutti i personaggi di contorno sono figurine sullo sfondo senza spessore, ma complessivamente questi sono modelli che in Italia dovremmo guardare solo con ammirazione.

Quanto al doppiaggio, vale quanto appena detto sulla recitazione del film stesso: si basa cioè pressoché interamente sulle spalle di chi doppia i due protagonisti, Federica De Bortoli e Roberto Pedicini. E se la prima è molto naturale su un personaggio vitale quanto luminoso e abituato alla leggerezza più spensierata, il secondo stavolta supera se stesso, con una delle migliori interpretazioni degli ultimi tempi, lontano anni luce da certe prove un po’meccaniche troppo basate sul fascino della voce e su manierismi un po’affettati da psicopatico (dimenticatevi, cioè, della macchietta del monaco Silas ne Il Codice Da Vinci). Brava anche Sara Labidi su Ursula, una bambina curiosa e quasi diabolica che si configura un po’a sopresa come la terza figura per importanza. Quanto agli altri, il discorso è più o meno il medesimo: Riccardo Rossi in effetti si sente pochissimo, nonostante il suo possa essere scambiato per il protagonista maschile positivo della vicenda, ma che si rivela essere abbastanza a sorpresa (intenzionalmente?) solo un accessorio senza molto spazio nella spirale senza ritorno della follia di César. Idem per quanto riguarda Stocchi (il distratto padre di Ursula), Paolo Vivio (il ragazzo delle pulizie, capro espiatorio predestinato), Marchese (il commissario che indaga ma a cui è riservato solo un paio di scene) e il sempre gradito Gil Baroni (un anziano condomino brontolone). Piccolo discorso a parte merita Paila Pavese, che su un’anziana inquilina chiacchierona e cinofila tira fuori un’interessante caratterizzazione squillante, molto particolare per un ruolo così piccolo.

FILM
DOPPIAGGIO

VOCI DAL FORUM
L’angolo che raccoglie pareri sparsi selezionati da Gabriele all’interno del Forum del Mondo dei doppiatori, il ben popolato Forum ufficiale del mio portale.

Ecco un intervento un po’ colorito di pazzainter sull’adattamento di alcuni telefilm americani recenti…

Sto seguendo la 3^ stagione di 90210 in replica su Fox e mi viene il nervoso in queste prime puntate per come non adattano certi termini.
Nell’episodio di ieri (la 3×02) usano il termine “slash” quando potevano benissimo tradurre con “sbarra” (es: sono un utente criticone sbarra doppiaggiofilo) che non crea nemmeno problemi di synch!
In quello di oggi invece dicevano “Ho fatto un filmino, mi puoi dare un feedback?” ma il termine commento, parere è così desueto? devono per forza essere gggggggggggiovani?
Inoltre si citava YouTube pronunciandolo alla ammeriggana iiiiiuuuuuuuutiiiiub. Ma stiamo parlando di una massa di 18enni, usare come direbbe un pari età in italia iùtub non va bene come adattamento?
E questo al netto di tante altre volte in cui usano termini gergali che da noi non esistono e che io e mia sorella ci guardiamo in faccia non capendo quello che vogliono dire (emblematico il body shot sentito ieri: in pratica una ragazza beve uno shortino di tequila bum bum prendendo il bicchierino dall’addome palestrato di un ragazzo)!
Tra l’altro la cosa della perfetta pronuncia inglese di termini che noi invece volgarmente diciamo maccheronicamente non mi cala proprio, specie se si mette una pronuncia da tipico oxfordiano in bocca a gente che non hanno quel livello sociale/culturale (mi ricordo certe cose simili in Nip/Tuck dove, tralasciando i protagonisti che sono comunque dottori, gente di basso livello diceva certe parole come se fossero madrelingua!). per me quando si fa adattamento andrebbero guardate anche certe cose non solo una mera traduzione… non so come la pensate voi però.


Segreti e bizzarrie del mondo del doppiaggio in formato quiz

“In…soliti ignoti” è il primo quiz settimanale, realizzato per il portale “Il mondo dei doppiatori”, dedicato agli appassionati di doppiaggio: nel corso delle settimane estive il gioco diventa più difficile ed assume periodicità quindicinale.
Le domande e risposte sono curate da Angelo Quagliotti, Lorenzo Bassi e Franco Longobardi.

Rispondete alla domanda #27!

Quale attore italiano, dopo avere ottenuto un clamoroso successo internazionale in un film in lingua inglese, in cui recita con la propria voce anche nella versione per il Bel Paese, nella replica dello stesso fortunato personaggio di spietato antagonista, avvenuta questa volta in un film italiano, è stato inopinatamente doppiato?
Quali sono le due pellicole in questione? Chi è l’inopportuno doppiatore?

Inviate le vostre risposte a questa mail, o aspettate lunedì 13 agosto 2012 per trovare la soluzione nel sito, all’interno della pagina del gioco (linkata sul logo qui sopra).

Indizi:
- L’attore resta a detta di molti il miglior  “cattivo” di una famosa serie cinematografica.
- Il film straniero è considerato un classico del cinema d’azione, mentre quello italiano uno dei peggiori sottoprodotti d’imitazione del medesimo filone.
- Il doppiatore è in possesso di una timbrica in evidente dissonanza da quella originale del doppiato.

LE DOMANDE DEL PRECEDENTE QUIZ

…e per chi avesse provato a rispondere al precedente gioco, ecco la soluzione del quiz #26.

Può l’apprezzamento per un doppiaggio ottimamente eseguito provocare la rinuncia al protagonista designato di un film in preparazione, per attribuire quel ruolo proprio al doppiatore? Sì, se questi è il superlativo Gino Cervi. Sapreste individuare la pellicola ispiratrice, l’attore trombato ed il film successivamente realizzato con Cervi imprevisto protagonista?

Nell’organizzare il film epico cavalleresco “Ettore Fieramosca” (1938), il regista Alessandro Blasetti, fondatore della Nembo Film produttrice del progetto, non sollevò obiezioni alla proposta avanzata dal direttore di produzione Fabio Franchini, di assegnare il ruolo del protagonista al possente ed arcigno Carlo Ninchi, un bravo e fisicato attore molto in voga in quegli anni.
Ritenendola cosa fatta Franchini non perse tempo e firmò subito la scrittura. Blasetti, al quale non era piaciuto quello che considerava un eccesso d’iniziativa, quando assistette alla proiezione di  “Condottieri” (1937) , una roboante biografia di Giovanni Dalle Bande Nere, dagli evidenti paralleli con la figura del Duce, rimase così entusiasta dalla prova “da eroe shakespeariano” offerta da Gino Cervi, attore da lui già sperimentato, nel doppiare il protagonista  Luis (Luigi)  Trenker, che dissipò ogni suo dubbio su chi dovesse interpretare il Fieramosca.
Convocò Ninchi e dall’alto della sua autorevolezza, riconosciuta e temuta nell’ambiente, lo convinse alla risoluzione consensuale del contratto e dirottò il ruolo di protagonista sul sorpreso Gino Cervi.
Carlo Ninchi è il fratello di Annibale Ninchi, commovente interprete del padre di Federico Fellini, Urbano, in  “La dolce vita” (1960) che replicherà nello stesso ruolo in “8½“ (1963).
In  “Ettore Fieramosca” esordì a nove anni Paolo (Tao) Ferrari.

Hanno risposto correttamente Daniele Do. e Roberto F.


Lo spazio è un’appendice del portale web Il mondo dei doppiatori – www.antoniogenna.net/doppiaggio: per mandare i vostri contributi, le vostre critiche, i vostri doppiaggi amatoriali scrivete alla mail [email protected].