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Edicola – “Top Gear” #57, agosto 2012: “Jag XKR-S” 18 luglio 2012

Scritto da Antonio Genna nelle categorie Auto e moto, Top Gear.
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Top GearDi seguito presento la copertina, il sommario e l’editoriale del numero 57 – Agosto 2012 del mensile di automobilismo “Top Gear”, basato sull’omonima trasmissione televisiva dell’emittente inglese BBC trasmessa in Italia sul canale satellitare pay Discovery Channel ed in chiaro su DMAX.
La pubblicazione, curata da Editoriale Domus, è in vendita nelle edicole al prezzo di 3,50 €.

A seguire, l’editoriale del direttore Marcello Minerbi.

Ho l’impressione che si stia esagerando. Un po’, mica molto, ma un po’ sì. Stamattina mi arriva un’email in cui l’ALOT (Agenzia della Lombardia Orientale per i Trasporti e la Logistica) dà notizia di un progetto presentato a Stoccarda, durante ‘Cities for Mobility’ con riferimento a un disegno europeo sulla sicurezza stradale SOL, Save Our Lives, di cui, in realtà, è coordinatrice a livello europeo. In tale occasione, l’ALOT ha illustrato le linee guida del progetto con attenzione particolare ai modelli della Provincia di Brescia e di Mantova, casi virtuosi sul tema della sicurezza stradale, esportabili a livello internazionale. Fin qui tutto bene. In tale sede si è parlato di come si possano progettare le strade nelle nostre città in modo che diventino sicure; che cosa si possa fare affinché i nostri cittadini si comportino nel traffico stradale in modo che nessuno si faccia male; come sia possibile affrontare le nuove minacce dei silenziosi veicoli elettrici, degli inaspettatamente veloci Pedelec, delle molte distrazioni causate da smartphone e lettori MP3 e via di questo passo. E anche fin qui tutto bene. Ma, prendendo lo spunto da questa lodevole iniziativa con riferimento alla minaccia delle auto elettriche (su cui concordo), vorrei aggiungere i recenti ventilati provvedimenti a favore dei ciclisti. Se ho capito bene, questi signori travestiti da corridori e queste ineffabili signore, che pedalano con la svagatezza della pazza di Chaillot sulle strade cittadine (ma che strade? Marciapiedi!), che vanno contromano e passano col rosso, saranno dotati di un passaporto per l’illecito conferito loro da autorità cittadine che, pavide, cavalcano una demenziale onda verde che demonizza le auto. Vado avanti coi ciclisti, che detesto con tutto il cuore non tanto per la loro attività, ma per l’arroganza, per il menefreghismo verso tutte le regole del vivere civile e della buona educazione. Visto non solo da me, ma da altri, un cretino pedalante senza mani col cellulare all’orecchio attorno alle 18 in una strada di Milano. Perché con l’auto allora io non posso usare il telefonino e lo scemo in bici sì? Questo è razzismo bello e buono, signori. Per chiarirvi ancor più come la penso sui biker, vi riporto una parte dello sfogo di Clarkson sull’argomento. Lo condivido in toto: “…Non ho mai dovuto rallentare, perché, tanto, ero bloccato dietro il sedere a strisce di un ciclista. Ma perché vi mettete quelle tute rivoltanti, quando andate in bicicletta? Non abbiamo nessuna voglia di vedervi i peli del culo. E perché dovete stare affi ancati in tre? Niente proteste, zitti, è vero. E perché noi automobilisti che abbiamo pagato le strade con le tasse non riceviamo nemmeno un cenno di gratitudine, quando decidiamo di non falciarvi? Temo che tutti i ciclisti siano persone orribili. C’è un sacco di gente che ha paura del futuro e quindi va al bar a piedi o in bici per risparmiare. Non discuto questo. Critico, piuttosto, la nuova idea, di sapore vetero comunista, che le strade sono lì per essere usate gratuitamente da tutti. Tranne che dagli automobilisti”. Concordo e sottoscrivo.