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Edicola – “Vanity Fair” #28/2012, 18 luglio 2012: “Isabella Ferrari: confesso che ho tradito” 11 luglio 2012

Scritto da Antonio Genna nelle categorie Cinema e TV, Interviste, Vanity Fair.
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Vi presento la copertina ed un’anticipazione relativa al numero 28 (del 18 luglio 2012) del settimanale “Vanity Fair”, edito da Condè Nast e in vendita nelle edicole da oggi al costo di 2 €.

Isabella Ferrari: «Confesso che ho tradito»
«Se mi è successo, l’ho vissuto con senso di colpa. Ma la libertà per me viene al primo posto: non posso pensare di appartenere a qualcuno». L’attrice canta in un disco. E in questa intervista, cover di Vanity Fair

di Sara Faillaci

Isabella Ferrari ha 48 anni e tre figli. Quanto basterebbe per decidere di chiudere con il nudo e le pose sexy. Però poi c’è un corpo che parla, indipendentemente dalla sua volontà. Un corpo bello, ricco, sensuale che dei segni (pochi) del tempo se ne infischia, li irride e li gira a suo vantaggio. E riempie ancora la scena. Sul set, mentre il fotografo scatta, sono tutti incantati a guardarla. (…)
Ci incontriamo a Londra, dove ha accompagnato la primogenita Teresa – diciassettenne, avuta dallo stilista Massimo Osti, morto di cancro sei anni fa – a un corso alla Saint Martins, famosa scuola di moda. Con lei c’è anche Giovanni, 11, il più piccolo dei due figli (l’altra è Nina, 13) avuti dal marito, il regista Renato De Maria. Vederla nella parte della mamma, tutta attenzioni e protettiva, fa effetto. Soprattutto considerando che tre ore prima, quando sono passata a prenderla in taxi a casa, mi ha trasmesso tutt’altra sensazione. Occhi bistrati, rossetto, sul viso le ciocche bionde umide di pioggia, un impermeabile nero stretto in vita: di quelle visioni che a un uomo fanno venire voglia di salire in camera d’albergo senza dire una parola.

È consapevole della sua sensualità?
«Non ci penso. Sedurre è uno dei piaceri della vita, non ci rinuncerei, però non sono una che flirta. Se mi succede di essere colpita da qualcuno, di solito mi innamoro».
Le è successo tante volte?

«No. Però mi piace pensare che possa sempre accadere. Magari domani incontro qualcuno e perdo la testa».
Eppure è sposata. Da undici anni.

«Per me non è una contraddizione. Con Renato ci siamo sposati per sensualità, il giorno del battesimo di Giovanni, senza avvisare nessuno: mia madre si è talmente arrabbiata che dopo non è neanche venuta al pranzo a festeggiare. La sera, ci siamo ritrovati a letto e avevamo tutti e due questa fede che sembrava troppo pesante. Allora ce la siamo tolta».
Che cosa intende dire?

«Che la libertà per me viene al primo posto. Non posso pensare di appartenere a qualcuno, il nostro matrimonio funziona da tanti anni perché io ho un piede fuori e Renato lo sa. La cosa bella con lui è che non c’è stato bisogno di chiedere».
Libertà anche di tradire?

«Non mi fa paura il fatto di essere infedele: più che la fedeltà in un matrimonio conta restare centrati su quello che si condivide e quello che si è costruito insieme, prima di tutto la famiglia». (…)
Chi pratica scambi di coppia ha una strana teoria: visto che l’essere umano è per sua natura infedele, meglio essere promiscui sotto gli occhi del partner che tradirlo di nascosto.
«Io, invece, pur non essendo conformista, da questo punto di vista sono all’antica e penso l’esatto opposto: se tradisco non lo dico, e se vengo tradita non lo voglio sapere. La coppia aperta per me non esiste: certe cose non si dicono».