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Il mondo dei doppiatori 2.0 #29 – Anteprime esclusive: le voci italiane del film La leggenda del cacciatore di vampiri – Zona critica: L’amore dura tre anni, Chef – Voci dal Forum 10 luglio 2012

Scritto da Antonio Genna nelle categorie Cinema e TV, Doppiaggio, Film, Il mondo dei doppiatori 2.0.
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Questo spazio nasce come appendice del mio portale Il mondo dei doppiatori, che ho fondato nel settembre 2001 e che continuo ad aggiornare da allora, disponibile unicamente all’indirizzo www.antoniogenna.net/doppiaggio, e che nel frattempo è diventato il punto di riferimento del doppiaggio italiano, il più copiato (spesso citato altrove senza alcun ringraziamento), ed è anche utilizzato dagli addetti ai lavori per decidere le voci che doppieranno i film in uscita al cinema e i telefilm ed i cartoni programmati in TV.
Lo spazio comprende anticipazioni esclusive ed i contributi degli appassionati come voi. Per inviare i vostri messaggi e pensieri in merito ad una o più delle sezioni di questo spazio scrivete alla mail [email protected]!

ANTEPRIME ESCLUSIVE
AL CINEMA…

Questa volta vi propongo in anteprima le voci italiane del film fantastico “La leggenda del cacciatore di vampiri” (titolo originale “Abraham Lincoln: Vampire Hunter”), diretto da Timur Bekmambetov ed in uscita in Italia venerdì 20 luglio 2012 su distribuzione 20th Century FoxItalia.
L’edizione italiana è stata curata da Sedif con la direzione del doppiaggio di Marco Guadagno.
Di seguito, chi doppia gli attori protagonisti:

  • Benjamin Walker (Abraham Lincoln) è doppiato da Edoardo Stoppacciaro, recentemente voce dell’attore Michael Fassbender nel film “Hunger”.
  • Dominic Cooper (Henry Sturgess) è doppiato da Francesco Pezzulli, già voce dell’attore nei film “Prison Escape” e “Captain America – Il primo vendicatore”.
  • Mary Elizabeth Winstead (Mary Todd Lincoln) ha la voce di Francesca Manicone, in precedenza doppiatrice dell’attrice nel film “Grindhouse – A prova di morte” di Quentin Tarantino.
  • Anthony Mackie (William Johnson) è doppiato da Andrea Lavagnino, già voce dell’attore nel dramma “Half Nelson”.
  • Rufus Sewell (Adam) è doppiato da Pasquale Anselmo, che ha già dato la sua voce all’attore nel film “Hamlet”, nel film TV “Helen of Troy – Il destino di un amore” e nella serie “I pilastri della Terra”.


ZONA CRITICA
a cura di Gabriele (ABC85)

Nelle ultime settimane sono uscite sul mercato italiano due commedie francesi di grande successo in patria, L’amore dura tre anni  e Chef – Riderete di gusto. ciò che risulta più interessante nel compararle è che, pur essendo state entrambe molto amate, non potrebbero essere più diverse tra loro, rappresentando di fatto due modelli diametralmente opposti di cinema leggero. Da una parte, il primo, definito da qualcuno un 500 giorni insieme d’oltralpe e acido, è trendy, modaiolo, scoppiettante come un fuoco d’artificio a livello verbale, infarcito di dialoghi velocissimi al fulmicotone, caratterizzato da un ritmo veloce ma spezzettato e molto spensierato, popolato da personaggi nevrotici e pieni di tic, (moderatamente) spregiudicato e ben disposto a strizzare l’occhio a modelli d’oltreoceano, nonché spruzzato di un velo, per una volta non finto, di cinismo. Dall’altra, il secondo ne è separato da un abisso a tutti i livelli: classico fino al midollo come impostazione (non solo si basa sul più rodato dei meccanismi, quello della strana coppia, ma procede in modo sempre e solo lineare), innervato da un tipo di comicità rigorosamente vecchio stile e innocua a base di travestimenti e mattacchionerie varie, stracolmo di buoni sentimenti politicamente corretti seppur mai troppo stucchevoli, calato in un contesto dove alla fine tutti sono buoni e diretti verso un lieto fine d’obbligo che più roseo non si riuscirebbe a immaginare (l’unico personaggio “negativo” riceve una punizione all’acqua di rose), il film è soprattutto intenzionato a coccolare lo spettatore con uno spettacolo popolare in cui la satira verso la cucina molecolare e altre diavolerie (cit.) è comunque all’acqua di rose, rimanendo ad ogni modo piuttosto divertente.

Si capisce come, a partire da simili premesse, il doppiaggio dei due film non possa avere molti punti di contatto. Da una parte, sotto la direzione di Mario Cordova, tutti recitano esagitati e parlano come mitragliatrici impazzite, con esiti spesso e volentieri molto buoni: se effettivamente alcuni dei personaggi secondari sono scelti in modo un po’scontato (Draghetti sull’amico nero dall’aria rude, Manfredi su un placido ometto di instancabile bonomia, la De Bortoli su una specie di Kelly Reilly francese), risultano invece azzeccatissimi sia il mai troppo sottoutilizzato Biondi e la Zanetti sui genitori del protagonista (della serie, una seconda giovinezza), David Chevalier su una figura nevrotica e frustrata, e soprattutto la Lionello su Valérie Lemercier, a riprova che andrebbe più utilizzata al di fuori della CVD. Al di là di ogni lode invece i due protagonisti, soprattutto un D’Andrea particolarmente ispirato e versatile. Dall’altra, sotto la direzione del ritrovato (?) Rodolfo Bianchi, tutti al contrario gigioneggiano su personaggi sopra le righe ma in tutt’altro senso, quasi da sagra paesana. Per esempio, su tutti Oreste Baldini sul solito imbranatone adorabile magari un po’strambo ma dall’animo irrimediabilmente tenero, e Massimo Corvo, molto arrochito sì ma comunque piuttosto in forma, sull’ennesimo burberone dal cuore d’oro di Jean Reno. Oppure, continuando su questa strada, anche Quarta sul viscidone della situazione  Non si tratta neanche di una nota di biasimo, dato che tutti gli attori si impegnano con smorfie e macchiettoni assortiti.

“L’AMORE DURA TRE ANNI”:

FILM
DOPPIAGGIO

“CHEF – RIDERETE DI GUSTO”:

FILM
DOPPIAGGIO

VOCI DAL FORUM
Ecco alcuni pareri sparsi raccolti da Gabriele all’interno del Forum del Mondo dei doppiatori, il ben popolato Forum ufficiale del mio portale.

Ecco un commento di faber su due film molto diversi tra loro, cioè “Oldboy” e “Watchmen”:

Recentemente ho visto “Old Boy” e “Watchmen”. Per quanto riguarda “Old Boy”, nota di merito per Roberto Draghetti, che doppia il protagonista su toni meno gravi e rochi rispetto al suo standard, la qual cosa è sempre positiva, mentre non c’entra granchè Massimo Lodolo sull’antagonista, adatto al personaggio ma non al viso dell’attore. Il film mi è molto piaciuto, storia di una vendetta perversa e contorta come solo i coreani sanno concepire!  “Watchmen” invece non è proprio il mio tipo ideale di film, anche se l’ho apprezzato, non in toto ma a tratti: forse un po’ dispersivo, molto lungo e non sempre ben calibrato. Per quanto riguarda il doppiaggio, Massimo Rossi sa sempre stupirmi usando toni bassissimi ma sempre in maniera perfetta. Devo dire molto buona la scelta delle voci (Alessio Cigliano su tutti, per un personaggio pacatissimo e carismatico) e le performance dei doppiatori.

Questo invece è quello che pensa ray dell’evoluzione del telefilm Luther e del suo doppiaggio:

(…) sto andando avanti con Luther, ed è arrivata la seconda stagione in chiaro e doppiata, da me già vista in originale mesi fa e giudicata sul forum, quindi parlo giusto del doppiaggio.
Le voci si sono mantenute così come la direzione di Manfredi, e non avevo dubbi, però mi sembra che il doppiaggio sia migliorato a tratti. Faccio l’esempio di Oliviero Dinelli, già buono nella prima serie, che per quanto trovi esageri con i toni in un paio di scene a voce alta dà il meglio di se con un’interpretazione in linea con la serie quando si tratta di usare toni bassi, nel primo interrogatorio in particolare.
Sempre straordinaria la Colizzi, anche Lodolo ha dato una prestazione più vecchia maniera, meno “speakerata” e molto aderente al personaggio. C’è la Baroni nel cast regolare, una doppiatrice che si sente poco, e sulla “ragazzina” della serie, Jenny, c’è Domitilla D’Amico. Che interpretativamente è sempre ineccepibile, però è una scelta ancor più banale di quella di Draghetti, e tra l’altro ormai Domitilla anche se può farlo non è più una ragazzina (l’attrice in realtà credo avesse 24 anni all’epoca, ma a meno di non sbagliarmi di grosso interpreta un personaggio più giovane).
Comunque niente da dire a livello interpretativo su di lei, e sapete che non sono sempre stato soddisfatto delle interpretazioni in questa serie.


Segreti e bizzarrie del mondo del doppiaggio in formato quiz

“In…soliti ignoti” è il primo quiz settimanale, realizzato per il portale “Il mondo dei doppiatori”, dedicato agli appassionati di doppiaggio: nel corso delle settimane estive il gioco diventa più difficile ed assume periodicità quindicinale.
Le domande e risposte sono curate da Angelo Quagliotti, Lorenzo Bassi e Franco Longobardi.

Rispondete alla domanda #25!

Nell’opera inaugurale del neorealismo “Roma città aperta” (1945), fa il suo esordio assoluto al leggio un quindicenne, diventato in seguito uno dei più grandi doppiatori italiani. Di chi si tratta? A chi diede voce?
Il breve ma promettente debutto gli valse un’altra scrittura in un ruolo caratterialmente affine di “giovane antipatico”. Sapreste individuare questa partecipazione in un classico del filone gotico-vittoriano?

Inviate le vostre risposte a questa mail, o aspettate lunedì 16 luglio 2012 per trovare la soluzione nel sito, all’interno della pagina del gioco (linkata sul logo qui sopra).

Indizi:
- Il personaggio doppiato nel capolavoro rosselliniano è uno dei ragazzini frequentanti l’oratorio di don Pietro – Aldo Fabrizi, con l’avvertenza di quanto sia tempo perduto rovistare nelle voci citate in un saggio sulla storia del doppiaggio italiano: fonte dall’udito fallace.
- Il successivo impegno vide il doppiatore evoluto a voce di un giovane ladruncolo cresciuto in età e spregiudicatezza, nella versione cinematografica, ancora oggi ritenuta unanimemente la migliore delle tante realizzate, di un immortale romanzo dell’Ottocento.


Lo spazio è un’appendice del portale web Il mondo dei doppiatori – www.antoniogenna.net/doppiaggio: per mandare i vostri contributi, le vostre critiche, i vostri doppiaggi amatoriali scrivete alla mail [email protected].