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Edicola – “Wired” #41, luglio 2012: “Jackpot! Spennati e contenti” 6 luglio 2012

Scritto da Antonio Genna nelle categorie Wired.
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E’ in vendita in edicola il numero 41 (07.12) – Luglio 2012 dell’edizione italiana del mensile “Wired”, che parla di innovazione e nuove tecnologie in modo originale e divulgativo. La rivista è edita da Condé Nast e disponibile in tutte le edicole da qualche giorno al prezzo di 4,00 €.
Vi presento di seguito la copertina ed un’anticipazione relativa ai contenuti di questo numero.

INCHIESTA DI WIRED ITALIA:
ESISTE UN METODO SCIENTIFICO PER FARE JACKPOT AL GRATTA E VINCI?

Sbancare il gratta e vinci è questione di metodo e di statistica, più che di fortuna? L’idea di fondo, raccontata da un’inchiesta del numero di Wired Italia in edicola dal 4 luglio, è che “craccare” la matematica che genera i numeri vincenti sui Gratta e Vinci potrebbe essere  una missione possibile, ma in realtà è un trucco psicologico.

In Italia il gioco legalizzato – lotterie, scommesse, Superenalotto e slot machine –  è la terza industria nazionale e nel 2011 ha fatturato più di 79,8 miliardi di euro (dei quali 25 vanno all’erario). Il gioco rappresenta dunque un settore industriale ed economico di tutto rispetto. Sono oltre 17,5 milioni – praticamente un adulto su tre – gli italiani che nel 2011 hanno tentato la fortuna con un Gratta e Vinci,  in piena espansione: dal 2005 il loro fatturato è aumentato del 600 per cento. All’apparenza questi cartoncini colorati sono una scommessa contro il caso, ma la casualità della vincita è solo una facciata, una menzogna matematica. «La prima bugia è che questi siano giochi in chiaro», fa notare Paola Monari, docente di statistica dell’università di Bologna «il giocatore è completamente all’oscuro: non può verificare quali numeri siano già usciti e soprattutto se la loro distribuzione segua davvero un andamento casuale».
In Italia, per contratto con i Monopoli di Stato, il concessionario deve garantire una certa percentuale di vincite. «Ma i controlli», osserva Monari, «si fanno solo sul fatturato, perché il concessionario deve assicurare una certa percentuale di entrate allo Stato. Sarebbe troppo dispendioso andare a controllare l’effettiva distribuzione dei numeri vincenti». In sostanza i gratta e vinci sono un gioco “opaco”, i cui meccanismi di vincita non sono descrivibili nemmeno dagli statistici professionisti. Si può sapere quanto costa un biglietto e quanto si può vincere, ma non si può in alcun modo avere un’idea di quanti biglietti vincenti siano in circolazione.

Il vero trucco è psicologico e, non a caso, gli addetti ai lavori li chiamano “baited hooks”: ami con l’esca. «La crisi non c’entra nulla» – chiarisce Andrea Ghiglione, un passato da responsabile del Lotto, oggi a capo di Playtech, la più grande azienda per le forniture del software di gioco in Italia – «il segreto del successo del Gratta e Vinci è una promessa low-cost. L’investimento emotivo è ridotto e giocare costa pochi euro per un tempo di gioco prolungato, un numerino dopo l’altro».

«Il Gratta e Vinci Il milionario costa 5 euro e viene stampato in lotti da 30 milioni di pezzi, per un valore totale di 150 milioni di euro» – spiega Diego Rizzuto, fisico e ideatore, assieme a Paolo Canova e Sara Zaccone, della campagna di informazione Fate il nostro gioco - «Di questi, 45 vengono trattenuti dallo Stato, 105 tornano ai giocatori. I tagli da 5 o 10 euro sono tantissimi, per cui si vince una volta su tre, e ci si appassiona, anche se quello che ritorna è solo il prezzo del biglietto. L’emozione della vincita e l’alta probabilità che si verifichi stimolano la voglia di comprarne un altro. Giocano tutti: uomini, donne, giovani e anziani. L’unica differenza è il livello culturale: chi sa meno gioca di più».

L’algoritmo che incorona i vincenti generando i numeri del Lotto Istantaneo e del 10eLotto istantaneo invece esiste, ed è gelosamente custodito. L’hanno ideato e testato per Lottomatica due scienziati della Sapienza di Roma, Paolo Franciosa e Pier Luigi Conti: «Sono poche righe di codice. Se potessimo le renderemmo pubbliche, perché sono a prova di qualsiasi utilizzo improprio. Ma non siamo autorizzati, Lottomatica le ha letteralmente blindate. Ma in realtà noi per primi non sapremmo che farne, l’algoritmo è concepito per essere inservibile a chi non ne conosce i dettagli di input. Di fatto è una miscela di crittografia avanzata e matematica del caos».