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Edicola – “National Geographic Italia” vol.30 n°1, luglio 2012: “Isola di Pasqua – Il mistero dei Moai” 4 luglio 2012

Scritto da Antonio Genna nelle categorie DVD, National Geographic Italia, Natura.
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E’ in vendita in edicola al prezzo di 4,50 € il numero di Luglio 2012 - Vol. 301 del mensile “National Geographic Italia”, edito da Gruppo Editoriale L’Espresso e certificato dal marchio “National Geographic”, autorevole in campo divulgativo storico e geografico.
A seguire, la copertina e l’elenco dei principali contenuti.

In copertina: l’illustrazione è basata su una nuova teoria secondo cui gli indigeni dell’isola di Pasqua riuscivano a far “camminare” le pesanti statue caratteristiche dell’isola.

Il numero di LUGLIO 2012:
“Isola di Pasqua – Il mistero dei Moai”

Parole al vento
di Russ Rymer fotografie di Lynn Johnson
Ogni due settimane nel mondo muore una lingua. Così rischiano di sparire culture antichissime.

Altre voci d’Italia
di Michele Gravino fotografie di Stefano Torrione
Quali sono le lingue minoritarie italiane? In quanti le parlano? E come fare per proteggerle?

Superbufera
di Jeremy Berlin  fotografie di Mitch Dobrowner 
Un fotografo percorre 65.000 km per “catturare” le più spettacolari tempeste delle Grandi Pianure.

Isola di Pasqua
di Hannah Bloch fotografie di Randy Olson
Come vennero spostati i giganteschi moai? Gli archeologi provano a risolvere il mistero.

Algeria, amaro raccolto
di Rachel Deghati fotografie di Reza
A 50 anni dall’indipendenza, un grande fotografo esplora il passato e il presente incerto del paese.

Un’estate in Russia
di Cathy Newman fotografie di Jonas Bendiksen 
L’anima della nazione e i suoi divari culturali si riflettono nelle dacie, le case estive dei russi.

In allegato facoltativo (a 9,90 € aggiuntivi) il DVD “Antichi giganti”.

I fossili ritrovati parlano chiaro: alcuni dinosauri erano talmente grandi da sfidare le leggi della fisica.
È possibile che ne esistessero di ancora più possenti? Il paleontologo Phil Manning è convinto di sì, e non esita a lanciarsi in un’indagine a tutto campo in stile CSI per svelare questo mistero.

A seguire, un’introduzione del direttore Marco Cattaneo.

Nella lingua dei Munduruku, una popolazione amazzonica, non esistono parole per indicare i concetti geometrici, e ci sono numeri solo fino a cinque. Di lì in poi ci sono parole per “alcuni”, “molti”. I loro vicini Pirah non hanno addirittura nessun termine, per i numeri.

Anche l’interpretazione dei colori cambia da lingua a lingua. E poi ci sono altre classificazioni singolari. Gli Aka, in India, dividono gli animali tra quelli che si mangiano e quelli non commestibili. I Todzhu della Siberia hanno un vocabolario complesso per descrivere le renne che allevano. (È una leggenda metropolitana, invece, che gli Inuit abbiano molte parole per definire la neve.)

Già in questi pochi cenni si intuisce quanto la lingua di un popolo sia il fondamento delle culture che le civiltà umane hanno prodotto e si sono trasmesse. E quanto sia importante, per tutti noi, che questo patrimonio di diversità sia conservato, perché?è una ricchezza insostituibile della nostra presenza su questo pianeta.

Invece, come racconta Russ Rymer in Parole al vento, nel mondo ogni due settimane muore una lingua. Ed entro un secolo probabilmente sarà scomparsa la metà delle 7.000 lingue parlate oggi al mondo. Anche in Italia.

E Michele Gravino è andato a trovare per noi le comunità che nella penisola continuano a parlare cimbro e ladino, griko e arbëresh, walser e occitano. Perché forse non è troppo tardi per salvare un pezzo della nostra storia.