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Edicola – “Focus” n°237, luglio 2012: “20 esercizi per migliorare la vostra forza di volontà” / “Guida salute: i migliori ospedali d’Italia” 24 giugno 2012

Scritto da Antonio Genna nelle categorie Focus mensile, Medicina.
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Ecco la copertina, il sommario e l’editoriale del numero 237 – Luglio 2012 del mensile di divulgazione “Focus”, edito da Gruner+Jahr/Mondadori ed in vendita in edicola al prezzo di 3,90 €.

I segreti per sviluppare la forza di volontà
La forza di volontà è un miracoloso “moltiplicatore di energie” per raggiungere risultati e obiettivi: ecco 20 esercizi scientificamente testati per migliorarla.

E con 2,90 € in più si può acquistare anche la guida di Focus ai migliori ospedali d’Italia.

Per la prima volta i risultati, reparto per reparto, degli ospedali e delle cliniche italiane sono diventati pubblici. Sono dati ufficiali, resi disponibili dal Ministero della Salute. Per raccoglierli i ricercatori del Dipartimento di epidemiologia del Lazio, Asl Roma E, coordinati da Carlo Perucci per incarico dell’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari) cui il compito era stato affidato dal Ministero della salute, hanno analizzato le oltre 11,2 milioni di schede di dimissione ospedaliera, ricavandone le 1,2 milioni relative alle patologie acute più comuni compilate dai sanitari a ogni dimissione di paziente dopo un ricovero effettuato in una delle 1475 strutture pubbliche e private italiane.
Il risultato di questo immane lavoro è ora in edicola con uno Speciale di Focus: Guida salute, dal titolo I migliori ospedali d’Italia, in cui sono per la prima volta pubblicati in forma cartacea i risultati, struttura per struttura, con i dati sulla qualità degli interventi e la mortalità di una serie di malattie e di interventi sanitari. Capitolo per capitolo la guida consente ai cittadini di scegliere i reparti migliori e spiega come comportarsi a seconda dei sintomi.

GLI OSPEDALI DA CHIUDERE
Lo speciale di Focus: I migliori ospedali d’Italia rimanda invece a queste pagine per i dati degli ospedali con volume tanto basso da non poter essere valutati in modo statisticamente attendibile. La statistica insegna infatti che non possono essere confrontare alla pari strutture che effettuano migliaia di interventi con altre strutture che ne effettuano poche decine: i numeri piccoli hanno il rischio di essere errati.

Casistiche minime
Se una cardiologia ricovera un solo caso di infarto e questo va a finire male, la statistica non meditata potrebbe concludere che quella struttura ha il 100% di fallimenti, e se va bene potrebbe affermare che ha il 100% dei successi ovvero una mortalità dello 0,00%. Ma questi risultati sono troppo influenzati dal caso. Come dice il detto una rondine non fa primavera. Solo su numeri sufficientemente elevati si possono trarre conclusioni attendibili. Quindi, per valutare in modo statisticamente significativo bisogna raggiungere dei numeri minimi.
La guida di Focus consente di scegliere i reparti migliori e spiega come comportarsi a seconda dei sintomi. I dati sulla qualità degli interventi e la mortalità vanno dall’infarto allo scompenso cardiaco, dall’ictus alla frattura di femore, dal bypass aorto-coronarico alla valvuloplastica, dal parto alla BPCO, dalla chirurgia del tumore al polmone alla colecistectomia laparoscopica, dalla pulizia delle carotidi alla riparazione degli aneurismi dell’aorta addominale non rotti.

Ospedali con numeri bassi
Gli elenchi che riportiamo sono quelli degli ospedali i cui numeri sono troppo bassi per attribuire loro un significato statisticamente attendibile. Quindi se anche viene riportata la mortalità grezza (cioè non aggiustata ovvero non corretta per tener conto di tutte le variabili che potrebbero influenzare il risultato come età, sesso, malattie concomitanti, gravità del paziente e difficoltà del caso) non ha alcun senso tenerne conto proprio perchè, come spiegato, la percentuale non è statisticamente significativa.

Le ricerche scientifiche lo confermano

Inoltre esistono numerosi studi e revisioni sistematiche che analizzano l’associazione tra volume ed esiti dell’assistenza sanitaria.  I ricercatori estensori dei dati che qui pubblichiamo hanno anche effettuato nel 2005 un ampio studio pubblicato in un intero fascicolo della rivista scientifica Epidemiologia e Prevenzione dal titolo Volume di attività ed esito delle cure: revisione sistematica della letteratura.
E scrivono «esistono forti prove dell’associazione tra volumi di attività ed esito: aneurisma aorta addominale non rotto, angioplastica coronarica, artroplastica ginocchio, bypass aorto-coronarico, … colecistectomia, endoarteriectomia carotidea, infarto del miocardio… Non è mai possibile però identificare una soglia di volume univoca», e se non esiste una soglia univoca, significa che più alto è il volume e meglio è..  In epoca successiva sono comparsi studi che correlano volume ed esito anche per altri interventi, come per esempio uno recentissimo sull’asportazione chirurgica di tumore maligno al polmone.

CHE COSA FARE DUNQUE?
In linea di massima, quindi, e potendo scegliere, è sconsigliabile rivolgersi alle strutture con volumi tanto piccoli da non poter essere statisticamente valutabili. Non perchè i sanitari che vi operano non siano preparati o volenterosi. Ma perchè il corpo umano è piuttosto complicato: per conoscerlo a fondo e farsi una esperienza non bastano buona volontà, laurea in medicine e specializzazione.
Per avere buoni risultati, e lo dimostrano ormai molti studi scientifici, bisogna avere l’esperienza che si genera solo con un’ampia casistica: solo questo continuo rodaggio non solo del medico, ma anche dell’organizzazione, consente di far funzionare bene e senza intoppi la “macchina dell’ospedale” e danno al medico occhio clinico e manualità, finché il gesto del sanitario diventa automatico, come il cambio marcia dell’autista non richiede la decisione cosciente, la dattilografia della segretaria non impone la ricerca delle lettere sulla tastiera e l’occhio del pianista non deve leggere lo spartito o seguire le mani per sapere dove sono sulla tastiera.

Di seguito, il sommario dei principali articoli di questo numero.

La tela di sabbia
Un artista disegna fiori, onde e figure geometriche usando un rastrello. Così le spiagge diventano quadri…

La forza della volontà
Per raggiungere i nostri obiettivi, occorre determinazione: ma come averla? Ecco 20 strategie efficaci.

Il pianeta perduto
Molto tempo fa nel sistema solare c’era un altro pianeta, poi “espulso”. Così è stato ricostruito al computer.

La pianura trema
Il terremoto in Pianura padana ha provocato spavento, angoscia e molte domande. Ecco le risposte.

Che energia!
Energie umane e naturali a confronto.

La nuova arca di Noè
L’albero di mare: un giardino verticale acquatico per dare asilo a uccelli e pesci. A due passi dalle metropoli.

L’Atlantide antartica
E se la leggendaria e progredita civiltà fosse stata al Polo Sud (prima che ghiacciasse)?

DOSSIER
Aria
L’atmosfera è piena di vita, di pericoli e di fenomeni misteriosi. Ecco quali.
Dove si respira bene
Le campagne possono essere più inquinate delle città. Ecco le nuove mappe dello smog.

Che palla!
Che cosa ci fa un enorme pallone rosso incastrato in strade, ponti, palazzi? È un’opera d’arte…

Meraviglie e inganni dell’olfatto
Emozioni, ricordi ed eccitazioni:  tutto passa attraverso l’olfatto, il più antico e potente dei nostri sensi.

Il ritorno di MeteoMeduse
Il monitoraggio dei celenterati si estende a tutto il Mediterraneo. Ecco le previsioni degli esperti.

Il potere di San Gennaro
Un culto nato per proteggere Napoli dal Vesuvio. E poi legatosi ai poteri forti della città.

Mondo park
Paese che vai, luna park che trovi. Stefan Zwanzger ne ha fotografati – e provati! – oltre 150 nel mondo.

Riciclo borghi
In Italia, centinaia di nuclei storici rischiano di spopolarsi. Alcuni sono rinati o diventati un business.

Dove siamo qui?
Natura selvaggia, palazzi esotici, mari incontaminati e paesaggi da tutto il mondo… Oppure no?

Infine, l’editoriale del direttore responsabile Sandro Boeri.

Pianeti spariti e sorrisi fantastici

C’è un tipo che gira sulle spiagge e dipinge capolavori con un rastrello (vi consiglio di provarci! E di mandarci una foto). C’è una muraglia cinese molto poco cinese, un santo plurisantificato, un pianeta che non c’è più (l’abbiamo espulso dal sistema solare!), un signore che vive facendo il critico dei luna park (vi piacerebbe eh?). Ma ci sono anche 20 esercizi per migliorare la forza di volontà (e anche se non ci credete, funziona), 5 atomi in viaggio attraverso 3.500 anni di storia e le risposte a tutte le domande sollevate dal terremoto in Emilia. Aggiungete una mappa secondo cui può essere più pulita l’aria di città di quella di campagna (è così, è così!) e avrete una miscela Focus Doc.
Detto questo, dal prossimo numero non sarò più il direttore di Focus. Che dire? Mi piace pensare che, grazie al lavoro fatto insieme alla redazione, chi ci ha letto abbia potuto accedere a conoscenze utili per capire il mondo, per cambiarlo, per vivere meglio. Ma anche che, imparando cose nuove, vi siate divertiti. L’immagine che più mi dà soddisfazione ricordare è quella di un tipo che, in treno, leggeva un articolo impegnativo di Focus con un fantastico sorriso stampato in faccia. La conoscenza è utile, bella, stimolante. Ma è anche uno strumento di potere. C’è chi vorrebbe tenerla solo per sé. E spesso la rende difficile solo per escluderne gli altri. Noi abbiamo cercato di aprire a tutti le porte del sapere. Speriamo di aver combinato qualcosa di buono. Un abbraccio a tutti.