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Intervista esclusiva a Tinamaria Marongiu, alias ‘Cristina’ la voce de “Gli emigranti”, tra ricordi, canzoni, arte e poesia 14 maggio 2012

Scritto da Alessandro Giannotto nelle categorie Arte, Cinema e TV, Esclusive, Interviste, Mostre, Musica, Poesia, Sigle Programmi TV.
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Ci sono voci e note che ci appartengono, mai assopite nella memoria, capaci di farci vivere autentiche passioni. Come quelle di Tinamaria Marongiu che, nei primi anni ottanta con lo pseudonimo di Cristina, ci allietava e accompagnava la visione della telenovela “Gli emigranti” (Os imigrantes) con la canzone “La Lettera”. E oggi? Scopriamo qualcosa di più di questa poliedrica artista, dalla carriera internazionale, non solo cantante, ma anche poetessa e altro ancora…

Leggendo il tuo curriculum non possiamo che restare piacevolmente ammirati per l’internazionalità e trasversalità della tua carriera artistica. Partiamo però adesso dei tuoi esordi. Quando hai compreso la tua vocazione o c’è stata una figura a te vicina che ti ha trasmesso la passione per l’arte e, in particolare, per il canto?
Ho incominciato ad esibirmi davanti a delle platee che avevo cinque anni, supportata dai mei genitori, soprattutto da mia madre, che amava cantare ed era un’appassionata della musica e dell’arte; è stata la mia prima maestra di canto oltre che di vita. Mi ha sempre supportato con il suo grande affetto, soprattutto nei momenti più difficili, fino ai suoi ultimi giorni di appartenenza su questa terra.

I tuoi primi lavori discografici, prodotti da Paolo Dossena e incisi per importanti etichette come Polygram e Virgin, li hai realizzati con il nome d’arte di “Cristina”. Com’è nata questa collaborazione e a chi si deve la scelta d’incidere come “Cristina”?
In realtà Paolo Dossena decise di far pubblicare il mio primo singolo (Maschere e Canzone blu) con lo pseudonimo Babi, ma ci rendemmo quasi subito conto che era stato un errore, e così, successivamente, già dai primi contatti con l’Estero, decidemmo di eliminare lo pseudonimo e di utilizzare il mio stesso nome di battesimo “Cristina”

Il pubblico ti ricorda, sempre con molto affetto, per aver inciso il malinconico brano “La lettera”, che è stato utilizzato come sigla de “Gli emigranti”, una delle prime telenovelas brasiliane arrivate nel nostro Paese e trasmessa da Italia 1 dal 1° novembre 1982. Ci potresti raccontare la genesi di questa canzone, chi furono gli autori? E’ stata scritta appositamente per la novela o è stata associata ad essa in un secondo momento?
Proprio nel periodo in cui arrivò la richiesta del brano per la telenovela stavamo terminando di registrare l’LP “Contremano”, che conteneva anche il brano “La lettera”, scritto dai musicisti/compositori Aldo Tamborrelli e Mauro Goldsand e da Paolo Dossena che ne era autore del testo. Sembrava stata scritta ad hoc per l’occasione ma non fu così…fu solo un caso, come dire…al posto giusto nel momento giusto.

La “La lettera” riscosse grandi apprezzamenti e ancora oggi i fans delle novelas la considerano una delle più belle sigle di tutti i tempi. Infatti, è uno dei 45 giri più ricercati ed è ormai pressoché introvabile. Come hai vissuto quel momento? Ti è stato poi chiesto d’incidere altri brani per telenovelas o programmi televisivi?
Nonostante il brano fosse molto conosciuto dal pubblico, all’epoca non ebbi un adeguato ritorno d’immagine, tanto che quando venivo ingaggiata per dei concerti la gente mi aspettava e mi riceveva con grandissimo entusiasmo, ma il mio volto era pressochè sconosciuto. Avevo scoperto che un impresario, in Sardegna, vendeva una sua artista al posto mio…pazzesco! …

Dopo “La lettera”, la tua carriera ha subito una significativa svolta. Hai abbandonato “Cristina” per presentarti con il tuo nome di Tinamaria, hai studiato canto negli Stati Uniti e all’Università della Musica diretta da Mogol, hai scritto e inciso canzoni anche in spagnolo e sardo. Oggi ti definisci un’Art-Counselour perché le tue performance coniugano canto, poesia e arti visive come le Box-Es. Vorresti raccontarci di più di questo tuo nuovo percorso?
Di ritorno dalla mia seconda tournee promozionale televisiva e radiofonica in Germania, a causa proprio della mancanza di promozione in Italia, considerando appunto il successo della telenovela, e di una serie di incomprensioni professionali, decisi di rescindere il contratto di produzione che mi legava a Dossena, pur sapendo che da quel momento sarebbe stato tutto molto più difficile. Dopo alcuni mesi partii per gli Stati Uniti dove frequentai una classe di canto al Golden Gate College di Huntington Beach, in California.
Anni dopo, conobbi Mogol e frequentai la sua scuola, il CET.
Con Paolo Dossena, avevo collaborato su alcuni testi e musiche, ma fu proprio nel periodo del CET che incominciai a scrivere in modo indipendente le mie prime canzoni.
Così, per mia volontà, da una fusione del mio nome di battesimo Maria Cristina nasce Tinamaria “Cantautrice”.
Il mio primo progetto autoprodotto, realizzato all’Habana-Cuba, dal titolo “Dal Poetto al Malecòn”, con l’ausilio dello straordinario flautista e arrangiatore Josè Luis Cortes. Quaranta giorni vissuti intensamente all’Habana, tra sala di registrazione, musicisti e vita dell’isola. Un’esperienza indimenticabile. Dieci brani di cui nove originali, scritti da me, ed uno ripreso dalla tradizione Sarda. Tra questi, due brani tradotti e cantati in Spagnolo (Sentimientos e Paginas) ed uno in Sardo (Badde lontana).

Un secondo progetto dal titolo “Passepartout”; sette brani, sempre di mia composizione, che raccontano brevi storie di vita.
Ero iscritta al corso di laurea in Psicologia quando un amico, un giorno, mi illuminò sull’esistenza di un Master triennale di specializzazione in Art-Counseling. L’idea di poter utilizzare l’Arte anche nel Sociale mi piaceva molto, e così incominciai a frequentare il Master. Oggi, a distanza di sei anni dall’inizio di questa mia formazione, dopo aver acquisito specifiche nozioni e competenza sul campo, mi ritrovo con una qualifica di Art-Counselor. Nel mio vissuto artistico tumultuoso, mi sono trovata a dover affrontare spesso momenti di vita molto duri, e il mio carattere ultra-sensibile, fragile e poco assertivo, e la mancanza di una guida, mi hanno sicuramente penalizzato. Così ho deciso di utilizzare la mia esperienza e competenza, mettendola al servizio chi ha deciso di intraprendere un cammino artistico, come me, e si trova ogni giorno a dover affrontare una vita incerta. Durante i miei laboratori di Art-Counseling i giovani artisti si ritrovano in condivisione, per lavorare ognuno su stesso, cercando di migliorare la propria autostima e consapevolezza di “sé”, ed ognuno con l’attenzione che merita. Un modo per non sentirsi soli e un luogo dove confrontarsi e scambiarsi esperienze, dissipare dubbi e liberarsi dalle frustrazioni. Una ricerca attraverso la sperimentazione per rendere più solide le proprie capacità artistiche, facendo emergere anche nuove modalità espressive. In fondo questo è stato fino ad ora anche il mio percorso…
Gli anni, l’esperienza, la mia grande curiosità e voglia di sperimentare, mi hanno portato ad esprimermi attraverso linguaggi diversi, oltre a quello della musica, spaziando tra la poesia, la fotografia, fino ad approdare all’Arte Contemporanea con le mie BOX-ES (scatole dell’Es).
Le BOX-ES sono delle installazioni su legno, sugellate in scatole di plexiglas e forex. Realizzate con i materiali tra i più svariati, misti al colore.


(Maggiori dettagli sulle BOX-ES potete trovarle all’interno del sito internet Tinamaria.it.
In sottofondo possiamo ascoltare la sua stupenda voce nel brano “Impossible love”)

All’interno del tuo sito, Tinamaria.it, troviamo una sezione in cui condividi il tuo io più profondo attraverso le poesie che hai composto. Dai versi emerge un forte radicamento con la madre terra, ma anche la consapevolezza di far parte di un grande universo, a volte difficile, che è però necessario esplorare. Vorresti raccontarci di più di questo tuo viaggio? Come nascono le tue poesie? Cosa colpisce la tua attenzione per farti nascere l’ispirazione? C’è un messaggio o riflessione che, attraverso di esse, vorresti portare al pubblico? Esistono differenze tra scrivere il testo di una poesia e di una canzone?
Beh…il testo del mio brano “Madreterra” che fa parte del progetto “Passepartout” in realtà non nasce per caso…Il grande amore verso questa nostra Terra, dove c’è comunque la consapevolezza che siamo straordinari creatori ma anche artefici nel suo sconvolgimento, con la certezza di essere parte di un universo che contiene insidie e ricchezze. La parte buona e la parte cattiva; l’agio e il disagio; Lo stesso concetto che esprimo attraverso l’utilizzo delle pillole collocate all’interno delle mie BOX-ES; le pillole viste come oggetto di cura sia nella malattia che nella ricerca spasmodica del ben-essere, perché il tutto non basta e si vuole sempre di più…
Che dire…sono approdata su questa terra, per caso o per volere di chi mi ha messo al mondo, e cerco di vivere la vita nella sua totale pienezza, perché ho imparato ad amarla…Non sempre il cammino è leggero da percorrere; vivo momenti felici ed altri tristi, ma sono consapevole del fatto che ogni giorno nuovo contiene una pagina bianca da scrivere, e ognuno di noi può imparare ad osare e a scriverla e dipingerla come vuole. Non voglio mettere limiti a questo mio viaggio, e nonostante le dure salite ho imparato a reagire in modo costruttivo, preparandomi, in attesa delle agevoli discese.
Le mie poesie nascono in modo spontaneo, da un momento di cieco silenzio interiore o, al contrario, di ascolto attento di me stessa e del mondo. La sensibilità intrinseca nella mia natura che mi porta a sentirmi vicina agli altri, a gioire e a soffrire anche, a volte, di gioie e dolori solo avvertiti “come se” fossero miei, ma non vissuti direttamente sulla mia pelle.
L’unica costante riflessione, come scrivo anche nella mia poesia “Pensiero d’Artista” è data da una consapevole certezza… “perchè verrà quel dì che anch’io dovrò partire, senza bagaglio, per non ritornare…”
…Il mio modo di approcciare ad un testo di una canzone o ad una poesia è sicuramente diverso. Quando compongo una canzone la musica ed il testo vanno di pari passo. Sento la necessità di unire all’andamento musicale, delle parole che, oltre ad avere un significato, risultino fluide e musicali. Un testo fatto di frasi semplici e che diano all’occhio la possibilità di spaziare, proponendo delle immagini. In un lavoro a quattro mani non scrivo mai il testo prima che la musica sia stata composta.
La poesia può essere semplice o più complessa fino all’ermetismo, libera dai vincoli metrici della musica, ma amo comunque i suoni melodiosi delle parole che si accompagnino l’una con l’altra, lasciando che la fantasia possa spaziare e viaggiare attraverso i sensi e le sensazioni…perché è grazie ad essi che nascono le mie poesie…e così le mie canzoni…le immagini fotografiche e le BOX-ES.

Sempre nel sito riporti una citazione che risulta perfetta per descrivere il tuo percorso professionale: “Tinamaria è un’artistica poliedrica, proiettata verso spazi aperti e liberi da ogni genere di omologazione… Rivolta alla curiosità, sempre attenta a cogliere aspetti casuali e non predeterminati, che generano, a loro volta, nuovi input artistici”. Ma chi è Tinamaria e quali nuove sorprese ci riserverà?
Nata a Cagliari, Sardegna, nei primissimi anni ’60…da mamma Mameli e papà Marongiu…
Mi ritengo una “libera pensatrice”. Credo fortemente nell’Energia Universale che unisce tutti gli esseri viventi una volta che il cammino sulla terra è finito.
Si…sono contro l’omologazione, credo che sia deleteria per lo sviluppo e la crescita interiore della persona; nell’Arte ancora più dannosa, perché penso che reprima la creatività dell’individuo soffocandone e uccidendo la propria unicità.
Sono testarda, tenace ma anche molto paziente e sensibile…e profondamente innamorata dell’Amore.
Il mio motto: se non rischio il fallimento non avrò mai nessuna possibilità di successo.
Nel mio futuro continuerò a spaziare tra musica e Arte…
Ho già incominciato a sviluppare delle idee su alcuni brani che faranno parte del mio prossimo progetto. Un nuovo viaggio in cui questa volta, ho pensato di coinvolgere anche alcuni compositori.
Per l’Arte Contemporanea… sabato 2 Giugno si inaugurerà una mostra personale delle mie installazioni “BOX-ES” che sarà possibile visitare fino al 25 dello stesso mese, con il patrocinio, e nello stesso palazzo, del Comune di Gabicce (PU).
Grazie per avermi regalato un vostro spazio e Grazie a tutti coloro che mi seguono, mi ascoltano, e che mi leggono. Spero di incontrarvi presto, su fb e nelle mie Performance musicali e di Arte.
Un abbraccio Universale pieno di Buona Energia per un sereno cammino.

Ringraziamo Tinamaria per aver voluto condividere con noi i suoi ricordi e averci consentito di far breccia nelle emozioni che animano e l’accompagnano nel suo viaggio artistico. Per tutti i nostri lettori che hanno piacere di scoprire la sua Arte, poesie e nuove canzoni ricordiamo il suo sito internet e la pagina Facebook per dialogare direttamente con lei. E adesso vi lasciamo con la sua canzone “Oltre il mare”: