jump to navigation

Edicola – “Focus Storia” n°67, maggio 2012: “Il ritorno di Marx” 7 maggio 2012

Scritto da Antonio Genna nelle categorie FocusStoria, Storia.
trackback

Ecco la copertina ed alcuni contenuti del numero 67 – Maggio 2012 del mensile di divulgazione storica “Focus Storia”, edito da Gruner+Jahr/Mondadori ed in vendita in edicola al prezzo di 4,90 €.

Il ritorno di Marx

Perché le sue idee sono attuali. Una vita di miseria a Londra. Quando disse che non era marxista. Con le sue idee usciremo dalla crisi? E poi: l’impero persiano, ovvero la prima superpotenza; i fratelli d’Italia, famiglie di patrioti che combatterono per il Risorgimento; 25 secoli di fitness; la storia del colore blu; le ultime note dell’orchestrina del Titanic… e buon compleanno, Mafalda!

In abbinamento facoltativo con questo numero (a 9,90 € aggiuntivi) il volume “Bentornato Marx!” di Diego Fusaro.

A seguire, il sommario del numero.

Proletari di tutto il mondo ri-unitevi
Riscoperto dagli economisti e da chi protesta contro l’alta finanza, Marx è tornato di moda. Le sue idee ci aiuteranno a superare la crisi?
Uno spettro si aggira per l’Europa (e anche altrove). Non quello del comunismo, evocato da Marx ed Engels nel 1848, bensì quello dello stesso Marx. Che è arrivato fin nel cuore del capitalismo finanziario, a New York, tra i manifestanti di Occupy Wall Street come tra gli operatori della Borsa. Con una domanda cruciale in questi tempi di crisi: il capitalismo è alla frutta? Ne abbiamo parlato con il filosofo Diego Fusaro, uno dei protagonisti italiani del dibattito sull’argomento.

Sotto la barba di Karl
Arrogante con gli amici ma tenero in famiglia, studioso del capitalismo ma povero in canna, rivoluzionario ma borghese. Il Marx privato era pieno di contraddizioni.
Rosso era rosso (almeno in senso politico), la barba non gli mancava ed era dolce con i bambini. Forse qualcuno potrebbe trovare forzata, per non dire blasfema, l’analogia tra Karl Marx e Babbo Natale. Ma quel qualcuno ignora forse che in privato Marx era l’“orsacchiotto selvatico” di sua moglie e “un magnifico cavallo” per le figlie. Insomma: tutti conoscono (o credono di conoscere) il pensiero del filosofo tedesco più famoso, temuto e citato al mondo. Ma la vita privata del teorico della rivoluzione proletaria, del più acerrimo nemico del capitalismo, riserva non poche sorprese.

Schiavi del lavoro
La realtà disumana nelle fabbriche, dove si sfruttavano persino i bambini, e nei quartieri proletari dell’Ottocento che fece indignare Marx (e non solo).
Inghilterra, prima metà dell’Ottocento. Matthew Crabtree corre a perdifiato verso la fabbrica di coperte, e piange. Sono le cinque del mattino, e ben due miglia di strada separano il sobborgo dove vive dallo stabilimento tessile in cui lavora. È un periodo intenso per la produzione e Matthew avrebbe già dovuto trovarsi davanti alla tessitrice meccanica, a ripetere quei movimenti sempre uguali fino alle 9 di sera, con un breve intervallo per il pasto. Invece, tornato a casa troppo stanco la notte prima, oggi si è svegliato più tardi. Per questo piange: sa che per il ritardo come minimo gli toccherà la cinghia. Ad altri, per esempio quelli che rallentano il ritmo o si addormentano sfiniti, capita di peggio: bastonate, capelli rasati a zero, mani infilate a forza sotto le spolette delle filatrici fino a farle sanguinare ed altro ancora. Matthew piange perché ha solo otto anni.

Parola di Marx
Tutti lo citano. Ma che cosa disse veramente e quali erano le sue idee? Ecco il suo pensiero in pillole in pillole
A lui, spesso travisandolo, si sono rifatti i teorici delle rivoluzioni comuniste del Novecento. A lui, oggi, si rifanno gli economisti alle prese con la crisi dei mercati globali. Ma lui, Karl Marx, dove aveva rivolto lo sguardo per elaborare le sue idee rivoluzionarie? All’Inghilterra e ancor di più all’America, più o meno come noi oggi guardiamo alla Cina per capire dove va il capitalismo del XXI secolo. A metà Ottocento, infatti, erano quelli i Paesi all’avanguardia, che anticipavano il futuro.

Parigi brucia
Nella primavera del 1871 la capitale francese insorse. A guidare la rivolta, per la prima volta, fu il “quarto stato”.
“Un assalto al cielo…”. Così Karl Marx definì l’esperimento rivoluzionario che nella primavera del 1871 sconvolse Parigi. Sul municipio della capitale francese fu innalzata la bandiera rossa e tra le sue strade si consumò un epico (e tragico) tentativo di autogestione. Rispetto alla rivoluzione del 1789, al centro della scena non vi fu però la borghesia (il “terzo stato”), bensì proprio quel proletariato (il “quarto stato”) che Marx aveva indicato come la classe destinata a guidare la rivoluzione contro il capitalismo. Una classe che per poco più di due mesi, dal 18 marzo al 28 maggio, diede vita alla Comune di Parigi.

La prima superpotenza
I re, le battaglie e i segreti dei Persiani, che 2.500 anni fa guidavano il più vasto e potente regno del tempo.
Oltre 8 milioni di chilometri quadrati: un po’ meno degli Stati Uniti in poco più di trent’anni di conquiste. Così, 26 secoli fa, fu messo insieme il più vasto impero dell’antichità prima di Alessandro Magno. Un impero che includeva un quinto della popolazione mondiale del tempo: 50 milioni di sudditi perfettamente amministrati dal “Re dei re”, il sovrano dei Persiani.

Buon compleanno Mafalda
Ha 50 anni la bambina contestatrice ideata dall’argentino Quino.
Ha compiuto mezzo secolo il 15 marzo scorso, ma sulla carta, quella sporca di china dei fumetti, rimane sempre la stessa bambina di 6 anni, capelli neri e arruffati (perché “le cose belle della vita spettinano”) e odio atavico per la minestra. Chi non conosce Mafalda, l’argentina più famosa del mondo dopo Maradona e Che Guevara, la piccola rompiscatole idealista figlia del disegnatore Joaquín Salvador Lavado, in arte Quino? Galeotta, per il suo concepimento, fu la richiesta dell’Agens publicidad di Buenos Aires: serviva un fumetto per reclamizzare la linea di elettrodomestici Mansfield. Così nel 1962 nacque la bimba, che deve il suo nome alla protagonista del romanzo Dar la cara dello scrittore argentino David Viñas.

Fratelli d’Italia
Le storie dei patrioti del Risorgimento che oltre all’ideale dell’Italia unita ebbero in comune l’essere fratelli.
I Bandiera.
Loro padre era un comandante della flotta veneziana passata all’Austria dopo il Trattato di Campoformio (1797). Attilio, nato nel 1810, ed Emilio, di 9 anni più giovane, rimasero invece sedotti dalle idee mazziniane. Pur iniziando infatti anche loro la carriera in marina, nel 1841 fondarono una società segreta, la Esperia. Così i Greci antichi avevano chiamato l’Italia: e agli ideali classici (cioè repubblicani) si rifaceva l’associazione, che puntò a fare insorgere il Sud.

Nel blu dipinto di blu
Sconosciuto nel Neolitico, barbaro per i Romani, trionfante nel Medioevo: dalle pitture rupestri ai jeans, le avventure di un colore.
“Nel blu dipinto di blu / felice di stare lassù…”. Chi ha l’età sufficiente ricorderà l’ovazione che al Festival di Sanremo del 1958 accolse la canzone-capolavoro di Domenico Modugno, destinata a vendere 22 milioni di dischi nel mondo e a diventare un’icona della musica leggera italiana. Modugno aveva fatto centro toccando corde profonde dell’inconscio collettivo. Infatti il blu di Volare (il titolo “ufficioso” della canzone) evocava, oltre al “cielo infinito” citato nei versi, tutta una serie di immagini serene e sognanti: onde marine, campi di fiordalisi, oppure gli occhi di una donna.

10 cose che non sapevate su Mussolini
Fu pacifista e odiava la pennichella. Suonava il violino ed era superstizioso. Ecco qualche aspetto meno noto della vita del duce.
Non solo non sopportava di fare la pennichella dopo mangiato, ma costringe- va i suoi ospiti a discutere di affari in piena digestione…

Casi clinici
Dieci incredibili storie che hanno permesso di aprire la “scatola nera” della mente e di scrutare nei suoi meandri.
Kim nasce l’11 novembre del 1951. La sua testa è circa il 30 per cento più grande del normale e gli occhi si muovono in modo indipendente l’uno dall’altro. A nove mesi gli viene diagnosticato un “ritardo mentale”, ma a tre anni Kim sa già leggere. Questa diventa presto la principale attività della sua vita: divora 8-9 libri al giorno (al ritmo di due pagine in 15 secondi) ricordando perfettamente il contenuto. Per la prodigiosa memoria è soprannominato Kim-puter. Le sue capacità relazionali restano però limitate e non imparerà mai a vestirsi da solo. Kim (morto nel 2009) è il più famoso savant del mondo.

L’orchestrina del Titanic
Il naufragio del 1912 è circondato da molte dicerie, come quella dei musicisti che suonarono fino alla fine. Che non è una leggenda
“Di tutti gli eroi che sono andati incontro alla morte quando il Titanic si è tuffato nella sua tomba oceanica nessuno, secondo la signorina Hilda Slater, passeggera dell’ultima scialuppa messasi in salvo, meritava un credito maggior di quello da attribuire ai membri dell’orchestra della nave”. Così scriveva, il 20 aprile 1912, il quotidiano americano Worcester Evening Gazette, ad appena 5 giorni da una delle peggiori sciagure di tutti i tempi, l’affondamento del Titanic. “Secondo Miss Slater, l’orchestra ha suonato fino all’ultimo, quando la nave ha spiccato il suo tuffo finale, sulle note di un’aria vivace, mescolata orribilmente alle grida di chi si era reso conto di essere faccia a faccia con la morte”.

25 secoli di fitness
L’importanza della ginnastica da Confucio a Jane Fonda, passando per i pionieri del culturismo che si esibivano a fine Ottocento.
Secondo l’Istat e i dati del Coni, gli italiani che nel 2010 praticavano sport erano oltre 19 milioni (un terzo della popolazione sopra i 3 anni). All’alba degli Anni ’60 erano poco più di un milione. Un boom che ha fatto nascere palestre come funghi e persino console per videogiochi che, grazie a sensori, registrano i nostri movimenti e, all’occorrenza, correggono la posizione come farebbe un personal trainer. Ma la storia del fitness ha quasi 2.500 anni: già secondo il filosofo cinese Confucio, vissuto tra il 551 e il 479 a. C., molte malattie erano dovute alla sedentarietà, che andava perciò combattuta. E per gli antichi Greci e Romani (e prima ancora per gli Egizi) l’attività fisica era una componente essenziale nella formazione della persona.