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Cinema futuro (1.554): “Safe House – Nessuno è al sicuro” 29 febbraio 2012

Scritto da Antonio Genna nelle categorie Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end “Safe House – Nessuno è al sicuro”

Uscita in Italia: venerdì 2 marzo 2012
Distribuzione: Universal Pictures International Italy

Titolo originale: “Safe House”
Genere: azione / thriller
Regia: Daniel Espinosa
Sceneggiatura: David Guggenheim
Musiche: Ramin Djawadi
Durata: 115 minuti
Uscita negli Stati Uniti: 10 febbraio 2012
Sito web ufficiale (USA): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast: Denzel Washington, Ryan Reynolds, Vera Farmiga, Brendan Gleeson, Sam Shepard, Rubén Blades, Nora Arnezeder, Robert Patrick, Liam Cunningham, Joel Kinnaman

La trama in breve…
Il premio Oscar® DENZEL WASHINGTON (American Gangster, Codice Genesi) e RYAN REYNOLDS (Lanterna verde, X-Men le origini: Wolverine) sono i protagonisti dell’action-thriller Safe House – Nessuno è al sicuro.  Washington interpreta il più pericoloso traditore della CIA che stupisce gli uomini dell’intelligence rifacendosi vivo in Sudafrica. Quando la Safe House nella quale viene tenuto in custodia viene attaccata da violenti mercenari, una recluta (Reynolds) è costretta ad aiutarlo a scappare. Mentre l’esperto manipolatore gioca con il suo riluttante protégé, l’etica e l’idealismo del giovane agente segreto vengono messi a dura prova. A questo punto i due devono restare vivi abbastanza a lungo per scoprire chi li vuole morti.
La spia leggendaria Tobin Frost (Washington) ha evitato la cattura per quasi un decennio. Uno dei migliori uomini che la CIA abbia mai addestrato, il brillante ex agente dell’intelligence ha, a un certo punto, cambiato rotta tradendo l’Agenzia e vendendo codici militari top secret ai nemici dello Stato.  Dall’aiutare cellule secessioniste fino a vendere segreti incendiari al miglior offerente, il danno che ha causato agli Stati Uniti è incommensurabile. Ora Frost è di nuovo in campo con i documenti più esplosivi su cui abbia mai messo le mani.
Per tutto l’anno, Matt Weston è stato scontento e frustrato dal suo incarico sedentario e isolato a Cape Town. “Custode” che aspira a diventare un case officer operativo, il leale uomo della CIA aspetta da tempo l’opportunità di mettersi alla prova. Quando il suo primo e unico sorvegliato si dimostra essere il più pericoloso agente mai incontrato, Weston si prepara a svolgere il suo dovere.
Appena Frost viene portato dentro per l’interrogatorio, arrivano a cercarlo dei violenti mercenari che distruggono la Safe House di Weston.  Riusciti a scappare, la spia veterana e il custode inesperto devono scoprire se gli uomini che li hanno attaccati sono stati mandati dai terroristi o da qualcuno all’interno dell’Agenzia stessa. Con poche ore di tempo rimaste per portare Frost alla successiva Safe House, Weston deve capire di chi fidarsi prima che lui e l’assassino più abile del mondo vengano entrambi eliminati.
Si unisce a Washington e Reynolds un cast spettacolare di bravissimi attori che comprende: VERA FARMIGA (Tra le nuvole, The Departed – Il bene e il male) nel ruolo del Capo Dipartimento della CIA Catherine Linklater; BRENDAN GLEESON (Harry Potter e i dono della morte: Parte 1, Un poliziotto da happy hour) nei panni del case officer David Barlow; SAM SHEPARD (Black Hawk Down, L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford) come Vice Direttore delle Operazioni della CIA Harlan Whitford; RUBEN BLADES (Passione ribelle, C’era una volta in Messico) nei panni del contraffattore Carlos Villar; NORA ARNEZEDER (Paris 36, The Words) nel ruolo della fidanzata di Matt, il medico Ana Moreau; e ROBERT PATRICK (Flags of Our Fathers, Terminator 2: Il giorno del giudizio) nel ruolo dell’agente senior Daniel Kiefer.
Gli attori internazionali che supportano questo thriller action sono: l’irlandese LIAM CUNNINGHAM (Scontro tra Titani, The Whistleblower) come l’agente segreto MI6 Alec Wade; lo svedese JOEL KINNAMAN (Millennium – Uomini che odiano le donne, Snabba Cash) nel ruolo del collega custode della CIA Keller; e il libanese FARES FARES (Snabba Cash, For a Moment Freedom) nei panni dell’ex soldato paramilitare (ora mercenario) Vargas.
Safe House – Nessuno è al sicuro è diretto dall’acclamato regista/sceneggiatore di Snabba Cash, DANIEL ESPINOSA, che ha girato in location in Sudafrica, a Parigi e a Washington, D.C.  Questo action-thriller è scritto da DAVID GUGGENHEIM, la cui sceneggiatura per il film è diventata un patrimonio ambitissimo quando è finita sulla “Lista Nera” delle migliori sceneggiature non prodotte in circolazione, e prodotto da SCOTT STUBER (L’isole delle coppie, The Kingdom, Battleship di prossima uscita) con la sua società Bluegrass Films.
A unirsi ad Espinosa dietro la macchina da presa c’è un gruppo pluripremiato e talentuoso di artigiani che include: il direttore della fotografia OLIVER WOOD (The Bourne Ultimatum, The Bourne Supremacy); il montatore RICHARD PEARSON (United 93, Quantum of Solace); la scenografa premio Oscar® BRIGITTE BROCH (Moulin Rouge!, 21 Grammi); e la costumista SUSAN MATHESON (The Town, Friday Night Lights).
Denzel Washington, SCOTT AVERSANO (School of Rock), ADAM MERIMS (Breach – L’infiltrato), ALEXA FAIGEN, TREVOR MACY (The Strangers) e MARC D. EVANS (The Raven) sono i produttori esecutivi.

LA PRODUZIONE

Trovare rifugio:
comincia Safe House – Nessuno è al sicuro 

Dopo averne letto solo poche pagine, il produttore Scott Stuber era intrigato dalla sceneggiatura di David Guggenheim. Cosciente della scoperta, Stuber ha preventivamente comprato l’opera, mesi prima che questa diventasse un caso nell’industria dell’intrattenimento e approdasse nell’infame “Lista Nera” delle migliori sceneggiature non prodotte in circolazione. “In questo lavoro, si leggono tante cose – articoli, libri, copioni – e solo talvolta scopri una perla, un’idea che pensi potrebbe diventare un film” dice Stuber.  “Quello che era fantastico nella sceneggiatura di David per Safe House – Nessuno è al sicuro è che si leggeva perfettamente già dal primo abbozzo come un film. Ho visto il film e i personaggi, e siamo stati fortunate ad averla.”

In passato, Guggenheim aveva scritto altri spec script ma nessuno aveva sfondato. Lo scrittore dice: “Ho lavorato per Us Weekly per circa 10 anni e scritto spec per circa 12. Ero arrivato il più vicino possibile a vendere delle sceneggiature, ma poi ogni singola volta che pensavo che una sarebbe stata comprata, alla fine non vendevo. Safe House – Nessuno è al sicuro è stata la prima a sfondare. Da fare il mio lavoro mi sono ritrovato in un anno a lavorare sul set del film.”

Lo sceneggiatore è stato contentissimo di sapere che Safe House – Nessuno è al sicuro aveva trovato casa e ricorda: “Ho tentato di scrivere una storia di spionaggio soddisfacente, qualcosa che io avrei voluto vedere. All’inizio volevo finirla prima che nascesse il mio primo figlio, perché sapevo che dopo sarebbe stato difficile. Fortunatamente l’abbiamo venduta intorno alla prima settimana di Febbraio e mia figlia è nata il 24 Febbraio… appena in tempo.”

Guggenheim ci accompagna attraverso le fasi della creazione della storia: “Si è sentita menzionare una Safe House in molti film, ma non è mai stata il punto di partenza di nessuno. Ho cominciato con l’idea di esaminare una persona che lavora in una Safe House, un custode, e questa si è evoluta nell’idea di mettere insieme un custode inesperto e idealista con un veterano cinico. In qualche modo è un road movie, perché parla di questi due uomini che cercano di arrivare dal punto A al punto B, da una Safe House a un’altra. Questa è la spina dorsale del film, all’interno della quale giocare poi con questi due testoni.  I personaggi hanno punti di vista completamente diversi e si trovano in punti differenti della loro carriera.”

Stuber ha trovato che questa dinamica fosse un approccio originale al genere e ricorda: “E’ un grande thriller d’azione ma quello che io ho trovato interessante è l’emblematicità di questi due personaggi: la spia veterana e la recluta. Quello che ci è piaciuto di Tobin Frost è che il suo personaggio è multidimensionale: ha molti strati e un’anima scura. Ha abbandonato la sua ideologia, la sua nazione ed è diventato cinico perché crede che il mondo sia cinico. Non segue più alcuna regola.

“Poi c’è Matt Weston, che crede che il mondo sia un posto buono e bello” continua il produttore. “Nel corso del suo viaggio, Matt si rende conto che non è così. Quando si cresce, si capisce che qualsiasi sia il percorso scelto, ci sono politiche e cose che non sono giuste. Decidi di salvaguardare la tua anima? Di mantenere la tua credibilità e il tuo onore? La domanda del film è se Matt sarà o no capace di fare il suo percorso e mantenere comunque la sua integrità e umanità.”

Per Stuber, un thriller di spionaggio basato sui personaggi aveva bisogno di un regista che sapesse maneggiare abilmente sia l’azione che le sfumature della storia. Il produttore aveva visto l’acclamato Snabba Cash (Easy Money) del filmmaker svedese Daniel Espinosa, ed è rimasto colpito dal suo lavoro. Stuber dice: “La natura cinetica di quel film era molto avvincente. Daniel l’ha fatto in Svezia con il budget che aveva e io ne sono stato completamente risucchiato. Era fantastico e molto cinematografico. Quando conosci Daniel capisci che è una persona intelligente e contagiosa che ha viaggiato molto e parla molte lingue. E’ interessato ai personaggi e capisce che la storia è la regina. E’ un vero appassionato di cinema e i suoi attori lo amano.”

Espinosa spiega la sua attrazione verso Safe House – Nessuno è al sicuro: “Il mio background è più nella tradizione europea. Snabba Cash per me è stata una prova perché volevo vedere come il mio interesse per i personaggi e il loro sviluppo interiore avrebbe contrastato con un film con un ritmo forte e veloce. Girandolo, mi sono reso conto che il ritmo è complementare ai miei punti forti, che penso siano la recitazione e la storia interiore di un personaggio. Dopo questo film cercavo qualcosa che avesse un viaggio archetipico dei personaggi e un ritmo serrato. Quando ho letto Safe House – Nessuno è al sicuro, mi è sembrato in molti modi il contrario de Gli spietati: c’è il vecchio guerriero che sa che il mondo è corrotto e il giovane pistolero che crede che, in qualche modo, la sua idea romantica del Bene prevarrà.”

Il regista spiega che ha apprezzato la narrazione lineare della storia di Guggenheim: “Comincia con un singolo evento, simile ad avere il criminale più ricercato che improvvisamente entra in una stazione di polizia. La domanda non è come l’abbiamo preso; la domanda è che cosa fuori da quelle mura lo ha costretto a entrare lì. Mentre questi personaggi vengono inseguiti iniziano lentamente a conoscersi l’un l’altro e a creare un legame— non un’amicizia, ma un rapporto mentore/protetto, prigioniero/poliziotto.”

Mentre assaporava l’idea di dirigere questo thriller, Espinosa era categorico sul fatto che il film sfuggisse alle formule e che non bisognasse confondere il ritmo con la storia: “La gente può vederlo come una pellicola d’azione o come un film di genere spionaggio, ma io credo che queste non siano delle definizioni di racconto. Tutti i buoni racconti parlano del viaggio dei personaggi. Anche se hai un film con un ritmo veloce, hai sempre alla base un dilemma archetipico – Caino e Abele – e un pubblico che può immedesimarsi in questo. Se definisci questo film un thriller d’azione, comunque, hai ragione. Ma quello che mi è piaciuto di questo film è che riconosce che c’è una perdita per quelli che hanno considerato il mondo come una riproduzione degli ideali di cui sono personalmente convinti.”

Espinosa riporta poi la sua motivazione su un piano piuttosto elementare e riflette: “Questo film mi ha dato la possibilità di conoscere alcuni dei più grandi talenti di questo mondo del cinema e di lavorare fianco a fianco con loro. Per un ragazzo svedese, questo è piuttosto straordinario.”

 

 

 

 

 

 

Non il tuo unico nemico:

Scegliere gli attori per questo Action-Thriller

 

Nella scelta degli attori per Safe House – Nessuno è al sicuro, Stuber e Espinosa sono stati attenti ad evitare i cliché. Stuber ne spiega le ragioni: “L’azione senza personaggi è noiosa. La sceneggiatura si leggeva bene perché tutto si muove ad un ritmo veloce. Poi, quando ti siedi e cominci a conoscere queste persone, ti accorgi che hanno uno spessore. Abbiamo cercato degli attori che potessero comunicare questo spessore e far sentire al pubblico quello che sentono i loro personaggi.”

Mentre il produttore e il regista parlavano del loro cast dei sogni, hanno tirato fuori Denzel Washington come il loro ideale Tobin Frost, il più notorio traditore della CIA. I due hanno invitato Washington (che in quel momento stava recitando a Broadway nella piece Fences) a parlare della loro proposta. Stuber ricorda il pranzo: “Alla fine del pranzo, Denzel si è alzato e ha detto, ‘Va bene, lo faremo’ e se ne è andato. Io ho pensato, ‘Cosa? Sta andando a chiamare il suo agente? Ha accettato?’ Volevo essere sicuro e ho chiamato l’agente di Denzel che mi ha risposto che aveva appena parlato con lui al telefono e che Denzel avrebbe fatto il film con me e Daniel. E’ stato uno di quei momenti fantastici, rari in questo lavoro.”

Washington, che aveva uno spazio nella sua agenda che coincideva con la preproduzione, ha lavorato con i realizzatori del film per affinare il progetto e il personaggio di un agente che ha trascorso gli ultimi nove anni a tradire gli Stati Uniti. L’attore ci dice quello che lo ha attratto verso il ruolo di un uomo ricercato per spionaggio in quattro continenti: “Sono riuscito a vedere il film di Daniel Snabba Cash, e ho trovato che avesse uno stile unico e fosse un film veramente diverso. Questo mi ha fatto interessare a lui come cineasta. Io, Scott, Daniel e David abbiamo lavorato insieme allo sviluppo del personaggio. Safe House – Nessuno è al sicuro è stata per me un’opportunità per ri-lavorare in un modo che mi apparteneva. Ho investito molto nel personaggio e nella storia.”

Per prepararsi alla parte, l’attore ha fatto una full immersion. Washington dice: “Non volevo fare molte ricerche sulla CIA perché Tobin Frost non è più della CIA. Lui odia tutto della CIA e io volevo scoprire il suo lato oscuro. Scott mi ha dato dei buoni libri da leggere, uno dei quali era ‘The Sociopath Next Door’ (Il sociopatico della porta accanto), che è diventato la mia bibbia e il testo a cui ho fatto riferimento per sviluppare il mio personaggio. Sentivo che Tobin era un sociopatico. Quando pensi a un ‘sociopatico’ pensi alla violenza, ma la maggior parte dei sociopatici non sono violenti, vogliono vincere e manipolare gli altri. Ho pensato che lui fosse un gran bugiardo, un gran manipolatore e perfetto per la CIA.”

I realizzatori del film hanno apprezzato l’etica del lavoro dell’attore. Espinosa dice: “Denzel è un maestro.  Lavora più di qualsiasi altro attore io abbia mai conosciuto. Quando ha deciso di fare il film, ha fatto moltissime ricerche e ha trascorso quasi mezzo anno a studiare il suo personaggio ancora prima che iniziassero le riprese. Quando è arrivato sul set, qualsiasi situazione gli si presentasse davanti lui reagiva come il personaggio che stava interpretando.”

Con Washington al suo posto, la squadra ha iniziato la ricerca di Matt Weston, l’uomo responsabile del suo sorvegliato. Per Espinosa, sono il contrasto tra, e l’evoluzione di Frost e Weston a caratterizzare fortemente la storia. Il regista nota: “Matt è un ragazzo che ha molti sogni. Crede di poter mantenere una relazione con la sua fidanzata e avere una vita normale, mentre, allo stesso tempo, cerca di avvicinarsi al suo obiettivo di diventare un case officer della CIA in piena regola. Si aggrappa alla convinzione che, lavorando nel suo campo, si possa essere una persona forte ed eticamente e moralmente retta. Per lui non esistono mezze misure. Frost invece è molto oltre questa convinzione.”

Hanno trovato il loro perfetto Weston nell’attore Ryan Reynolds.  Stuber ricorda: “Dovevamo avere la certezza che l’attore opposto a Denzel fosse pronto.  Conosco Ryan da molto tempo ed ero sicuro che lui potesse reggere il confronto. Cosa ancora più importante, Ryan voleva questa sfida”

Reynolds spiega il suo interesse nel fare questo film: “Per prima cosa, la storia mi ha affascinato. Era anche un’opportunità per lavorare con Daniel, che è un cineasta insolito e imprevedibile. E’ diverso da tutti quelli con cui ho lavorato e che ho mai incontrato prima. E’ un teppista straordinariamente saggio, intuitivo e intellettuale. E’ una strana combinazione che gli da questo incredibile senso della strada. E’ un ragazzo che potresti trovare a fare a pugni in un bar e, allo stesso tempo, uno che se nomini qualsiasi libro ci sono ottime possibilità che l’abbia letto – questo, e lavorare con Denzel, sono stati i motivi che mi hanno spinto a fare questo film. Si sa che lavorando con Denzel si impara molto: trascorrere del tempo con lui ti rende un attore migliore.”

L’attore ha trovato avvincente la doppia vita di Weston — la copertura del custode è che è un operatore sanitario.  Reynolds dice: “Ero affascinato dal fatto che il mio personaggio vivesse nella totale menzogna. Mente a se stesso e si nasconde dietro alti ideali. C’è molta arroganza in questo. Lui pensa che quello che fa è retto e legittimo, ma c’è comunque un ventre molle oscuro e losco – non ultimo il fatto che lui mente a tutti quelli che ama, e questo è il prezzo da pagare. Questa cosa lo fa sentire in colpa.”

Reynolds spiega la trasformazione del suo personaggio: “La crescita di Matt è discutibile. In qualche modo, è quasi una regressione. Nel corso del film lui ricorre ad alcuni dei metodi e delle vie che aveva precedentemente disprezzato. La preoccupazione del pubblico che lo guarda è che Matt possa venire influenzato da Frost nello stesso modo in cui Frost è stato influenzato da chiunque sia stata la causa della sua deviazione e del suo tradimento. Una delle cose che Frost fa è rivelare a Matt che cosa sia veramente la CIA, come alcune delle operazioni che svolge vengano spacciate per il Bene maggiore quando in realtà non lo sono. Questo colpisce profondamente Matt che inizia a capire che anche lui potrebbe diventare così un giorno. Che sia crescita o no, Matt cambia completamente.”

Washington ha visto la crescita nell’uomo che interpreta Weston e ha trovato Reynolds un degno avversario. L’attore si complimenta: “Ryan è un bravissimo attore, lavora sodo e ha una buona chimica. Ha un’innocenza innata che penso sia perfetta per la parte.”

Assicuratisi i protagonisti di Safe House – Nessuno è al sicuro, i realizzatori hanno cominciato a cercare un ensemble di attori versatili che contribuisse a portare questo viaggio dalla pagina al grande schermo. “Che questo sia un film d’azione non significa che non ci si debba interessare ai personaggi,” afferma Stuber.  “Abbiamo la nostra Agenzia piena di meravigliosi attori come Vera Farmiga, Sam Shepard, Brendan Gleeson, Liam Cunningham e Robert Patrick.  Anche Fares Fares e Joel Kinnaman, che hanno entrambi già lavorato con Daniel, si fanno notare. Abbiamo il poliedrico talento Ruben Blades in un ruolo meraviglioso, una fantastica controparte al Frost di Denzel. Nora Arnezeder è un’attrice fresca di Parigi che da’ alla fidanzata di Matt, Ana, una forte carica emotiva.”

Anche se il ruolo che l’ha fatta sfondare è stato nel 2006 in The Departed, l’attrice Vera Farmiga è da molto tempo una beniamina del cinema e della televisione. E se questo voleva dire avere Farmiga per la parte, il regista è stato molto contento di cambiare sesso allo scaltro e testardo agente della CIA di Guggenheim. Espinosa commenta: “Vera è forse l’attrice più interessante della sua generazione. Ha un talento naturale e una complessità morbida.”

Farmiga parla del suo interesse per il suo personaggio: “Ho fatto due film in cui i ruoli erano originariamente maschili e che hanno cambiato solo nome. Source Code è stato scritto per un ragazzo e in Safe House – Nessuno è al sicuro, interpreto il Capo della Divisione Africana della CIA Linklater.  Abbiamo solo aggiunto il nome di battesimo, Catherine, quando sono stata scelta.”  La sua attrazione per la parte è stata alimentata da vari fattori. L’attrice dice: “La vita è tutta una questione di grigi, e non tanto di bianchi e neri assoluti. Non può essere ridotta ai buoni e ai cattivi; l’umanità è un miscuglio meraviglioso. Questa complessità è quello che mi ha attratto del progetto: l’idea che non ci siano uomini buoni o cattivi. E questa realtà, insieme allo spionaggio, viene esplorata in maniera eccitante.”

Un altro agente della CIA che si è fatto strada è il CO David Barlow, il diretto referente di Matt Weston.  Scelto per il ruolo del furbo e geniale Barlow è stato il camaleontico irlandese Brendan Gleeson, credibile in tutti i ruoli, da quello di un sudista dell’era precedente la Guerra civile americana in Ritorno a Cold Mountain a una delle figure più importanti del secolo scorso, Sir Winston Churchill, in Into the Storm – La Guerra di Churchill.

Gleeson ci parla dell’arco del personaggio di Barlow: “Lui è in una posizione particolare alla CIA. E’ stato un field operator di alto livello, a capo della sua divisione e delle sue operazioni. Come fanno molti dei migliori operativi sul campo, è stato spinto verso un lavoro di controllo dall’ufficio, dietro la scrivania, cosa di cui lui non è molto contento. Ciononostante, Barlow ha una maniera tutta sua di risolvere i problemi. Io volevo entrare nella mente di quest’uomo che non è solo uno che ha il potere. E’ un uomo molto pratico che è abituato a fare le cose più che a preoccuparsi del come vengano fatte.”

Il supervisore di Barlow è interpretato da Sam Shepard.  Il lungo lavoro di questo artista a teatro e al cinema ricorda i leggendari attori western che hanno fatto carriera interpretando eroi solitari.  Nei panni del Vice Direttore delle Operazioni della CIA Harlan Whitford, Shepard è un uomo d’esperienza, la cui carriera esemplare sul campo l’ha portato al posto di comando. Shepard dice: “Quando ci siamo seduti a parlare Daniel mi è piaciuto; mi ha colpito il suo background. E dato che Denzel sceglie sempre dei progetti intelligenti, ho pensato che in questo ci potesse essere qualcosa per me.”

L’attore si è preparato al film frugando nella vita di altri operatori della CIA, e dice: “Sono un buon amico di Valerie Plame Wilson; ho lavorato con lei al Santa Fe Institute in New Mexico.  Lei mi ha passato un paio di libri in cui mi sono immerso cominciando a sentire l’atmosfera in cui vive questa gente.”

Spostandosi dall’altra parte della legge, troviamo l’ex rivoluzionario Carlos Villar. Per il ruolo di questo operativo diventato un contraffattore, i realizzatori del film hanno scelto il pluri-talento Ruben Blades.  Washington parla di come questo attore e musicista sia arrivato al progetto: “Mentre parlavamo di chi dovesse interpretare il ruolo di Villar, io ho suggerito Ruben e a Daniel l’idea è piaciuta parecchio.  Ruben ha dato al personaggio ricchezza e cultura.”  Il vecchio amico di Frost sa molto più su di lui di quanto noi sapremo mai. Washington spiega: “Quando il pubblico vede Villar per la prima volta, capisce che lui è la spirale discendente di Tobin. Tutto quello che Villar tocca e tutti quelli con cui si trova a contatto deviano dal mondo.”

“Villar è un contraffattore che nel giro fa Dio sa cosa,” dice Blades.  “Ma ha una famiglia a cui provvede. Per questo non è il classico stereotipo, il tipico Latino-americano.  Ha carattere.  Villar è un uomo che si è sveglaito una mattina e si è accorto di avere più passato che futuro, così si è fatto una famiglia. Ha deciso di provarci e di godersi tutto il tempo che gli è rimasto continuando comunque a creare documenti falsi. La sua famiglia è diventata molto importante per lui, per questo, in un certo senso, lui è rinato.”

La casa-base del mercato nero è nella township Langa, alla periferia di Cape Town, che è un miscuglio di edifici temporanei e permanenti messi insieme alla rinfusa.  Queste township alla periferia della città sono un retaggio dell’apartheid, ma per Villar, questo è un posto sicuro. Frost cerca una tregua a casa di Villar, ma non la troverà per molto.

Frost non è l’unico ad avere delle persone che dipendono da lui. L’amore della vita di Matt Weston è Ana Moreau, un medico francese che lavora a Cape Town.  Ana è interpretata dall’attrice Nora Arnezeder. L’attrice è stata contenta del fatto che Espinosa stabilisse il perimetro delle scene e insieme incoraggiasse il cast a improvvisare, e dice: “Recitare in inglese per me è una cosa nuova, ma è bello perché con l’improvvisazione tutto è sempre nuovo. Siamo costretti a entrare davvero nei personaggi. Ho raccontato a Daniel un aneddoto su una festa che avevo organizzato quando ero piccola a cui sono venute solo due persone. E lui ha detto, ‘Fantastico, la useremo!’, e così l’ho inserita in una scena chiave.”

Stuber riflette sul ruolo che Ana gioca nella vita di Matt: “All’inizio, Matt è una recluta che lavora nella Safe House e tenta di fare carriera all’interno dell’Agenzia. Ma è anche innamorato di Ana. Cerca di tenere queste due cose in equilibrio, ma quando si vive una vita parallela, talvolta non si può. Sia Ryan che Nora hanno dato grande spessore, profondità e emozione a questo rapporto.”

L’attore scelto per interpretare il navigato agente senior della CIA Daniel Kiefer è una star dell’action che ha intrattenuto molti nel corso degli anni. Stuber commenta: “C’è una scena con un interrogatorio con Denzel, e chiunque facesse quella parte doveva essere formidabile. Doveva essere capace di intimidire e di tenere testa a Denzel.  Robert Patrick era perfetto.  E’ un attore fantastico e generoso.”

Patrick rivela che interpretare un ‘interrogatore’ che è un esperto nella tortura del waterboarding è stato molto inquietante. Il primo ordine di Kiefer?  “Spegnete tutte le videocamere di sorveglianza!” L’attore dice: “Il mio lavoro su questo film è stato intenso. Daniel voleva mostrare il disappunto di Kiefer per il danno che Frost aveva fatto alla nostra nazione. Nella scena in cui il mio personaggio ordina ai suoi uomini di spegnere tutte le telecamere di sorveglianza, noi proviamo e otteniamo informazioni da Frost. Più tardi, quando la casa viene attaccata, andiamo da zero a 600. C’è intensità, violenza e caos. E’ adrenalina pura. Daniel non voleva vederci solo correre, sparare e giocare ai poliziotti, voleva che tutta la tensione, l’ansia e il grave pericolo fosse visibile sulle nostre facce. E’ stato divertente.”

A unirsi al cast in ruoli secondari ci sono: l’attore irlandese Liam Cunningham nei panni di Alec Wade, un disilluso agente segreto MI6; l’attore svedese Joel Kinnaman – che può essere visto in Millennium – Uomini che odiano le donne – nel ruolo di Keller, un altro custode della Safe House; e l’attore libanese Fares Fares nei panni di Vargas, il brutale paramilitare che non si fermerà davanti a niente per eliminare Frost.  Sia Kinnaman che Fares hanno già lavorato con Espinosa, interpretando ruoli chiave nell’ultimo film del regista Snabba Cash.

 

Un Custode professionista:

un consulente sul set

 

Per un film così radicato nella realtà delle operazioni della CIA, la credibilità era fondamentale. Per questo, Espinosa si è rivolto a un consulente speciale, l’ex agente della CIA, LUIS FALCON.  Dopo essere stato agente di polizia per cinque anni, Falcon è stato reclutato agli inizi degli anni ’80 dal direttore della CIA William Joseph Casey, e messo insieme ad altre reclute, tutti giudici di pace, provenienti da tutta la nazione… questo gruppo era chiamato al tempo i “Casey’s Cops.”

Proprio come Weston, prima di diventare un vero e proprio operativo, Falcon ha lavorato come custode. E’ stato di stanza prima in America Latina poi in Europa, Asia Sudorientale, e in due zone di guerra del Medio Oriente.  Ha lavorato con la CIA per quasi 30 anni prima di entrare alla McClarty Associates.  Falcon dice: “Avevamo diversi tipi di copertura, dipendeva dall’obiettivo. Sono stato tutto, da trafficante di droga a trafficante di armi, a giornalista estero.”

“Luis è stato una risorsa straordinaria e un alleato meraviglioso del film,” commenta Stuber.  “Volevamo che tutti i nostri attori che interpretavano personaggi della CIA avessero una cassa di risonanza. Oltre che con gli attori e il copione, Luis ha lavorato con la squadra della scenografia per creare la Safe House e altri set importanti.”

Espinosa dice: “Luis è stato custode di Safe House, per questo parlarne con lui è stato immensamente interessante… e anche profondamente inquietante. Non ho mai conosciuto un agente della CIA prima, quindi entrare un po’ nella sua psicologia e

nel suo modo di vedere il mondo è stato affascinante. Se vuoi fare un film che viene dalla classica tradizione americana dell’action dal ritmo serratissimo e ha un qualche sfondo realistico, hai bisogno di una persona come Luis per darti il terreno su cui poggiarti.”

Falcon racconta che le Safe House non vengono usate solo per i piani d’emergenza, e dice: “Ce ne sono di molti tipi differenti. Possono essere monolocali, bilocali, di tutte le grandezze, fino a quella che vedrete in Safe House – Nessuno è al sicuro.  Vengono selezionate e sfruttate per una specifica operazione e un obiettivo. Una delle regole è ‘una sola volta e una sola operazione’ e raramente teniamo una Safe House operativa per più di un anno. Per motivi di sicurezza relativi alle operazioni, cambiamo spesso e rapidamente.”

Il consulente ammette che uomini come Tobin Frost sono rari ma esistono: “Una delle cose più spaventose per noi è che personaggi come Frost possono esistere. Come case officer corriamo molti rischi e dobbiamo fare salti mortali. Siamo addestrati a mentire, ingannare, e rubare segreti da un’organizzazione. Ma il nostro intento è di usare queste abilità solo contro i nostri nemici. Non possiamo usarle per tornaconti personali né per manipolare rapporti personali. Ho visto qualcuno che, per vendetta o avidità, ha violato questa legge non scritta.  Fortunatamente, posso contare il numero di traditori sulla dita di una mano, almeno fino a quando lavoravo per la CIA.  E’ raro, ma quando qualcuno lo fa … di solito è per soldi.”

 

Seguire le tracce:

Girare in Location

 

La sceneggiatura originale di Guggenheim ambientava l’azione di Safe House – Nessuno è al sicuro a Rio de Janeiro, ma quando i realizzatori hanno parlato della possibilità di spostare l’ambientazione in Sudafrica, lo sceneggiatore ne è stato contento. E spiega: “E’ una grande opportunità, perché Cape Town non è stata utilizzata in molti film americani. Una volta ri-ambientata la storia, abbiamo riguardato il copione e lo abbiamo aggiustato per il Sudafrica. Le scene che richiedevano una township, le abbiamo girate a Langa, che è incredibile.  Le scene nel campo di calcio le abbiamo girate allo stadio costruito per il Campionato Mondiale, il Green Point Stadium.”

Riprese addizionali della prima unità si sono svolte a Parigi e a Washington, D.C., mentre anche la seconda unità ha girato in Sudafrica.

 

Girare a Cape Town

Il fatto che avvicinarsi a Cape Town dall’alto la fa sembrare un modello in miniatura di una città perfetta ha colpito sia il cast che la troupe. La spettacolare Table Mountain fa da sfondo a un villaggio che sembra quasi europeo e che si trova ai piedi di questa maestosa parete. Quando la squadra è atterrata, ha trovato un melting pot cosmopolita. Espinosa dice: “All’interno della città ci sono diversi strati sociali. Pensavo che vedere questi personaggi muoversi nel loro viaggio attraverso questi strati sarebbe stata una meravigliosa esperienza cinematografica.”

Se l’idea di girare a Cape Town era attraente per gli ambienti che offriva, sono state per prima cosa le esigenze della sceneggiatura a dettare questa mossa. Stuber dice: “Weston è un custode di una Safe House di un’area remota. Se fosse stato in Europa occidentale, dove l’Agenzia ha una presenza massiccia, sarebbe stato circondato da agenti della CIA. Quando abbiamo fatto i sopralluoghi a Cape Town, ci è piaciuto il fatto che fosse un luogo meraviglioso con tanti aspetti e ambienti diversi. C’era il panorama della città, una downtown con autostrade e edifici altissimi che si stagliano davanti alla Table Mountain.  L’area urbana è bellissima, con un oceano, delle montagne e una vegetazione uniche in Africa.  Ma è anche difficilmente accessibile, quindi un setting intrigante per un thriller e adatto alla nostra storia.”

Washington è d’accordo con le decisioni della squadra, e dice: “Quando giri nelle township c’è un’atmosfera reale, genuina,e questa è una delle cose meravigliose di Cape Town.  E’ così varia, dalla downtown alle township all’oceano e alle montagne.” Questa non è la prima volta che l’attore gira in questo Paese. Washington dice: “Ho lavorato in Africa 25 anni fa, in Zimbabwe, Zambia e Mozambico, per Grido di libertà della Universal.  Mio nipote e gli altri ragazzi che lavoravano per me sono rimasti affascinati da questa Nazione e si sono messi a lavorare con i bambini di alcuni orfanotrofi. La mia guardia del corpo, Sal, ha comprato giocattoli e gelati per centinaia di bambini. Era davvero commosso da quello che aveva visto.”

L’esperienza di girare a Cape Town è stata molto intensa e profonda per la scenografa Broch, che dice: “Dal primo sopralluogo ho avuto una bellissima impressione; è splendida e incredibile. Cape Town in realtà è piuttosto piccola, ma è stata ritratta come una città internazionale di media grandezza con tutta la sua bellezza. Molta di questa bellezza viene dalla gente. Ho incontrato della gente molto aperta nelle township – sorrisi meravigliosi, curiosità, desiderio di sapere. E’ stato un privilegio essere in questa comunità.”

Broch si è imbarcata in un viaggo che l’ha portata insieme alla sua squadra da location a location all’interno di Cape Town.  La scenografa dice: “Di solito tutto comincia sempre con uno schema che viene fuori dalla sceneggiatura. Io comincio con le location. Per esempio, l’intera costruzione per la Safe House di Matt è stata ispirata da una location che avevamo trovato e che abbiamo finito per usare come esterno. Ma l’ispirazione è venuta da lì, dalla storia del luogo e dal suo carattere.”

Cercando location, hanno scoperto questo edificio che ospitava un ospedale — pura coincidenza se pensiamo alla copertura di Weston, perché niente dell’edificio indicava che un tempo ospitasse una casa di cura.  Questo ha portato al progetto della Safe House Uno, che è stata completamente costruita in un teatro di posa improvvisato al 3 Arts Theatre, uno dei teatri più antichi di Cape Town.  Ci sono voluti quasi tre mesi per portare a termine la costruzione della Safe House.

 

La Safe House: progetto e riprese

Come da copione di Guggenheim, Weston lavora per un’organizzazione non governativa (ONG), per questo lo spazio esterno della casa – lo spazio pubblico, o “area non protetta”, nel gergo della CIA— è piano di attrezzature e resti di un ospedale in disuso che vengono utilizzati per la finta organizzazione. Una volta entrati nell’area “protetta”, invece, tutto quello che si vede è top secret e di solo uso dell’Agenzia.

Falcon dice che restare invisibili costa fatica: “Tutti sanno che quando siamo all’estero, il governo americano non ammette mai di avere una presenza della CIA in quel Paese. Dobbiamo avere un’altra ragione per essere là. La maggior parte delle nostre persone hanno coperture ufficiali fornite dal Dipartimento di Stato Americano, dal Ministero del Commercio e da quello della Difesa.”

Il consulente ha lavorato a stetto contatto con Broch su ogni aspetto della Safe House, dalle attrezzature e i mobili fino alle carte, i travestimenti e le forniture mediche. Si è assicurato che la scenografa capisse bene il mondo in cui ora vive Weston. Una veloce lezione per i non-iniziati: non solo c’era una scorta di sangue a disposizione, ma abbondavano anche televisori a circuito chiuso, computer, monitor e armi. Falcon e Broch sono stati così meticolosi con questa Safe House che, per essere assolutamente coerenti e realistici, tutte le componenti elettroniche erano settate sull’ora di Greenwich… alla maniera della CIA.

Una volta completato, il set della Safe House ha ospitato più di 30 attori e stunt – inclusi Washington, Reynolds, Patrick e Fares, insieme a numerosi agenti e mercenari di Vargas – per 10 giorni di riprese. In questo set addobbato e pieno di cavi vigeva la severa politica “niente cellulari, walkie talkie o radio”, perché un segnale wireless poteva inavvertitamente far scattare e esplodere uno dei più di 1.500 petardi installati intorno al set. E questo avrebbe significato, beh… bum!

Girare in questo ambiente stretto ha presentato delle sfide ai filmmaker, ostacoli che il regista ha pienamente accolto. Espinosa dice: “Mi piacciono i corridoi per questo film perché questi personaggi camminano lentamente verso una fine predestinata. Questa è la ragione per cui l’intero film è pieno di corridoi lunghi che hanno punti di luce e buio; è un tema visivo. Sono anche cinematograficamente belli, per questo abbiamo girato varie azioni nei corridoi.”

 

Lo Stadio Green Point

La produzione è stata fortunata ad avere il permesso di girare all’interno del modernissimo Stadio Green Point, costruito per ospitare il Campionato Mondiale del 2008. Lavorare in uno stadio è molto complicato. In questo caso, ci sono voluti circa quattro mesi di negoziazioni con la Città di Cape Town per trovare una finestra di quattro giorni consecutivi in cui si sarebbero dovute svolgere le riprese. Solo per le luci ci sono volute due turbine chiamate Condors, quattro generatori, per non parlare di tutte le luci interne di cui si ha bisogno per un evento come questo. Come se questo non fosse già abbastanza complesso, la squadra ha assunto tutti i vari venditori che ci si aspetta di trovare ad un evento come questo, più migliaia di comparse.

La costumista Matheson ha vestito i suoi tifosi di calcio dei colori delle squadre locali, la Ajax Cape Town e gli Orlando Pirates.  Ha anche incluso nell’abbigliamento dei copricapo specifici dei tifosi e dice: “Alla mia prima partita ho visto qualcuno indossare questo copricapo magico, quasi vichingo. Era come un elmetto da minatore ornato di figure tagliate e dipinte a mano. Ho chiesto all’uomo dove l’aveva preso e lui mi ha risposto che l’aveva fatto lui, e che questi copricapi si chiamavano makarapa.  Ho trovato che il nome viene dal fatto che sono elmetti da miniera e che la parola significa ‘raschiatori’, dalle persone che ‘raschiano’ la terra per vivere. E’ una parte molto peculiare dell’essere un tifoso sudafricano e fa parte del loro gergo.”  Matheson ha rintracciato un esperto in questi copricapi, MICHAEL SOUTER, che ha messo insieme una squadra di uomini del posto e si è assicurato che centinaia di makarapa venissero realizzati per la sequenza del film.

A proposito di girare qui, Reynolds riassume le sensazioni del cast: “Girare in questo stadio immacolato crea nel film un interessante contrasto. Ci sono momenti in cui si vede il Sudafrica come una nazione del mondo. In altri momenti si vedono delle condizioni da Terzo Mondo e si capisce che la gente fa del suo meglio per sopravvivere, giorno per giorno. Questo strano contrasto crea una ricchezza visiva che non avremmo potuto avere se avessimo girato in un altro luogo.”

 

La Township Langa e la periferia di Cape Town

Una delle zone più antiche di Cape Town è all’interno della township di Langa, dove Tobin Frost si incontra con Carlos Villar per assicurarsi documenti falsi che aiuteranno la spia a fuggire. Il coordinatore degli stunt GREG POWELL ci descrive la scena: “La sequenza comincia a casa di Villar. Frost arriva, i due parlano,  e Villar gli fornisce dei nuovi documenti. Poi la casa viene invasa da una squadra di mercenari di Vargas. Frost scappa saltando sui tetti di questa township. Abbiamo rinforzato molti tetti per supportare questa fuga. E’ una bella sequenza con molti spari e una lunga corsa.”

Per le riprese a Langa, è stata costruita da zero, in sole sei settimane, una casa a due piani di mattoni di cemento. Questa sarebbe stata la casa di Villar e il luogo dell’ulteriore inseguimento di Frost. Con il supporto e la cooperazione degli anziani della Township di Langa, la villa di Villar (insieme ad altre strutture) è stata costruita a ridosso delle vere case di Langa. Questo ha permesso una continuità visiva e ha assicurato che le strutture fossero in grado di sopportare il peso delle macchine da presa, dell’equipaggiamento e degli stunt che corrono da un tetto all’altro. Per questa sequenza ci sono voluti sette giorni di riprese per lo più notturne, con parecchi giorni di lavoro della seconda unità. Gran parte della scena è stata girata usando macchine da presa sospese su una rete di cavi.

La produzione si è avvalsa non solo del permesso di girare, ma anche della partecipazione della comunità. Alcuni abitanti del posto sono stati ingaggiati come comparse, altri hanno ricoperto vari ruoli: assistenti, AD, consulenti per la sicurezza e le location, e tante altre cose. Per portare a termine le riprese nella township di Langa, la troupe è stata totalmente dipendente dagli abitanti. Una squadra di Safe House – Nessuno è al sicuro ha cominciato quattro mesi prima delle riprese a coinvolgere la popolazione, e gli anziani e molti altri ‘locali’ hanno lavorato a ogni fase del processo, dalla preparazione alle riprese, al montaggio, alla realizzazione.

Un’altra sequenza fondamentale del thriller è ambientata nella seconda Safe House, il luogo in cui Weston porta Frost dopo essere fuggiti da Cape Town.  Per enfatizzare la natura remota di questo luogo, la squadra della scenografia voleva il contrario di un ambiente urbano ed è andata alla ricerca di una regione che sembrasse il più lontana possibile dalla città. E ha scoperto una fattoria situata a Moorreesburg, circa 90 minuti fuori Cape Town.  Le nove miglia di strada sporca e sconnessa la facevano sembrare ancora più lontana. Quando Broch ha visto la fattoria, ha capito subito che avevano trovato il loro posto.

La scenografa conclude: “Abbiamo trovato questa fattoria nel mezzo di questi campi quasi bianchi con un colore predominante che era giallo sbiadito. Con le montagne sulle sfondo, era ideale. A confronto con le altre che avevamo visto, questa era anche in buonissimo stato. La maggior parte di queste fattorie risalgono all’inizio del 20mo secolo, per questo molti contadini che preferivano qualcosa di più moderno, si sono trasferiti o le hanno lasciate in abbandono.” La squadra della scenografia ha dato alla fattoria il suo tocco con vernice e carta da parati e ha costruito un’area protetta – una stanza di sorveglianza all’interno di una stanza. Il gioco poteva avere inizio.

 

Avvicinarsi con cautela:

fotografia, scenografia e costumi

 

Nella sua ricerca dei bravissimi talenti dietro le quinte, Espinosa è stato accurato come in quella degli attori, e si è assicurato alcuni tra i nomi più prestigiosi del genere action. Collaboratore di lunga data di Paul Greengrass, il direttore della fotografia britannico Oliver Wood ha dato origine a un nuovo stile di fotografia cinematografica. Ha iniziato, infatti, la sua carriera curando la fotografia di più di 50 episodi della serie innovativa Miami Vice per il suo creatore, Michael Mann.

Quando Espinosa ha conosciuto Wood, i due si sono subito trovati. Espinosa dice: “Mi piace lo stile iperrealistico di Oliver, e sono un grande estimatore di Paul Greengrass e Doug Liman.  Pensavo che fosse fantastico che lui potesse vedere le differenze tra me e loro. Oliver vede il percorso che sto facendo e segue. Lui continua ad andare, non si ferma, anzi, va sempre un paio di miglia avanti. Lavorando con la troupe, abbiamo trovato un nostro sincronismo.”

Stuber era colpito dall’uso del colore che il direttore della fotografia fa per le riprese. “Daniel è un eccellente fotografo e per questo capisce la forza dell’immagine. Vuole che le sue immagini siano perfette come gli attori all’interno di una scena, e per questo crea una palette piena. Quando sei un membro della troupe e ti vengono date queste direttive, ti senti libero di essere creativo. Abbiamo il meglio, dal direttore della fotografia Oliver Wood, al montatore Richard Pearson, fino a Brigitte Broch, la scenografa e Susan Matheson, la costumista.  Tutti hanno contribuito con il loro grande talento.”

Espinosa confessa che aveva anche altre motivazioni: “Io sono un fissato di cinema, e le persone con cui lavoro sono persone che ammiro da tanto e che copio con grande serietà. Quando ho fatto le sequenze di lotta per Snabba Cash, ci siamo seduti a studiare i film della serie Bourne di cui Oliver ha curato la fotografia.  Li abbiamo analizzati a fondo per capire come potevamo raggiungere quella fotografia.” Il regista ride: “Può anche essere un po’ imbarazzante. Quando ho fatto vedere il mio film a Brigitte Broch, lei ha visto come, dal punto di vista del colore, mi sono ispirato al suo lavoro su 21 Grammi.”

La scenografa premio Oscar® vive in Messico, e questo l’ha portata a collaborare spesso con il cineasta Alejandro González Iñárritu. “Integrazione” è stata una parola usata spesso da Broch per descrivere il lavoro su Safe House – Nessuno è al sicuro.  La scenografa spiega: “Abbiamo parlato della storia di ogni set che stavamo creando, e questo portava sempre a discussioni correlate su tutto, dalla struttura – ‘Che cosa deve reggere? Che azione vi si svolgerà?’ -  all’armonia con l’ambiente circostante. Ma è stata la storia dei luoghi quella che era davvero necessario far vedere.”

Per mostrare l’espressività degli individui che chiamano Cape Town ‘casa’, la costumista Matheson (cha ha già lavorato con il direttore della fotografia Wood e il produttore Stuber su molti progetti) non si è fermata davanti ai colori brillanti che catturano l’attenzione. La costumista, nata a Cape Town (e attualmente residente in America), dice: “Ho fatto l’esatto opposto di quello che farei normalmente, specialmente nelle scene di folla. Quando volevamo creare un tocco africano, ho aggiunto colore. Dove normalmente avrei desaturato i colori, li ho enfatizzati. Le nostre scene di folla, specialmente allo stadio, sono molto colorate e vivaci. Durante la protesta, e quando eravamo a Langa, mi sono assicurata di aggiungere colore per far capire al pubblico che eravamo in Africa.”

Matheson è stata contattata da Espinosa, che aveva visto il suo lavoro su The Town e voleva lo stesso realismo per Safe House – Nessuno è al sicuro.  La costumista commenta: “Volevo lavorare con Daniel perché lui ha questo modo poetico di far vedere scene che ti sembra di aver visto un milione di volte prima.” La costumista vede la città attraverso le lenti di chi è nato e vissuto lì e ha prestato particolare attenzione a cosa rende questo ambiente unico e diverso da ogni altra parte del mondo, e dice: “La gente mischia motivi e colori che di solito non porterebbe insieme; indossa anche colori molto vivaci. Ci sono dei motivi e dei disegni specifici del Sudafrica, oltre a tessuti specifici. Uno di questi si chiama shwe shwe, ed è comunemente indossato dalle donne che vivono nelle township.”

L’attenzione di Espinosa ai dettagli è andata molto oltre le manovre militari, le armi, il progetto della Safe House e il protocollo dell’Agenzia di spionaggio – è arrivata fino alla frase più piccola e al più piccolo accessorio dei costumi. Per i mercenari, per esempio, è fondamentale che si mescolino con gli altri, e Matheson ha equilibrato questa esigenza con il desiderio di creare dei personaggi. La costumista spiega: “Non è solo il desiderio di creare un personaggio interessante, ma anche quello che un attore è capace di fare suo e di far sembrare reale. Per i mercenari, c’è un elemento che ho trovato molto diverso in Sudafrica da quello che sarebbe stato se fossero stati in America. Qui la gente porta molti cappelli lavorati a maglia e maglie con motivi interessanti. Io ho lavorato per catturare la realtà di questo posto includendo tutte queste cose.”

 

Guardati alle spalle:

Stunt e supporto tattico e tecnico

 

Per Washington e Reynolds, cominciare a lavorare sul set quasi un mese prima dell’inizio delle riprese è stato un dono. Oltre alla preparazione di cui un film di queste dimensioni ha bisogno, questo ha dato ai due protagonisti e ai loro colleghi l’opportunità di scoprire le eccentricità dei loro personaggi.

Molti attori del cast sono stati chiamati a prendere parte alla tanta azione che ti toglie il respiro di questo film. Stuber spiega: “Ci sono sparatorie, inseguimenti in macchina, lotte corpo a corpo, combattimenti con il coltello. Per questo ci vuole un esercito di persone che lavorano sodo giorno dopo giorno per far succedere tutto in maniera credibile e sicura. Il merito va tutto a questi attori e agli stunt che hanno lavorato anche nei fine settimana con le ginocchiere e le protezioni per il petto per perfezionare le mosse intense e complicate.”

 

Stunt alla guida

Il regista loda la persona a cui, secondo lui, si devono le complesse sequenze d’azione del film, il coordinatore degli stunt Powell.  “Greg è un genio,” dice Espinosa.  “Lui viene da una generazione di stunt che ce l’hanno nel sangue e la cui immaginazione è infinita. E’ stato divertente guardarli. Avevamo un’auto, per esempio, con un guidatore stunt professionista in cima [LEE MILLAM], e con l’attore all’interno che faceva finta di guidare. Quando ero nell’auto mi sembrava che si potesse andare contro al muro in ogni secondo, invece era davvero sicura.”

Quando Weston e Frost scappano dalla Safe House distrutta in uno degli ultimi modelli di BMW, Weston cerca di seminare Vargas e i suoi uomini attraverso le strade di Cape Town.  Prima di andare sulle strade – che includevano una rotatoria che si trovava al centro della città, su Adderley Street— la produzione si è allenata all’autodromo di Killarney.  Powell spiega: “Matt guida con Frost nel portabagagli, e cerca di seminare Vargas.  Abbiamo provato all’autodromo per controllare la scivolata, la velocità e capire cosa potevamo fare in autodtrada. Volevamo rendere tutto il più spettacolare e sicuro possibile.”

Per ottenere il meglio, la produzione ha ingaggiato più di 40 guidatori dal Regno Unito, dalla Russia, dalla Grecia e dal Sudafrica che, durante le riprese della scena, hanno guidato i veicoli che circondano l’auto di Weston a 40-50 miglia all’ora. Powell si vanta del fatto che Reynolds, a volte, ha raggiunto la velocità di 65 – 70 miglia all’ora. Come per la maggior parte delle riprese, la produzione ha trovato vantaggiosa la settimana lavorativa che andava dal mercoledì al sabato/domenica. Le aree pubbliche erano meno trafficate nei weekend, e questo rendeva tutto più sicuro.

 

Combattimenti corpo a corpo e uso delle armi

Quando la Safe House di Weston viene attaccata, per il giovane custode si scatena l’inferno. Ma lui sa che se riesce a portare Frost nella casa successiva, tutto tornerà sotto controllo, come dicono i suoi supervisori. L’obiettivo di Espinosa nel girare questa sequenza era catturare il “pensiero di un film di guerra, più che di un film d’azione”. Il regsita dice: “Nel momento in cui vieni attaccato da tante armi potenti, da soldato ti trasformi in essere umano. Questo è quello che volevo vedere in queste scene.”

Il coordinatore dei combattimenti OLIVIER SCHNEIDER si è inserito perfettamente nella troupe. Il forte di Schneider è realizzare conflitti che hanno al centro il personaggio. Di solito coreografava il combattimento, poi girava delle sequenze d’esempio per Espinosa.  Il regista osserva: “Olivier non fa niente per se stesso, per mostrare quanto sia bravo o come sia fervida la sua immaginazione. Lui crea scene di lotta che vengono fuori dalla storia e mandano avanti la narrazione. Le sue sequenze video sono state montate e sono fantastiche. Mi sono trovato a domandarmi se io avrei mai potuto fare qualcosa di meglio.”

Washington è rimasto colpito quanto il suo regista e parla del training: “Mi è piaciuto molto lavorare con Olivier e i suoi uomini. Ci siamo allenati molto, per settimane e settimane prima delle riprese, per tutte queste lotte e combattimenti. Io avevo già imparato qualcosa per Codice Genesi, e per questo siamo saliti di livello e mi sono divertito molto. Olivier e i suoi uomini sono molto bravi e molto pericolosi.”

Reynolds riflette sul tipo di lavoro originario, puro e grezzo svolto da Schneider:  “Una scena con un’azione importante deve essere fatta in modo originale. Mi piace come Olivier si è posto nei confronti delle scene di combattimento: non c’è niente di artefatto. Non c’è kung fu.  Matt non è addestrato al combattimento. Queste sono scene intense con le vene che pulsano nel collo delle persone. E’ orribile e sgradevole. E’ ‘uccidi o verrai ucciso’. E’ molto più interessante guardare un uomo che è costretto a combattere quando non vuole che guardarne uno che è molto portato verso questo genere di attività.”

Il consulente tattico del film, lo stuntman professionista ed ex militare britannico DAN HIRST, ha lavorato a stretto contatto con il coordinatore degli stunt Powell per assicurarsi che le tattiche e le armi usate fossero giuste. Hirst ha frequentato la prestigiosa Accademia Militare Reale Sandhurst, dove vengono addestrati ufficiali provenienti da tutto il mondo. Per mantenersi al passo con le nuove tattiche, continua ad addestrarsi con corsi militari privati.

Non tutti i personaggi di Safe House – Nessuno è al sicuro devono essere dei professionisti. Hirst spiega: “Operativi della CIA come Weston sembrano essere stati addestrati in stile-governo – tipo SWAT, Quantico o in Accademia— mentre i mercenari provengono in tutto il mondo dall’esercito, da società di security private, o dalla polizia. In questa storia molti mercenari sono africani, per questo vengono da realtà di guerriglia africane e sono diamanti grezzi, non sono uniti. Alcuni sono sudamericani e hanno combattuto in posti tipo la Colombia. Vargas viene dall’Europa e può aver visto azioni di guerra in Serbia, Albania o in Kosovo.  Ora è nel mercato privato ed è stato reclutato per fare un lavoro sporco e spietato: uccidere chiunque gli venga chiesto di uccidere, per soldi.  Tutti questi uomini devono combattere e comportarsi nel combattimento in maniera differente tra loro.”

Il fine di Hirst durante l’addestramento era fornire agli attori le abilità caratteristiche dei loro personaggi. Per esempio, avevano bisogno di sparare per coprirsi durante l’attacco alla Safe House ?  Avrebbero aperto il fuoco all’interno della città o da un tetto nella township di Langa? Come avrebbero maneggiato e usato le diverse armi? Alla familiarizzazione con la geografia e la topografia è stata data grande importanza perché così gli attori avrebbero saputo usare gli angoli per proteggersi temporaneamente e determinare se le strutture fossero abbastanza solide da fornire una copertura dal nemico durante un assalto.

Il consulente tattico si è affidato a Falcon per avere conferma da lui sulle scene tra la CIA e i mercenari che tentano di eliminare Weston e Frost.  “Molto è buon senso,” dice. “Se sei stato militare si tratta di maneggiare le armi, usare coperture e evitare gli errori grossolani che ho visto in molti film. Ho fatto molte domande a Luis sulle tattiche, ed eravamo d’accordo su tutto quello che vedete. Naturalmente, c’è anche la licenza artistica!”

Fares Fares si è preparato per il suo ruolo con due mesi di training di dojo, otto volte la settimana “solo per abituarsi al dolore” e dice: “Le direttive di Daniel erano, ‘Non recitare, fallo veramente’. Lui vuole che tutti i personaggi siano umani. Mi piace quest’idea perché, come ho detto a Daniel, non voglio fare Vargas come il cattivo. Lui uccide solo se deve. E’ cattivo agli occhi di qualcuno, ma non a quelli del mio personaggio.”

Le azioni degli attori durante le riprese sono state controllate dagli occhi vigili di molti esperti. Robert Patrick parla delle scene della distruzione della Safe House : “Pensavo, ‘’Devo farlo in maniera tatticamente giusta. Il consulente tecnico mi sta guardando, e pure il coordinatore degli stunt.’ Devo cercare di soddisfarli tutti e tirare fuori quello su cui abbiamo lavorato. Poi, Daniel mi ha detto, ‘Io voglio che il pubblico faccia il tifo per te.’ Questo è un segno della sua accuratezza, del pensiero che spende per ogni personaggio. Questo tipo di dettagli rende il film molto più piacevole.”

Il trailer italiano:

Clip in anteprima:


Trame ed altre informazioni sono tratte dal materiale stampa relativo al film.
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