TV – Su Rai 1 arriva “Il giovane Montalbano” 23 febbraio 2012
Scritto da Antonio Genna nelle categorie Cinema e TV, TV ITA.trackback

Da questa sera, ogni giovedì in prima serata su Rai 1 arriva “Il giovane Montalbano”, atteso prequel del grande successo de Il commissario Montalbano che, per sei settimane, ci svelerà tutto quello che avremmo sempre voluto sapere sul commissario più famoso d’Italia.
Prodotto da Rai Fiction e Palomar per la regia di Gianluca Maria Tavarelli, “Il giovane Montalbano” s’ispira ancora una volta ai racconti di Andrea Camilleri, che firma la sceneggiatura e il soggetto insieme a Francesco Bruni.
La serie, ambientata all’inizio degli anni Novanta, ci racconterà come si è formato il mondo del celebre Salvo Montalbano, dal suo primo incarico come vice-commissario nel paese di montagna di Mascalippa al trasferimento a Vigàta, dalla nascita dell’amicizia con Mimì Augello all’innamoramento per Livia… vedremo un Salvo Montalbano alle prime armi, ma già dotato di quell’arguzia e determinazione che conosciamo bene.
A vestire i panni del giovane commissario, Michele Riondino, tra gli attori di punta del cinema italiano. Nel cast: Sarah Felberbaum nel ruolo di Livia, insieme ad Alessio Vassallo (Mimì Augello), Andrea Tidona (Carmine Fazio), Fabrizio Pizzuto (Catarella), Beniamino Marcone (Giuseppe Fazio), Alessio Piazza (Paternò) e Adriano Chiaramida (il padre di Montalbano).
A seguire, un’introduzione alla fiction, l’elenco degli episodi e la trama del primo appuntamento di stasera.
Introduzione
Salvo Montalbano è ormai uno di noi. Seguiamo da anni le sue avventure, partecipiamo alle sue indagini come fossimo parte del commissariato di Vigàta, e pensiamo di sapere tutto di lui, come se fosse un componente della nostra famiglia. Ma non è così.
Montalbano non è stato sempre il responsabile del commissariato di Vigàta. Non ha sempre abitato nella splendida casa in riva al mare di Marinella. Non è sempre stato l’amico fraterno di Augello. E soprattutto non è sempre stato il fidanzato di Livia. Fa impressione pensarlo, proprio perché di lui crediamo di sapere tutto, come di una persona di famiglia. Ma proprio come una persona di famiglia, anche Montalbano può ancora riservarci qualche interessante sorpresa.
Perché il Montalbano che conosciamo e che amiamo è, come tutti, il risultato di una serie di esperienze vissute nel periodo più delicato della vita: la giovinezza. Un periodo in cui si impara a essere quello che si è, in cui si capisce di chi ci si può fidare e di chi temere anche il minimo contatto. In cui si impara ad amare e a odiare, in cui si comprende il modo di agire delle persone, e, nel caso di un poliziotto, in cui si comincia a capire la mentalità dei criminali.
Questa serie, ambientata all’inizio degli anni Novanta, racconta quindi come si è formato il mondo di Montalbano come lo conosciamo: dal suo primo incarico nel paese di montagna di Mascalippa, al trasferimento a Vigàta, dove Montalbano aveva già vissuto qualche tempo da ragazzo.
Approfondiremo il difficile rapporto del commissario col padre, scopriremo gli inizi della sua amicizia con Augello, assisteremo al colpo di fulmine con Livia ‐ che segue la relazione a distanza con Mery ‐ e allo sbocciare della loro complicata relazione, insomma, capiremo come e perché Montalbano è diventato quel personaggio così vero e completo che tutti conosciamo e amiamo.
Ma in questa serie Montalbano non è solo un giovane che diventa uomo, è anche un commissario che già alle prime armi dimostra la sua abilità nel risolvere casi intricati, costruiti a partire da alcuni racconti di Camilleri, in cui lo spettatore ritroverà le atmosfere e i procedimenti investigativi a cui è abituato.
E non poteva certo mancare, nella costruzione del mondo di Montalbano, il fidato Catarella, l’agente tenero e imbranato che non azzecca un cognome neanche per sbaglio. Il suo rapporto speciale con l’amato commissario è noto e rappresenta una spina dorsale della narrativa camilleriana. Ma perché Montalbano e Catarella sono così legati? E come mai il commissario sopporta con rassegnazione gli strafalcioni del centralinista?
A queste e altre domande i 6 film daranno una risposta, per far sì che gli spettatori italiani conoscano il loro amatissimo commissario “pirsonalmente di pirsona”.Note di regia
di Gianluca Maria Tavarelli
Il giovane Montalbano… La prima cosa che ho fatto è stata quella di leggermi sistematicamente tutti i libri di Montalbano. In ordine. Dal primo all’ultimo. Per poi procedere a ritroso, tornare indietro e raccontarne la gioventù.
La gioventù è la stagione in cui tutto è divenire. Poniamo le basi di quello che saremo. Attraverso i sogni disegniamo qualcosa che poi con il tempo cercheremo di raggiungere. Nella stragrande maggioranza dei libri di Montalbano, il commissario è già un uomo, sicuro di sé e della sua professione, con amicizie e rapporti consolidati. Il nostro compito è stato quello di far girare le lancette al contrario e andare a vedere com’era Salvo Montalbano da giovane. In quel periodo della vita in cui l’insicurezza e la paura sono più presenti che in altri momenti.
Per tutte le persone che lo conoscono Montalbano è un personaggio eroico, maturo, giusto, sicuro di sé, che difficilmente sbaglia, adulto. Qui raccontiamo un Montalbano “figlio”. Figlio sia nel difficile rapporto con il padre, rapporto che si nutre, di silenzi imbarazzati, di rancore, di ferite mai sanate, ma anche di un irriducibile amore, un amore con il quale Salvo è costretto a fare i conti e che lo riporta indietro nel tempo alla sua adolescenza, alla perdita prematura della madre, alla solitudine di un bambino che cresce senza genitori. Figlio sia nel rapporto professionale che ha con il commissario del paese di montagna in cui si fa le ossa, da cui ha imparato tutto e a cui confida le sue paure e le sue speranze. Ma figlio anche di Giuseppe Fazio, il poliziotto anziano che incontra al commissariato di Vigàta, che lo prenderà sotto la sua ala protettrice, consigliandolo quando lo vedrà in difficoltà, nel lavoro come nella vita privata. La vita privata di un giovane, fatta di avventure e amori, che nascono e finiscono, di strade che con dolore si separano e percorsi nuovi che invece s’intraprendono. Tutto questo mondo emotivo, questa trama di rapporti familiari e amorosi, è la materia che abbiamo affrontato in questo giovane Montalbano.
E poi c’è la Sicilia. C’è la cucina della Sicilia. Il mare. D’estate e d’inverno. Le donne della Sicilia. Con quegli sguardi antichi, profondi, sempre un po’ tristi e pieni di dolore, che abbiamo cercato di riportare sullo schermo così come Camilleri ce li descriveva nelle sue pagine.
E poi ci sono quei personaggi e quei volti che entrano in contatto con Montalbano in ognuna delle sue indagini, che sono una delle travi portanti dei romanzi di Camilleri che abbiamo cercato e scovato in giro per tutta la Sicilia.
Ecco l’elenco degli episodi in onda.
- giovedì 23 febbraio 2012: LA PRIMA INDAGINE DI MONTALBANO
- giovedì 1° marzo 2012: CAPODANNO
- giovedì 8 marzo 2012: RITORNO ALLE ORIGINI
- giovedì 15 marzo 2012: FERITO A MORTE
- giovedì 22 marzo 2012: IL TERZO SEGRETO
- giovedì 29 marzo 2012: SETTE LUNEDÌ
La puntata di stasera:
LA PRIMA INDAGINE DI MONTALBANO
Tratto dai racconti di Andrea Camilleri “La prima indagine di Montalbano” contenuto nella raccolta “LA PRIMA INDAGINE DI MONTALBANO e “Cinquanta paia di scarpe chiodate” contenuto nella raccolta “UN MESE CON MONTALBANO”, edite da Arnoldo Mondadori Editore
Nell’autunno del 1990, Salvo Montalbano è un giovane vicecommissario in servizio a Mascalippa, uno sperduto paese di montagna della Sicilia più segreta. Il suo superiore è Libero Sanfilippo, un commissario saggio ed esperto, che gli insegna come muoversi nelle indagini più intricate. Ma il carattere di Montalbano, insofferente alle regole e attento più all’umanità delle persone che alle apparenze, si manifesta già in questo suo periodo di apprendistato: nell’indagine sull’omicidio di Casio Alletto, un mezzo delinquente con precedenti per furto di bestiame, Montalbano sa benissimo che il colpevole non può essere il pastore Tano Borruso, l’unico in paese a possedere un paio di scarponi chiodati simili a quelli usati per uccidere l’Alletto. Lo sa perché crede di conoscere gli uomini, e Tano Borruso non è un assassino. Quando viene promosso vicequestore a Palermo, Sanfilippo potrebbe proporre a Montalbano di sostituirlo come commissario a Mascalippa.
Ma Sanfilippo si rende conto che il suo giovane e dotato allievo mal sopporta il freddo di quel paese di montagna e soprattutto soffre la lontananza dall’amato mare, e dalla cucina di pesce. Così chiede al ministero che anche lui venga trasferito. Il giovane vicecommissario è fidanzato con Mery, un’insegnante che lavora a Catania e che lo raggiunge per il fine settimana. Salvo vuole molto bene a Mery, ma è a disagio quando la ragazza vorrebbe dare alla loro relazione l’aspetto di un matrimonio, o perlomeno di una convivenza. Ed è proprio Mery che, grazie a uno zio che lavora al ministero, che rivela a Salvo la sua prossima destinazione: commissario capo a Vigata.
Per Montalbano si tratta di un ritorno, dal momento che proprio a Vigata, città di mare in provincia di Montelusa, il giovane commissario ha passato l’infanzia dopo la morte della madre. E a Vigata vive ancora il padre di Montalbano, con cui Salvo non sembra avere un buon rapporto. Però Vigata è sul mare, e questo è sufficiente per riempire di gioia l’animo del commissario. Che riesce subito a trovare un ristorante che soddisfa pienamente le sue richieste. Vede anche una casa sul mare che gli piacerebbe affittare, ma Mery lo dissuade: chissà quanto costerà… Montalbano ci lascia il cuore, in quella casa, e per il momento si adatta nella foresteria del nuovo commissariato. Qui fa la conoscenza di Carmine Fazio, un esperto agente che gli è di grande aiuto: Montalbano infatti deve scontrarsi con le difficoltà di un ragazzo di trent’anni a cui viene affidato un ruolo di responsabilità. Ma Montalbano trova nel commissariato di Vigata quella famiglia che forse non ha mai avuto. E trova anche un fratello minore di cui il questore gli chiede di occuparsi: Agatino Catarella, un poliziotto rimasto orfano, dall’animo semplice. Catarella si rivela subito estremamente grato al commissario che, sorvolando su certi suoi problemi con la comprensione dei nomi, lo prende sotto la sua protezione e gli assegna il delicato compito di centralinista del commissariato.
In poco tempo, Montalbano è riuscito a risolvere il caso dell’omicidio Alletto a Mascalippa, scagionando il pastore Borruso e trovando il colpevole, e al tempo stesso ha avuto il suo battesimo del fuoco a Vigata: sventa il piano di una ragazza, Viola, che voleva punire il malvivente che l’aveva violentata, ma al tempo stesso fa in modo di arrestare il responsabile della violenza. È nato il Montalbano che conosciamo: il poliziotto capace di inventarsi mille modi, non sempre ortodossi, per assicurare alla giustizia i colpevoli.







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