Edicola – “Top Gear” #51, febbraio 2012: “Così si guida – Grazie ai diavoli giapponesi diventeremo eroi del drift” 24 gennaio 2012
Scritto da Antonio Genna nelle categorie Auto e moto, Top Gear.trackback
Di seguito presento la copertina, il sommario e l’editoriale del numero 51 – Febbraio 2012 del mensile di automobilismo “Top Gear”, basato sull’omonima trasmissione televisiva dell’emittente inglese BBC trasmessa in Italia sul canale satellitare pay Discovery Channel ed in chiaro su Real Time.
La pubblicazione, curata da Editoriale Domus, è in vendita nelle edicole al prezzo di 3,50 €.


A seguire, l’editoriale del direttore Marcello Minerbi.
Volete sapere come la penso dei revival? Eccovi accontentati: mi rompono le palle. E me le rompono ancor di più quelle operazioni da marketingaro che prende il nome di una grossa e opulenta auto tedesca dei tempi di Hitler, ci costruisce sopra un ambaradan pazzesco, un’idrovora di fondi e poi pretende che quest’algida operazione abbia un successo clamoroso. Mi riferisco alla recente notizia del futuro decesso (2013) della Maybach, tempio del superlusso tettesco crollato miseramente nel nulla. Ne hanno costruite circa 3000 dal 2002. Per capirci, nel solo 2010 di Maybach ne sono state vendute 200, contro le quasi 3000 della rivale Rolls-Royce.
La presentazione ufficiale, se ben ricordo, fu fatta negli States dove contavano di venderne un badalucco e sempre negli States, a New York, un cittadino della Grande Mela inconsciamente ne dettò l’epitaffio. Vedendo la parata di questi transatlantici chiese che cavolo fosse quel Maybach. Alla risposta che chiariva come il brand sconosciuto (soprattutto a uno yankee) fosse della Mercedes, il tizio disse: “Ma non potevano chiamarla Mercedes?”. Mitico indovino perché così sarà in futuro. E che questa lezione serva a chi vuol riprendere marchi scomparsi facendoli rinascere dalle ceneri. Le auto, le grandi auto, hanno sempre avuto un’aura, un qualcosa dell’uomo che le aveva immaginate, progettate e costruite. Così è stato per le Ferrari, che rispecchiavano la personalità del Drake, così per le Maserati, creature di Bindo e dell’ingegner Alfieri, così per le Lamborghini che esprimevano il carattere forte, sanguigno e rudemente ingombrante di Ferruccio, il toro di Cento. Solo a un personaggio è riuscita l’operazione revival, a Ferdinand Piëch con la Bugatti. Ma lui è nipote del grande Porsche, lui è uno dei papà della 911 e pure del Leopard. Lui non poteva sbagliare. Infatti. Amici, l’anno delle vacche magre è cominciato: tasse alle stelle per le Supercar, il che genererà un nuovo approccio al divertimento. Sarà l’anno delle piccole bombe capaci di far godere senza farci svenare. Forse. Ma state tranquilli: per sognare le belle auto, quelle super super, noi continueremo a farvele ammirare su TopGear. Non vado per le lunghe, in questo numero trovate delle une e delle altre. Buon divertimento e incantevoli sogni, amici.







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