jump to navigation

Scrivo anch’io! – I miti crollano 19 gennaio 2012

Scritto da Antonio Genna nelle categorie Cinema e TV, Film, Fumetti, Scrivo anch'io!.
trackback

Scrivo anch’io!Per lo spazio “Scrivo anch’io!” (leggete qui tutte le istruzioni per partecipare anche voi), vi propongo oggi un articolo scritto da Alessandro Serra, che riflette sugli adattamenti cinematografici tratti da popolari fumetti dell’universo dei supereroi, dai vecchi “Batman” e “Superman” ai recenti “Captain America” e “Lanterna Verde”.

I miti crollano

Tante volte siamo incuriositi e perciò indotti alla visione di un film il quale risulta essere la versione cinematografica di una serie televisiva. Questa nostra curiosità è rafforzata maggiormente se il prodotto è l’adattamento di un telefilm vecchio, introvabile, trasmesso una sola volta e… magari interrotto per motivi a noi ignoti, a metà programmazione. Siamo dunque incantati davanti alla prospettiva di sapere come andrà a finire: bene o male; in sospeso che ci apra uno spiraglio di eventuale – secondo capitolo -; definitivo o, come si suol dire, a tappo di spumante.
In realtà il più delle volte i veri appassionati delle vecchie serie: Hazzard, Miami Vice, The Avengers, Starsky & Hutch, The Green Hornet, sono rimasti notevolmente delusi non tanto dallo scarso risultato del film in sé per sé (che magari in taluni casi sarebbe anche modestamente carino), quanto dalla forzata analogia con l’originale (tv version). Sono poche le eccezioni forse addirittura inesistenti.
Maggior fortuna finora hanno avuto le versioni cinematografiche ispirate ai cartoni animati se non addirittura ai fumetti. I classici statunitensi dell’universo dei super eroi sono l’esempio principe di tale realtà. Spicca su tutti “Superman” dell’indimenticabile Christopher Reeve, unico vero uomo d’acciaio a tutt’oggi ineguagliabile.
Il nuovo Superman Returns e The Man Of Steel con protagonista Brandon Routh (Superman) e Kevin Spacey (Lex Luthor) nella visione di Bryan Singer, seppur sfruttando il colosso che la Universal realizzò con Reeve, Marlon Brando, Gene Hackman, per citare solo alcuni dei pilastri di quell’opera d’arte, vivendo di quella rendita, arricchendosi di voci campionate e immagini di repertorio sfruttate ad oc, si è smontato crudamente nella propria vicenda più intrinseca, implodendo sul più bello cioè laddove il personaggio dei fumetti mostrava il suo lato debole visibile più che nella Kriptonyte, nel buon cuore assai più umano e romantico di quello degli stessi umani.

Oggigiorno gli effetti speciali e le elaborazioni computerizzate tipiche dell’animazione dell’attuale era digitale hanno facilitato il successo della saga di “Spiderman” comunque discreto prodotto cinematografico in grado di donare ulteriore lustro al mitico Uomo Ragno, fosse solo per la quasi totale fedeltà alla trama originale del fumetto.
Il gigante verde Hulk si è distinto in due diversi adattamenti cinematografici che hanno conosciuto differenti destini. Il primo intitolato semplicemente HULK, può vantare ottimi risultati dal punto di vista della realizzazione. Fotografia, effetti speciali, inquadrature, ambientazioni, disegno psicologico dei personaggi, sono ineccepibili. Però la pecca risiede nello stravolgimento del personaggio di Hulk stesso o meglio nella sua genesi. Inoltre, ma ciò rappresenta un dettaglio trascurabile, la vicenda si svolge in epoca attuale e non durante l’epoca post-bellica.
Il secondo, che in realtà nulla ha a che fare col precedente, intitolato L’Incredibile Hulk è un altro tentativo che l’industria cinematografica statunitense ha fatto a mio avviso per risollevare le sorti dell’inspiegabile insuccesso precedente. Si rivelerà più dinamico e avvincente del predecessore anche se meno accattivante specie per ciò che concerne la fotografia che nel primo caso, ebbe il pregio di ispirarsi al modello fumettistico soprattutto per le scene dinamiche, mentre nel secondo caso risulta molto vivo e realistico.
Di questo ultimo tipo sono i due Iron Man: discretamente fedeli al plot originale, con cast d’eccezione e doppiaggio ottimo. Gli effetti scenici molto godibili fanno avvicinare al protagonista anche il meno appassionato dei lettori di fumetti Marvel. Anche in questo caso la discrezione degli sceneggiatori ha dato spessore al personaggio come superuomo – non – invulnerabile quindi con i vizi e le virtù del caso. È però discutibile la credibilità della genesi del personaggio reso in poco più di mezz’ora ricco di poteri e capace di gestirli giusto per poter racchiudere la vicenda in un unico film.

Dopo Superman del ’79, come trasposizioni ormai tra le meno recenti, il Batman di Tim Burton risulta dei tanti uomini pipistrello quello più vincente anche se ormai ci siamo abituati alla faccia di Christian Bale che niente ha a che vedere con il Burtoniano Michael Keaton. Pregevole nella trama e nel taglio stilistico, sicuramente più gotico, donato al capitolo post 2000 in “Batman Begins”. Nel secondo episodio – Il cavaliere oscuro – troviamo l’ultima apparizione di Heath Ledger nei panni di Joker, stravolto nel ritaglio e confezionamento del personaggio, sia nel comportamento che nel look, in cui infatti nell’ormai classico Joker di Jack Nicholson di Burton, questi è davvero Joker come uscito dal fumetto in tutto e per tutto, doppiato dall’insuperabile Giancarlo Giannini. Mentre nella versione di Ledger il gangster risulta in realtà un terrorista sanguinario più folle che cervellotico e geniale. Per l’occasione a prestar la voce al compianto Ledger fu Adriano Giannini, che da buon figlio d’arte è altrettanto in gamba e altresì perfettamente calato nella parte.
Nell’analisi mancano ormai pochi elementi: I Fantastici Quattro, a mio avviso non ha raggiunto mai il valore pari al tempo di realizzazione occorso anzi, sia nel primo che nel secondo capitolo.
Più avvincente invece il tanto acclamato Capitan America, anche se troppo pubblicizzato e forse non soddisfacente per le aspettative. Va però ricordato che il personaggio è piuttosto controverso quindi seppur rispettandone grossomodo genesi e sviluppo, non si poteva fare a meno di limitarsi nel ritagliare un’avventura che desse il via a ulteriori vicende. Il finale infatti apre spiragli a diversi possibili futuri sviluppi lasciando numerose incognite in sospeso proprie del fumetto.
Infine come non dedicare una piccola analisi agli X-Men? In questo caso la trilogia che la 20th Century Fox realizzò ha conosciuto alti e bassi. Il primo capitolo è avvincente, curioso, avventura e mistero si spalleggiano alla stesura di una trama mai scontata o banale. I protagonisti in realtà non sono tutti i componenti la squadra dei mutanti, anche perché la trama si svolge proprio al momento della creazione del gruppo stesso. Il personaggio più acclamato risulta essere Wolverine, il quale incarnato a dovere da Hugh Jackman, ottimamente doppiato da Fabrizio Pucci, è il perfetto mix tra bene e male, perdono e vendetta, odio e amore, vittima e carnefice, e così via. Gli altri tutto sommato gli fanno da spalla anche se viene un po’ forzato l’idilliaco incontro con Joan, la bella dominatrice dei campi energetici, che nel film si accoppia col gelosissimo Ciclope, e Volverine stesso.
Gli altri due episodi hanno il sapore del prodotto commerciale e perciò mentre il primo ha i toni dell’originalità, spessore e dinamismo nelle ambientazioni e sviluppo di trama e avventura, il secondo risulta meno originale e meno accattivante, e a sua volta il terzo addirittura brutto e tutto sommato inutile per il pubblico, ma evidentemente non per chi lo ha prodotto. I vari prequel in cui si annoverano la genesi vera e propria di Volverine divenuto vero e proprio protagonista frontman della squadra di mutanti (contrariamente al fumetto in cui ha il ruolo analogo a quello di Ben Green/La Cosa, nei Fantastici Quattro), dal sapore tutt’altro che avvincente e quasi pressappochista atto a motivare esclusivamente la sopravvivenza al cinema di ulteriori film su questi supereroi.
L’ultimo arrivato: Lanterna Verde, come il tanto acclamato Thor, hanno avuto il passaggio nelle sale pari a quello di una cometa ma con minor fascino e tutto sommato riscontro di pubblico in sala. Paradossalmente il lungometraggio “I Puffi in 3D” ha incassato di più. L’unica riflessione in questo caso piuttosto amara su questi due prodotti è – tanto rumore per nulla – che parafrasando può divenire: tanta attesa (e battage pubblicitario) per così poco! Ed in effetti per tutti i soldi e le vicissitudini incontrate da entrambi i progetti, di mercato e budget per Lanterna Verde, di produzione, sceneggiatura e addirittura regia con conseguenti innumerevoli cambiamenti di cast anche per i protagonisti per Thor, il risultato non poteva essere migliore.
Ma a questo proposito vige una riflessione: quando ci troviamo davanti ad una pubblicità tanto battente e insistente come è accaduto per Capitan America, Thor e Iron Man 2, può darsi che dietro si nasconda il timore del flop detto più comunemente e popolarmente ‘ciofeca’?

  • Toby

    Thor passato come una “cometa”?? (semmai meteora!..).Proprio no! Ha infatti incassato ben 450 milioni in tutto il mondo,dando la spinta a preparare da subito il seguito.Inoltre per me è stato davvero un film gradevole,nonché uno dei migliori dell’ ondata Marvel dal 2000 ad oggi.

  • Leo

    una piccola annotazione! Gli X-Men son prodotti da Fox :-)

  • Saretta

    Mica parlerai sul serio quando dici che Il Batman di Burton è superiore a quello di Nolan, vero??
    A parte che Burton non ha metà del talento di Nolan, ma Nolan, specie negli USA, viene accusato di essere stato troppo fedele ed aver copiato troppo dai comics di Batman di Miller….Ed una delle cose che leggo più di frequente è l’assoluto Joker di Ledger che rende, a distanza di anni, quello di Nicholson posticcio…
    Inoltre Micheal Keaton a parte non essere bravo la metà di Bale, ha reso monocorde sia Bruce Wayne che Batman…

    La trilogia di Nolan, considerato l’ultimo capitolo che uscirà a luglio, è la miglior cosa che si sia vista su Batman in 70 anni.

    Riguardo i doppiatori, questa è la vera pecca della versione italiana. Il Figlio di Giannini non ha il talento del padre. Non è stato in grado rendere nemmeno lontanamente le sfumature che Ledger ha voluto dare a Joker. Ledger cambia tono ogni scena, Giannini è un disastro.

    E Santamaria, che purtroppo doppia Bale da ormai 3 capitoli, è stato la rovina della versione italiana di Nolan. Bale in originale abbassa di diverse tonalità la voce di Batman, la riporta alta quando è Wayne…(oltretutto Bale ha una voce meravigliosa ed uno dei pochi attori capaci di recitare in qualsiasi inclinazione e dialetto del pianeta.) Bale ha fatto un lavoro splendido con Batman….la Warner italia ha completamente sbagliato la scelta dei doppiatori e devo dire anche dell’adattamento dei dialoghi. E temo farà uno schifo anche del prossimo capitolo con la Voce di Bane, recitato in maniera incredibile con sussurri e biascicamenti di voce che hanno innescato parecchie polemiche negli USA ma che sono geniali.

    Questo è uno di quei casi in cui il doppiaggio ha peggiorato di molto il piacere del film. E conviene pure dire che se proprio va doppiato un film, meglio affidarsi a dei professionisti del doppiaggio piuttosto a che dei semplici attori solo per il richiamo del nome nel contesto blockbuster.

    Ma riguardo la visione….il lato oscuro…il conflitto….Burton??? Non sembrava nemmeno Batman il suo.