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TeleNews #81 – Aria di ribaltone in Rai: rischia anche il direttore generale – Emilio Fede: a giugno 2012 lascio il Tg4 – Benigni ospite del nuovo show di Fiorello su Rai 1 – Luisella Costamagna verso Rai 3 – Michelle Hunziker è pronta per una prima serata su Rai 1 – I figli dei talent – Critica: Tutti pazzi per amore 3, Servizio Pubblico – Talent e reality: Grande Fratello 12, esce Mario; X Factor, la scelta dei 12 concorrenti; Amici 11, primo ritardo alle lezioni per i cantanti gialli – Telefilm: The Killing 11 novembre 2011

Scritto da Antonio Genna nelle categorie Cinema e TV, TeleNews.
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Lo spazio “TeleNews – Notizie dal mondo della televisione” propone una rassegna stampa - segnalando le fonti di provenienza - di notizie ed argomenti vari legati al mondo dello spettacolo e della televisione italiana e straniera, e che non hanno trovato posto in altri appuntamenti abituali del blog.
Se avete segnalazioni da fare, lasciate il vostro messaggio qui.

  • Aria di ribaltone in Rai: rischia anche il direttore generale
    Il rompete le righe ancora non c’è. Certo alcuni riposizionamenti cominciano a prendere forma, ma fino ad ora nessuno a viale Mazzini scommette sulla caduta di Berlusconi. A cominciare dal direttore del Tg1 Augusto Minzolini, che nel suo editoriale, per una serie di ragioni che elenca, ritiene che «sia quasi impossibile un esecutivo diverso». Tant’è, che un dirigente di lungo corso rilancia, «che troppe volte il cavaliere è stato dato per spacciato, ma poi è resuscitato…». Insomma, fin quando la pratica «non è archiviata», par di capire, è meglio star fermi. Immobili. Anche se sul futuro si ragiona.
    Al settimo piano Rai, infatti, si discute su due ipotesi, legate al rinnovo del Cda Rai in scadenza la primavera prossima. Cosa potrebbe accadere, allora, se Berlusconi facesse un passo indietro? Nei ragionamenti si tiene conto sia di un eventuale ricorso anticipato alle urne a gennaio, come rilanciato dal ministro dell’Interno Maroni domenica sera a «Che tempo che fa?», sia di un possibile governo tecnico o di larghe intese. In entrambi i casi, si nota, ci sarebbe il tempo necessario per rinnovare anche il cda. «Infatti – ragiona un top manager Rai – se si votasse a gennaio 2012 il nuovo governo già a febbraio sarebbe nella piena funzionalità, e quindi in grado, vista la vicina scadenza del cda di rinnovare i vertici aziendali».
    E così, anche nel caso di un esecutivo a guida tecnica. Qualunque premier, infatti, di concerto con la Vigilanza metterà mano al rinnovo del consiglio. Un consiglio, che per forza di cose, è destinato a cambiare almeno in parte, non foss’altro perché tre fra i suoi nove consiglieri (Rizzo Nervo, Petroni e Bianchi Clerici) sono al secondo mandato, e quindi, non rieleggibili. Ed è chiaro che se cambiano i musicisti anche il direttore d’orchestra (legato al mandato del cda), ovvero il direttore generale, rischierebbe di perdere la poltrona: sia nell’ipotesi di un governo tecnico, sia in quella del voto con maggioranza diversa dall’attuale.
    E con un cda e un direttore generale diverso l’intera governance, le reti e le strutture aziendali sarebbero destinate a subire un riassetto. Si partirebbe con la rete ammiraglia, Raiuno, che in questi mesi è quella maggiormente provata dal calo di share. Raitre, invece, la meno a rischio. Discorso diverso, invece, qualora la maggioranza e il capo del governo restassero in sella. In questo caso, infatti, nonostante le scadenze appare assai improbabile una «quadra» in Vigilanza per rinnovare il cda, mentre più praticabile risulterebbe una proroga dell’attuale in attesa della scadenza naturale della legislatura.
    Una soluzione ideale anche per l’attuale Direttore generale, Lorenza Lei confortata dai buoni risultati resi alla maggioranza per molte «discusse» pratiche editoriali, lasciate inevase dall’ex numero uno Rai, Mauro Masi. A cominciare dall’uscita di Michele Santoro, a quella di Serena Dandini per finire a «Vieni via con me» di Saviano: programmi e personaggi usciti uno dopo l’altro dal palinsesto di viale Mazzini. Naturalmente, sottolinea un acuto consigliere Rai, al di là delle voci che si rincorrono, «le tessere del mosaico sono molto più sparpagliate di quanto si pensi». Ad esempio: un’eventuale crisi parlamentare come cambierebbe gli equilibri in Vigilanza? E ancora: chi indicherà l’azionista (cioè il Tesoro) come consigliere del cda Rai? «Ecco – osserva la fonte – bastano solo questi elementi per dimostrare come il risiko Rai sia complicatissimo».
    Certo è, comunque, che la fazione più filo-governativa qualche apprensione ce l’ha. Ma non è il caso del direttore del Tg1 Augusto Minzolini che nel suo editoriale ha spiegato come, nei fatti, sia «quasi impossibile un esecutivo diverso». Per Minzolini, «anche se si batterà tanto sul fatto che il problema è Berlusconi, è quasi impossibile che venga fuori un governo diverso dall’attuale per fare quello che ci chiedono in Europa». E spiega, «i parlamentari che stanno lasciando la maggioranza per evitare le elezioni anticipate, in realtà le stanno provocando».
    (fonte: “La Stampa”, 8 novembre 2011 – articolo di Paolo Festuccia)
  • Emilio Fede: a giugno 2012 lascio il Tg4
    Emilio Fede rivela alla Zanzara su Radio 24 i suoi progetti futuri: “Lascio la direzione del Tg4 il 24 giugno del 2012 (giorno dell’81esimo compleanno, ndr). Mi prendo un mese di aspettativa e poi deciderò cosa fare… farò un programma settimanale”.

    Poi al programma di Radio2 “Un Giorno da Pecora” aveva detto: “Mi piacerebbe fare un bel rotocalco, come è stato Tv Sette, di cui fui protagonista”.
    Inizialmente sempre nella stessa intervista il direttore aveva affermato: “Se Berlusconi lascia la politica, io lascio il Tg4. Spero che si ricandidi, non posso pensare ad altro. Se lui dovesse uscire da questo ruolo, lascerei la cosa a cui tengo di più al mondo dopo la famiglia: il mio lavoro. Lo lascerei perché mi dovrei confrontare con una Paese diverso”. In seguito la specifica a “La Zanzara” con la data in cui lascerà la direzione del Tg di Retequattro.
    (fonte: TgCom, 11 novembre 2011)

  • Benigni ospite del nuovo show di Fiorello su Rai 1
    Aveva detto che nel suo nuovo show non ci sarebbe stato grande spazio per la satira politica. Ma a giudicare dalla conferenza stampa-show tenuta questa mattina a Viale Mazzini da Fiorello il richiamo all’attualità nelle quattro puntate di “Ilpiugrandespettacolodopoilweekend” sarà continuo. La presentazione del programma che arriva su Rai1 dal 14 novembre, accolto dalla Rai come il programma-evento di questa stagione (non a caso nella Sala degli Arazzi di Viale Mazzini sono accorsi sia il direttore generale Lorenza Lei per un saluto sia ben cinque consiglieri d’amministrazione), è stata punteggiata da Rosario Fiorello dal tormentone sulla possibile caduta del governo Berlusconi.
    Appena presa la parola, Fiorello ha simulato di leggere sul suo smartphone la notizia della caduta del governo. «No scherzo -ha detto subito- ma nel caso facciamo un minuto di silenzio». «Mazza (il direttore di Rai1, ndr.) -ha proseguito Fiorello- ha già pronto il trolley. Se cade il governo tu vai via? E il programma me lo interrompete?», ha chiesto rivolto al direttore della rete ammiraglia Rai. «L’ultima volta che sono stato su Rai1, con “Viva Radio2 Minuti”, alla seconda puntata è caduto il governo Prodi. Non vorrei che si pensasse che porto sfiga…», ha ironizzato ancora.
    Ai consiglieri d’amministrazione che ridevano in prima fila, ha detto: «Avete poco da ridere, perchè pure voi se cade il governo…». E, dopo aver ribattezzato il consigliere Antonio Verro, Tiziano Verro, giocando sull’assonanza con il cantante Tiziano Ferro, gli ha chiesto se il cerotto che aveva sul volto fosse frutto «dei tagli del governo». Poi più serio, ha spiegato: «In questo show non si parla di politica. Ma è ovvio che parleremo della crisi, cercando però i lati divertenti. Lo so che c’è poco da ridere ma noi saltimbanchi, buffoni abbiamo il compito di sdrammatizzare».
    Il nuovo programma nelle intenzioni del conduttore, che come sempre ballerà, canterà, imiterà e duetterà, vuole recuperare la tradizione dei grandi varietà anni ’60-’70, «quelli fatti con cura, con tante prove, scenografie imponenti e coreografie bellissime». Fiorello avrà al suo fianco per l’occasione tutti i suoi collaboratori storici: da Marco Baldini, con cui ha già condiviso, oltre alla radio, una quantità di serate in tv e teatro, il maestro Enrico Cremonesi che dirigerà un’orchestra di 50 elementi, e gli autori Giampiero Solari, Claudio Fasulo, Francesco Bozzi, Riccardo Cassini, Alberto Di Risio, Pierluigi Montebelli e Federico Taddia.
    Accanto a loro il coreografo Daniel Ezralov ed un corpo di ballo pronto ad animare in maniera spettacolare non convenzionale diversi momenti musicali. Lo show -ha sottolineato Fiorello- vedrà poi «ospiti per tutti i gusti»: da Roberto Benigni, che doveva partecipare alla seconda puntata ma che probabilmente slitterà alla quarta per un infortunio ad un piede. A Giorgia, che sarà presente in tutte e quattro le puntate, interpretando anche altrettanti classici come sigla di chiusura (nella prima puntata “Se telefonando” di Mina).
    E poi Jovanotti, da cui Fiorello ha preso in prestito la hit estiva “Il più grande spettacolo dopo il Big Bang” per farne un titolo ironico sulla messa in onda di lunedì, “dopo il weekend”, appunto. E ancora: Coldplay, Tony Bennett, Michael Bublè, Elisa, Negramaro, Caparezza, il campione di tennis Novak Djokovic («gli proporrò una partita molto particolare», annuncia sibillino). Altri ospiti verranno coinvolti a sorpresa, come già accade negli spettacoli teatrali di Fiorello, tra i personaggi seduti in platea. Altri ancora verranno evocati dalle sue imitazioni: «Del vecchio repertorio però credo proporremo solo Carla Bruni, questa volta alle prese con la prima ninna nanna per la figlia avuta da Sarkozy».
    Nel grande Teatro 5 di Cinecittà, quello un tempo utilizzato da Federico Fellini, ci sarà spazio anche per gli amici dell’edicola di Fiorello (che oggi ha presentato in confereza stampa il suo giornalaio Cesare Fioretti) e per i suoi followers su Twitter, la sua ultima passione, che commenteranno in diretta quanto accadrà nel programma. «Mi sono appassionato a Twitter -ha confessato Fiorello- e la frequentazione dei social network ha avuto un altro importante effetto: mi sono abituato a critiche feroci, di gente che ti vuole vedere morto. E quindi prenderò meglio le critiche dei giornali, mi verrà da ridere al confronto». Quando alla concomitanza con “Grande Fratello”, Fiorello ha parlato di «due offerte non concorrenti» ed ha smentito che nello show possa trovare spazio una parodia del “Grande Fratello”: «Sarebbe banale e fuori luogo. Magari invece saluteremo e faremo un ‘in bocca al lupò ad Alessia Marcuzzi». La messa in onda di lunedì, nasce su richiesta dello stesso conduttore: «Quando andavo in onda di sabato, spesso mi capitava che mi dicessero: “Pazienza, ti registro perchè vado fuori per il weekend”. Allora perchè non andare in onda il lunedì, quando la gente sta in casa, soprattutto in un momento come questo che soldi per riempire i ristoranti non ci sono».
    (fonte: LaStampa.it, 8 novembre 2011)
  • Luisella Costamagna verso Rai 3
    E’ in atto una guerra tra Raitre e La7. Dopo aver accusato le uscite di scena di Paolo Ruffini, Roberto Saviano e Serena Dandini, ecco che il terzo canale di viale Mazzini rialza la testa e passa al contrattacco.
    Va a fare campagna acquisti proprio in casa dell’emittente rivale. Luisella Costamagna è a un passo da Raitre. L’ex conduttrice di In Onda lascerà La7 per approdare da Antonio Di Bella. Per lei si parla di un programma di attualità, con un risvolto nel sociale, in seconda serata. Forse il lunedì.
    (fonte: “Italia Oggi”, 9 novembre 2011 – articolo di Marco Castoro)
  • Michelle Hunziker è pronta per una prima serata su Rai 1
    In un’intervista esclusiva a Tv Sorrisi e Canzoni in edicola martedì 8 novembre, Michelle Hunziker parla del suo futuro in tv, mentre il suo show teatrale «Mi scappa da ridere». approda al Sistina di Roma, dove debutterà giovedì prossimo. E annuncia di sentirsi pronta per un varietà su Raiuno.
    «Mi sento a un momento di svolta della mia carriera» dice Michelle a Sorrisi «e ora penso di poter affrontare quel varietà in prima serata che Raiuno mi chiede di fare da alcuni anni, ma che ho sempre rifiutato perché non mi sentivo pronta. Non ho mai condotto un varietà da sola. Ora forse è il momento di accettare quella proposta, ma datemi ancora un po’ di tempo. Con l’impresario Bibi Ballandi abbiamo in mente un varietà ben provato, con tutti i tempi a disposizione e i soldi che ci vorranno per fare un progetto con tutti i crismi. Avete presente presente il glorioso “Milleluci”? Prima però deve passare questo momento di transizione e di crisi per la tv, in cui si rischia poco o niente».
    La Hunziker rivela inoltre a Sorrisi di aver ricevuto anni fa da Canale 5 la proposta di condurre il «Grande Fratello». «Rifiutai» spiega «perché non amo i reality, non ci credo, non li considero vicini al mio modo di essere. Non potrei mai condurne uno».
    In compenso formerebbe volentieri una coppia televisiva con Maria De Filippi, la regina di «Amici» e «Uomini e donne». «Lavorare con Maria? Magari. È non solo una grande conduttrice, ma anche un’ottima autrice e sono convinta che sul palco le nostre differenze funzionerebbero».
    E se le proponessero uno show con il suo ex marito, Eros Ramazzotti? «Questa ipotesi è la cosa meno probabile in natura, ma nella vita mai dire mai: se fosse, farebbe un botto unico. Forse Eros accetterebbe. A patto di cantare solamente, mentre io conduco».
    (fonte: “TV Sorrisi e Canzoni”, n°46/2011)
  • Pamela Prati a “Kalispéra!” con Signorini
    Pamela Prati entra nel cast della seconda edizione di «Kalispéra!», il talk-varietà di Alfonso Signorini, che tornerà su Canale 5 a partire dal 14 dicembre. Con il  direttore di Tv Sorrisi e Canzoni e Chi,  ci saranno anche Elena Santarelli (confermata dalla scorsa edizione) e un’altra new entry: l’ex velina Melissa Satta.
    Pamela Prati avrà il ruolo di prima ballerina. «Devo chiedere ad Alfonso – dice a Tv Sorrisi e Canzoni nel numero in edicola domani, martedì 8 novembre - di mettere una scala in studio: ogni soubrette che si rispetti non può fare a meno di una scala. E se non ci può essere, almeno tre scalini provvisori. Vorrà dire che scenderò da quelli… Alfonso è un formidabile coach; credo che mi abbia voluta in squadra, come ciliegina sulla torta, dopo il successo del nostro balletto charleston dello scorso anno, che ancora spopola su Youtube. Dopo un infortunio al ginocchio che mi ha tenuta ferma per un po’, non vedevo l’ora di tornare a ballare, e questa per me è una grandissima occasione». Accanto alla Prati ci sarà il ballerino e coreografo Valerio Pino, uscito dal vivaio di «Amici», noto per aver ballato nell’ultima edizione di Sanremo con Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez.
    (fonte: “TV Sorrisi e Canzoni”, n°46/2011)
  • I figli dei talent
    Servono o non servono? Effimero e fatuo fuoco di paglia o assicurazione duratura sulla vita artistica di chi non era nessuno e si scopre famoso grazie alla tv, la via più breve verso la celebrità? I talent show ogni anno non negano un provino a migliaia di persone. Selezione dopo selezione rimangono una decina di concorrenti. Uno solo vince. Ma quanti vengono ricordati? Quanti rimangono famosi in quanto celebri – i 15 minuti di gloria di cui parlava Andy Warhol – e chi resterà davvero scolpito nel bronzo del tempo musicale?
    Successi e no

    Gli Aram Quartet l’anno scorso si sono sciolti, eppure vinsero la prima edizione di «X Factor», quella che lanciò Giusy Ferreri (seconda): il suo «Gaetana», con alcuni brani scritti da Tiziano Ferro, fu un successo improvviso e travolgente, quindi altri due album e un Festival di Sanremo: una carriera che aveva preso forma ma che via via sembra essersi sgonfiata. L’anno dopo tocca a Matteo Becucci, perso nel gorgo dei dimenticati, ma i vincitori morali paiono The Bastard Sons of Dioniso (sconfitti di soli 16 voti): scaricati dalla Sony, si sono autoprodotti il loro nuovo «Per non fermarsi mai». Quella che ce la fa è Noemi, fuori dal podio, ma il suo primo album «Sulla mia pelle» viene certificato multiplatino (oltre le 120 mila copie) e lei riesce a salire sul palco di Sanremo e ad aprire i concerti di Vasco Rossi. La terza edizione è quella di Marco Mengoni, non certo una meteora (anche l’ultimo «Solo 2.0» si piazza in classifica al primo posto). Ma che fine hanno fatto Giuliano Rassu e Yavanna, secondi e terzi quell’anno? Il quarto giro è nel nome di Nathalie, ma se si guardano le vendite fa un certo effetto passare dai numeri di Giusy Ferreri – «Gaetana», il primo album era stato multiplatino – a quelli di Natalia Beatrice Giannitrapani (il vero nome di Nathalie): «Vivo sospesa» non arriva nemmeno a 30 mila copie. E Nevruz (allora terzo) dove è finito?
    Se è meglio stendere un velo pietoso su «Star Academy» – naufragato dopo tre puntate causa bassi ascolti, chiuso senza finale e senza vincitore – la fabbrica dei sogni di «Amici» è senz’altro più solida: da lì sono usciti Marco Carta (primo nel 2008) e Valerio Scanu (secondo nel 2009), due che con il traino del programma di Maria De Filippi sono riusciti a vincere pure a Sanremo. Carta ha pubblicato tre album, ma la freccia delle vendite è in discesa: «Il cuore muove», il suo ultimo lavoro, si è fermato a 35 mila copie. Già esaurito l’effetto «Amici»? Che su Scanu, a guardare le copie vendute non si è nemmeno fatto sentire più di tanto: sempre abbonato al disco d’oro (oltre le 30 mila copie), anche con l’album post-Sanermo.
    Che numeri

    Tutt’altri numeri invece per Alessandra Amoroso: tre cd sempre premiati come multiplatino, in attesa di «Cinque passi in più», in uscita a dicembre. Emma Marrone vende oltre 120mila cd di «A me piace così» e «Sarò libera», uscito da sei settimane, è già diventato disco d’oro (oltre 30 mila copie). L’ultimo vincitore, Virginio Simonelli, cammina sul filo: ce la farà o no? Ma di Dennis Fantina (primo nel 2002), Giulia Ottonello (prima nel 2003) e Timothy Snell (terzo nel 2003), Antonino Spadaccino (primo nel 2005), Rita Comisi (terza nel 2006), Federico Angelucci (primo nel 2007), Roberta Bonanno (seconda nel 2008), Luca Napolitano (terzo nel 2009), Matteo Macchioni (quarto nel 2010) si sono perse le tracce.
    La parola a Mara Maionchi, produttrice discografica, prima in giuria a «X Factor», ora ad «Amici»: «I talent sono un’occasione per farsi conoscere, per un artista – se è di qualità – è sufficiente anche solo la possibilità di farsi ascoltare o vedere». Ma la spinta televisiva non si esaurisce troppo in fretta? «In 40 anni di carriera ho visto più fuochi di paglia che non realtà autentiche. Tutto può essere un fuoco di paglia, non solo i talent, anche manifestazioni come Sanremo: quanti giovani sono stati lanciati dal Festival? Dall’Accademia di Sanremo è uscito Tiziano Ferro (scoperto proprio dalla Maionchi assieme al marito, ndr ), poi da allora non è uscito più nessuno. Nathalie o Becucci non hanno fatto grandi carriere per il momento. Può succedere, come per il vino, che un’annata sia meno buona di altre». Secondo lei, la differenza tra un buon dilettante e un buon professionista sta nella convinzione: «Non credo agli artisti che non sono capiti, credo ad artisti che magari hanno sì il talento, ma che non sanno lavorarlo nella maniera giusta o con la stessa forza e voglia di fare che hanno altri. L’impegno, la determinazione, l’applicazione fanno la differenza».
    Virginio Simonelli, 26 anni, ultimo uscito dal forno di «Amici», deve ancora capire come sarà la sua carriera: il suo «Finalmente» è andato bene, ma non benissimo (disco d’oro per le oltre 30mila copie), ora sta registrando il suo primo album: «Il mio bilancio non può che essere positivo. Ho fatto un disco e un tour che sono andati ben oltre le mie aspettative». Però meno bene rispetto ad altri, non trova? «Fare il cantante di questo tempi non è per niente facile, essere cantautore aggiunge un peso maggiore a tutto questo. Le mie canzoni hanno bisogno di un po’ più di tempo, ne sono consapevole».
    Bicchiere mezzo pieno

    Elio (quello delle Storie Tese) è passato dall’«X Factor» di Rai2 a quello di Sky: «L’esito dell’X Factor del 2010 per i miei parametri è ottimo», aveva detto alla viglia della partenza del programma. Rispetto alla Maionchi, di Nathalie vede il bicchiere mezzo pieno: «È una che ci sta provando da tantissimi anni e grazie al talent ha inciso un disco e ora si sta esibendo dal vivo. Lo stesso si può dire di Nevruz e Cassandra. È una trasmissione che dà opportunità a gente che le cerca e le merita».
    Il jazzista Stefano Bollani boccia invece l’idea stessa della competizione: «Se c’è una cosa che non mi piace è la gara tra gente che deve far musica». E non risparmia l’industria della musica: «La discografia cerca i ragazzi che escono dai talent perché sono disperati, non vendono più niente e cercano la star da spremere per due o tre anni. Questi sono ragazzi di 20 anni che vengono spremuti per tre stagioni e poi vanno dallo psicologo».
    (fonte: “Corriere della Sera”, 10 novembre 2011 – articolo di Renato Franco)

CRITICA TV

“Tutti pazzi per amore 3″, la fiction che sfida Rai 1
«Tutti pazzi per amore», orfana purtroppo del produttore Carlo Bixio, affronta la sua terza stagione. Paolo (Emilio Solfrizzi) e Laura (Antonia Liskova), in gran segreto, hanno affittato un appartamento nello stesso condominio in cui vivono con la famiglia.
È il loro nido d’amore, la loro valvola di sfogo, un posticino romantico dove rifugiarsi, lontano dai figli e dal caos di casa Giorgi-Del Fiore, in cui da pochi mesi si sono trasferite anche le vecchie zie (Rai1, domenica, ore 21.30).
La serie, diretta da Laura Muscardin, scritta da Ivan Cotroneo, Monica Rametta e Stefano Bises, rappresenta un unicum nel panorama italiano per quel suo mescolare la commedia con il musical, e per quel suo gioco incrociato di citazioni, canzoni pop, balletti. L’impronta di Cotroneo (nelle sale cinematografiche c’è un suo film, «La kryptonite nella borsa») è più che evidente sia quando si inoltra nei non facili sentieri del surreale sia quando affronta temi, tipo l’omosessualità, di solito evitati dalla fiction nostrana.
La novità della terza serie è che viene raccontata una sola giornata a episodio (come in certe serie americane) e l’impressione è che si proceda a scatti: con momenti più riusciti ed altri di stanca, con numeri coreografici degni della massima attenzione e altri buttati un po’ via, con dialoghi fulminanti (memorabile il bambino orientale che respinto dalla casa dei nonni dice «io sono adottato»; oppure l’urlo del ragazzo che scopre i suoi genitori mentre fanno l’amore: «Oddio, la scena primaria!») e altri molto più prevedibili.
Senza dubbio, la sfida più interessante è l’impatto di «Tutti pazzi per amore» con l’audience di Raiuno, storicamente poco sensibile alle innovazioni. È tutto un compromesso tra tradizione e rottura della medesima con iniezioni di anti realismo e di «follia» musicale, tra stereotipi e citazioni di genere.
(fonte: “Corriere della Sera”, 8 novembre 2011 - articolo di Aldo Grasso)

L’esperimento (riuscito) di Santoro
E’ probabile che la serata di giovedì scorso segni uno spartiacque importante: la televisione è approdata alla multicanalità matura, all’abbondanza. In questi giorni abbiamo letto — specie sul web — numeri di ogni genere, a corredo del (riuscito) esperimento santoriano di «Servizio pubblico».
In sintesi, Santoro raccoglie 2.240.000 spettatori fra le reti locali e 706.000 spettatori (compreso l’ascolto «time-shifted », catturato nelle repliche fino alle 2 di notte) su Sky. Ma, al di là del successo conclamato, la serata offre diversi altri spunti di riflessione. Primo: al contrario di certe letture un po’ semplicistiche, bisogna dire che giovedì ha trionfato soprattutto la tv. Nella sola fascia prime time, 29 milioni e mezzo di italiani sono rimasti incollati al piccolo schermo. Questo significa che c’erano circa due milioni di «presenze» in più rispetto alla media stagionale. Di questo grande pubblico televisivo, oltre 9 milioni e 277.000 spettatori avevano «abbandonato» la generalista, per migrare sulle «altre tv» (nuove reti digitali, sat e locali). Non era mai successo, se non in occasione di «serate calcistiche » (Champions o Serie A). E ciò si deve anche all’ottimo risultato di «X-factor» 5 su Sky (658mila spettatori).
Secondo, la generalista, pur assestandosi ormai a quota 70% di share, può resistere bene: Don Matteo (quasi 28% di share) docet. Terzo: i contenuti sono il vero «motore» che consente l’evoluzione della tv; le piattaforme erano già tutte lì, ma contenuti «appealing» (capaci di creare partecipazione a un rito, come «Servizio pubblico» ma anche «X-factor») spingono masse consistenti di fruitori a superare l’attitudine ad «accomodarsi» all’esistente, per spingersi nei nuovi territori dell’abbondanza televisiva.
(fonte: “Corriere della Sera”, 7 novembre 2011 – articolo di Aldo Grasso in collaborazione con Massimo Scaglioni, elaborazione Geca Italia su dati Auditel)

ZONA TALENT E REALITY

“Grande Fratello” 12: esce Mario, Claudia e Gaia in nomination
Chi litiga esce dal gioco. Sembrerebbe questo il monito che accompagna la prima nomination del Grande Fratello 11. Mario è il primo concorrente eliminato dal reality di Canale 5. Nessuno nella casa si aspettava che Sofia venisse preferita al modello barese, forse perché la studentessa di Pescara è rimasta a lungo in disparte definendosi più volte “un pesce fuor d’acqua” con un atteggiamento che già faceva prevedere la sconfitta. Il pubblico ha comunque dimostrato di apprezzare l’educazione e il silenzio rispetto all’inclinazione al litigio. Mario è infatti stato protagonista di vari discussioni in queste due settimane. La reazione di Filippo all’uscita del compagno non è stata fra le più pacate: “Ha vinto l’ipocrisia. Io non voglio avere nulla a che fare con gli ipocriti”, ha detto piangendo l’albergatore riminese. Dopo gli abbracci degli inquilini Mario esce dalla porta rossa augurando al suo gruppo di tenere duro.
Claudia e Gaia in nomination
Il televoto dovrà decidere chi la prossima settimana uscirà dalla casa tra Claudia, la mamma burlesque criticata dai compagni per il fatto di non prendere mai posizioni, e Gaia, definita da Filippo, Enrica e Claudia come una voltabandiera. Per pochi voti Valeria si salva dalla nomination.
I concorrenti bacchettati da Marcuzzi e Signorini
Il terzo appuntamento con il serale del GF parte con il rimprovero di Alessia Marcuzzi ai ragazzi: “In sette anni di conduzioni non mi era mai capitato di vedere tanti litigi in sole due settimane”, annuncia la conduttrice aprendo il collegamento con il bunker di Cinecittà. I concorrenti si rivedono nelle immagini in cui urlano e si accusano reciprocamente, a partire dallo scontro fra Luca e Amedeo sul cibo, passando per il dopo-tugurio di Filippo e Ilenia, fino ad arrivare alla discussione madre di qualche giorno fa fra Mirko e Filippo. “Mi scuso con chi mi conosce, e con le persone a cui ho promesso di non fare certe cose”, commenta Mirko. “Mi sembra che ognuno di noi abbia lati negativi e positivi. Di me avete fatto uscire solo schifo”, la risposta di Filippo. La conduttrice mette in riga il concorrente: “Se non ti sei piaciuto nelle immagini che ti abbiamo fatto vedere, fatti un esame di coscienza”. Applauso del pubblico in studio alla risposta della Marcuzzi. Anche Alfonso Signorini è dell’opinione che i ragazzi stiano dimostrando ai telespettatori troppa arroganza: “Parlo da spettatore e non da opinionista: avete rotto le scatole. Siete degli ipocriti, vi accanite l’uno con l’altro e poi il lunedì avete le facce d’angelo”.
Luca: “Non sono omosessuale”
Momento atteso quello in cui sarebbero state mostrate le foto di un servizio a sfondo gay che ritraggono Luca insieme a Valerio Pino seminudi. Gli scatti lasciano basiti gli inquilini, tranne Ilenia che da tempo sospettava che il biologo marino potesse essere gay. Immediato il commento di Mirko: “Ilenia è una veggente”. Filippo, interpellato da Alessia Marcuzzi, esprime la sua opinione: “Per me è una persona speciale, rimane mio amico a prescindere dai suoi gusti sessuali”. Luca tiene a mettere in chiaro che in quegli scatti recitava il ruolo dell’omosessuale, come un attore può fare se gli venisse richiesto da un copione. Riguardo alle dichiarazioni di Pino su una loro presunta relazione dice: “Vuole solo farsi pubblicità”. E preoccupato per la sua famiglia chiede commosso di poter tranquillizzare chi lo aspetta a casa. Signorini interviene seccato: “Nessuno ti ha accusato di essere un ladro o un assassino. Ti abbiamo solo chiesto di dare spiegazioni riguardo a queste foto. Non farla tanto lunga, essere omosessuale non vuol dire uccidere qualcuno, che sia chiaro”.
Videomessaggio per Kiran
Durante la trasmissione Kiran riceve un videomessaggio dai suoi genitori adottivi. I concorrenti si commuovono per la storia del contadino bergamasco. La mamma di Kiran racconta di come dopo anni di tentativi per avere un figlio, grazie a un’associazione siano riusciti ad andare in India a prendere Kiran: “Era nella nursery, una suora me lo ha messo in braccio e mi ha detto: “Questo è tuo figlio”. Era magrissimo ma con amore e affetto siamo riusciti a crescerlo”. Kiran si lascia andare alla frase più comune e più speciale di un figlio: “Sono i miei più grandi amori”. In lacrime Claudia che con amore materno commenta il gesto di grande altruismo dei genitori di Kiran: “I figli sono di chi li cresce. Tua madre è eccezionale”.
La sorpresa a Rudolf
Il Grande Fratello decide di fare una sorpresa a Rudolf, il rugbista romano apprezzato dal gentil sesso della casa e particolarmente desiderato da Caterina. Ad aspettarlo fuori dal bunker una limousine su cui il concorrente decide di salire insieme a Sofia: “Se lo merita, sarà stata una settimana in silenzio, ma almeno è rimasta coerente”. Delusione per Caterina che applaude alla scelta senza entusiasmo. La sorpresa consiste in una lussuosa cena con tanto di metre francese, ma in tugurio.
(fonte: “La Stampa”, 8 novembre 2011 – articolo di Arianna Curcio – NEXTA)

“X Factor”: nuovo record di ascolti per la scelta dei 12 concorrenti
Nuovo record per la puntata finale di X FACTOR dedicata alle selezioni, che ha registrato un indice di permanenza del 60%, segno che l’attesa per l’annuncio dei 12 concorrenti ha appassionato fino all’ultimo gli spettatori sintonizzati su Sky Uno.
1.018.583 i contatti unici, con un ascolto pari a 609.631 spettatori, confermano il successo  di questa edizione targata Sky, che per la prima volta ha dedicato quattro puntate a tutte le fasi di casting.  Un crescendo di suspance e numeri, da 50mila candidati a 12 finalisti, in attesa della partenza del live show il 17 novembre.
Simona Ventura, che capitanerà la categoria Under 24 Donne, ha scelto una squadra di giovanissime: Francesca Michelin, sedicenne di Bassano Del Grappa che ha conquistato la giuria anche per la raffinata scelta dei pezzi; Jessica Mazzoli, sarda dall’animo rock; Nicole Tuzii, l’angelo di Sulmona appena diciassettenne che ha commosso e incantato il pubblico con la sua voce.
Elio, che si è visto assegnare la categoria più difficile, ovvero i Gruppi vocali, mette in campo le tarantine Cafè Margot, al secolo Vittoria de Santis e Francesca Pignatelli, che sono rimaste nel cuore della giuria per il loro entusiasmo; Le5 (ex Five Sisters, così ribattezzate dallo stesso Elio) Francesca Fraschi, Chiara Fioretti, Sara Scassa, Azzurra Vellutini e Alessandra Renai, cinque “armoniose” toscane doc; e per finire I Moderni (ex Free Chords, anche per questa formazione torinese Elio ha proposto un nuovo nome), gruppo armonico composto da Marco Musarella, Fabio Perretta, e i fratelli Gugliandolo Celeste e Pacido.
Per la categoria Under 24 Uomini, sono stati selezionati da Morgan: Vincenzo Di Bella, nato ad Agrigento e genovese di adozione, cantautore dalla spiccata personalità; il romano Valerio De Rosa, che sul palco non si risparmia mai; Davide Papasidero, anche lui romano, che ispirandosi a Mika e Patty Pravo presenta, come definito dalla giuria, “un falsetto invidiabile”.
Arisa, il giudice più giovane che guida gli Over 25, schiera sul palco Claudio Cera, barista rock romano, che colpisce il pubblico per il suo particolare timbro vocale; Antonella Lo Coco palermitana ribelle, con la passione per la musica pop; Rahma Hafsi, tunisina dalla voce soul, cresciuta a Livorno.
(fonte: com. stampa Sky, 11 novembre 2011)

“Amici” 11: primo ritardo alle lezioni per i cantanti gialli
Le lezioni nella scuola di Amici iniziano alle 9.30. E in sala ad esercitarsi c’è solo Nicola. Gli altri tre cantanti della squadra gialla (Alessia, Carlo e Ottavio) si presentano in ritardo al riscaldamento vocale. A seguire le esercitazioni in aula il maestro Gargani che all’ingresso dei ritardatari tende a precisare quanto sia importante essere puntuali come dimostrazione di rispetto. Carlo, Ottavio e Alessia vengono mandati in sala relax per un’ora. Carlo si risente di non poter seguire la lezione: “Sono venuto qui a cantare, non vogliono farmi fare il riscaldamento? Allora io non canto. Potevo portarmi le parole crociate”. Non è d’accordo Ottavio: “Proprio perché siamo qui per cantare la punizione è quella di toglierci il riscaldamento”. Quando gli allievi rientrano in aula Grazia De Michele sottolinea la presenza del maestro nonostante abiti a Milano: “Per paura di non arrivare in tempo, ha preso il treno stanotte”. “Non capiterà più”, risponde Ottavio. In confessionale i tre cantanti ammettono il loro sbaglio e fanno una promessa: “E’ un bene che sia accaduto ora. Saremo sempre puntuali da oggi”.
I brani per la sfida
Nel frattempo Mara Maionchi e Rudy Zerbi scelgono i loro brani per la sfida di sabato. Per l’insegnante della squadra blu “You are not alone” di Michael Jackson, per Zerbi “Ogni volta” di Vasco Rossi. Carlo è il primo a polemizzare sulla scelta dei professori delle squadre avversarie: “Non solo sono brani che non sono nelle nostre corde. In più non valorizzano neanche i nostri avversari. Hanno preferito penalizzare anche i loro allievi per sfavorire noi”. Ma il cantante “giallo” si ricrede ben presto: “Penso che la canzone di Jackson mi riesca bene. Sono contento”. In difficoltà Gerardo, che dovrà impegnarsi ad interpretare il brano di Wonder scelto da Grazia. Il cantante viene rassicurato dalla Maionchi: “Sai perché è stata scritta “Sir Duke”? E’ importante che tu lo sappia, perché lo spirito della canzone vince sull’interpretazione. Ricordalo”.
Le coreografie
Scelte da Cannito anche le coreografie della gara. Si tratta di un pezzo su “Alias Medley”. “Ho scelto qualcosa anni ’60 che esprima la femminilità”, dice l’insegnante alla ballerina della sua squadra Caterina. In sala Garrison mostra la sequenza di danza ai suoi ragazzi. Nunzio è consapevole di essere di fronte a una scelta che valorizza l’estetica del ballerino, più che la tecnica: “Mi impegnerò, ma dovrò scontrarmi con Caterina che è molto alta e bella e con Sergio, altrettanto dotato foscamente. Ho a che fare con Barbie e Ken, e io sono il nano”. Garrison invita Nunzio a non demordere: “Devi dire quello che pensi perché non ti risparmieranno in puntata. Comunque sono sicuro che spaccheremo tutto. Siamo in grado di superare la prova con successo”.
(fonte: “La Stampa”, 10 novembre 2011 – articolo di Arianna Curcio – NEXTA)

TELEFILM

Quanti déjà vu con “The Killing”
È iniziata su Fox Crime «The Killing», una serie che in America ha fatto molto discutere e ha diviso i fan di Amc, il canale che la produce (giovedì, 21.55). La serie è il remake americano di un telefilm danese, Forbrydelsen (L’ omicidio), già trasmesso in Inghilterra da Bbc e presto diventato di culto. La storia ruota intorno all’ omicidio di Rosie Larsen, una teenager apparentemente senza ombre. Alle indagini lavorano Sarah Linden, detective dal passato ombroso, e il suo partner Holder, che sembra nascondere altri misteri e tormenti. A questo scenario tipico della più classica delle detection story, s’ intrecciano poi le vicende private della famiglia Larsen e la campagna elettorale di un ambiguo candidato a sindaco di Seattle. A Seattle piove in continuazione e il detective Linden indossa degli improbabili maglioni di lana ricamati che sono già diventati il marchio distintivo della serie, insieme a uno stile visivo che richiama da vicino le atmosfere del «crime nordico» reso celebre dal successo della trilogia di Stieg Larsson. Ma non è l’ unico déjà vu che procura «The Killing»: il richiamo della serie a «Twin Peaks» non è nemmeno troppo velato, per esempio nella promozione tutta giocata su quel «Chi ha ucciso Rosie Larsen?» che riecheggia da vicino l’ inquietante interrogativo su Laura Palmer. E poi nella costruzione di alcune scene, come quella della telefonata tra i genitori di Rosie mentre la polizia lavora sulla scena del crimine. Ricordate l’ angoscioso urlo al telefono della madre di Laura quando scopre l’ omicidio della reginetta della scuola? Le somiglianze però finiscono qui, e «The Killing» sembra in realtà sfruttare gli ingredienti del genere giallo in modo piuttosto convenzionale e scontato. Resta da vedere se le prossime puntate sapranno inventarsi soluzioni narrative originali per portarci a scoprire che fine ha fatto Rosie.
(fonte: “Corriere della Sera”, 5 novembre 2011 – articolo di Aldo Grasso)


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