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TV – La fiction “Tiberio Mitri – Il campione e la Miss” su Rai 1 26 settembre 2011

Scritto da Antonio Genna nelle categorie Cinema e TV, Comunicati.
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Questa sera e domani in prima serata (ore 21.15 circa) Rai 1 propone in prima visione la fiction “Tiberio Mitri – Il campione e la Miss”, diretta da Angelo Longoni ed interpretata da Luca Argentero e Martina Stella.
L’ascesa e la disfatta del grande pugile triestino Tiberio Mitri, campione italiano dei pesi medi nel 1948/49, e campione d’Europa nel 1949/50 e 1954, primo vero boxer del dopoguerra: oltre ad affascinare sul ring, con quel suo “viso d’angelo” Tiberio Mitri aveva fatto innamorare l’Italia intera e conquistato il cuore di un’altra stella triestina, la bellissima Fulvia Franco che nel 1948 conquistò il titolo di Miss Italia.
A seguire, la presentazione della fiction, la trame le note del regista.

La storia di un campione, Tiberio Mitri, un vero e proprio mito del ring ai tempi in cui il pugilato in Italia era considerato, al pari del ciclismo, una delle più nobili arti. Tiberio, nato in una famiglia di umili origini, ancora bambino rimane orfano di padre, un padre peraltro poco presente, e troppo spesso in preda ai fumi dell’alcol. Un vizio che lo rendeva incostante e violento. Tiberio viene quindi mandato dalla madre in un istituto di rieducazione dove, sin da subito, si mostra combattivo e in cerca di riscatto. E’ in quella realtà grigia e avara di affetto che il giovane Tiberio impara a farsi rispettare e a tenere sempre “alta la guardia”.

Poi l’incontro con il suo preparatore, Gramegna, un uomo che ben presto conquista la stima e l’affetto di quel ragazzo così determinato da riuscire a sopportare il peso di allenamenti estremamente duri. Sul quadrato nessuno riesce a fermarlo. E’ un portento. La strada verso la celebrità sembra segnata e quel pugile detto “Faccia d’angelo”, con i primi titoli vinti, acquista lo smalto e la visibilità di una star di Hollywood.

“Tiberio Mitri. Il campione e la miss”, una coproduzione Rai Fiction e Cristaldi Pictures, con Luca Argentero e Martina Stella. Firma la regia Angelo Longoni. Una miniserie in onda in prima serata, lunedì 26 e martedì 27 settembre, su Rai1.

Stessa città, Trieste. Stesso periodo. Altra stella nascente, Fulvia Franco. Una ragazza bellissima, nata in una famiglia piccolo borghese, con il sogno di sfondare nel mondo dello spettacolo e del cinema. Nel 1948 vince il titolo di Miss Italia, lo stesso anno in cui Tiberio diventa campione italiano dei pesi medi.

I due inevitabilmente si incontrano e s’innamorano. I loro volti sono sulle copertine di tutti i giornali, la stampa li lusinga come “la coppia” del momento, gli italiani li guardano come un esempio, come la dimostrazione che chi vuole , se si impegna davvero, ce la può fare, può realizzare i propri sogni. La storia di Tiberio e Fulvia , almeno all’inizio, agli occhi di tutti sembra la realizzazione di un sogno, un sogno fatto di popolarità ma anche e soprattutto di vero amore. Ma la fortuna, purtroppo, ben presto girerà loro le spalle e per il campione e la sua miss cominciano gli anni difficili e bui. Tra alti e bassi, i due tentano di rialzarsi dalle prime delusioni, lui sul ring, lei provino dopo provino. E quando anche l’amore comincia a vacillare e a piegarsi sotto il peso dell’insoddisfazione decidono di darsi una nuova opportunità, così partono per il Paese dove si dice che tutto può accadere: l’America. Oltre oceano li attende New York, con il suo mitico Madison Square Garden, il tempio della grande boxe, e Hollywood l’olimpo del mondo di celluloide. Ma anche questa si rivelerà una lama a doppio taglio. Fulvia non viene notata come attrice, mentre Tiberio uscirà a pezzi dal match più importante della sua vita, quello con Jake La Motta, ribattezzato da tutti come “Toro scatenato”. “Faccia d’angelo” sarà il primo pugile a rimanere in piedi sotto la furia dei colpi di La Motta.. Perde ai punti e quell’incontro gli lascerà ferite tanto profonde sia nel fisico e che nell’animo da segnare l’inizio di un declino che si dimostrerà incontrovertibile. E’ la fine del sogno e l’inizio del dramma.

Note di Regia
di Angelo Longoni

Raccontare la storia di Tiberio Mitri, oltre a ricordare un grande dello sport italiano, significa ripercorrere l’Italia del dopoguerra e degli anni ’50.
Un’Italia giovane e ingenua, piena di speranze e voglia di fare che rincorreva il benessere e la fortuna per curare le ferite della guerra, la povertà, le macerie dei bombardamenti e uno scontro civile sanguinoso.
Un paese pieno di entusiasmo che vedeva nascere, oltre al boom economico, anche tutti gli elementi fondamentali del costume e della società che sarebbero poi rimasti in modo indelebile nella memoria storica di tutti noi.
La radio prima, la televisione poi, il cinema, Miss Italia, la musica, le automobili, il sogno quasi irraggiungibile dell’America come punto di riferimento e di arrivo.
Questi sono solo alcuni degli elementi che accompagnano la vita di Tiberio Mitri, triestino, sposato alla donna triestina più famosa dell’epoca: la miss Italia Fulvia Franco.
Una coppia di belli e invidiati giovani ancora impolverati dalla guerra e segnati dalla fame sofferta durante il fascismo.
La prima coppia da rotocalco, i precursori di quella che anni dopo si trasformerà in una forma negativa e deteriore di gossip e di pettegolezzo per le masse.
Loro, apparendo nei giornali, così splendenti nel loro amore, così radiosi di gioventù, vigore e sex appeal, costituivano un modello per chi, in quell’epoca, cercava la forza, l’energia e la volontà di uscire dalla povertà.
Se ce l’avevano fatta loro, entrambi venuti dal nulla, entrambi di famiglia modesta, allora ci sarebbe stata una possibilità per tutti, ci sarebbe stato un barlume di speranza per chi aveva intenzione di affermarsi anche in un paese arretrato e piegato dal conflitto.
C’è nella parabola della vita di questo pugile bello, speranzoso, amato dalle donne e dal pubblico, e nell’unione amorosa con la sua splendida moglie, qualcosa di estremamente emblematico del percorso fatto dal nostro Paese dagli anni ’50 fino ai due decenni successivi.
Mitri, come l’Italia, ha cercato di scrollarsi di dosso la miseria e l’ignoranza cercando di dare valore ai propri talenti attraverso lo sforzo e la fatica illudendosi che bastassero sforzo e fatica per arrivare al successo.
Mitri, come l’Italia, si è scontrato con il duro scoglio della realtà e ha dovuto fare pesantemente i conti con le proprie reali possibilità, giungendo così a ridimensionare le proprie speranze e i propri sogni di grandezza.
Mitri, come l’Italia, ha conosciuto gli onori della fortuna e le cadute rovinose, le illusioni e i tradimenti, l’incanto nei confronti del futuro e il disincanto del presente.
Ma come l’Italia, la vita di Tiberio Mitri, è anche completamente permeata di vitalità romantica, irrazionale, totalmente sentimentale e poetica, ma anche di ironica spavalderia, di goliardico individualismo e di quell’entusiasmo quasi infantile che caratterizza e rappresenta lo spirito italiano nel mondo e che ci contraddistingue ancora oggi ovunque.
E la storia del più importante incontro pugilistico di Tiberio, quello con Jake La Motta, è decisamente esplicativo di questo spirito e ci racconta di due italiani all’estero, uno che sogna di conquistare l’America e l’altro figlio di immigrati che l’America l’ha già conquistata.

Di seguito, la trama dettagliata delle due parti della fiction.

Prima puntata

1938, Trieste. Tiberio Mitri e Fulvia Franco sono due bambini che ignorano l’esistenza l’uno dell’altra.

Lui, rimasto orfano di padre, un uomo spesso violento e col vizio dell’alcol, viene mandato dalla madre in un istituto di rieducazione e lì, suo malgrado, impara a farsi rispettare anche con la violenza.

Lei, spinta dalla madre, donna ambiziosa e determinata, coltiva con ogni mezzo la sua inclinazione per la recitazione fin da bambina.

I due fanno una vita completamente diversa: la famiglia di Tiberio fa parte del proletariato triestino che ha sofferto la guerra e il fascismo, la famiglia di Fulvia è decisamente piccolo borghese e mira a scalare i gradini dell’elite sociale di Trieste. E’ il 1948 quando Tiberio, grazie ai preziosi consigli del suo manager Gramegna, conquista il titolo italiano dei pesi medi. Nello stesso anno Fulvia vince il concorso di miss Italia. Sono improvvisamente i due triestini più famosi d’Italia. Inevitabilmente i due arrivano a conoscersi. Dopo un’iniziale diffidenza reciproca, Tiberio e Fulvia si innamorano e decidono di sposarsi. Il loro matrimonio diventa una favola, non solo per Trieste, ma per il Paese intero.

Sono il primo caso di unione sentimentale tra un campione dello sport e un’attrice, i rotocalchi scrivono di loro e pubblicano le loro foto. Per l’Italia di quegli anni rappresentano un simbolo di riscatto.

Tiberio conquista anche il titolo europeo. Fulvia invece, a parte un film con Totò, stenta a far decollare la propria carriera. Il suo malumore cresce alimentato dalla costante pressione della madre convinta che sia proprio la presenza di Tiberio ad ostacolare l’ascesa professionale della figlia.

Quando Tiberio chiede a Fulvia di mettere al mondo un bambino lei rifiuta, vuole aspettare, non si sente pronta. Essere mamma è incompatibile con il lavoro di attrice. I rapporti tra i due si incrinano.

Dopo aver difeso vittoriosamente il titolo europeo Tiberio assiste alla morte di Gramegna, l’uomo che oltre ad essere manager e allenatore, è stato, per il giovane triestino, anche il padre che non ha mai avuto. Approfittando dell’assenza di una guida forte e della fragilità di Tiberio, alcuni malavitosi italo-americani offrono a Tiberio di iniziare una nuova carriera a New York con la prospettiva di combattere per il titolo mondiale contro Jack La Motta, il toro scatenato.

Fulvia è felice, l’America per lei significa Hollywood e il grande cinema, ma è gelata dal rifiuto categorico di Tiberio che non le perdona ancora di averle negato la gioia di diventare padre.

A New York Tiberio conosce Frankie Carbo un boss italo-americano che tiene in pugno il giro della boxe e delle scommesse. Dopo qualche mese di separazione

Fulvia raggiunge Tiberio nel tentativo di ricomporre il loro rapporto. I due sembrano di nuovo felici ma le eccessive attenzioni che Carbo riserva a Fulvia fanno scattare la gelosia di Tiberio che non si placa nemmeno dopo la notizia che Jack La Motta ha accettato la sfida per il titolo mondiale.

Approfittando dell’assenza del marito, in ritiro per gli allenamenti, Fulvia si fa organizzare da Carbo un viaggio a Los Angeles per sostenere un provino cinematografico. Purtroppo, anche in questo caso, la giovane non riesce a conquistare l’attenzione dei produttori che evidentemente non vedono in lei la futura diva sulla quale investire.

Quando Tiberio scopre che Fulvia si è allontanata a sua insaputa da New York la tensione e la gelosia si impossessano di lui proprio alla vigilia dell’incontro con La Motta. Anche negli spogliatoi del Madison la tensione è altissima tra Tiberio e Fulvia.

Seconda puntata

Sul ring La Motta fa davvero paura, è più basso di Tiberio, ma è più muscoloso e tarchiato. Nessun pugile ha mai resistito in piedi con lui, tutti KO prima della fine dell’incontro.

Le prime riprese sono catastrofiche per Tiberio. E’ solo lo sguardo di incitazione di Fulvia in prima fila a dargli la forza di reagire. Per qualche ripresa è Tiberio a dominare ma ormai è troppo tardi. Vince La Motta ai punti. Ma per la prima volta il Toro non riesce a mettere KO un avversario. I pugili sono distrutti ma Tiberio di più. Il risultato della visita medica a cui si sottopone Tiberio non lascia speranze all’italiano. Per almeno un anno non potrà più combattere.

Con uno stratagemma organizzato da Fulvia, Tiberio riesce a liberarsi dal contratto capestro che lo lega a Carbo. I due sposi rientrano a Trieste ma le loro condizioni economiche, dopo l’avventura americana, sono decisamente peggiorate. Fulvia cerca di fare qualche pubblicità ma i soldi che guadagna sono pochi. Tiberio non può ancora combattere, le sue condizioni fisiche non glielo permettono. I due vivono a casa dei genitori di lei. In questa situazione arriva la notizia che tutti aspettavano, Fulvia è incinta. Tiberio è felice ma esige che la moglie si curi e smetta a riposo.

Per guadagnare qualche lira non c’è altro da fare che tornare sul ring. Ma Tiberio ha perso smalto e forza. Non è più quello di prima. Vince tutti gli incontri minori a cui partecipa ma facendo una fatica immane. Quando gli si presenta l’occasione di combattere per riconquistare il campionato europeo per Tiberio arriva la prima sonora sconfitta. Il pugile belga Humez lo punisce duramente mettendolo ko.

La carriera pugilistica dell’ex campione sembra ormai al tramonto. Senza soldi e con un figlio da mantenere Tiberio, appoggiato dal suocero, decide di trasferire la famiglia a Roma e di aprire un bar.

La situazione però è triste, il campione e la miss dietro il bancone di un bar assieme al papà di Fulvia, non rappresentano la realizzazione dei sogni giovanili dei due protagonisti. Non sono più due divi invidiati da tutti, ma due persone normalissime.

I rapporti tra i due si incrinano, Tiberio non sa come fare per rendere felice sua moglie che ormai si sta spegnendo ogni giorno di più.

Finalmente un’idea, una rivista teatrale, uno spettacolo da portare in giro nelle piazze d’Italia, con ballerine e comici e con Fulvia protagonista, finalmente al centro dell’attenzione. Al bar rimarrà il signor Franco. La mamma di Fulvia si occuperà del piccolo Alex. Nasce così lo spettacolo “Un Pugno Un Bacio”. Ma la delusione arriva molto presto per Fulvia. I giornalisti e il pubblico la snobbano a favore del più celebre marito, l’indimenticato campione dei pesi medi. E’ così che quella che doveva essere una rinascita per la coppia, si trasforma in un definitivo allontanamento. Tiberio tradisce la moglie con una ballerina e Fulvia decide di abbandonare lo spettacolo per andare a fare un film a Torino. La coppia si divide. Tiberio continua a fare l’attore al cinema, Mario Soldati gli assegna una parte in un film.Quando Tiberio si reca a Torino per trovare Alex e Fulvia scopre che la moglie vive con un altro uomo. E’ la fine di tutto, il sogno dei due triestini più belli e invidiati d’Italia si dissolve.

Tiberio crolla in una depressione che non avrebbe fine se non intervenisse suo suocero a spingerlo a tornare sul ring. Lo mette in contatto con il più importante manager romano, Proietti. Con grande fatica Tiberio riprende ad allenarsi. Proietti è inflessibile e severo. Il primo incontro stupisce l’Italia. Mitri non è quel cadavere che tutti immaginano. E’ ancora un campione in grado di vincere. Il pubblico è ancora tutto con lui. Ed arriva per Tiberio la seconda grande occasione. A Roma sono in migliaia ad assistere al campionato europeo dei pesi medi. Mitri contro l’inglese Turpin. Tutti tifano Mitri ma con poca convinzione. Un pugno, solo un pugno tremendo alla mandibola di Turpin basta per far tornare Tiberio sul tetto d’Europa. KO alla prima ripresa. Il pugilato, come la vita, è imprevedibile ed è in grado di ribaltare tutti i pronostici. Non si può però ribaltare il destino dell’amore tra Fulvia e Tiberio. Dopo un ultimo incontro nel quale riemerge la grande passione che li ha sempre legati, i due si dicono addio. La carriera di Fulvia non raggiungerà mai gli apici di una diva, e quella di Tiberio si chiuderà sul ring di fronte, ancora una volta, al belga Humez. 101 match disputati, di cui 88 vinti, 7 pareggiati, solo 6 persi, questi sono i numeri del campione. Tiberio farà ancora l’attore, il rappresentante di commercio e molti altri mestieri. Muore a Roma a 75 anni dove vagava confuso dall’Alzhaimer.

Fulvia non si sposerà più, non avrà altri figli e continuerà a recitare in ruoli secondari in numerosi film italiani ed esteri.

Nella memoria degli italiani di quegli anni, Tiberio e Fulvia restano “Il Campione e la Miss”.