jump to navigation

Dubbing Calling #1: The Vampire Diaries 31 dicembre 2010

Scritto da Andrea D'Amico nelle categorie Cinema e TV, Doppiaggio, TV ITA.
trackback

Hey guys! How ya’ doin’? Sono Andrea, qui nel blog molti di voi mi conoscono con il nick Jo3y Tribbiani, e come qualcuno di voi avrà capito ho deciso di aprire questo mio nuovo spazio con il saluto per eccellenza di Joey Tribbiani, uno degli indimenticabili “Friends” della altrettanto indimenticabile sit-com per eccellenza; ed è questo anche un modo per manifestarvi l’amore che nutro verso i telefilm, un amore sviluppatosi con i cult della mia infanzia e che, al giorno d’oggi, s’è assottigliato a poche novità che hanno suscitato il mio interesse (tra le quali, ve lo dico subito, non ci sono le serie cosiddette “intellettuali” della AMC che trovo semplicemente di una noia mortale) e in questo spazio, del tutto improvvisato e aperto a eventuali suggerimenti per delle migliorie, vorrei parlarvi ogni volta di una serie diversa focalizzandomi tra le altre cose, vista la sede su cui esso verrà pubblicato, sul doppiaggio in lingua italiana dove cercherò di essere sempre il più critico e analitico possibile evitando di ridurre il tutto al concetto “le serie sono più fighe in originale, il doppiaggio fa schifo” perché:

  1. E’ ovvio che un’opera andrebbe COMUNQUE vista e/o letta nella sua concezione originale (scrittura e recitazione) per carpirla al meglio
  2. Nonostante quello che si vuol far credere on-line, è davvero una grande minoranza quel pubblico che è in grado di seguire un’opera audiovisiva in lingua originale con il solo eventuale ausilio dei sottotitoli in italiano riuscendola a comprendere “in toto”, “ergo” il doppiaggio è a tutt’oggi essenziale.

Quindi bando alle chiacchiere e iniziamo: quest’oggi voglio parlarvi di “The Vampire Diaries”.

NOTE GENERALI: La serie ha esordito nel settembre del 2009 sul canale The CW e cerca di cavalcare il successo cinematografico di quell’abominio di celluloide chiamato “The Twilight Saga”, pur basandosi su una quadrilogia di libri risalente ai primi anni ’90 (permettendo così ai promotori di potersela tirare di non aver copiato “Twilight” perché “ehi, la nostra saga è stata scritta 15 anni prima!”. Un’astuzia di marketing davvero invidiabile).

TRAMA: La storia tratta di Elena Gilbert, diciassettenne neo-orfana, che si innamora a scuola di un ragazzo, Stefan Salvatore, il quale si rivela essere un vampiro buono (prima del decimo minuto del pilot se non erro) e che, guarda alle volte il caso, ha un fratello, anch’egli vampiro, tale Damon, che però è cattivo e vuole uccidere tutti, meno Elena perché è la sosia di Katherine, suo amore perduto da un secolo o giù di lì. In mezzo ci sono poi Jeremy, il fratello ribelle e tossicomane (ma si fa solo due canne) di Elena, Vicki, la sgualdrina della scuola, Bonnie, la migliore amica di Elena che si scopre una strega, l’inutile zia Jenna che ha preso in affidamento i giovani Gilbert, Matt, l’ex di Elena, Caroline, la svampita ragazza popolare e Tyler Lockwood, bulletto figlio del sindaco che si contende Vicki con Jeremy.

UN COMMENTO: Bene. Ora, rimuovete COMPLETAMENTE Jenna, Caroline, Zach e Tyler e avete il primo difetto della serie; durante la prima stagione, metà del cast fisso è semplicemente inutile il che fa riflettere che forse certi personaggi sarebbe stato meglio inserirli più avanti (perché, non crediate, ma per quasi ognuno di loro ci sono degli sviluppi mica male più in là nella storia).

Il cast protagonista è più o meno di mediocre livello: abbiamo un Paul Wesley (Stefan) davvero davvero pessimo che vorrebbe contare sul solito bel faccino (?) ma che, alle prove del nove, mostra tutta la sua impreparazione (memorabile una scena di pianto della seconda stagione). Ian Somerhalder è semplicemente fantastico nel ruolo di Damon dandogli quella bella mistura di cattiveria e simpatia che è intrinseca nel ruolo, ma che, forse, egli sviluppa in maniera un po’ troppo prevedibile e impersonale. Nina Dobrev nel ruolo di Elena è all’inizio abbastanza convincente, per poi diventare semplicemente insipida nel corso della prima stagione surclassata dal peso di guest stars di grande rilievo (di cui parlerò più avanti), ma si riprende grazie alle opportunità narrative che le permettono di interpretare la sua sosia Katherine Pierce regalandoci un personaggio davvero indimenticabile, a tratti magari poco carismatico, ma sempre interessante.

Il cast di supporto è invece composto da attori per lo più alla loro prima prova importante tra i quali spiccheranno, solo nella seconda stagione però, Michael Trevino (Tyler) e, soprattutto, Candice Accola (Caroline Forbes), mentre pesa decisamente il personaggio di Bonnie interpretato da una Katherina Graham a dir poco irritante e che, infatti, viene allontanata per buona parte della prima stagione.

Nessuna menzione speciale per i dialoghi, nella media e abbastanza trascurabili che però vengono compensati da una sceneggiatura che, soprattutto dal settimo episodio, fa dei colpi di scena la sua punta di diamante.

La prima stagione veleggia quindi all’inizio sui toni di “Twilight” tra sospiri sui banchi di scuola e qualche morto ammazzato random da Damon così tanto per noia; tuttavia, a metà prima stagione la storia subisce una bella sferzata e i due autori Kevin Williamson (“Dawson’s Creek”, ma anche i teen horror “Scream”, “So cosa hai fatto” e il sottovalutato ma splendido “The Faculty”) e Julie Plec (“Kyle XY”) iniziano a dare una bella amalgamata alla mitologia della serie inserendo personaggi estremamente importanti interpretati da guest stars di tutto rilievo come Mia Kirshner nell’intrigante ruolo di Isobel Flemming e David Anders nei panni dello zio John Gilbert, insieme però ad un paio di occasioni sprecate come il buon Sean Faris (“Never Back Down”) e la bella Melinda Clarke (“The O.C.”) relegati a dei personaggi troppo piatti e di breve durata, fino ad un finale di stagione semplicemente scioccante.

La seconda stagione prosegue sul filone migliorativo e abbandona anche il “leit motiv” della Festa Paesana della settimana presente nel primo ciclo, premendo il pedale sull’azione e sull’inserimento di personaggi secondari che non fanno altro che supportare e migliorare quelli principali, tra le quali vi anticipo, senza rivelarvi i ruoli, Taylor Kinney (la breve serie “Trauma”) Lauren Cohan (Bela Talbot in “Supernatural”) e Michaela McManus (Lindsey in “One Tree Hill”). Insomma, l’avrete sentito mille volte, ma se la serie all’inizio vi annoia, continuate a seguirla perché merita e diventa davvero appassionante, anche se i detrattori più snob, continuano a sminuirla per via dei dialoghi non sempre brillanti e le prove di recitazione qualche volta sottotono dimenticandosi il target di riferimento, ovvero quello stesso pubblico adolescente cui erano diretti “Roswell” o “Streghe”, prodotti fatti più per intrattenere che per essere paragonati a serie più “impegnate” come “LOST”, ma non per questo finite nel dimenticatoio.

DOPPIAGGIO: L’edizione italiana della serie è a cura della PUMAISdue su direzione di Giuppy Izzo che ha effettuato la distribuzione come segue:

  • Elena Gilbert; Katherine Pierce (Nina Dobrev): Alessia Amendola
  • Stefan Salvatore (Paul Wesley): Stefano Crescentini
  • Damon Salvatore (Ian Somerhalder): Niseem Onorato
  • Caroline Forbes (Candice Accola): Gemma Donati
  • Bonnie Bennett (Katerina Graham): Francesca Manicone
  • Matt Donovan (Zach Roerig): Edoardo Stoppacciaro
  • Tyler Lockwood (Michael Trevino): Marco Vivio
  • Jeremy Gilbert (Steven R. McQueen): Alessio Puccio
  • Jenna Sommers (Sara Canning): Claudia Catani
  • Vicki Donovan (Kayla Ewell): Federica De Bortoli
  • Alaric “Rick” Saltzman (Matthew Davis): Vittorio Guerrieri

Alessia Amendola nel doppio ruolo di Elena e Katherine è perfetta riuscendo così a colmare i momenti in cui, come dicevo sopra, la Dobrev dà un’interpretazione di Elena magari sottotono e conferma un po’ la bravura emersa in questi anni dell’attrice/doppiatrice nel migliorare interpretazioni poco incisive come abbiamo visto con Megan Fox in “Transformers” per il cinema e Shenae Grimes con il ruolo di Annie in “90210” per la televisione.

La scelta di Stefano Crescentini per il ruolo di Stefan è semplicemente un triste tentativo di mantenere una certa continuità tra la serie e “Twilight” scelta a mio parere più portata avanti dai dirigenti Mediaset che dalla Izzo stessa, ma potrei anche sbagliarmi (ed in linea con la scelta di Federica De Bortoli per Sookie in “True Blood”, che personalmente ho trovato davvero infelice e poco adatta). Ciononostante, al solito Crescentini svolge un lavoro eccellente ed il personaggio, come nel caso di Elena, ne risulta solo che migliorato.

Niseem Onorato “scippa” invece Ian Somerhalder al collega Crescentini (che già l’aveva doppiato in altri lavori tra cui la serie tv “Lost”) e che dà un’interpretazione di Damon un tantino monodimensionale tralasciando quei piccoli guizzi di interpretazione che l’attore è in grado di dare in originale ogni tanto durante la serie. L’avrei decisamente lasciato a Stefano.

Gemma Donati è la scelta più ovvia per un personaggio come Caroline, ovvero la classica ragazzina superficiale e viziata, rinforzando quella fama che si è fatta la Donati a partire dal doppiaggio di Ashley Tisdale, Alyson Michalka e altre attrici del Disney Channel (sono a proposito estremamente curioso di vedere cosa combineranno con l’edizione italiana della nuova serie “Hellcats” nella quale recitano insieme proprio le due ex allieve della Disney), ma si sarebbe potuto puntare su una voce magari meno conosciuta tanto per variare ed evitare, appunto, quella prevedibilità che uno si aspettava per un personaggio del genere tipo la brava Joy Saltarelli.

Francesca Manicone su Bonnie è una delle scelte più sbagliate, timbro troppo forte per l’attrice e un’interpretazione un po’ troppo monocorde e su di lei ho notato che le sorelle Izzo tendono ad assegnarle sempre un ruolo nei loro lavori anche quando, palesemente, un ruolo per lei non c’è (come in questo caso). Su questa ragazza sarebbe stata semplicemente perfetta una Chiara Gioncardi o anche una Barbara Pitotti.

Edoardo Stoppacciaro è un bravissimo doppiatore, a mio parere troppo sottovalutato e rientra tra quegli attori/doppiatori che, insieme a Domitilla D’Amico e Stefano Crescentini, dove li metti funzionano sempre (dai ruoli macchiettistici a quelli da buoni, da quelli cattivi a quelli sensuali) e, per il poco che siamo riusciti a sentirlo su Matt fino ad ora, direi che funziona benissimo.

Marco Vivio per Tyler Lockwood è, insieme alla Manicone, un’altra scelta completamente sbagliata; in tempi recenti qualcuno ha convinto Marco di poter doppiare un personaggio “cattivo”, ma, ahilui, così non è: ha una voce da bravo ragazzo e a quello dovrebbe attenersi. Se proprio lo si doveva far lavorare, allora andava su Matt, con tutto il dispiacere per Stoppacciaro. Tyler l’avrei visto meglio con la voce di Alessio De Filippis oppure di Paolo Vivio.

Alessio Puccio su Jeremy Gilbert funziona a metà; Alessio è un bravissimo doppiatore e quindi è difficile che renda “male” un personaggio, ma ciò non toglie che Steven R. McQueen sia un tipo con un timbro e un aspetto decisamente più massicci per i quali avrebbe funzionato meglio Fabrizio De Flaviis. Tuttavia ringrazio con tutto il cuore di averci evitato l’onnipresente Flavio Aquilone che oramai viene assegnato dovunque ci sia un ragazzo tra i 16 e i 22 anni pur non adattandosi in alcun modo al personaggio (vedi Finn di “Glee” ad esempio).

Claudia Catani per la zia Jenna va benissimo, ma il personaggio è stato fin’ora utilizzato davvero poco per poter dare un giudizio completo.

Federica De Bortoli su Vicki Donovan è una scelta che mi trova del tutto indifferente soprattutto visto il percorso del personaggio.

Vittorio Guerrieri per Alaric Saltzman infine, funziona alla perfezione.

Un’edizione italiana tutto sommato buona che ha dato anche una voce giusta ai comprimari della prima stagione (sono semplicemente intriganti la D’Amico su Isobel e la Musy su Pearl) e che ha i soliti dialoghi perfetti della PUMAISdue (quando non ci sono i dirigenti ad interferire.. ogni rimando a “Buffy” è del tutto casuale) con un missaggio del suono impeccabile in perfetta armonia con dialoghi e colonna musica/effetti e “lyp sync” realizzato “ad hoc”.

VOTO:

LA PROGRAMMAZIONE: La serie ha debuttato il 3 febbraio 2010 sul canale digitale terrestre a pagamento Mya, di Mediaset Premium, ogni mercoledì in prima serata facendo una mossa sicuramente buona per la tv pay, ma deleteria per la tv in chiaro ovvero quella Italia 1 che sta programmando la serie ogni mercoledì in prima serata con ben TRE episodi per sera , in pieno periodo festivo, a distanza di un anno e mezzo dall’esordio statunitense e che, scioccamente, non ha sfruttato l’onda lunga dell’uscita di “Eclipse” al cinema datata 30 giugno 2010, giorno che coincise con la messa in onda del season finale su Mya e che avrebbe quindi potuto essere il trampolino di lancio per la trasmissione della serie in chiaro approfittando anche della scarsa concorrenza estiva. L’ennesima occasione sprecata quindi questo “Vampire Diaries” che si appresta ad abbandonare i palinsesti attuali per altri ignoti (seconda serata?).

Spero vi sia piaciuto questo “pilota” della rubrica e ringrazio Antonio per l’opportunità concessami. Alla prossima!

  • http://chiyako92.wordpress.com chiyako92

    A me personalmente questo post è piaciuto. Mi fa sempre piacere leggere quello che altri pensano sul doppiaggio di serie che io amo (The Vampire Diaries, appunto). Il doppiaggio italiano di TVD non lo trovo così schifoso come molti affermano. Onorato è perfetto nel ruolo di Damon, per Crescentini condivido quello che dice Andrea sul perché l’hanno scelto, la Amendola magari non è stata una scelta proprio felice, ma posso ascoltarla. Puccio su Jeremy effettivamente lo fa sembrare un bambino, ma ormai non ci possiamo fare più niente. Concludo dicendo ad Andrea che secondo me ha fatto un buon lavoro e che aspetto di leggere altri dubbing calling (magari su Gossip Girl…?).

    @enry: la Saltarelli effettivamente non è molto conosciuta, essendo giovane. Posso dirti che ha doppiato Jennsen nella serie La spada della verità (anche di questa mi piacerebbe un dubbing calling), per gli altri ruoli non posso che rimandarti al sito di Antonio.

    • Jo3y

      Ehi, grazie mille dei complimenti, apprezzo molto quello che hai scritto :)

      Per altri post della rubrica, ho iniziato diverse cose, ma lasciate tutte in sospeso perchè sto preparando diversi esami in vista del rush finale per la laurea, appena avrò un secondo di tempo pubblicherò ancora.

      A presto!