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Libri – Roberto D’Agostino e Umberto Pizzi “Ultra Cafonal – Il peggio di Dagospia” 29 novembre 2010

Scritto da Antonio Genna nelle categorie Cinema e TV, Fotografie, Libri.
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Ogni giorno Roberto D’Agostino sul suo sito web Dagospia propone lo spazio “Cafonal”, in cui celebra il rito dell’Italia cafona con gli scatti del fotoreporter romano Umberto Pizzi: chi si strafoga di cibo, chi dorme, chi balla, tra feste in palazzi romani e riunioni pubbliche. Lo spazio è approdato due anni fa ad una versione cartacea, con il titolo “Cafonal – Gli italiani nel mirino di Dagospia” (2008); ne è ora uscito il suo ideale seguito, il volume di grande formato “Ultra Cafonal – Il peggio di Dagospia” (Mondadori, 580 pagine, prezzo di copertina 40 €), grande quasi quanto il volume di un’enciclopedia.
Il volume stupisce fin dalla copertina molto eloquente: il dito medio alzato, contro il fotografo e l’intero Paese che guarda, del Ministro delle Riforme Umberto Bossi: immagine simbolo della nostra Italia, Paese di banchetti e politici sfatti. Come ha detto D’Agostino: “Pensavamo di aver detto tutto con il primo Cafonal. Invece no. I nostri eroi si smutandano, si ingozzano, si sfanculeggiano, si bombardano di botox perché soffrono di una grande angoscia: il timore di non esistere. Il terrore di essere dimenticati è la molla psicologica dell’incontinenza fisica, della sregolatezza triviale, dell’imbecillità via catetere”.
Ha ben riassunto lo spirito del libro l’attore Carlo Verdone, autore di una delle introduzioni al volume: appena aperto, guardando le prime foto, si comincia a ridere, tra esclamazioni di meraviglia e di sorpresa; proseguendo, arriva lo stupore e l’incredulità… alla fine la risata è sostituita dal riso amaro e dallo sgomento. Verdone, che non è tra i volti paparazzati nel volume, ha detto: “Non è un libro fotografico: questa è una colonscopia del Paese. Annulla ogni demarcazione tra destra e sinistra: qui sono tutti uguali. Per quanto io abbia rappresentato l’Italia cafona, qui la realtà supera la fantasia: mi viene in mente Sordi, quando mi diceva che abbiamo perso il senso del ridicolo”.
Natalia Aspesi, che ha scritto un’altra introduzione, riassume così: “Quel dito alzato di Bossi è un segnale di fine. Non so se del governo, della società o di altro. Non c’è copertina più bella di questa”.
“Ultra Cafonal” rappresenta una “commedia umana” che descrive parte della classe dirigente italiana, tra imprenditori di importanza rilevante in Italia, politici di tutte le tendenze, conduttori televisivi, giornalisti, attori e attrici, in una parola i “VIP” dei nostri giorni: tutti accomunati da un presenzialismo sfrenato in salotti ed eventi mondani, dove si mangia senza alcun ritegno, dove ci si esibisce con seni quasi sempre rifatti e pancioni maschili.
I titoli dei capitoli in cui è diviso il volume sono tutto un programma: da “La lega del vaffa” (vedi foto di copertina) a “Sinistrati d’Italia”, da “Burka-tini alla romana” a “Tipini Fini”, da “Radical Kitsch” a “No foto, no cafonal” (con gli scatti di chi non voleva farsi fotografare): ce n’è davvero per tutti, e c’è da aspettarsi che non abbiamo ancora visto il peggio…