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E’ morto Raimondo Vianello 15 aprile 2010

Scritto da Antonio Genna nelle categorie Cinema e TV, Humour, In Memoriam, Video e trailer.
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E’ morto Raimondo Vianello, protagonista per anni insieme alla moglie Sandra Mondaini della tv italiana, ma anche attore teatrale, di cinema e grande sportivo. Il 7 maggio avrebbe compiuto 88 anni.
Nato a Roma, trascorse la sua giovinezza in Dalmazia, dove si era trasferito il padre Guido, ammiraglio della Marina militare. Dopo la seconda guerra mondiale, insieme al fratello Roberto divenne atleta e dirigente del Centro nazionale Sportivo Fiamma.
Attore per caso, fu scelto per il ruolo di un ufficiale americano nella rivista satirica “Cantachiaro” di Garinei e Giovannini. Subito dopo fece coppia fissa con Ugo Tognazzi dal 1951 nel teatro di rivista e dal 1954, per 5 anni e 77 trasmissioni, in TV. Un duo perfetto, paritario, in cui non c’era la “spalla”, un caso irripetibile, consacrato anche da 25 film.
Poi arrivò un’altra irripetibile stagione di sketch, quelli in coppia con Sandra Mondaini, diventata sua moglie, con cui iniziò il sodalizio nel 1961. Ecco allora “Studio Uno”, “Sai che ti dico”, “Sandra e Raimondo Show” del 1987. La coppia proseguì negli anni Ottanta, sempre in Rai, con il quiz “Sette e mezzo” e con l’ultima trasmissione per l’azienda, “Stasera niente di nuovo”. Poi il “trasferimento” a Canale 5, dove “aprirono” Casa Vianello, la sit-com che portarono avanti fino al 2007 e con cui la coppia più amata dagli italiani portava in scena i problemi della vita coniugale. Il 1998 fu l’anno della conduzione del Festival di Sanremo.
Tra le ultime apparizioni in TV, di nuovo il palco dell’Ariston nel 2008 con Bonolis. Nello stesso anno, insieme a Sandra Mondaini, l’addio alle scene con il film TV “Crociera Vianello”, anche se si era detto “disponibile a essere ospitato in particolare nelle trasmissioni sportive come ospite un po’ dormiente”.
Nella sua carriera Vianello è comparso in più di 50 film. Ma destinati a fare scuola sono soprattutto i suo sketch dal ritmo datato, ma dal contenuto modernissimo e le sue parodie di personaggi e categorie professionali, dai rocker agli avvocati azzeccagarbugli, dal Claudio Villa al Gino Bartali di Tognazzi cui si deve l’invenzione del celebre: ‘L’é tutto sbagliato, l’é tutto da rifare”. Pacato, elegante nella sua tipica comicità romana, pronta nelle battute e nelle considerazioni salaci, Raimondo Vianello verrà ricordato per il suo stile, per la garbata ironia e l’intelligenza del sorriso.
(fonte: Televideo Rai)
Ricordiamo Raimondo Vianello con il divertente sketch musicale “Tarzan” interpretato con la moglie Sandra Mondaini.

A seguire, lo sketch “L’onorevole con la U stretta”, interpretato al fianco di Ugo Tognazzi.

Ora, gli sketch “Un uomo, una donna” e “Un barbone a cena” con Sandra Mondaini.

Infine, la sigla della storica sit-com Mediaset “Casa Vianello”.

Ed ora, il ricordo di alcune personalità del mondo dello spettacolo, della cultura e della politica.

Garimberti: un pioniere della Tv
“Scompare uno dei pionieri della televisione italiana, un professionista raffinato, elegante e mai volgare”. Con queste parole il presidente della Rai Paolo Garimberti ha commentato la notizia della morte di Raimondo Vianello. “Un artista, un vero gentiluomo- ha proseguito Garimberti- che ha contribuito a rendere più lieve e gradevole il servizio pubblico fin dai suoi albori negli anni ’50, e a fidelizzare con la sua comicità milioni di telespettatori”.

Il ricordo di colleghi e amici
“Uomini come lui, con quella leggerezza e semplicità, intelligentissimi e dolci non ne nasceranno più” è il lucido commento di Pippo Baudo.
“La scomparsa di Raimondo Vianello mi mette profonda malinconia. La sua comicità era paradossale e innovativia, pur restando molto popolare”, queste le parole di Dario Fo, premio Nobel per la letteratura.
Per Fiorello “Va via un maestro dell’ironia. Il primo che con Pressing portò il sorriso nelle trasmissioni sportive”.
Cordoglio anche dall’Inter, di cui Vianello era tifoso, e dalla Juventus: “Rimarrà indimenticabile”.
“E’ scomparso un amico, davvero un amico”. L’emozione e l’affetto nel pianto, di Giancarlo Magalli, in diretta a “I fatti vostri” su RaiDue.
Raffaella Carrà: “Questa morte mi schianta. Lui non può lasciarci”.
Paolo Bonolis: “Mi spiace, tanto. Raimondo ha lasciato molto a chi fa la nostra professione”.
Maurizio Costanzo: “E’ stata la prima persona che conobbi 50 anni fa. Starà ridendo lassù con Tognazzi”.
Antonio Ricci: “L’ultima volta mi disse ‘mi sa che non saremo ospiti a Paperissima’”.
Ezio Greggio: “Raimondo mi mancherà tantissimo. Se faccio questo mestiere lo devo anche a lui, alla sua maschera, alla sua comicità, alle sue gag. Per me è stato un’ispirazione naturale. Ad ogni incontro con lui scaturivano battute a raffica, mi punzecchiava sempre ironicamente e sempre con grande affetto: “Ma era una così bella giornata”, diceva vedendomi. So che con Sandra guardava sempre Striscia e spesso ultimamente li salutavamo. Abbraccio forte forte Sandra che mi ha sempre accostato a Raimondo e piango, piango molto lo ammetto, questo grande immenso clown, quella maschera meravigliosa, quell’attore che appartiene ad una generazione che sta nell’ Olimpo dei grandi comici e che da oggi farà ridere gli angeli, ne sono sicuro, con il suo grande compagno Ugo”.
E il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri: “E’ morto l’amico di tutti. Un grande artista e un grande uomo”.

Napolitano: “Ha dato tanto all’Italia”
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, appresa la notizia della morte di Raimondo Vianello, ha inviato alla moglie, Sandra Mondaini, un messaggio di vicinanza e di cordoglio. Nel messaggio, il capo dello Stato riricorda con affetto e stima il popolare attore, “che tanto ha dato al teatro, al cinema e alla tv italiani”.
“Il suo umorismo ha accompagnato per oltre cinquant’anni la vita del nostro Paese e ci ha fatto sorridere anche nei momenti più difficili”. Così ha espresso il suo cordoglio il presidente del Senato Schifani, in un telegramma inviato a Sandra Mondaini.
Per il presidente della Camera, Fini, “la sua figura lascia un grande vuoto. Ha saputo interpretare con ironia la vita del nostro tempo. Il suo garbo, i suoi toni non gridati, gli hanno assicurato l’affetto di tutti gli italiani”.